-
essere indispensabiliTempo fa ero convinto fosse un vantaggio.
Un anno fa, il capo della lombardia ci volle conoscere personalmente, noi 8 "sistemisti", e ci chiese quali erano le nostre aspettative professionali e personali.
Nel periodo si discuteva della cessione di Kakà dal milan a non so quale squadra. Le polemiche erano all'ordine del giorno: "quello guadagna 20 milioni e io a spaccarmi la schiena" era la lagna tipica.
Io non ne ho mai capito niente di calcio, né nutro particolare simpatia per lo sport; ma mi sono trovato nella condizione di doverlo difendere. "Quello può fare il tuo mestiere altrettanto bene", rispondevo al polemico di turno, "ma tu non saprai mai fare quello che fa lui".
Per me era naturale che per la legge della domanda e dell'offerta, chi sa fare qualcosa che nessun'altro, può chiedere di più.
E quindi, ciò che gli dissi, al grande capo, era che sognavo di diventare il kakà dell'informatica, ma più realisticamente il mio desiderio voleva semplicemente essere quello di approfondire nella pratica le mie competenze, fino a raggiungere il mio massimo potenziale. Avrei voluto fare corsi, avrei desiderato più diritti amministrativi e incarichi più specialistici di installazioni con kit "avanti avanti avanti".
Ora, è passato un anno. Quelle riunioni, dovevano essere un appuntamento periodico e invece sono state un caso sporadico.
Io, forte di un'esperienza di 1 anno superiore ai miei colleghi sistemisti, ma soprattutto di una passione che non si trova in egual modo in loro, posso tranquillamente definirmi il migliore (escludendo i sistemisti dei centri meccanizzati, che sono dei mostri, ma hanno anche decenni di esperienza e anche al di fuori di Poste). E infatti faccio quello che nessun'altro sa fare, e che i sistemisti dei cmp non hanno il tempo di fare. Script, progettini, analisi di problematiche particolari che non si possono proseguire col canonico flusso di escalation. Perché è quello che possono fare al massimo gli altri: non lo so fare, lo scalo a chi è sopra di me.
Pensavo di essere nel mio piccolo riuscito nel mio intento.
Invece mò mi trovo a:
1) essere tirato scemo per ogni cosa incasinata, mentre i miei colleghi sono tranquilli e non trattano mai niente di strano;
2) non avere una riduzione del carico di lavoro, perché comunque nel frattempo il mio lavoro ordinario è uguale a quello degli altri;
3, conseguenza della 2) i tempi sono ristretti e spesso non riesco ad essere preciso sia nei compiti straordinari che in quelli ordinari, e ne inficia la mia credibilità professionale;
4) non posso chiedere ferie con la stessa flessibilità altrui.
Ovviamente le prospettive di riconoscimento di questi sforzi sono miseri, pertanto questo è solo un mio personale sfogo. Comunque non cercate di essere bravi in un'organizzazione non meritocratica, perché finirete per fare la figura dei fessi.
-
Re: essere indispensabiliScritto daNon Autenticatoil 2010-12-13 14:06:00.0 alle 2010-12-13 14:06:00.0- Scritto da: Caccola
> Tempo fa ero convinto fosse un vantaggio.
>
> Un anno fa, il capo della lombardia ci volle
> conoscere personalmente, noi 8 "sistemisti", e ci
> chiese quali erano le nostre aspettative
> professionali e
> personali.
>
> Nel periodo si discuteva della cessione di Kakà
> dal milan a non so quale squadra. Le polemiche
> erano all'ordine del giorno: "quello guadagna 20
> milioni e io a spaccarmi la schiena" era la lagna
> tipica.
>
> Io non ne ho mai capito niente di calcio, né
> nutro particolare simpatia per lo sport; ma mi
> sono trovato nella condizione di doverlo
> difendere. "Quello può fare il tuo mestiere
> altrettanto bene", rispondevo al polemico di
> turno, "ma tu non saprai mai fare quello che fa
> lui".
> Per me era naturale che per la legge della
> domanda e dell'offerta, chi sa fare qualcosa che
> nessun'altro, può chiedere di
> più.
>
> E quindi, ciò che gli dissi, al grande capo, era
> che sognavo di diventare il kakà
> dell'informatica, ma più realisticamente il mio
> desiderio voleva semplicemente essere quello di
> approfondire nella pratica le mie competenze,
> fino a raggiungere il mio massimo potenziale.
> Avrei voluto fare corsi, avrei desiderato più
> diritti amministrativi e incarichi più
> specialistici di installazioni con kit "avanti
> avanti
> avanti".
>
>
>
> Ora, è passato un anno. Quelle riunioni, dovevano
> essere un appuntamento periodico e invece sono
> state un caso
> sporadico.
> Io, forte di un'esperienza di 1 anno superiore ai
> miei colleghi sistemisti,
cazzo lo so anch'io che non arriva più la posta
-
Re: essere indispensabiliScritto daNon Autenticatoil 2010-12-13 14:18:00.0 alle 2010-12-13 14:18:00.0
- Scritto da:
> - Scritto da: Caccola
> > Tempo fa ero convinto fosse un vantaggio.
> >
> > Un anno fa, il capo della lombardia ci volle
> > conoscere personalmente, noi 8 "sistemisti", e
> ci
> > chiese quali erano le nostre aspettative
> > professionali e
> > personali.
> >
> > Nel periodo si discuteva della cessione di Kakà
> > dal milan a non so quale squadra. Le polemiche
> > erano all'ordine del giorno: "quello guadagna 20
> > milioni e io a spaccarmi la schiena" era la
> lagna
> > tipica.
> >
> > Io non ne ho mai capito niente di calcio, né
> > nutro particolare simpatia per lo sport; ma mi
> > sono trovato nella condizione di doverlo
> > difendere. "Quello può fare il tuo mestiere
> > altrettanto bene", rispondevo al polemico di
> > turno, "ma tu non saprai mai fare quello che fa
> > lui".
> > Per me era naturale che per la legge della
> > domanda e dell'offerta, chi sa fare qualcosa che
> > nessun'altro, può chiedere di
> > più.
> >
> > E quindi, ciò che gli dissi, al grande capo, era
> > che sognavo di diventare il kakà
> > dell'informatica, ma più realisticamente il mio
> > desiderio voleva semplicemente essere quello di
> > approfondire nella pratica le mie competenze,
> > fino a raggiungere il mio massimo potenziale.
> > Avrei voluto fare corsi, avrei desiderato più
> > diritti amministrativi e incarichi più
> > specialistici di installazioni con kit "avanti
> > avanti
> > avanti".
> >
> >
> >
> > Ora, è passato un anno. Quelle riunioni,
> dovevano
> > essere un appuntamento periodico e invece sono
> > state un caso
> > sporadico.
> > Io, forte di un'esperienza di 1 anno superiore
> ai
> > miei colleghi sistemisti,
>
> cazzo lo so anch'io che non arriva più la posta
>
Adesso sai pure di chi è la colpa, dei bamba che fanno pure il lavoro degli altri.
-
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Re: essere indispensabiliScritto daNon Autenticatoil 2010-12-13 14:19:00.0 alle 2010-12-13 14:19:00.0
- Scritto da: Caccola
> Tempo fa ero convinto fosse un vantaggio.
>
> Un anno fa, il capo della lombardia ci volle
> conoscere personalmente, noi 8 "sistemisti", e ci
> chiese quali erano le nostre aspettative
> professionali e
> personali.
>
> Nel periodo si discuteva della cessione di Kakà
> dal milan a non so quale squadra. Le polemiche
> erano all'ordine del giorno: "quello guadagna 20
> milioni e io a spaccarmi la schiena" era la lagna
> tipica.
>
> Io non ne ho mai capito niente di calcio, né
> nutro particolare simpatia per lo sport; ma mi
> sono trovato nella condizione di doverlo
> difendere. "Quello può fare il tuo mestiere
> altrettanto bene", rispondevo al polemico di
> turno, "ma tu non saprai mai fare quello che fa
> lui".
> Per me era naturale che per la legge della
> domanda e dell'offerta, chi sa fare qualcosa che
> nessun'altro, può chiedere di
> più.
>
> E quindi, ciò che gli dissi, al grande capo, era
> che sognavo di diventare il kakà
> dell'informatica, ma più realisticamente il mio
> desiderio voleva semplicemente essere quello di
> approfondire nella pratica le mie competenze,
> fino a raggiungere il mio massimo potenziale.
> Avrei voluto fare corsi, avrei desiderato più
> diritti amministrativi e incarichi più
> specialistici di installazioni con kit "avanti
> avanti
> avanti".
>
>
>
> Ora, è passato un anno. Quelle riunioni, dovevano
> essere un appuntamento periodico e invece sono
> state un caso
> sporadico.
> Io, forte di un'esperienza di 1 anno superiore ai
> miei colleghi sistemisti, ma soprattutto di una
> passione che non si trova in egual modo in loro,
> posso tranquillamente definirmi il migliore
> (escludendo i sistemisti dei centri meccanizzati,
> che sono dei mostri, ma hanno anche decenni di
> esperienza e anche al di fuori di Poste). E
> infatti faccio quello che nessun'altro sa fare, e
> che i sistemisti dei cmp non hanno il tempo di
> fare. Script, progettini, analisi di
> problematiche particolari che non si possono
> proseguire col canonico flusso di escalation.
> Perché è quello che possono fare al massimo gli
> altri: non lo so fare, lo scalo a chi è sopra di
> me.
>
> Pensavo di essere nel mio piccolo riuscito nel
> mio
> intento.
>
> Invece mò mi trovo a:
> 1) essere tirato scemo per ogni cosa incasinata,
> mentre i miei colleghi sono tranquilli e non
> trattano mai niente di
> strano;
> 2) non avere una riduzione del carico di lavoro,
> perché comunque nel frattempo il mio lavoro
> ordinario è uguale a quello degli
> altri;
> 3, conseguenza della 2) i tempi sono ristretti e
> spesso non riesco ad essere preciso sia nei
> compiti straordinari che in quelli ordinari, e ne
> inficia la mia credibilità
> professionale;
> 4) non posso chiedere ferie con la stessa
> flessibilità
> altrui.
>
>
>
>
> Ovviamente le prospettive di riconoscimento di
> questi sforzi sono miseri, pertanto questo è solo
> un mio personale sfogo. Comunque non cercate di
> essere bravi in un'organizzazione non
> meritocratica, perché finirete per fare la figura
> dei fessi.
>
>
>
>
>
>
E poi dicevi di lich! Ma

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Re: essere indispensabili- Scritto da:
>
> - Scritto da: Caccola
> > Tempo fa ero convinto fosse un vantaggio.
> >
> > Un anno fa, il capo della lombardia ci volle
> > conoscere personalmente, noi 8 "sistemisti", e
> ci
> > chiese quali erano le nostre aspettative
> > professionali e
> > personali.
> >
> > Nel periodo si discuteva della cessione di Kakà
> > dal milan a non so quale squadra. Le polemiche
> > erano all'ordine del giorno: "quello guadagna 20
> > milioni e io a spaccarmi la schiena" era la
> lagna
> > tipica.
> >
> > Io non ne ho mai capito niente di calcio, né
> > nutro particolare simpatia per lo sport; ma mi
> > sono trovato nella condizione di doverlo
> > difendere. "Quello può fare il tuo mestiere
> > altrettanto bene", rispondevo al polemico di
> > turno, "ma tu non saprai mai fare quello che fa
> > lui".
> > Per me era naturale che per la legge della
> > domanda e dell'offerta, chi sa fare qualcosa che
> > nessun'altro, può chiedere di
> > più.
> >
> > E quindi, ciò che gli dissi, al grande capo, era
> > che sognavo di diventare il kakà
> > dell'informatica, ma più realisticamente il mio
> > desiderio voleva semplicemente essere quello di
> > approfondire nella pratica le mie competenze,
> > fino a raggiungere il mio massimo potenziale.
> > Avrei voluto fare corsi, avrei desiderato più
> > diritti amministrativi e incarichi più
> > specialistici di installazioni con kit "avanti
> > avanti
> > avanti".
> >
> >
> >
> > Ora, è passato un anno. Quelle riunioni,
> dovevano
> > essere un appuntamento periodico e invece sono
> > state un caso
> > sporadico.
> > Io, forte di un'esperienza di 1 anno superiore
> ai
> > miei colleghi sistemisti, ma soprattutto di una
> > passione che non si trova in egual modo in loro,
> > posso tranquillamente definirmi il migliore
> > (escludendo i sistemisti dei centri
> meccanizzati,
> > che sono dei mostri, ma hanno anche decenni di
> > esperienza e anche al di fuori di Poste). E
> > infatti faccio quello che nessun'altro sa fare,
> e
> > che i sistemisti dei cmp non hanno il tempo di
> > fare. Script, progettini, analisi di
> > problematiche particolari che non si possono
> > proseguire col canonico flusso di escalation.
> > Perché è quello che possono fare al massimo gli
> > altri: non lo so fare, lo scalo a chi è sopra di
> > me.
> >
> > Pensavo di essere nel mio piccolo riuscito nel
> > mio
> > intento.
> >
> > Invece mò mi trovo a:
> > 1) essere tirato scemo per ogni cosa incasinata,
> > mentre i miei colleghi sono tranquilli e non
> > trattano mai niente di
> > strano;
> > 2) non avere una riduzione del carico di lavoro,
> > perché comunque nel frattempo il mio lavoro
> > ordinario è uguale a quello degli
> > altri;
> > 3, conseguenza della 2) i tempi sono ristretti e
> > spesso non riesco ad essere preciso sia nei
> > compiti straordinari che in quelli ordinari, e
> ne
> > inficia la mia credibilità
> > professionale;
> > 4) non posso chiedere ferie con la stessa
> > flessibilità
> > altrui.
> >
> >
> >
> >
> > Ovviamente le prospettive di riconoscimento di
> > questi sforzi sono miseri, pertanto questo è
> solo
> > un mio personale sfogo. Comunque non cercate di
> > essere bravi in un'organizzazione non
> > meritocratica, perché finirete per fare la
> figura
> > dei fessi.
> >
> >
> >
> >
> >
> >
>
> E poi dicevi di lich! Ma


la storia non si riproporrebbe ciclicamente, se gli esseri umani fossero in grado di apprendere dagli errori del prossimo.

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Modificato dall' autore il 13 dicembre 2010 15.17
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Re: essere indispensabili
- Scritto da: Caccola
> - Scritto da:
> >
> > - Scritto da: Caccola
> > > Tempo fa ero convinto fosse un vantaggio.
> > >
> > > Un anno fa, il capo della lombardia ci volle
> > > conoscere personalmente, noi 8 "sistemisti", e
> > ci
> > > chiese quali erano le nostre aspettative
> > > professionali e
> > > personali.
> > >
> > > Nel periodo si discuteva della cessione di
> Kakà
> > > dal milan a non so quale squadra. Le polemiche
> > > erano all'ordine del giorno: "quello guadagna
> 20
> > > milioni e io a spaccarmi la schiena" era la
> > lagna
> > > tipica.
> > >
> > > Io non ne ho mai capito niente di calcio, né
> > > nutro particolare simpatia per lo sport; ma mi
> > > sono trovato nella condizione di doverlo
> > > difendere. "Quello può fare il tuo mestiere
> > > altrettanto bene", rispondevo al polemico di
> > > turno, "ma tu non saprai mai fare quello che
> fa
> > > lui".
> > > Per me era naturale che per la legge della
> > > domanda e dell'offerta, chi sa fare qualcosa
> che
> > > nessun'altro, può chiedere di
> > > più.
> > >
> > > E quindi, ciò che gli dissi, al grande capo,
> era
> > > che sognavo di diventare il kakà
> > > dell'informatica, ma più realisticamente il
> mio
> > > desiderio voleva semplicemente essere quello
> di
> > > approfondire nella pratica le mie competenze,
> > > fino a raggiungere il mio massimo potenziale.
> > > Avrei voluto fare corsi, avrei desiderato più
> > > diritti amministrativi e incarichi più
> > > specialistici di installazioni con kit "avanti
> > > avanti
> > > avanti".
> > >
> > >
> > >
> > > Ora, è passato un anno. Quelle riunioni,
> > dovevano
> > > essere un appuntamento periodico e invece sono
> > > state un caso
> > > sporadico.
> > > Io, forte di un'esperienza di 1 anno superiore
> > ai
> > > miei colleghi sistemisti, ma soprattutto di
> una
> > > passione che non si trova in egual modo in
> loro,
> > > posso tranquillamente definirmi il migliore
> > > (escludendo i sistemisti dei centri
> > meccanizzati,
> > > che sono dei mostri, ma hanno anche decenni di
> > > esperienza e anche al di fuori di Poste). E
> > > infatti faccio quello che nessun'altro sa
> fare,
> > e
> > > che i sistemisti dei cmp non hanno il tempo di
> > > fare. Script, progettini, analisi di
> > > problematiche particolari che non si possono
> > > proseguire col canonico flusso di escalation.
> > > Perché è quello che possono fare al massimo
> gli
> > > altri: non lo so fare, lo scalo a chi è sopra
> di
> > > me.
> > >
> > > Pensavo di essere nel mio piccolo riuscito nel
> > > mio
> > > intento.
> > >
> > > Invece mò mi trovo a:
> > > 1) essere tirato scemo per ogni cosa
> incasinata,
> > > mentre i miei colleghi sono tranquilli e non
> > > trattano mai niente di
> > > strano;
> > > 2) non avere una riduzione del carico di
> lavoro,
> > > perché comunque nel frattempo il mio lavoro
> > > ordinario è uguale a quello degli
> > > altri;
> > > 3, conseguenza della 2) i tempi sono
> ristretti
> e
> > > spesso non riesco ad essere preciso sia nei
> > > compiti straordinari che in quelli ordinari, e
> > ne
> > > inficia la mia credibilità
> > > professionale;
> > > 4) non posso chiedere ferie con la stessa
> > > flessibilità
> > > altrui.
> > >
> > >
> > >
> > >
> > > Ovviamente le prospettive di riconoscimento di
> > > questi sforzi sono miseri, pertanto questo è
> > solo
> > > un mio personale sfogo. Comunque non cercate
> di
> > > essere bravi in un'organizzazione non
> > > meritocratica, perché finirete per fare la
> > figura
> > > dei fessi.
> > >
> > >
> > >
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> > >
> > >
> >
> > E poi dicevi di lich! Ma


>
> la storia non si riproporrebbe ciclicamente, se
> gli esseri umani fossero in grado di apprendere
> dagli errori del
> prossimo.
>
>
>
> --------------------------------------------------
> Modificato dall' autore il 13 dicembre 2010 15.17
> --------------------------------------------------
La lezione più importante della storia è che gli uomini non imparano niente dall storia (o qualcosa del genere)
- non ricordo chi
-
-
-
Re: essere indispensabili
- Scritto da: Caccola
non ho letto quello che hai scritto ma ti rispondo così:
Il cimitero è pieno di persone indispensabili
-
Re: essere indispensabiliScritto daNon Autenticatoil 2010-12-13 15:54:00.0 alle 2010-12-13 15:54:00.0
-
Re: essere indispensabiliScritto daNon Autenticatoil 2010-12-13 22:19:00.0 alle 2010-12-13 22:19:00.0> - Scritto da: nathan71
> > Il cimitero è pieno di persone indispensabili
>
> >
>
> non vediamo l'ora che ce ne sia anche una che non
> serviva a un cazzo
-
-
-
Re: essere indispensabili
- Scritto da: Caccola
>
> - Scritto da: nathan71
> >
> > - Scritto da: Caccola
> >
> > non ho letto quello che hai scritto ma ti
> > rispondo
> > così:
> >
> > Il cimitero è pieno di persone indispensabili
>
> >
>
> bravo nathan, anche oggi sei riuscito a dire la
> tua cazzata quotidiana
>
perle di saggezza, dovresti predere nota e rifletterci su
-
Re: essere indispensabili
- Scritto da: nathan71
>
> - Scritto da: Caccola
> >
> > - Scritto da: nathan71
> > >
> > > - Scritto da: Caccola
> > >
> > > non ho letto quello che hai scritto ma ti
> > > rispondo
> > > così:
> > >
> > > Il cimitero è pieno di persone indispensabili
> >
> > >
> >
> > bravo nathan, anche oggi sei riuscito a dire la
> > tua cazzata quotidiana
> >
>
> perle di saggezza, dovresti predere nota e
> rifletterci su
>
>
guarda, per una volta voglio fare una follia e prenderti sul serio.
Ok, ci ho riflettuto, ed ecco la mia riflessione.
Ma lo sai che gli esseri umani sono mortali tutti? E lo sai che io lo so?
E quindi, grazie al cazzo che i cimiteri sono pieni di gente indispensabile?
Ho forse detto che non voglio morire?
Non mi pare.
Ho finito la riflessione.-
Re: essere indispensabili
- Scritto da: Caccola
>
> - Scritto da: nathan71
> >
> > - Scritto da: Caccola
> > >
> > > - Scritto da: nathan71
> > > >
> > > > - Scritto da: Caccola
> > > >
> > > > non ho letto quello che hai scritto ma ti
> > > > rispondo
> > > > così:
> > > >
> > > > Il cimitero è pieno di persone
> indispensabili
>
> > >
> > > >
> > >
> > > bravo nathan, anche oggi sei riuscito a dire
> la
> > > tua cazzata quotidiana
> > >
> >
> > perle di saggezza, dovresti predere nota e
> > rifletterci su
> >
> >
>
> guarda, per una volta voglio fare una follia e
> prenderti sul
> serio.
>
> Ok, ci ho riflettuto, ed ecco la mia riflessione.
>
> Ma lo sai che gli esseri umani sono mortali
> tutti? E lo sai che io lo
> so?
> E quindi, grazie al cazzo che i cimiteri sono
> pieni di gente
> indispensabile?
> Ho forse detto che non voglio morire?
>
> Non mi pare.
>
> Ho finito la riflessione.
ci hai riflettuto poco, sono convinto che puoi arrivarci
-
Re: essere indispensabiliScritto daNon Autenticatoil 2010-12-13 18:19:00.0 alle 2010-12-13 18:19:00.0- Scritto da: nathan71
>
> - Scritto da: Caccola
> >
> > - Scritto da: nathan71
> > >
> > > - Scritto da: Caccola
> > > >
> > > > - Scritto da: nathan71
> > > > >
> > > > > - Scritto da: Caccola
> > > > >
> > > > > non ho letto quello che hai scritto ma ti
> > > > > rispondo
> > > > > così:
> > > > >
> > > > > Il cimitero è pieno di persone
> > indispensabili
> >
> > > >
> > > > >
> > > >
> > > > bravo nathan, anche oggi sei riuscito a dire
> > la
> > > > tua cazzata quotidiana
> > > >
> > >
> > > perle di saggezza, dovresti predere nota e
> > > rifletterci su
> > >
> > >
> >
> > guarda, per una volta voglio fare una follia e
> > prenderti sul
> > serio.
> >
> > Ok, ci ho riflettuto, ed ecco la mia
> riflessione.
> >
> > Ma lo sai che gli esseri umani sono mortali
> > tutti? E lo sai che io lo
> > so?
> > E quindi, grazie al cazzo che i cimiteri sono
> > pieni di gente
> > indispensabile?
> > Ho forse detto che non voglio morire?
> >
> > Non mi pare.
> >
> > Ho finito la riflessione.
>
> ci hai riflettuto poco, sono convinto che puoi
> arrivarci
>
>
>
non può raggiungere le tue vette di pensiero, non ha il giubbotto pesante e i doposci
-
-
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Re: essere indispensabiliScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2010-12-13 19:47:00.0 alle 2010-12-13 19:47:00.0Trollate totali: 11553
- Scritto da: Caccola
>
> - Scritto da: nathan71
> >
> > - Scritto da: Caccola
> >
> > non ho letto quello che hai scritto ma ti
> > rispondo
> > così:
> >
> > Il cimitero è pieno di persone indispensabili
>
> >
>
> bravo nathan, anche oggi sei riuscito a dire la
> tua cazzata quotidiana
>
NO no ha ragione... in realtà la massima tradotta in modo completo suonerebbe così: "i cimiteri (liste di collocamento e interinali) sono pieni di persone che si credevano indispensabili"
che è la libera interpretazione di una massima del OldWest: "i cimiteri sono piendi di gente che si credeva più veloce dell' altro".Ma smettila di secernere cazzate!-
Re: essere indispensabili
- Scritto da: Alessandrox
>
> - Scritto da: Caccola
> >
> > - Scritto da: nathan71
> > >
> > > - Scritto da: Caccola
> > >
> > > non ho letto quello che hai scritto ma ti
> > > rispondo
> > > così:
> > >
> > > Il cimitero è pieno di persone indispensabili
> >
> > >
> >
> > bravo nathan, anche oggi sei riuscito a dire la
> > tua cazzata quotidiana
> >
>
> NO no ha ragione... in realtà la massima tradotta
> in modo completo suonerebbe così: "i cimiteri
> (liste di collocamento e interinali) sono pieni
> di persone che si credevano
> indispensabili"
>
> che è la libera interpretazione di una massima
> del OldWest: "i cimiteri sono piendi di gente che
> si credeva più veloce dell'
> altro".
"si credevano" è diverso dal "erano".
Tu dimmi se uno come kakà si licenziava dal milan rimaneva "nelle liste di collocamento".
poi io mica posso minacciare nessuno. Sono bravino ma nulla di che. Vorrei solo essere lasciato in pace, invece siccome sono bravo sono diventato la puttana informatica di tutti: "chiamo a te perché so che lo sai fare", "a chi posso chiedere questa cosa se non a te", "sei l'unico che"...
ecc.
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Re: essere indispensabiliScritto daNon Autenticatoil 2010-12-13 18:49:00.0 alle 2010-12-13 18:49:00.0
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Re: essere indispensabili
- Scritto da: Caccola
> Tempo fa ero convinto fosse un vantaggio.
>
> Un anno fa, il capo della lombardia ci volle
> conoscere personalmente, noi 8 "sistemisti", e ci
> chiese quali erano le nostre aspettative
> professionali e
> personali.
>
> Nel periodo si discuteva della cessione di Kakà
> dal milan a non so quale squadra. Le polemiche
> erano all'ordine del giorno: "quello guadagna 20
> milioni e io a spaccarmi la schiena" era la lagna
> tipica.
>
> Io non ne ho mai capito niente di calcio, né
> nutro particolare simpatia per lo sport; ma mi
> sono trovato nella condizione di doverlo
> difendere. "Quello può fare il tuo mestiere
> altrettanto bene", rispondevo al polemico di
> turno, "ma tu non saprai mai fare quello che fa
> lui".
> Per me era naturale che per la legge della
> domanda e dell'offerta, chi sa fare qualcosa che
> nessun'altro, può chiedere di
> più.
>
> E quindi, ciò che gli dissi, al grande capo, era
> che sognavo di diventare il kakà
> dell'informatica, ma più realisticamente il mio
> desiderio voleva semplicemente essere quello di
> approfondire nella pratica le mie competenze,
> fino a raggiungere il mio massimo potenziale.
> Avrei voluto fare corsi, avrei desiderato più
> diritti amministrativi e incarichi più
> specialistici di installazioni con kit "avanti
> avanti
> avanti".
>
>
>
> Ora, è passato un anno. Quelle riunioni, dovevano
> essere un appuntamento periodico e invece sono
> state un caso
> sporadico.
> Io, forte di un'esperienza di 1 anno superiore ai
> miei colleghi sistemisti, ma soprattutto di una
> passione che non si trova in egual modo in loro,
> posso tranquillamente definirmi il migliore
> (escludendo i sistemisti dei centri meccanizzati,
> che sono dei mostri, ma hanno anche decenni di
> esperienza e anche al di fuori di Poste). E
> infatti faccio quello che nessun'altro sa fare, e
> che i sistemisti dei cmp non hanno il tempo di
> fare. Script, progettini, analisi di
> problematiche particolari che non si possono
> proseguire col canonico flusso di escalation.
> Perché è quello che possono fare al massimo gli
> altri: non lo so fare, lo scalo a chi è sopra di
> me.
>
> Pensavo di essere nel mio piccolo riuscito nel
> mio
> intento.
>
> Invece mò mi trovo a:
> 1) essere tirato scemo per ogni cosa incasinata,
> mentre i miei colleghi sono tranquilli e non
> trattano mai niente di
> strano;
> 2) non avere una riduzione del carico di lavoro,
> perché comunque nel frattempo il mio lavoro
> ordinario è uguale a quello degli
> altri;
> 3, conseguenza della 2) i tempi sono ristretti e
> spesso non riesco ad essere preciso sia nei
> compiti straordinari che in quelli ordinari, e ne
> inficia la mia credibilità
> professionale;
> 4) non posso chiedere ferie con la stessa
> flessibilità
> altrui.
>
>
>
>
> Ovviamente le prospettive di riconoscimento di
> questi sforzi sono miseri, pertanto questo è solo
> un mio personale sfogo. Comunque non cercate di
> essere bravi in un'organizzazione non
> meritocratica, perché finirete per fare la figura
> dei fessi.
>
>
>
>
>
>
una volta mi ritrovai in una situazione analoga (più piccola), provai a fare la voce grossa e dire: ok allora me ne vado domani e vi lascio nella merda!
si sono riorganizzati e quello che facevo io hanno cominciato a farlo in due così io sono rimasto cornuto e mazziato.
magari uno crede di essere indispensabile perchè lavora più degli altri o fa cose uniche, però a dire il vero sta solo facendo più cose e diverse, senza esserlo davvero...
per essere davvero indispensabili in un organizzazione comincio a pensare che sia più una questione di tempo e soprattutto affidabilità NEL tempo (anni e anni) e alla fine lo diventi non perchè fai cose che puoi fare solo tu, cose uniche, ma perchè offri garanzia di costanza sulle cose comuni.-
Re: essere indispensabili
- Scritto da: dada_216
>
> - Scritto da: Caccola
> > Tempo fa ero convinto fosse un vantaggio.
> >
> > Un anno fa, il capo della lombardia ci volle
> > conoscere personalmente, noi 8 "sistemisti", e
> ci
> > chiese quali erano le nostre aspettative
> > professionali e
> > personali.
> >
> > Nel periodo si discuteva della cessione di Kakà
> > dal milan a non so quale squadra. Le polemiche
> > erano all'ordine del giorno: "quello guadagna 20
> > milioni e io a spaccarmi la schiena" era la
> lagna
> > tipica.
> >
> > Io non ne ho mai capito niente di calcio, né
> > nutro particolare simpatia per lo sport; ma mi
> > sono trovato nella condizione di doverlo
> > difendere. "Quello può fare il tuo mestiere
> > altrettanto bene", rispondevo al polemico di
> > turno, "ma tu non saprai mai fare quello che fa
> > lui".
> > Per me era naturale che per la legge della
> > domanda e dell'offerta, chi sa fare qualcosa che
> > nessun'altro, può chiedere di
> > più.
> >
> > E quindi, ciò che gli dissi, al grande capo, era
> > che sognavo di diventare il kakà
> > dell'informatica, ma più realisticamente il mio
> > desiderio voleva semplicemente essere quello di
> > approfondire nella pratica le mie competenze,
> > fino a raggiungere il mio massimo potenziale.
> > Avrei voluto fare corsi, avrei desiderato più
> > diritti amministrativi e incarichi più
> > specialistici di installazioni con kit "avanti
> > avanti
> > avanti".
> >
> >
> >
> > Ora, è passato un anno. Quelle riunioni,
> dovevano
> > essere un appuntamento periodico e invece sono
> > state un caso
> > sporadico.
> > Io, forte di un'esperienza di 1 anno superiore
> ai
> > miei colleghi sistemisti, ma soprattutto di una
> > passione che non si trova in egual modo in loro,
> > posso tranquillamente definirmi il migliore
> > (escludendo i sistemisti dei centri
> meccanizzati,
> > che sono dei mostri, ma hanno anche decenni di
> > esperienza e anche al di fuori di Poste). E
> > infatti faccio quello che nessun'altro sa fare,
> e
> > che i sistemisti dei cmp non hanno il tempo di
> > fare. Script, progettini, analisi di
> > problematiche particolari che non si possono
> > proseguire col canonico flusso di escalation.
> > Perché è quello che possono fare al massimo gli
> > altri: non lo so fare, lo scalo a chi è sopra di
> > me.
> >
> > Pensavo di essere nel mio piccolo riuscito nel
> > mio
> > intento.
> >
> > Invece mò mi trovo a:
> > 1) essere tirato scemo per ogni cosa incasinata,
> > mentre i miei colleghi sono tranquilli e non
> > trattano mai niente di
> > strano;
> > 2) non avere una riduzione del carico di lavoro,
> > perché comunque nel frattempo il mio lavoro
> > ordinario è uguale a quello degli
> > altri;
> > 3, conseguenza della 2) i tempi sono ristretti e
> > spesso non riesco ad essere preciso sia nei
> > compiti straordinari che in quelli ordinari, e
> ne
> > inficia la mia credibilità
> > professionale;
> > 4) non posso chiedere ferie con la stessa
> > flessibilità
> > altrui.
> >
> >
> >
> >
> > Ovviamente le prospettive di riconoscimento di
> > questi sforzi sono miseri, pertanto questo è
> solo
> > un mio personale sfogo. Comunque non cercate di
> > essere bravi in un'organizzazione non
> > meritocratica, perché finirete per fare la
> figura
> > dei fessi.
> >
> >
> >
> >
> >
> >
>
> una volta mi ritrovai in una situazione analoga
> (più piccola), provai a fare la voce grossa e
> dire: ok allora me ne vado domani e vi lascio
> nella
> merda!
>
> si sono riorganizzati e quello che facevo io
> hanno cominciato a farlo in due così io sono
> rimasto cornuto e
> mazziato.
>
io questo lo so. E' chiaro che quelle cose che so fare in più rispetto agli altri conta poco.
> magari uno crede di essere indispensabile perchè
> lavora più degli altri o fa cose uniche, però a
> dire il vero sta solo facendo più cose e diverse,
> senza esserlo
> davvero...
> per essere davvero indispensabili in un
> organizzazione comincio a pensare che sia più una
> questione di tempo e soprattutto affidabilità NEL
> tempo (anni e anni) e alla fine lo diventi non
> perchè fai cose che puoi fare solo tu, cose
> uniche, ma perchè offri garanzia di costanza
> sulle cose
> comuni.
sì, sono d'accordo.
Ma allora diventa prioritario per me sbrogliarmi dai carichi di lavoro "in più", visto che anziché darmi dei vantaggi mi danno rogne.
-
Re: essere indispensabiliScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2010-12-13 19:43:00.0 alle 2010-12-13 19:43:00.0Trollate totali: 11553- Scritto da: Caccola
> sì, sono d'accordo.
> Ma allora diventa prioritario per me sbrogliarmi
> dai carichi di lavoro "in più", visto che anziché
> darmi dei vantaggi mi danno
> rogne.
spero che siano retribuiti....Ma smettila di secernere cazzate!-
Re: essere indispensabili
- Scritto da: Alessandrox
> - Scritto da: Caccola
>
> > sì, sono d'accordo.
> > Ma allora diventa prioritario per me sbrogliarmi
> > dai carichi di lavoro "in più", visto che
> anziché
> > darmi dei vantaggi mi danno
> > rogne.
>
> spero che siano retribuiti....
non sono pagato in cottimo ma ad orario.
e comunque no, non sono retribuiti, ma non è questo il punto. non c'è neanche riconoscimento.
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Re: essere indispensabiliIvUs5CwBITAhITAhLTx0fDVxSBw1
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Che rapporto hai col tuo capo? Se non c'è speranza di vedere remunerazioni, almeno quando ti danno qualcosa di spinoso chiedi che le cose meno importanti di cui dovevi occupati le prenda in carico qualcun'altro.
Per il discorso ferie, se puoi prenderle fuori stagione, adesso che non hai figliato come un giambo qualsiasi, approfittane per portare la tua bella in giro che costa meno che farle a natale/agosto.
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Modificato dall' autore il 14 dicembre 2010 10.29
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