☺
Scritto da
il 2010-12-10 13:40:00.0 alle 2010-12-10 13:40:00.0
Trollate totali: 4459
la "coerenza" non rende
dove per "coerenza" intendo dire quella sottospecie di morale di quart'ordine che giudica incoerente, se uno crede nella non eticità di un comportamento legale, di attuarlo lo stesso fintantoché non diventi illegale.
In poche parole una persona "coerente", secondo questa definizione, dovrebbe attenersi ad un subset dei vincoli imposti dalle leggi in vigore.
Questo perché, al contrario, sempre secondo questo singolare concetto di coerenza, se io invece giudico etico qualcosa che invece è illegale, devo prima far sì che l'azione diventi legale, e poi attuarla. Altrimenti sono incoerente, perché sono contro la legalità.
Quindi, vedetela come se fosse un gioco di ruolo, abbiamo quattro tipi di categorie:
le persone "coerenti", le persone coerenti, le persone legali e i furbetti.
Le persone "coerenti" rispetteranno un subset delle azioni concesse dalle leggi, le persone coerenti che rispettano la loro etica (la quale si interseca più o meno ampiamente con le azioni concesse dalle leggi), le persone legali che si sentono vincolate nelle loro azioni solamente dalle leggi vigenti, e poi ci sono i furbetti che se ne sbattono altamente, o più elegantemente faranno credo una valutazione rischi/benefici (altrimenti non sarebbero furbi ma fessi).
Detto questo, è evidente che il margine d'azione maggiore è quello dei furbi, che tuttavia corrono il rischio di fare la fine dei fessi se non stanno accuorti.
Stesso rischio ma in misura minore per le persone coerenti, in quanto circoscritto a quel subset delle loro azioni non contenute nelle azioni permesse dalle leggi vigenti.
Questi rischi sono armi nelle mani delle persone legali e delle persone "coerenti". Tuttavia le persone legali hanno un insieme di azioni più ampio delle persone "coerenti", e quindi a parità di abilità (politica, imprenditoriale, professionale, ecc) quelle legali hanno una maggior competitività di quelle "coerenti"? In teoria no, perché c'è un'altra arma che può essere usata principalmente dalle persone "coerenti", e anche da quelle coerenti: il pubblico stigma di essere anti-etici.
E' evidente che risulta difficile un gioco simile ai furbetti, possono farlo tra di loro o al massimo ai danni di una persona legale, ma suonerà sempre come il bue che dà del cornuto all'asino.
Il problema che questo stigma comunque è legato ad un concetto eterogeneo di etica, quindi comunque non sarà mai forte quanto invece l'essere presi con le mani nella marmellata dopo un'infrazione della legge, visto che questa è piuttosto oggettiva.
Poi in un paese come l'italia figurati, nessuno s'indigna di niente, percui che forza può avere chi vuol fare dell'indignazione pubblica la sua lancia?
Se fosse davvero un rpg, a che categoria vorreste appartenere? Io sinceramente penso proprio che le persone "coerenti" siano le più sfigate.
-----------------------------------------------------------
Modificato dall' autore il 10 dicembre 2010 13.41
-----------------------------------------------------------