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prosciutto cotto, pasta, credito, prezziprosciutto cotto acquistato dal produttore all'ingrosso, qualità media: 1,80 €/Kg.
qualità alta, anzi, altissima secondo la pubblicità, quello che qualunque sia la tua preferenza tra i due tipi di prosciutto ti piace lo stesso, ecco: 1,96 €/kg.
poi la differenza tra i due nel prezzo al pubblico diventa molto più grande, non sto qua a spiegare perchè ma è così e per certi versi avrebbe pure senso, ma non così tanto.
Ci sono tagli tipo l'arrosto di tacchino che vanno a prezzi nell'ordine di 0 seguito da 4 decimali, tutto al kilo, tutto all'ingrosso dal produttore al distributore.
Il prezzo del pesce surgelato lavorato o semilavorato invece è uno-due euro in più rispetto ai salumi seguito da 6 decimali, che fanno tutta la differenza.
poi ci sono produttori che fanno roba di stra-super-altissima qualità ma sempre a livello industriale, si sbattono a fare tutta la filiera strasupercontrollata dal seme di grano al pacco di pasta o dal foraggio dell'animale alla qualità degli additivi (ne esistono anche di validisssimi), poi si rifiutano di vendere in italia perchè il prezzo è troppo basso e ci sono giri di distribuzione che fanno porcate come quelle sopra elencate, non è certo il negoziante che lavora con ricarichi a percentuali di 3 cifre, mentre i grandi produttori in accordo con questi grandi distributori di fatto lavorano su quantità immani, sostenute tramite tecnologie che producono cibo che definire velenoso è un eufemismo e che possono rimanere in piedi contando su giri finanziari che escludono tutti gli altri, perchè solo loro possono offrire le garanzie di quei volumi e quei cash flow, quando cominci a trattare i prezzi a 6 decimali e hai anche il coraggio di chiamarla "qualità" c'è qualcosa che non va.
Sono pochissimi che controllano ciascuno la propria piccola nicchia, e guadagnano come sultani, facendosi cenni di assenso l'un l'altro e guardando tutti asssieme ai criminali che chiamiamo politici, altro che concorrenza e "interesse nazionale".
sembra che loro siano d'accordo* per escludere i produttori che fanno lavori fatti bene, sia dal mercato visti i prezzi che girano sia, come ultimo effetto che sembra proprio parte di un piano diabolico* dall'accesso al credito: ne ha giusto chiuso uno che era aperto da cent'anni perchè non ha più accesso al credito, ditta che andava benino tutto sommato, niente grossi debiti, niente scoperti, mercato in flessione ma tutto sommato con un po di sforzi avrebbero potuto continuare, 100 operai nei vari stabilimenti più filiera, hanno fatto le loro ricerche, trovato dove avrebbero potuto vendere a prezzi che li avrebbero mantenuti in piedi ma niente più credito per svilupparsi in nuovi mercati a meno che non facessero prodotti più facilmente vendibili e presentassero accordi con i distributori che portano la tua roba dovunque, quelli che rifiutavano da sempre perchè vogliono che gliela vendi a quei prezzi lì chiamandola "biologica" o "alta qualità", hanno chiuso e mandato affanculo tutti piuttosto che farsi un debito a quelle condizioni.
in pratica nel cibo i prodotti di qualità più alta sono quelli dove si guadagna di meno e le banche preferiscono sostenere chi garantisce di poter escludere tutti gli altri e quindi garantire a sua volta alla banca quanto interess aloro piuttosto che chi puo costruire qualcosa, evviva il cibo italiano di altissima qualità: barilla, montorsi, ferrero e aia.

ogni tanto mi chiedo dove e quando abbiamo cominciato a tornare nel medioevo.
*=no, non lo penso davvero, penso che ci siano delle ragioni strututrali che portano a questa convergenza di interessi e politiche di diversi attori come i legislatori/controllori, i produttori, i distributori e le banche che offrono credito a tutto questo giro, che mi sfuggono e che alla fine portano a darci la zappa sui piedi anche se tutti agiamo "secondo le regole del business", no, non penso che sia solo l'austerity tedesca a causare questo. Forse (non lo so nemmeno io) sotto sotto penso che ci siamo solo rincoglioniti del tutto a furia di guardare la tv o i gatti coccolosi sullo schermo del pc e sono le nostre priorità, prima di tutto come consumatori e poi anche come professionisti, ad essere completamente fottute.
**Modificato dall'autore il 21.06.2013 13:02**Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto daNon Autenticatoil 2013-06-21 13:04:54.0 alle 2013-06-21 13:04:54.0> prosciutto cotto acquistato dal produttore all'ingrosso, qualità media: 1,80 €/Kg.
> qualità alta, anzi, altissima secondo la pubblicità, quello che qualunque sia la tua preferenza tra i due tipi di prosciutto ti piace lo stesso, ecco: 1,96 €/kg.
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> poi la differenza tra i due nel prezzo al pubblico diventa di parecchi ordini di grandezza superiore, non sto qua a spiegare perchè ma è così e per certi versi avrebbe pure senso, ma non così tanto.
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> Ci sono tagli tipo l'arrosto di tacchino che vanno a prezzi nell'ordine di 0 seguito da 4 decimali, tutto al kilo, tutto all'ingrosso dal produttore al distributore.
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> Il prezzo del pesce surgelato lavorato o semilavorato invece è uno-due euro in più rispetto ai salumi seguito da 6 decimali, che fanno tutta la differenza.
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> poi ci sono produttori che fanno roba di stra-super-altissima qualità ma sempre a livello industriale, si sbattono a fare tutta la filiera strasupercontrollata dal seme di grano al pacco di pasta o dal foraggio dell'animale alla qualità degli additivi (ne esistono anche di validisssimi), poi si rifiutano di vendere in italia perchè il prezzo è troppo basso e ci sono giri di distribuzione che fanno porcate come quelle sopra elencate, non è certo il negoziante che lavora con ricarichi a percentuali di 3 cifre, mentre i grandi produttori in accordo con questi grandi distributori di fatto lavorano su quantità immani, sostenute tramite tecnologie che producono cibo che definire velenoso è un eufemismo e che possono rimanere in piedi contando su giri finanziari che escludono tutti gli altri, perchè solo loro possono offrire le garanzie di quei volumi e quei cash flow, quando cominci a trattare i prezzi a 6 decimali e hai anche il coraggio di chiamarla "qualità" c'è qualcosa che non va.
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> Sono pochissimi che controllano ciascuno la propria piccola nicchia, e guadagnano come sultani, facendosi cenni di assenso l'un l'altro e guardando tutti asssieme ai criminali che chiamiamo politici, altro che concorrenza e "interesse nazionale".
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> sembra che loro siano d'accordo* per escludere i produttori che fanno lavori fatti bene, sia dal mercato visti i prezzi che girano sia, come ultimo effetto che sembra proprio parte di un piano diabolico* dall'accesso al credito: ne ha giusto chiuso uno che era aperto da cent'anni perchè non ha più accesso al credito, ditta che andava benino tutto sommato, niente grossi debiti, niente scoperti, mercato in flessione ma tutto sommato con un po di sforzi avrebbero potuto continuare, 100 operai nei vari stabilimenti più filiera, hanno fatto le loro ricerche, trovato dove avrebbero potuto vendere a prezzi che li avrebbero mantenuti in piedi ma niente più credito per svilupparsi in nuovi mercati a meno che non facessero prodotti più facilmente vendibili e presentassero accordi con i distributori che portano la tua roba dovunque, quelli che rifiutavano da sempre perchè vogliono che gliela vendi a quei prezzi lì chiamandola "biologica" o "alta qualità", hanno chiuso e mandato affanculo tutti piuttosto che farsi un debito a quelle condizioni.
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> in pratica nel cibo i prodotti di qualità più alta sono quelli dove si guadagna di meno e le banche preferiscono sostenere chi garantisce di poter escludere tutti gli altri e quindi garantire a sua volta alla banca quanto interess aloro piuttosto che chi puo costruire qualcosa, evviva il cibo italiano di altissima qualità: barilla, montorsi, ferrero e aia.
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> ogni tanto mi chiedo dove e quando abbiamo cominciato a tornare nel medioevo.
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> *=no, non lo penso davvero, penso che ci siano delle ragioni strututrali che portano a questa convergenza di interessi e politiche di diversi attori come i legislatori/controllori, i produttori, i distributori e le banche che offrono credito a tutto questo giro, che mi sfuggono e che alla fine portano a darci la zappa sui piedi anche se tutti agiamo "secondo le regole del business", no, non penso che sia solo l'austerity tedesca a causare questo. Forse (non lo so nemmeno io) sotto sotto penso che ci siamo solo rincoglioniti del tutto a furia di guardare la tv o i gatti coccolosi sullo schermo del pc e sono le nostre priorità, prima di tutto come consumatori e poi anche come professionisti, ad essere completamente fottute.
1. Per chi ha soldi i periodi di crisi sono una manna. Puoi comprare roba che ti serve a prezzo stracciato, i tuoi concorrenti chiudono, con qualche aiutino se necessario.
2. Te l'avevo chiesto ma probabilmente non hai visto il post. Che ne pensi del sugo alle verdure Barilla? Un prodotto commerciale fatto da una multinazionale, dovrebbe essere cibo spazzatura eppure è gustosissimo, tutto lì dentro sa di verdura che nemmeno le verdure, e negli ingredienti non è elencato neppure un aroma o conservante. Comprane un barattolo che mi interessa un tuo giudizio gastronomico.
3. La barbarie è cominciata quando la nostra società ha deciso che uccidere qualcuno a colpi d'ascia è un reato, strangolarlo economicamente è una cosa che si può fare.-
Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto da:
> > prosciutto cotto acquistato dal produttore all'ingrosso, qualità media: 1,80 €/Kg.
> > qualità alta, anzi, altissima secondo la pubblicità, quello che qualunque sia la tua preferenza tra i due tipi di prosciutto ti piace lo stesso, ecco: 1,96 €/kg.
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> > poi la differenza tra i due nel prezzo al pubblico diventa di parecchi ordini di grandezza superiore, non sto qua a spiegare perchè ma è così e per certi versi avrebbe pure senso, ma non così tanto.
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> > Ci sono tagli tipo l'arrosto di tacchino che vanno a prezzi nell'ordine di 0 seguito da 4 decimali, tutto al kilo, tutto all'ingrosso dal produttore al distributore.
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> > Il prezzo del pesce surgelato lavorato o semilavorato invece è uno-due euro in più rispetto ai salumi seguito da 6 decimali, che fanno tutta la differenza.
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> > poi ci sono produttori che fanno roba di stra-super-altissima qualità ma sempre a livello industriale, si sbattono a fare tutta la filiera strasupercontrollata dal seme di grano al pacco di pasta o dal foraggio dell'animale alla qualità degli additivi (ne esistono anche di validisssimi), poi si rifiutano di vendere in italia perchè il prezzo è troppo basso e ci sono giri di distribuzione che fanno porcate come quelle sopra elencate, non è certo il negoziante che lavora con ricarichi a percentuali di 3 cifre, mentre i grandi produttori in accordo con questi grandi distributori di fatto lavorano su quantità immani, sostenute tramite tecnologie che producono cibo che definire velenoso è un eufemismo e che possono rimanere in piedi contando su giri finanziari che escludono tutti gli altri, perchè solo loro possono offrire le garanzie di quei volumi e quei cash flow, quando cominci a trattare i prezzi a 6 decimali e hai anche il coraggio di chiamarla "qualità" c'è qualcosa che non va.
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> > Sono pochissimi che controllano ciascuno la propria piccola nicchia, e guadagnano come sultani, facendosi cenni di assenso l'un l'altro e guardando tutti asssieme ai criminali che chiamiamo politici, altro che concorrenza e "interesse nazionale".
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> > sembra che loro siano d'accordo* per escludere i produttori che fanno lavori fatti bene, sia dal mercato visti i prezzi che girano sia, come ultimo effetto che sembra proprio parte di un piano diabolico* dall'accesso al credito: ne ha giusto chiuso uno che era aperto da cent'anni perchè non ha più accesso al credito, ditta che andava benino tutto sommato, niente grossi debiti, niente scoperti, mercato in flessione ma tutto sommato con un po di sforzi avrebbero potuto continuare, 100 operai nei vari stabilimenti più filiera, hanno fatto le loro ricerche, trovato dove avrebbero potuto vendere a prezzi che li avrebbero mantenuti in piedi ma niente più credito per svilupparsi in nuovi mercati a meno che non facessero prodotti più facilmente vendibili e presentassero accordi con i distributori che portano la tua roba dovunque, quelli che rifiutavano da sempre perchè vogliono che gliela vendi a quei prezzi lì chiamandola "biologica" o "alta qualità", hanno chiuso e mandato affanculo tutti piuttosto che farsi un debito a quelle condizioni.
> >
> > in pratica nel cibo i prodotti di qualità più alta sono quelli dove si guadagna di meno e le banche preferiscono sostenere chi garantisce di poter escludere tutti gli altri e quindi garantire a sua volta alla banca quanto interess aloro piuttosto che chi puo costruire qualcosa, evviva il cibo italiano di altissima qualità: barilla, montorsi, ferrero e aia.
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> > ogni tanto mi chiedo dove e quando abbiamo cominciato a tornare nel medioevo.
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> > *=no, non lo penso davvero, penso che ci siano delle ragioni strututrali che portano a questa convergenza di interessi e politiche di diversi attori come i legislatori/controllori, i produttori, i distributori e le banche che offrono credito a tutto questo giro, che mi sfuggono e che alla fine portano a darci la zappa sui piedi anche se tutti agiamo "secondo le regole del business", no, non penso che sia solo l'austerity tedesca a causare questo. Forse (non lo so nemmeno io) sotto sotto penso che ci siamo solo rincoglioniti del tutto a furia di guardare la tv o i gatti coccolosi sullo schermo del pc e sono le nostre priorità, prima di tutto come consumatori e poi anche come professionisti, ad essere completamente fottute.
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> 1. Per chi ha soldi i periodi di crisi sono una manna. Puoi comprare roba che ti serve a prezzo stracciato, i tuoi concorrenti chiudono, con qualche aiutino se necessario.
infatti non è necessario che ci sia un cattivone con il gatto sulle ginocchia perchè le normali interazioni tra umani facciano in modo che è esattametne come se ci fosse questo cattivone.
ma questa è solo una prevenzione di un grosso errore di valuazione: è colpa loro, di tutto, tolti i komunisti/fascisti/big banks/infedeli tornerà tutto a posto come quando stavamo bene (cioè mai in realtà).
IL problema persiste anche senza fare questo errore di valutazione.
> 2. Te l'avevo chiesto ma probabilmente non hai visto il post. Che ne pensi del sugo alle verdure Barilla? Un prodotto commerciale fatto da una multinazionale, dovrebbe essere cibo spazzatura eppure è gustosissimo, tutto lì dentro sa di verdura che nemmeno le verdure, e negli ingredienti non è elencato neppure un aroma o conservante. Comprane un barattolo che mi interessa un tuo giudizio gastronomico.
ricetta industriale fatta benissimo.
non so se ve lo ho già scritto ma io avevo dubbi del genere per l'estathe.
sono quasi certo da fonti informate indirettamente che stia tutto nella precisione della ricetta, quale acqua, trattata come, quale the, infuso come, con tolleranze da progetto spaziale.
in tutto questo ci sono addittivi vari ma nn sono tutta la storia.
EDIT: ad esempio per i biscotti e quanto velocemente si inzuppano mantenendo però la consistenza la variabile (per un certo tipo di biscotti di una certa marca, non so per gli altri) sta in due rulli dove passa la pasta durante la lievitazione, stanno ad una certa distanza l'uno dall'altro e la pasta cade da quello superiore a quello inferiore subito prima del taglio e cottura, la velocità dei rulli la distanza di caduta (la pasta rimane unita tra uno e l'altro) determina quanto velocemente il biscotto si inzuppa mantenendo la propria consistenza, niente addittivi o strani lieviti GMO.
te li immagini gli ingegneri chelahannos viluppata che sono rimasti davanti alla macchina a cambiare le variabili e poi hanno testato inzuppando i biscotti per lavoro
> 3. La barbarie è cominciata quando la nostra società ha deciso che uccidere qualcuno a colpi d'ascia è un reato, strangolarlo economicamente è una cosa che si può fare.
c'è qualcosa di più, il modo in cui si è ripresi dalla grande depressione negli USA è molto diverso da quello che si sta facendo oggi, alla base ci vedo davvero delle teste di cazzo cresciute con priorità assurde, che nulla hanno da invidiare a quelle di chi si fa saltare per andare in paradiso.
**Modificato dall'autore il 21.06.2013 13:44**Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto daNon Autenticatoil 2013-06-21 14:47:27.0 alle 2013-06-21 14:47:27.0> > > prosciutto cotto acquistato dal produttore all'ingrosso, qualità media: 1,80 €/Kg.
> > > qualità alta, anzi, altissima secondo la pubblicità, quello che qualunque sia la tua preferenza tra i due tipi di prosciutto ti piace lo stesso, ecco: 1,96 €/kg.
> > >
> > > poi la differenza tra i due nel prezzo al pubblico diventa di parecchi ordini di grandezza superiore, non sto qua a spiegare perchè ma è così e per certi versi avrebbe pure senso, ma non così tanto.
> > >
> > > Ci sono tagli tipo l'arrosto di tacchino che vanno a prezzi nell'ordine di 0 seguito da 4 decimali, tutto al kilo, tutto all'ingrosso dal produttore al distributore.
> > >
> > > Il prezzo del pesce surgelato lavorato o semilavorato invece è uno-due euro in più rispetto ai salumi seguito da 6 decimali, che fanno tutta la differenza.
> > >
> > > poi ci sono produttori che fanno roba di stra-super-altissima qualità ma sempre a livello industriale, si sbattono a fare tutta la filiera strasupercontrollata dal seme di grano al pacco di pasta o dal foraggio dell'animale alla qualità degli additivi (ne esistono anche di validisssimi), poi si rifiutano di vendere in italia perchè il prezzo è troppo basso e ci sono giri di distribuzione che fanno porcate come quelle sopra elencate, non è certo il negoziante che lavora con ricarichi a percentuali di 3 cifre, mentre i grandi produttori in accordo con questi grandi distributori di fatto lavorano su quantità immani, sostenute tramite tecnologie che producono cibo che definire velenoso è un eufemismo e che possono rimanere in piedi contando su giri finanziari che escludono tutti gli altri, perchè solo loro possono offrire le garanzie di quei volumi e quei cash flow, quando cominci a trattare i prezzi a 6 decimali e hai anche il coraggio di chiamarla "qualità" c'è qualcosa che non va.
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> > > Sono pochissimi che controllano ciascuno la propria piccola nicchia, e guadagnano come sultani, facendosi cenni di assenso l'un l'altro e guardando tutti asssieme ai criminali che chiamiamo politici, altro che concorrenza e "interesse nazionale".
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> > > sembra che loro siano d'accordo* per escludere i produttori che fanno lavori fatti bene, sia dal mercato visti i prezzi che girano sia, come ultimo effetto che sembra proprio parte di un piano diabolico* dall'accesso al credito: ne ha giusto chiuso uno che era aperto da cent'anni perchè non ha più accesso al credito, ditta che andava benino tutto sommato, niente grossi debiti, niente scoperti, mercato in flessione ma tutto sommato con un po di sforzi avrebbero potuto continuare, 100 operai nei vari stabilimenti più filiera, hanno fatto le loro ricerche, trovato dove avrebbero potuto vendere a prezzi che li avrebbero mantenuti in piedi ma niente più credito per svilupparsi in nuovi mercati a meno che non facessero prodotti più facilmente vendibili e presentassero accordi con i distributori che portano la tua roba dovunque, quelli che rifiutavano da sempre perchè vogliono che gliela vendi a quei prezzi lì chiamandola "biologica" o "alta qualità", hanno chiuso e mandato affanculo tutti piuttosto che farsi un debito a quelle condizioni.
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> > > in pratica nel cibo i prodotti di qualità più alta sono quelli dove si guadagna di meno e le banche preferiscono sostenere chi garantisce di poter escludere tutti gli altri e quindi garantire a sua volta alla banca quanto interess aloro piuttosto che chi puo costruire qualcosa, evviva il cibo italiano di altissima qualità: barilla, montorsi, ferrero e aia.
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> > > ogni tanto mi chiedo dove e quando abbiamo cominciato a tornare nel medioevo.
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> > > *=no, non lo penso davvero, penso che ci siano delle ragioni strututrali che portano a questa convergenza di interessi e politiche di diversi attori come i legislatori/controllori, i produttori, i distributori e le banche che offrono credito a tutto questo giro, che mi sfuggono e che alla fine portano a darci la zappa sui piedi anche se tutti agiamo "secondo le regole del business", no, non penso che sia solo l'austerity tedesca a causare questo. Forse (non lo so nemmeno io) sotto sotto penso che ci siamo solo rincoglioniti del tutto a furia di guardare la tv o i gatti coccolosi sullo schermo del pc e sono le nostre priorità, prima di tutto come consumatori e poi anche come professionisti, ad essere completamente fottute.
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> > 1. Per chi ha soldi i periodi di crisi sono una manna. Puoi comprare roba che ti serve a prezzo stracciato, i tuoi concorrenti chiudono, con qualche aiutino se necessario.
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> infatti non è necessario che ci sia un cattivone con il gatto sulle ginocchia perchè le normali interazioni tra umani facciano in modo che è esattametne come se ci fosse questo cattivone.
> ma questa è solo una prevenzione di un grosso errore di valuazione: è colpa loro, di tutto, tolti i komunisti/fascisti/big banks/infedeli tornerà tutto a posto come quando stavamo bene (cioè mai in realtà).
> IL problema persiste anche senza fare questo errore di valutazione.
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> > 2. Te l'avevo chiesto ma probabilmente non hai visto il post. Che ne pensi del sugo alle verdure Barilla? Un prodotto commerciale fatto da una multinazionale, dovrebbe essere cibo spazzatura eppure è gustosissimo, tutto lì dentro sa di verdura che nemmeno le verdure, e negli ingredienti non è elencato neppure un aroma o conservante. Comprane un barattolo che mi interessa un tuo giudizio gastronomico.
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> ricetta industriale fatta benissimo.
Già, io mi pongo la questione: se vlessi fargli concorrenza con un prodotto artigianale, come farei? Nemmeno il sugo fatto in casa dalla nonna è così buono, non sempre almeno, il problema nelle conserve alimentari cotte è infatti conservare gli aromi e loro ci riescono benissimo.
> non so se ve lo ho già scritto ma io avevo dubbi del genere per l'estathe.
> sono quasi certo da fonti informate indirettamente che stia tutto nella precisione della ricetta, quale acqua, trattata come, quale the, infuso come, con tolleranze da progetto spaziale.
> in tutto questo ci sono addittivi vari ma nn sono tutta la storia.
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> EDIT: ad esempio per i biscotti e quanto velocemente si inzuppano mantenendo però la consistenza la variabile (per un certo tipo di biscotti di una certa marca, non so per gli altri) sta in due rulli dove passa la pasta durante la lievitazione, stanno ad una certa distanza l'uno dall'altro e la pasta cade da quello superiore a quello inferiore subito prima del taglio e cottura, la velocità dei rulli la distanza di caduta (la pasta rimane unita tra uno e l'altro) determina quanto velocemente il biscotto si inzuppa mantenendo la propria consistenza, niente addittivi o strani lieviti GMO.
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> te li immagini gli ingegneri chelahannos viluppata che sono rimasti davanti alla macchina a cambiare le variabili e poi hanno testato inzuppando i biscotti per lavoro
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> > 3. La barbarie è cominciata quando la nostra società ha deciso che uccidere qualcuno a colpi d'ascia è un reato, strangolarlo economicamente è una cosa che si può fare.
>
> c'è qualcosa di più, il modo in cui si è ripresi dalla grande depressione negli USA è molto diverso da quello che si sta facendo oggi, alla base ci vedo davvero delle teste di cazzo cresciute con priorità assurde, che nulla hanno da invidiare a quelle di chi si fa saltare per andare in paradiso.
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> **Modificato dall'autore il 21.06.2013 13:44**
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Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto daSeuTrombeur de femmesil 2013-06-22 02:46:45.0 alle 2013-06-22 02:46:45.0Trollate totali: 2082Scritto da: dada216
>
> ricetta industriale fatta benissimo.
> non so se ve lo ho già scritto ma io avevo dubbi del genere per l'estathe.
> sono quasi certo da fonti informate indirettamente che stia tutto nella precisione della ricetta, quale acqua, trattata come, quale the, infuso come, con tolleranze da progetto spaziale.
> in tutto questo ci sono addittivi vari ma nn sono tutta la storia.
>
La Ferrero, di tanto in tanto, ci manda degli spettrometri xrf da ricertificare.
**Modificato dall'autore il 22.06.2013 02:47**Atoms & Love-
Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto daNon Autenticatoil 2013-06-22 03:02:32.0 alle 2013-06-22 03:02:32.0> > ricetta industriale fatta benissimo.
> > non so se ve lo ho già scritto ma io avevo dubbi del genere per l'estathe.
> > sono quasi certo da fonti informate indirettamente che stia tutto nella precisione della ricetta, quale acqua, trattata come, quale the, infuso come, con tolleranze da progetto spaziale.
> > in tutto questo ci sono addittivi vari ma nn sono tutta la storia.
> >
>
> La Ferrero, di tanto in tanto, ci manda degli spettrometri xrf da ricertificare.
Ah bene, meno male che il sugo alle verdure è Barilla.
Ma tu lavori sempre in posti che hanno a che fare con la radioattività? Non hai paura di diventare cosi?
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Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto daNon Autenticatoil 2013-06-22 08:33:38.0 alle 2013-06-22 08:33:38.0Scritto da: Seu
> Scritto da: dada216
> >
> > ricetta industriale fatta benissimo.
> > non so se ve lo ho già scritto ma io avevo dubbi del genere per l'estathe.
> > sono quasi certo da fonti informate indirettamente che stia tutto nella precisione della ricetta, quale acqua, trattata come, quale the, infuso come, con tolleranze da progetto spaziale.
> > in tutto questo ci sono addittivi vari ma nn sono tutta la storia.
> >
>
> La Ferrero, di tanto in tanto, ci manda degli spettrometri xrf da ricertificare.
>
è un modo per dirci che mangi la nutella gratis?
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Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto daNon Autenticatoil 2013-06-21 16:21:19.0 alle 2013-06-21 16:21:19.0Vorresti dire che tutta questa roba all'ingrosso costa così poco?
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Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto da:
> Vorresti dire che tutta questa roba all'ingrosso costa così poco?
spè, a quanto la rivende il grossista/distributore al supermercato od al negoziante non lo so, quelli sono i prezzi "di fabbrica", e francamente sono troppo bassi, quindi ho capito perchè vengono esclusi i produttori "bravi" cioè di qualità, come è successo a quelli che conosco che son finiti gambe all'aria pur non avendo nessun casino.
Non è assurdo arrivare da 1,80 al kilo prezzo di fabbrica di prosciutto cotto qualità media a 10-12eur al kilo al consumatore finale, è assurdo passare da 1,96 prezzo di fabbrica del marchio migliore a 25-30eur kilo del prezzo del marchio milgiore al consumatore finale.
molto di questo prezzo gonfiato è dovuto ad un effetto psicologico, il prodotto a qualità più alta lo devi mettere a prezzo molto più alto degli altri, così facendo migliori le vendite dei prodotti a prezzo medio e rendi più felici i clienti che comprano la qualità migliore ed hai anche margini migliori che ti dovrebbero permettere, appunto, di gestire prodotti di qualità alta a volumi bassi, questo è noto e lo fanno tutti i negozianti/commmerciali e vabbè, hic est.
Questo non vuol dire che la differenza tra i prezzi di fabbrica dei due prodotti debba essere così risibile, quello di "alta qualità" secondo me è a prezzo così risibile perchè nonostante sia qualità "alta" non è un prodotto "elitario" e moltissimi lo comprano, quindi i volumi per permettere le produzioni "tecnologicamente avanzate" ci sono, ma questi volumi uniti a prezzi gonfiati uccidono i veri prosciutti cotti davvero di alta qualità, che il distributore incriminato manco tiene perchè se li comprasse da altre fabbriche li comprerebbe, appunto, a prezzi di quel tipo, che per un prosciutto "di qualità" ti offre solo un certo marchio e non altri, che quindi nei supermercati non ci sono.
riguardo il pesce surgelato i prezzi cambiamo nei decimali, e sono 6, cristo santo, 6 decimali, forse giusto i minerali comuni si vendono con prezzi a 6 decimali, quelli ed il pesce surgelato delle vessel farm che dragano gli oceani a quanto pare.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto daNon Autenticatoil 2013-06-21 22:32:05.0 alle 2013-06-21 22:32:05.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> > Vorresti dire che tutta questa roba all'ingrosso costa così poco?
>
> spè, a quanto la rivende il grossista/distributore al supermercato od al negoziante non lo so, quelli sono i prezzi "di fabbrica", e francamente sono troppo bassi, quindi ho capito perchè vengono esclusi i produttori "bravi" cioè di qualità, come è successo a quelli che conosco che son finiti gambe all'aria pur non avendo nessun casino.
>
> Non è assurdo arrivare da 1,80 al kilo prezzo di fabbrica di prosciutto cotto qualità media a 10-12eur al kilo al consumatore finale, è assurdo passare da 1,96 prezzo di fabbrica del marchio migliore a 25-30eur kilo del prezzo del marchio milgiore al consumatore finale.
>
> molto di questo prezzo gonfiato è dovuto ad un effetto psicologico, il prodotto a qualità più alta lo devi mettere a prezzo molto più alto degli altri, così facendo migliori le vendite dei prodotti a prezzo medio e rendi più felici i clienti che comprano la qualità migliore ed hai anche margini migliori che ti dovrebbero permettere, appunto, di gestire prodotti di qualità alta a volumi bassi, questo è noto e lo fanno tutti i negozianti/commmerciali e vabbè, hic est.
>
> Questo non vuol dire che la differenza tra i prezzi di fabbrica dei due prodotti debba essere così risibile, quello di "alta qualità" secondo me è a prezzo così risibile perchè nonostante sia qualità "alta" non è un prodotto "elitario" e moltissimi lo comprano, quindi i volumi per permettere le produzioni "tecnologicamente avanzate" ci sono, ma questi volumi uniti a prezzi gonfiati uccidono i veri prosciutti cotti davvero di alta qualità, che il distributore incriminato manco tiene perchè se li comprasse da altre fabbriche li comprerebbe, appunto, a prezzi di quel tipo, che per un prosciutto "di qualità" ti offre solo un certo marchio e non altri, che quindi nei supermercati non ci sono.
>
> riguardo il pesce surgelato i prezzi cambiamo nei decimali, e sono 6, cristo santo, 6 decimali, forse giusto i minerali comuni si vendono con prezzi a 6 decimali, quelli ed il pesce surgelato delle vessel farm che dragano gli oceani a quanto pare.
che vuol dire prezzi a 6 decimali?-
Re: prosciutto cotto, pasta, credito, prScritto daNon Autenticatoil 2013-06-21 22:45:15.0 alle 2013-06-21 22:45:15.0> > > Vorresti dire che tutta questa roba all'ingrosso costa così poco?
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> > spè, a quanto la rivende il grossista/distributore al supermercato od al negoziante non lo so, quelli sono i prezzi "di fabbrica", e francamente sono troppo bassi, quindi ho capito perchè vengono esclusi i produttori "bravi" cioè di qualità, come è successo a quelli che conosco che son finiti gambe all'aria pur non avendo nessun casino.
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> > Non è assurdo arrivare da 1,80 al kilo prezzo di fabbrica di prosciutto cotto qualità media a 10-12eur al kilo al consumatore finale, è assurdo passare da 1,96 prezzo di fabbrica del marchio migliore a 25-30eur kilo del prezzo del marchio milgiore al consumatore finale.
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> > molto di questo prezzo gonfiato è dovuto ad un effetto psicologico, il prodotto a qualità più alta lo devi mettere a prezzo molto più alto degli altri, così facendo migliori le vendite dei prodotti a prezzo medio e rendi più felici i clienti che comprano la qualità migliore ed hai anche margini migliori che ti dovrebbero permettere, appunto, di gestire prodotti di qualità alta a volumi bassi, questo è noto e lo fanno tutti i negozianti/commmerciali e vabbè, hic est.
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> > Questo non vuol dire che la differenza tra i prezzi di fabbrica dei due prodotti debba essere così risibile, quello di "alta qualità" secondo me è a prezzo così risibile perchè nonostante sia qualità "alta" non è un prodotto "elitario" e moltissimi lo comprano, quindi i volumi per permettere le produzioni "tecnologicamente avanzate" ci sono, ma questi volumi uniti a prezzi gonfiati uccidono i veri prosciutti cotti davvero di alta qualità, che il distributore incriminato manco tiene perchè se li comprasse da altre fabbriche li comprerebbe, appunto, a prezzi di quel tipo, che per un prosciutto "di qualità" ti offre solo un certo marchio e non altri, che quindi nei supermercati non ci sono.
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> > riguardo il pesce surgelato i prezzi cambiamo nei decimali, e sono 6, cristo santo, 6 decimali, forse giusto i minerali comuni si vendono con prezzi a 6 decimali, quelli ed il pesce surgelato delle vessel farm che dragano gli oceani a quanto pare.
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> che vuol dire prezzi a 6 decimali?
Vuol dire che il prezzo al chilo di una data merce è 0,123456 euro.
Ma a me sta venendo la domanda: quanta ne bisogna comprare per comprare a quei prezzi?
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