-
la "coerenza" non rendedove per "coerenza" intendo dire quella sottospecie di morale di quart'ordine che giudica incoerente, se uno crede nella non eticità di un comportamento legale, di attuarlo lo stesso fintantoché non diventi illegale.
In poche parole una persona "coerente", secondo questa definizione, dovrebbe attenersi ad un subset dei vincoli imposti dalle leggi in vigore.
Questo perché, al contrario, sempre secondo questo singolare concetto di coerenza, se io invece giudico etico qualcosa che invece è illegale, devo prima far sì che l'azione diventi legale, e poi attuarla. Altrimenti sono incoerente, perché sono contro la legalità.
Quindi, vedetela come se fosse un gioco di ruolo, abbiamo quattro tipi di categorie:
le persone "coerenti", le persone coerenti, le persone legali e i furbetti.
Le persone "coerenti" rispetteranno un subset delle azioni concesse dalle leggi, le persone coerenti che rispettano la loro etica (la quale si interseca più o meno ampiamente con le azioni concesse dalle leggi), le persone legali che si sentono vincolate nelle loro azioni solamente dalle leggi vigenti, e poi ci sono i furbetti che se ne sbattono altamente, o più elegantemente faranno credo una valutazione rischi/benefici (altrimenti non sarebbero furbi ma fessi).
Detto questo, è evidente che il margine d'azione maggiore è quello dei furbi, che tuttavia corrono il rischio di fare la fine dei fessi se non stanno accuorti.
Stesso rischio ma in misura minore per le persone coerenti, in quanto circoscritto a quel subset delle loro azioni non contenute nelle azioni permesse dalle leggi vigenti.
Questi rischi sono armi nelle mani delle persone legali e delle persone "coerenti". Tuttavia le persone legali hanno un insieme di azioni più ampio delle persone "coerenti", e quindi a parità di abilità (politica, imprenditoriale, professionale, ecc) quelle legali hanno una maggior competitività di quelle "coerenti"? In teoria no, perché c'è un'altra arma che può essere usata principalmente dalle persone "coerenti", e anche da quelle coerenti: il pubblico stigma di essere anti-etici.
E' evidente che risulta difficile un gioco simile ai furbetti, possono farlo tra di loro o al massimo ai danni di una persona legale, ma suonerà sempre come il bue che dà del cornuto all'asino.
Il problema che questo stigma comunque è legato ad un concetto eterogeneo di etica, quindi comunque non sarà mai forte quanto invece l'essere presi con le mani nella marmellata dopo un'infrazione della legge, visto che questa è piuttosto oggettiva.
Poi in un paese come l'italia figurati, nessuno s'indigna di niente, percui che forza può avere chi vuol fare dell'indignazione pubblica la sua lancia?
Se fosse davvero un rpg, a che categoria vorreste appartenere? Io sinceramente penso proprio che le persone "coerenti" siano le più sfigate.
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Modificato dall' autore il 10 dicembre 2010 13.41
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Re: la "coerenza" non rendeScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2010-12-10 13:53:00.0 alle 2010-12-10 13:53:00.0Trollate totali: 11553Coerenza, nel contesto dei comportamenti umani, per me ha un SOLO significato: coincidenza tra pensieri, parole, azioni. Punto
La coerenza NON ha nulla a che vedere con l' etica, è una "condizione oggettiva".
Per il resto, in altri significati "fuori luogo" ma comunemente accettati(tipo chi definisce coerente chi non cambia mai idea) concordo con chi la descrisse come: la "virtù degli sciocchi".
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Modificato dall' autore il 10 dicembre 2010 13.56
-----------------------------------------------------------Ma smettila di secernere cazzate!-
Re: la "coerenza" non rende
- Scritto da: Alessandrox
> Coerenza, nel contesto dei comportamenti umani,
> per me ha un SOLO significato: coincidenza tra
> pensieri, parole, azioni.
> Punto
>
> La coerenza NON ha nulla a che vedere con l'
> etica, è una "condizione oggettiva".
>
>
> Per il resto, in altri significati "fuori luogo"
> ma comunemente accettati(tipo chi definisce
> coerente chi non cambia mai idea) concordo con
> chi la descrisse come: la "virtù degli
> sciocchi".
ma infatti è così.
Se ci pensi agire contro le proprie convinzioni etiche non necessariamente denota una incoerenza fra pensieri e azioni.
Si può infatti ritenere che il rispetto di alcune delle proprie convinzioni etiche sia meno prioritario del conseguimento dei propri obiettivi.
O come diceva quella tale, "andare contro i miei princìpi non va contro i miei princìpi"...-
Re: la "coerenza" non rendeScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2010-12-10 22:06:00.0 alle 2010-12-10 22:06:00.0Trollate totali: 11553
- Scritto da: Caccola
>
> - Scritto da: Alessandrox
> > Coerenza, nel contesto dei comportamenti umani,
> > per me ha un SOLO significato: coincidenza tra
> > pensieri, parole, azioni.
> > Punto
> >
> > La coerenza NON ha nulla a che vedere con l'
> > etica, è una "condizione oggettiva".
> >
> >
> > Per il resto, in altri significati "fuori
> luogo"
>
> > ma comunemente accettati(tipo chi definisce
> > coerente chi non cambia mai idea) concordo con
> > chi la descrisse come: la "virtù degli
> > sciocchi".
>
> ma infatti è così.
> Se ci pensi agire contro le proprie convinzioni
> etiche non necessariamente denota una incoerenza
> fra pensieri e
> azioni.
> Si può infatti ritenere che il rispetto di alcune
> delle proprie convinzioni etiche sia meno
> prioritario del conseguimento dei propri
> obiettivi.
>
> O come diceva quella tale, "andare contro i miei
> princìpi non va contro i miei
> princìpi"...
si.. puo' essere, dipende...
Per essere più chiaro anche rimanendo molto sul generico: se io sbandiero ai 4 venti che sono a favore di qualcosa e contro qualcos' altro e poi faccio tutto l' opposto direi che la mancanza di coereza sia un fatto incontestabile, indipendentemente dall' etica.
Coerenza è solo la verifica di una condizione, è pura logica, si verifca la condizione x: SI NO PUNTO STOP... non c'è altro... se non chiacchericcio
POI si possono anche fare delle considerazioni sull' etica ma è una cosa a parte, è qualcosa di soggettivo e comunque successivo alal verifica della condizione di "coerenza".Ma smettila di secernere cazzate!-
Re: la "coerenza" non rende
- Scritto da: Alessandrox
>
> - Scritto da: Caccola
> >
> > - Scritto da: Alessandrox
> > > Coerenza, nel contesto dei comportamenti
> umani,
> > > per me ha un SOLO significato: coincidenza tra
> > > pensieri, parole, azioni.
> > > Punto
> > >
> > > La coerenza NON ha nulla a che vedere con l'
> > > etica, è una "condizione oggettiva".
> > >
> > >
> > > Per il resto, in altri significati "fuori
> > luogo"
> >
> > > ma comunemente accettati(tipo chi definisce
> > > coerente chi non cambia mai idea) concordo con
> > > chi la descrisse come: la "virtù degli
> > > sciocchi".
> >
> > ma infatti è così.
> > Se ci pensi agire contro le proprie convinzioni
> > etiche non necessariamente denota una incoerenza
> > fra pensieri e
> > azioni.
> > Si può infatti ritenere che il rispetto di
> alcune
> > delle proprie convinzioni etiche sia meno
> > prioritario del conseguimento dei propri
> > obiettivi.
> >
> > O come diceva quella tale, "andare contro i miei
> > princìpi non va contro i miei
> > princìpi"...
>
> si.. puo' essere, dipende...
>
> Per essere più chiaro anche rimanendo molto sul
> generico: se io sbandiero ai 4 venti che sono a
> favore di qualcosa e contro qualcos' altro e poi
> faccio tutto l' opposto direi che la mancanza di
> coereza sia un fatto incontestabile,
> indipendentemente dall'
> etica.
>
> Coerenza è solo la verifica di una condizione, è
> pura logica, si verifca la condizione x: SI NO
> PUNTO STOP... non c'è altro... se non
> chiacchericcio
>
>
> POI si possono anche fare delle considerazioni
> sull' etica ma è una cosa a parte, è qualcosa di
> soggettivo e comunque successivo alal verifica
> della condizione di
> "coerenza".
beh dipende.
Se io ad esempio dico che sono contro chi utilizza sistemi al margine estremo del legale per risparmiare sulle tasse, non mi sento uno stronzo o un'incoerente a farlo anche io.
Questo perché in realtà sto dicendo un'altra cosa: sono contro la legge che permette a chi ne ha la possibilità di risparmiarsi più tasse possibili con sistemi sulla carta legali ma nello spirito vera e propria evasione; quindi auspico che la legge diventi un'altra, e lotterò a tal fine.
Nel frattempo però mica devo essere il ciula del gruppo a pagare per tutti gli altri...-
Re: la "coerenza" non rendeScritto daNon Autenticatoil 2010-12-11 09:52:00.0 alle 2010-12-11 09:52:00.0
- Scritto da: Caccola
>
> - Scritto da: Alessandrox
> >
> > - Scritto da: Caccola
> > >
> > > - Scritto da: Alessandrox
> > > > Coerenza, nel contesto dei comportamenti
> > umani,
> > > > per me ha un SOLO significato: coincidenza
> tra
> > > > pensieri, parole, azioni.
> > > > Punto
> > > >
> > > > La coerenza NON ha nulla a che vedere con l'
> > > > etica, è una "condizione oggettiva".
> > > >
> > > >
> > > > Per il resto, in altri significati "fuori
> > > luogo"
> > >
> > > > ma comunemente accettati(tipo chi definisce
> > > > coerente chi non cambia mai idea) concordo
> con
> > > > chi la descrisse come: la "virtù degli
> > > > sciocchi".
> > >
> > > ma infatti è così.
> > > Se ci pensi agire contro le proprie
> convinzioni
> > > etiche non necessariamente denota una
> incoerenza
> > > fra pensieri e
> > > azioni.
> > > Si può infatti ritenere che il rispetto di
> > alcune
> > > delle proprie convinzioni etiche sia meno
> > > prioritario del conseguimento dei propri
> > > obiettivi.
> > >
> > > O come diceva quella tale, "andare contro i
> miei
> > > princìpi non va contro i miei
> > > princìpi"...
> >
> > si.. puo' essere, dipende...
> >
> > Per essere più chiaro anche rimanendo molto sul
> > generico: se io sbandiero ai 4 venti che sono a
> > favore di qualcosa e contro qualcos' altro e poi
> > faccio tutto l' opposto direi che la mancanza di
> > coereza sia un fatto incontestabile,
> > indipendentemente dall'
> > etica.
> >
> > Coerenza è solo la verifica di una condizione, è
> > pura logica, si verifca la condizione x: SI NO
> > PUNTO STOP... non c'è altro... se non
> > chiacchericcio
> >
> >
> > POI si possono anche fare delle considerazioni
> > sull' etica ma è una cosa a parte, è qualcosa di
> > soggettivo e comunque successivo alal verifica
> > della condizione di
> > "coerenza".
>
> beh dipende.
> Se io ad esempio dico che sono contro chi
> utilizza sistemi al margine estremo del legale
> per risparmiare sulle tasse, non mi sento uno
> stronzo o un'incoerente a farlo anche
> io.
> Questo perché in realtà sto dicendo un'altra
> cosa: sono contro la legge che permette a chi ne
> ha la possibilità di risparmiarsi più tasse
> possibili con sistemi sulla carta legali ma nello
> spirito vera e propria evasione; quindi auspico
> che la legge diventi un'altra, e lotterò a tal
> fine.
> Nel frattempo però mica devo essere il ciula del
> gruppo a pagare per tutti gli
> altri...
eccone un altro che chiagne e fotte...
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Re: la "coerenza" non rendeScritto daNon Autenticatoil 2010-12-11 16:03:00.0 alle 2010-12-11 16:03:00.0> Se io ad esempio dico che sono contro chi
> utilizza sistemi al margine estremo del legale
> per risparmiare sulle tasse, non mi sento uno
> stronzo o un'incoerente a farlo anche
> io.
> Questo perché in realtà sto dicendo un'altra
> cosa: sono contro la legge che permette a chi ne
> ha la possibilità di risparmiarsi più tasse
> possibili con sistemi sulla carta legali ma nello
> spirito vera e propria evasione; quindi auspico
> che la legge diventi un'altra, e lotterò a tal
> fine.
> Nel frattempo però mica devo essere il ciula del
> gruppo a pagare per tutti gli altri...
Sospettavo che sotto tutta questa inquietudine filosofica dovesse esserci una bieca questione di denaro.
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Re: la "coerenza" non rendeScritto dagengivaUtente privileggiatoil 2010-12-10 14:05:00.0 alle 2010-12-10 14:05:00.0Trollate totali: 9100
- Scritto da: Caccola
> dove per "coerenza" intendo dire quella
> sottospecie di morale di quart'ordine che giudica
> incoerente, se uno crede nella non eticità di un
> comportamento legale, di attuarlo lo stesso
> fintantoché non diventi
> illegale.
>
> In poche parole una persona "coerente", secondo
> questa definizione, dovrebbe attenersi ad un
> subset dei vincoli imposti dalle leggi in
> vigore.
>
> Questo perché, al contrario, sempre secondo
> questo singolare concetto di coerenza, se io
> invece giudico etico qualcosa che invece è
> illegale, devo prima far sì che l'azione diventi
> legale, e poi attuarla. Altrimenti sono
> incoerente, perché sono contro la
> legalità.
>
> Quindi, vedetela come se fosse un gioco di ruolo,
> abbiamo quattro tipi di
> categorie:
> le persone "coerenti", le persone coerenti, le
> persone legali e i
> furbetti.
> Le persone "coerenti" rispetteranno un subset
> delle azioni concesse dalle leggi, le persone
> coerenti che rispettano la loro etica (la quale
> si interseca più o meno ampiamente con le azioni
> concesse dalle leggi), le persone legali che si
> sentono vincolate nelle loro azioni solamente
> dalle leggi vigenti, e poi ci sono i furbetti che
> se ne sbattono altamente, o più elegantemente
> faranno credo una valutazione rischi/benefici
> (altrimenti non sarebbero furbi ma
> fessi).
...
Per me coerente è chi fa quello che dice o pensa, il resto è incoerente. Un assassino infrange la legge, ma se crede che uccidere sia giusto allora è coerente.
...
> Se fosse davvero un rpg, a che categoria vorreste
> appartenere? Io sinceramente penso proprio che le
> persone "coerenti" siano le più
> sfigate.
>
Io scelgo quella che mi da +5 alle armi da mischia e 10% di probabilità al danno critico.
Cercatelo con Google, ritardato! ©
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Re: la "coerenza" non rende
- Scritto da: Caccola
> dove per "coerenza" intendo dire quella
> sottospecie di morale di quart'ordine che giudica
> incoerente, se uno crede nella non eticità di un
> comportamento legale, di attuarlo lo stesso
> fintantoché non diventi
> illegale.
>
> In poche parole una persona "coerente", secondo
> questa definizione, dovrebbe attenersi ad un
> subset dei vincoli imposti dalle leggi in
> vigore.
>
> Questo perché, al contrario, sempre secondo
> questo singolare concetto di coerenza, se io
> invece giudico etico qualcosa che invece è
> illegale, devo prima far sì che l'azione diventi
> legale, e poi attuarla. Altrimenti sono
> incoerente, perché sono contro la
> legalità.
>
> Quindi, vedetela come se fosse un gioco di ruolo,
> abbiamo quattro tipi di
> categorie:
> le persone "coerenti", le persone coerenti, le
> persone legali e i
> furbetti.
> Le persone "coerenti" rispetteranno un subset
> delle azioni concesse dalle leggi, le persone
> coerenti che rispettano la loro etica (la quale
> si interseca più o meno ampiamente con le azioni
> concesse dalle leggi), le persone legali che si
> sentono vincolate nelle loro azioni solamente
> dalle leggi vigenti, e poi ci sono i furbetti che
> se ne sbattono altamente, o più elegantemente
> faranno credo una valutazione rischi/benefici
> (altrimenti non sarebbero furbi ma
> fessi).
>
>
> Detto questo, è evidente che il margine d'azione
> maggiore è quello dei furbi, che tuttavia corrono
> il rischio di fare la fine dei fessi se non
> stanno
> accuorti.
> Stesso rischio ma in misura minore per le persone
> coerenti, in quanto circoscritto a quel subset
> delle loro azioni non contenute nelle azioni
> permesse dalle leggi
> vigenti.
> Questi rischi sono armi nelle mani delle persone
> legali e delle persone "coerenti". Tuttavia le
> persone legali hanno un insieme di azioni più
> ampio delle persone "coerenti", e quindi a parità
> di abilità (politica, imprenditoriale,
> professionale, ecc) quelle legali hanno una
> maggior competitività di quelle "coerenti"? In
> teoria no, perché c'è un'altra arma che può
> essere usata principalmente dalle persone
> "coerenti", e anche da quelle coerenti: il
> pubblico stigma di essere
> anti-etici.
> E' evidente che risulta difficile un gioco simile
> ai furbetti, possono farlo tra di loro o al
> massimo ai danni di una persona legale, ma
> suonerà sempre come il bue che dà del cornuto
> all'asino.
> Il problema che questo stigma comunque è legato
> ad un concetto eterogeneo di etica, quindi
> comunque non sarà mai forte quanto invece
> l'essere presi con le mani nella marmellata dopo
> un'infrazione della legge, visto che questa è
> piuttosto
> oggettiva.
> Poi in un paese come l'italia figurati, nessuno
> s'indigna di niente, percui che forza può avere
> chi vuol fare dell'indignazione pubblica la sua
> lancia?
>
> Se fosse davvero un rpg, a che categoria vorreste
> appartenere? Io sinceramente penso proprio che le
> persone "coerenti" siano le più
> sfigate.
cosa saggiamnte diceva la tua amica Violetta Beauregarde?-
Re: la "coerenza" non rende
- Scritto da: Clementina
>
> - Scritto da: Caccola
> > dove per "coerenza" intendo dire quella
> > sottospecie di morale di quart'ordine che
> giudica
> > incoerente, se uno crede nella non eticità di un
> > comportamento legale, di attuarlo lo stesso
> > fintantoché non diventi
> > illegale.
> >
> > In poche parole una persona "coerente", secondo
> > questa definizione, dovrebbe attenersi ad un
> > subset dei vincoli imposti dalle leggi in
> > vigore.
> >
> > Questo perché, al contrario, sempre secondo
> > questo singolare concetto di coerenza, se io
> > invece giudico etico qualcosa che invece è
> > illegale, devo prima far sì che l'azione diventi
> > legale, e poi attuarla. Altrimenti sono
> > incoerente, perché sono contro la
> > legalità.
> >
> > Quindi, vedetela come se fosse un gioco di
> ruolo,
> > abbiamo quattro tipi di
> > categorie:
> > le persone "coerenti", le persone coerenti, le
> > persone legali e i
> > furbetti.
> > Le persone "coerenti" rispetteranno un subset
> > delle azioni concesse dalle leggi, le persone
> > coerenti che rispettano la loro etica (la quale
> > si interseca più o meno ampiamente con le azioni
> > concesse dalle leggi), le persone legali che si
> > sentono vincolate nelle loro azioni solamente
> > dalle leggi vigenti, e poi ci sono i furbetti
> che
> > se ne sbattono altamente, o più elegantemente
> > faranno credo una valutazione rischi/benefici
> > (altrimenti non sarebbero furbi ma
> > fessi).
> >
> >
> > Detto questo, è evidente che il margine d'azione
> > maggiore è quello dei furbi, che tuttavia
> corrono
> > il rischio di fare la fine dei fessi se non
> > stanno
> > accuorti.
> > Stesso rischio ma in misura minore per le
> persone
> > coerenti, in quanto circoscritto a quel subset
> > delle loro azioni non contenute nelle azioni
> > permesse dalle leggi
> > vigenti.
> > Questi rischi sono armi nelle mani delle persone
> > legali e delle persone "coerenti". Tuttavia le
> > persone legali hanno un insieme di azioni più
> > ampio delle persone "coerenti", e quindi a
> parità
> > di abilità (politica, imprenditoriale,
> > professionale, ecc) quelle legali hanno una
> > maggior competitività di quelle "coerenti"? In
> > teoria no, perché c'è un'altra arma che può
> > essere usata principalmente dalle persone
> > "coerenti", e anche da quelle coerenti: il
> > pubblico stigma di essere
> > anti-etici.
> > E' evidente che risulta difficile un gioco
> simile
> > ai furbetti, possono farlo tra di loro o al
> > massimo ai danni di una persona legale, ma
> > suonerà sempre come il bue che dà del cornuto
> > all'asino.
> > Il problema che questo stigma comunque è legato
> > ad un concetto eterogeneo di etica, quindi
> > comunque non sarà mai forte quanto invece
> > l'essere presi con le mani nella marmellata dopo
> > un'infrazione della legge, visto che questa è
> > piuttosto
> > oggettiva.
> > Poi in un paese come l'italia figurati, nessuno
> > s'indigna di niente, percui che forza può avere
> > chi vuol fare dell'indignazione pubblica la sua
> > lancia?
> >
> > Se fosse davvero un rpg, a che categoria
> vorreste
> > appartenere? Io sinceramente penso proprio che
> le
> > persone "coerenti" siano le più
> > sfigate.
>
>
> cosa saggiamnte diceva la tua amica Violetta
> Beauregarde?
già citata
http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2552724&m_...
-
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Re: la "coerenza" non rendeScritto daNon Autenticatoil 2010-12-10 15:07:00.0 alle 2010-12-10 15:07:00.0> dove per "coerenza" intendo dire quella
> sottospecie di morale di quart'ordine che giudica
> incoerente, se uno crede nella non eticità di un
> comportamento legale, di attuarlo lo stesso
> fintantoché non diventi illegale.
Calma calma, sta frase mi sembra già abbastanza incoerente.
-
Re: la "coerenza" non rendeScritto daNon Autenticatoil 2010-12-10 15:15:00.0 alle 2010-12-10 15:15:00.0
- Scritto da: Caccola
> dove per "coerenza" intendo dire quella
> sottospecie di morale di quart'ordine che giudica
> incoerente, se uno crede nella non eticità di un
Che è successo, hai sbugnato ancora l'auto del vicino parcheggiando ubriaco..
-
la "coerenza"Scritto daNon Autenticatoil 2010-12-10 16:08:00.0 alle 2010-12-10 16:08:00.0I "furbetti" sono coerenti con i propri istinti, mentre le "persone di principi" lo sono spesso con quel genere di principi imposti dalla società allo scopo di reprimere le azioni che gli individui commettono a proprio vantaggio.
La contrapposizione non è tra essere coerenti o incoerenti, ma coerenti a che cosa.
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Re: la "coerenza" non rendeScritto daNon Autenticatoil 2010-12-10 20:57:00.0 alle 2010-12-10 20:57:00.0
- Scritto da: Caccola
> dove per "coerenza" intendo dire quella
> sottospecie di morale di quart'ordine che giudica
> incoerente, se uno crede nella non eticità di un
> comportamento legale, di attuarlo lo stesso
> fintantoché non diventi
> illegale.
>
> In poche parole una persona "coerente", secondo
> questa definizione, dovrebbe attenersi ad un
> subset dei vincoli imposti dalle leggi in
> vigore.
>
> Questo perché, al contrario, sempre secondo
> questo singolare concetto di coerenza, se io
> invece giudico etico qualcosa che invece è
> illegale, devo prima far sì che l'azione diventi
> legale, e poi attuarla. Altrimenti sono
> incoerente, perché sono contro la
> legalità.
>
> Quindi, vedetela come se fosse un gioco di ruolo,
> abbiamo quattro tipi di
> categorie:
> le persone "coerenti", le persone coerenti, le
> persone legali e i
> furbetti.
> Le persone "coerenti" rispetteranno un subset
> delle azioni concesse dalle leggi, le persone
> coerenti che rispettano la loro etica (la quale
> si interseca più o meno ampiamente con le azioni
> concesse dalle leggi), le persone legali che si
> sentono vincolate nelle loro azioni solamente
> dalle leggi vigenti, e poi ci sono i furbetti che
> se ne sbattono altamente, o più elegantemente
> faranno credo una valutazione rischi/benefici
> (altrimenti non sarebbero furbi ma
> fessi).
>
>
> Detto questo, è evidente che il margine d'azione
> maggiore è quello dei furbi, che tuttavia corrono
> il rischio di fare la fine dei fessi se non
> stanno
> accuorti.
> Stesso rischio ma in misura minore per le persone
> coerenti, in quanto circoscritto a quel subset
> delle loro azioni non contenute nelle azioni
> permesse dalle leggi
> vigenti.
> Questi rischi sono armi nelle mani delle persone
> legali e delle persone "coerenti". Tuttavia le
> persone legali hanno un insieme di azioni più
> ampio delle persone "coerenti", e quindi a parità
> di abilità (politica, imprenditoriale,
> professionale, ecc) quelle legali hanno una
> maggior competitività di quelle "coerenti"? In
> teoria no, perché c'è un'altra arma che può
> essere usata principalmente dalle persone
> "coerenti", e anche da quelle coerenti: il
> pubblico stigma di essere
> anti-etici.
> E' evidente che risulta difficile un gioco simile
> ai furbetti, possono farlo tra di loro o al
> massimo ai danni di una persona legale, ma
> suonerà sempre come il bue che dà del cornuto
> all'asino.
> Il problema che questo stigma comunque è legato
> ad un concetto eterogeneo di etica, quindi
> comunque non sarà mai forte quanto invece
> l'essere presi con le mani nella marmellata dopo
> un'infrazione della legge, visto che questa è
> piuttosto
> oggettiva.
> Poi in un paese come l'italia figurati, nessuno
> s'indigna di niente, percui che forza può avere
> chi vuol fare dell'indignazione pubblica la sua
> lancia?
>
> Se fosse davvero un rpg, a che categoria vorreste
> appartenere? Io sinceramente penso proprio che le
> persone "coerenti" siano le più
> sfigate.
io invece mi domando: ma di che ti fai, invalnàto?
-
Re: la "coerenza" non rendeScritto daNon Autenticatoil 2010-12-10 21:26:00.0 alle 2010-12-10 21:26:00.0> > dove per "coerenza" intendo dire quella
> > sottospecie di morale di quart'ordine che
> giudica
> > incoerente, se uno crede nella non eticità di un
> > comportamento legale, di attuarlo lo stesso
> > fintantoché non diventi
> > illegale.
> >
> > In poche parole una persona "coerente", secondo
> > questa definizione, dovrebbe attenersi ad un
> > subset dei vincoli imposti dalle leggi in
> > vigore.
> >
> > Questo perché, al contrario, sempre secondo
> > questo singolare concetto di coerenza, se io
> > invece giudico etico qualcosa che invece è
> > illegale, devo prima far sì che l'azione diventi
> > legale, e poi attuarla. Altrimenti sono
> > incoerente, perché sono contro la
> > legalità.
> >
> > Quindi, vedetela come se fosse un gioco di
> ruolo,
> > abbiamo quattro tipi di
> > categorie:
> > le persone "coerenti", le persone coerenti, le
> > persone legali e i
> > furbetti.
> > Le persone "coerenti" rispetteranno un subset
> > delle azioni concesse dalle leggi, le persone
> > coerenti che rispettano la loro etica (la quale
> > si interseca più o meno ampiamente con le azioni
> > concesse dalle leggi), le persone legali che si
> > sentono vincolate nelle loro azioni solamente
> > dalle leggi vigenti, e poi ci sono i furbetti
> che
> > se ne sbattono altamente, o più elegantemente
> > faranno credo una valutazione rischi/benefici
> > (altrimenti non sarebbero furbi ma
> > fessi).
> >
> >
> > Detto questo, è evidente che il margine d'azione
> > maggiore è quello dei furbi, che tuttavia
> corrono
> > il rischio di fare la fine dei fessi se non
> > stanno
> > accuorti.
> > Stesso rischio ma in misura minore per le
> persone
> > coerenti, in quanto circoscritto a quel subset
> > delle loro azioni non contenute nelle azioni
> > permesse dalle leggi
> > vigenti.
> > Questi rischi sono armi nelle mani delle persone
> > legali e delle persone "coerenti". Tuttavia le
> > persone legali hanno un insieme di azioni più
> > ampio delle persone "coerenti", e quindi a
> parità
> > di abilità (politica, imprenditoriale,
> > professionale, ecc) quelle legali hanno una
> > maggior competitività di quelle "coerenti"? In
> > teoria no, perché c'è un'altra arma che può
> > essere usata principalmente dalle persone
> > "coerenti", e anche da quelle coerenti: il
> > pubblico stigma di essere
> > anti-etici.
> > E' evidente che risulta difficile un gioco
> simile
> > ai furbetti, possono farlo tra di loro o al
> > massimo ai danni di una persona legale, ma
> > suonerà sempre come il bue che dà del cornuto
> > all'asino.
> > Il problema che questo stigma comunque è legato
> > ad un concetto eterogeneo di etica, quindi
> > comunque non sarà mai forte quanto invece
> > l'essere presi con le mani nella marmellata dopo
> > un'infrazione della legge, visto che questa è
> > piuttosto
> > oggettiva.
> > Poi in un paese come l'italia figurati, nessuno
> > s'indigna di niente, percui che forza può avere
> > chi vuol fare dell'indignazione pubblica la sua
> > lancia?
> >
> > Se fosse davvero un rpg, a che categoria
> vorreste
> > appartenere? Io sinceramente penso proprio che
> le
> > persone "coerenti" siano le più
> > sfigate.
>
> io invece mi domando: ma di che ti fai,
> invalnàto?
faie verte
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Re: la "coerenza" non rendeScritto daNon Autenticatoil 2010-12-10 22:09:00.0 alle 2010-12-10 22:09:00.0Ma farti una sana sega all'uccello come tutti? Noo?
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Re: la "coerenza" non rende- Scritto da: Caccola
> dove per "coerenza" intendo dire quella
> sottospecie di morale di quart'ordine che giudica
> incoerente, se uno crede nella non eticità di un
> comportamento legale, di attuarlo lo stesso
> fintantoché non diventi
> illegale.
>
> In poche parole una persona "coerente", secondo
> questa definizione, dovrebbe attenersi ad un
> subset dei vincoli imposti dalle leggi in
> vigore.
>
> Questo perché, al contrario, sempre secondo
> questo singolare concetto di coerenza, se io
> invece giudico etico qualcosa che invece è
> illegale, devo prima far sì che l'azione diventi
> legale, e poi attuarla. Altrimenti sono
> incoerente, perché sono contro la
> legalità.
>
> Quindi, vedetela come se fosse un gioco di ruolo,
> abbiamo quattro tipi di
> categorie:
> le persone "coerenti", le persone coerenti, le
> persone legali e i
> furbetti.
> Le persone "coerenti" rispetteranno un subset
> delle azioni concesse dalle leggi, le persone
> coerenti che rispettano la loro etica (la quale
> si interseca più o meno ampiamente con le azioni
> concesse dalle leggi), le persone legali che si
> sentono vincolate nelle loro azioni solamente
> dalle leggi vigenti, e poi ci sono i furbetti che
> se ne sbattono altamente, o più elegantemente
> faranno credo una valutazione rischi/benefici
> (altrimenti non sarebbero furbi ma
> fessi).
>
>
> Detto questo, è evidente che il margine d'azione
> maggiore è quello dei furbi, che tuttavia corrono
> il rischio di fare la fine dei fessi se non
> stanno
> accuorti.
> Stesso rischio ma in misura minore per le persone
> coerenti, in quanto circoscritto a quel subset
> delle loro azioni non contenute nelle azioni
> permesse dalle leggi
> vigenti.
> Questi rischi sono armi nelle mani delle persone
> legali e delle persone "coerenti". Tuttavia le
> persone legali hanno un insieme di azioni più
> ampio delle persone "coerenti", e quindi a parità
> di abilità (politica, imprenditoriale,
> professionale, ecc) quelle legali hanno una
> maggior competitività di quelle "coerenti"? In
> teoria no, perché c'è un'altra arma che può
> essere usata principalmente dalle persone
> "coerenti", e anche da quelle coerenti: il
> pubblico stigma di essere
> anti-etici.
> E' evidente che risulta difficile un gioco simile
> ai furbetti, possono farlo tra di loro o al
> massimo ai danni di una persona legale, ma
> suonerà sempre come il bue che dà del cornuto
> all'asino.
> Il problema che questo stigma comunque è legato
> ad un concetto eterogeneo di etica, quindi
> comunque non sarà mai forte quanto invece
> l'essere presi con le mani nella marmellata dopo
> un'infrazione della legge, visto che questa è
> piuttosto
> oggettiva.
> Poi in un paese come l'italia figurati, nessuno
> s'indigna di niente, percui che forza può avere
> chi vuol fare dell'indignazione pubblica la sua
> lancia?
>
> Se fosse davvero un rpg, a che categoria vorreste
> appartenere? Io sinceramente penso proprio che le
> persone "coerenti" siano le più
> sfigate.
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> Modificato dall' autore il 10 dicembre 2010 13.41
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Le persone coerenti sono le più sfigate perchè in genere gli altri sono sempre pronti a rinfacciar loro di non aver rispettato la suddetta coerenza per filo e per segno, spesso anche nelle più piccole questioni. Da questo punto di vista, la coerenza degli altri è una delle più gettonate tra le "armi intellettuali".
...mentre invece, a mio parere, le persone più consapevoli sanno che alla base (o nel "miscuglio") di alcune decisioni o comportamenti possono esserci talmente tanti fattori imprevisti o mutevoli, che il vero comportamento coerente diventa allora il prenderne atto, mettendo magari da parte, nel caso di queste circostanze, la coerenza più canonica. Con questo non voglio dire che essere incoerenti non possa essere sbagliato, ma che la coerenza non dovrebbe diventare motivo di cieca immutabilità o conformismo.
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Modificato dall' autore il 11 dicembre 2010 12.36
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