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    Campesina
    Sua maestà
    il 2015-01-05 13:43:41.0 alle 2015-01-05 13:43:41.0
    Trollate totali: 765
    Diete, diete,
    L'unica è correre e spalare terra, e avere così tante cose da fare, che ti dimentichi di mangiare.
    Oggi sono rientrata nei pantaloni del mare, dopo circa sette anni.
    Che finalmente i miei problemi psicologici rispetto a mia madre stiano lentamente mettendosi in ordine e il senso di colpa angosciante e oprimente, dopo sette anni stia iniziando a risolversi?
    E' normale che un figlio si senta colpevole per la distruzione della sua famiglia?
    Io per esempio dopo la morte di mia madre, se mi ubriacavo andavo fuori di testa, iniziavo a piangere e a gridare che avevo ucciso i miei genitori.
    Quando in realtà sono stati i tumori ai polmoni per lui e alla cervice per lei.
    Però se considerate che io ho abbandonato la mia terra natale nel 2001, per venire in europa all'università. Mio padre si è amalato e nel 2002 e de partito per un viaggio in sudamerica, senza dire niente a nessuno del suo male. L'abbiamo scoperto nel 2003 perché dei amici hanno chiamato mia madre. E mio fratello è andato a recuperare mio padre, semiparalizzato in Perù. Io curavo la zia e il nonno paterni in Italia, anch'essa affetta di un tumore al cervello comparso a fine del 2002. Appresa la notizia di mio padre mi sono fiondata in Bolivia a curare mio padre, il quale voleva come infermieri solo me e mio fratello. E sollevare un uomo paralizzato non è semplice. Curarlo in casa, sapendo che era malato terminale, con le piaghe di decubito che crescevano. I turni per curarlo, alimentarlo. Un mese di follia assurda, in cui l'unico che ci rideva su era mio padre, prendendoci in giro e citando le favole di Italo Calvino in cui il babbo morente nel cataletto salutava i figli.
    Dopo un mese è morto, e noi con lui.
    Io sono andata fuorti di testa.
    Il no sense della vita, la colpa soffocante per la sua morte, il dolore di qualcuno che credevii eterno, non c'era più.
    Non abbiamo fatto in tempo a fargli il funerale alla sua fazenda, che mio nonno di 96 anni in Italia si è lasciato morire, e non sapeva che il figlio era morto in sudamerica. Forse intuiva.
    E la crocerossina qui presente, si è rifiondata in Italia ad alleviare le pene della zia zitella paterna che in una settimana era e orfana e senza fratello.
    Poi anche lei è partita a fine 2004, dopo avermi fatto presente tutto il suo odio per il mio non essere sangue della famiglia. Facendomi presente che ero di seconda categoria, perché adottata. E mio fratello si dimostrò ben felice di ereditarsi tutti gli averi del nonno. Erano una famiglia brianzola, quella di mio padre.
    Nella famiglia milanese di mia madre venne fuori un casino, erano tutti indignati da come mi avevano trattato nella famiglia di mio padre.
    Avevo un ragazzo, avevo una casa a Milano, un lavoro, viaggiavo. Tutto si stava sistemando lentamente, il caos nel mio cervello iniziava ad alleviarsi. Quando mia madre nel 2007 arrivo' in Italia con una malattia, operabile, ma dopo un anno di sofferenze, di ospedali, chemioterapie, anche lei è partita. Proprio mentre volavo verso Madrid a prendere la sua adorata nipote che arrivava dalla Bolivia. Un intero giorno all'aeroporto a Madrid in attesa della nipote, piangendo in ogni fottuto angolino dell'aeroporto, ero consapevole che una volta arrivata la morfina dopo sarebbe arrivata la fine da lì a qualche settimana massimo. E mia madre era sotto morfina da un giorno e l'ultima notte aveva passato lamentandosi e piangendo come una disperata, e io li' consapevole che non potevo fare niente. Avevo dimenticato il cellulare a casa di mia nonna e così nessuno poté dirmi che era morta alle otto del mattino. Arrivammo la sera a Milano Linate alle 23:30, l'aereo aveva avuto un ritardo.
    All'aeroporto ci dovevano essere solo i miei zii. E invece c'era anche il fazendero.
    Quando lo vidi capi che qualcosa non andava bene.
    Giorni dopo il funerale, presi la nipote di 14 anni e scappai in Egitto a viaggiare, avevo bisogno di muovermi, di respirare.
    Ritornata in europa, decisi che dovevo ritornare in Bolivia, il fazendero disse se mi aspetti un anno vengo pure io.
    Lo aspettai, preparai tutto anche i passaporti per i miei quattro amati gatti.
    E a febbraio 2010 partimmo tutti e sei per il sudamerica.
    Ci persero la gatta di nome Ganja a buenos aires.
    In Bolivia mio fratello e mia nipote erano pieni di rancori nei miei confronti.
    Perché mia madre mi aveva lasciato la sua casa in città.
    Per due anni mi fecero capire che mi sopportavano a malapena, che io ero la stronza interessata. Che io gli avevo portato via qualcosa che era loro.
    E io sono cretina, perché tendo sempre a sentirmi colpevole, e poi sono così stupida che finisce che ci credo. E stavo andando in pezzi, fino a quando io e il fazendero ci siamo rifugiati nella fazenda. Allora si poteva respirare meglio. I miei non sopportano il fazendero, dunque qui non vengono mai. Solo mia madre lo adorava in modo assurdo.
    Ho abbandonato casa in città alla nipote che va all'università. Nel testamento di mia madre c'era la condizione che la nipote vivesse in casa fino ai 24 anni.
    Solo che la nipote era abituata ad avere la serva, sempre, a dire voglio questo e quello arrivava. Completamente l'opposto di come siamo cresciuti io e mio fratello.
    Chiedere una caramella ai miei era come insultarli, perché eravamo poveri. Per due anni in città ho fatto anche la serva alla nipote, che ovviamente cresciuta da una nonna nella bamabagia, era pronta a dirti in faccia. - La casa doveva essere mia, tu non ti dovevi mettere in mezzo- a 17 anni.
    E domani, finalmente mia nipote si trasferisce, mio fratello si è comprato la villetta in città.
    Ovviamente mi incolpano, perché poteva evitare di spendere 140mila dollari per una villa, quando poteva stare a scrocco a casa mia, dove per ogni singolo problema io devo correre dalla campagna in città per sistemare le lagne della nipote o del fratello.
    Da due anni in qua li ho mandati a cagare, e nel testamente c'era scritto, che chi vive in casa se ne deve prendere cura, ma loro non voglio spendere, tanto è casa mia, anche se non ci vivo.
    Il lemma di mio fratello è, perché devo aiutarti a pagare il guardiano, quando se io non ci fossi lo dovresti pagare lo stesso?
    Poi sia lui che la nipote fanno le pulci sulle bollette, noi ci andiamo due o tre volte al mese in casa. E mi pago la meta delle bollette d'acqua e luce. Anche se so, che quando la nipote non c'è le spese nostre sono meno della metà.
    Ex direbbe che sono una erbivora. Si forse si.
    Ma come dicevo all'inizio, ho sentito che con la mia partenza dalla Bolivia nel 2001, la mia famiglia si è sgretolata. Mia madre era infelice. Secondo mio fratello il dolore che ho dato ai miei venendo nel vecchio continente è stato troppo.
    Dovevo rimanere in Bolivia a servire riverire mia madre e mia nipote?, forse sarei fuggita nel viaggio per il sudamerica con mio padre.

    Ma io non capisco, i miei genitori hanno passato la vita a leggermi libri, a farmi viaggiare in africa, sudamerica, europa, a dirmi che bisogna conoscere il mondo.
    E poi si meravigliano tutti che appena ho finito la scuola io sono partita?.
    Nelle favole di Italo Calvino, i ragazzo per poter partire e dimostrare ai suoi che poteva affrontare il mondo, doveva buttare giù di un colpo un albero.
    Il mio albero era la nonna a Milano, avrei visssuto in casa sua, aiutandola e in cambio del vitto e alloggio. Mentre mi facevo l'università, avevo i miei lavoretti da studente universitaria. Fino a quando nel novembre alle otto di sera mi chiamano al lavoro per dirmi che mia zia paterna è in ospedale in operazione d'urgenza per un tumore. E che il nonno amato di 96 anni il giorno dopo sarebbe finito in casa di riposo.
    Un uomo, che era stravizziato. Che se non aveva il suo gatto sul letto, la sua forchetta, il suo coltello, il suo bicchier di acqu e vino non sapeva vivere.
    Portarlo in casa di riposo era ucciderlo. Lo dicevano tutti.
    A 20 anni, decisi che no, mio nonno non l'avrebbero portato da nessuna parte. Me ne sarei fatta carico io. Ovviamente speravo che mio fratello, o mio padre sarebbero arrivati in aiuto. E invece no, non è arrivato nessuno. Erano tutti felici che la cretina qui presente avesse preso sotto controllo la situazione, lasciando l'università, la nonna per curare il nonno.
    Non me ne pento, però a volte ho pensato che dovevo fregarmene come farebbero la maggioranza dei ventenni. Nessuno mi avrebbe incolpato.
    Invece sono andata a buttarmi in una situazione con razzisti brianzoli, che venivano a casa ad aprire le lettere dei conti correnti della zia e del nonno. Poi davano la colpa a me se sparivano venti euro. Quando in realtà quella che usava la retta universitaria e i suoi risparmi del lavoro per pagare le spese di cibo del nonno era la sottoscritta.
    Mi hanno insegnato che la famiglia è importante, e che le persone che ami devi curarle.
    Tutte palle, insegnare e parlare è facile, agire è ben diverso.
    Per fortuna mio nonno era felice, con me e la badante peruviana che arrivo' dopo due settimane. Mio nonno cantava durante il pranzo, e una volta tocco pure il culo alla ragazza peruviana, non so se lo fece lui, o se lei era una menosa. Sono pure riuscita a portarlo camminando sul balcone, mia zia lo teneva segregato come una mommia in camera sua da dieci anni, per il terrore che si ammalasse.
    La cultura brianzola di casa di mio padre dettava, -la femmina deve rimanere a casa a curare i genitori, fino alla morte e meglio se zitella.- Così era la tradizione, c'era anche la povera zia Checca, che era rimasta zitella per curare i bisnonni.
    Forse anche se mio padre era un rivoluzionario, nel subconscio sperava che io diventassi degna erede del dovere famigliare, sicuramente mio fratello ne era straconvinto.
    Ma sono stati scemi, non puoi tirare su una persona e dargli le chiavi del mondo, dirgli che è libera e poi chiedergli di rimetterle nel cassetto e starti vicino per l'eternità.
    Mia madre diceva, che l'amore più grande si concretizzava quando eri capace di lasciar andare le persone che ami. In effetti quando ci separammo nel febbraio 2001 non pianse, e nemmeno io. Quando entrai nel gate di transito non guardai indietro, sapevo che se avessi guardato indietro non sarei stata capace di salire sul'aereo. E non me ne pento, è la mia vita, la mia fottuta vita è mia.


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      Scritto da
      altg
      utente che non utiene
      il 2015-01-05 14:29:14.0 alle 2015-01-05 14:29:14.0
      Trollate totali: 11540
      Re: Diete, diete,
      Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?

      Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
      Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
      Che la gente e` piu` "dura"?

      CAZZATE, porca puttana.
      Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2015-01-05 15:29:27.0 alle 2015-01-05 15:29:27.0
        Re: Diete, diete,
        Scritto da: altg
        > Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?
        >
        > Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
        > Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
        > Che la gente e` piu` "dura"?
        >
        > CAZZATE, porca puttana.
        > Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...

        A me per esempio piace la Norvegia. Ambienti alpini, mare e isole nello stesso posto. Case senza muretti. Per lingua norvegese intendono qualsiasi varietà locale. Non fa parte della UE.

        Una casa per le vacanze in Norvegia la prenderei. Su un'isola, o almeno in riva al mare. Con il molo e la barca.
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2015-01-05 15:49:42.0 alle 2015-01-05 15:49:42.0
        Re: Diete, diete,
        Scritto da: altg
        > Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?
        >
        > Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
        > Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
        > Che la gente e` piu` "dura"?
        >
        > CAZZATE, porca puttana.
        > Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...

        Andare a vivere a Dusseldorf e magari a fare un lavoro utile non è da radical-chic.
        Non ti accorgi che i radical-chic si annidano dove meno te lo aspetti?
        Finito il comunismo questa è la nuova religione. Anche sta mania di viaggiare.... non per fare qualche cosa di utile, solo per perdere tempo.
        Ma andare dove e a fare che? Nessuno si pone la domanda.

        ex
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          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2015-01-05 16:11:15.0 alle 2015-01-05 16:11:15.0
          Re: Diete, diete,
          Scritto da:
          > Scritto da: altg
          > > Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?
          > >
          > > Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
          > > Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
          > > Che la gente e` piu` "dura"?
          > >
          > > CAZZATE, porca puttana.
          > > Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...
          >
          > Andare a vivere a Dusseldorf e magari a fare un lavoro utile non è da radical-chic.
          > Non ti accorgi che i radical-chic si annidano dove meno te lo aspetti?
          > Finito il comunismo questa è la nuova religione. Anche sta mania di viaggiare.... non per fare qualche cosa di utile, solo per perdere tempo.
          > Ma andare dove e a fare che? Nessuno si pone la domanda.
          >
          > ex

          Quoto, ma anche lavorare per fare che?

          L'occidente ha aperto gli occhi e non crede più alla religione, quindi nulla ha senso.
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            Scritto da
            Campesina
            Sua maestà
            il 2015-01-05 16:34:08.0 alle 2015-01-05 16:34:08.0
            Trollate totali: 765
            Re: Diete, diete,
            Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.

            E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
            Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
            Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
            Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
            In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!

            I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.

            Esempio.
            Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
            L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
            Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
            Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
            Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
            E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
            Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.

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              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2015-01-05 16:45:20.0 alle 2015-01-05 16:45:20.0
              Re: Diete, diete,
              Scritto da: Campesina
              > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
              >
              > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
              > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
              > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
              > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
              > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
              >
              > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
              >
              > Esempio.
              > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
              > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
              > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
              > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
              > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
              > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.

              Tratto da "Piccoli Brividi".

              > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
              >
              >
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              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2015-01-05 16:49:37.0 alle 2015-01-05 16:49:37.0
              Re: Diete, diete,
              Scritto da: Campesina
              > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
              >
              > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
              > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
              > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
              > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
              > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
              >
              > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
              >
              > Esempio.
              > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
              > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
              > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
              > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
              > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
              > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
              > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
              >
              >

              Ma le hai raccontato la tua storia al fazendero prima di sequestrarlo con te in Bolivia?
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                Scritto da
                Campesina
                Sua maestà
                il 2015-01-05 17:10:28.0 alle 2015-01-05 17:10:28.0
                Trollate totali: 765
                Re: Diete, diete,
                Mi ha conosciuto 4 mesi dopo la morte di mio padre. E poi io avevo accompagnato la mia amica spagnola che voleva il cazzo italiano.
                Il Fazendero doveva essere il vibratore della mia amica. Io dovevo solo presentarli.
                Ovvio lui non lo sapeva.

                Ero talmente fuori di melone, che come al mio solito mi sono messa a camminare per Milano senza senso, e loro mi hanno seguita, lei era diventata timida.
                E io parlavo di assurdità, poi speravo che lui facesse una mossa con lei.
                Lei aveva le tettone in bella mostra, pantaloni aderenti etc.
                Io ero vestita di bianco, lutto, con le tennis rosse.
                Ero sicura al cento per cento che il fazendero come ogni fottuto maschio del cazzo, avrebbe preferito le tette e il culo della mia amica. Era solo questione di tempo.
                Invece quello stronzo no!, preferiva stare ad ascoltare le mie paranoie assurde.
                E io ero tranquilla, avevo le mie difese anti-maschio disattivate, perché tanto c'era l'amica che era molto più appetibile e disposta.
                Se no col cavolo che mi ci mettevo assieme.
                Se uscivo con una ragazzo la prima cosa che gli dicevo era.
                Io odio gli uomini, mi fate schifo, mi hanno violentata da piccola, io vi odio.
                Con una premessa del genere nessuno si azzardava a frequentarmi o a fare una minima mossa. ;-)
                Peccato c'erano ragazzi carini e gentili, però odiavo troppo il genere maschile per considerarli minimamente passabili.
                Alcuni dopo avermi conosiuto mi dicevano che erano tentati di fare qualche mossa, ma erano rimasti terrorizzati dalle paranoie di una mia possibile reazione di rifuto.
                Che tempi favolosi. ;-)

                Non bisogna mai abbassare le difese, se no poi ti ritrovi con una relazione demenziale dopo 11 anni.
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                  Non Autenticato
                  il 2015-01-05 18:45:18.0 alle 2015-01-05 18:45:18.0
                  Re: Diete, diete,
                  Scritto da: Campesina
                  > Mi ha conosciuto 4 mesi dopo la morte di mio padre. E poi io avevo accompagnato la mia amica spagnola che voleva il cazzo italiano.
                  > Il Fazendero doveva essere il vibratore della mia amica. Io dovevo solo presentarli.
                  > Ovvio lui non lo sapeva.
                  >
                  > Ero talmente fuori di melone, che come al mio solito mi sono messa a camminare per Milano senza senso, e loro mi hanno seguita, lei era diventata timida.
                  > E io parlavo di assurdità, poi speravo che lui facesse una mossa con lei.
                  > Lei aveva le tettone in bella mostra, pantaloni aderenti etc.
                  > Io ero vestita di bianco, lutto, con le tennis rosse.
                  > Ero sicura al cento per cento che il fazendero come ogni fottuto maschio del cazzo, avrebbe preferito le tette e il culo della mia amica. Era solo questione di tempo.
                  > Invece quello stronzo no!, preferiva stare ad ascoltare le mie paranoie assurde.
                  > E io ero tranquilla, avevo le mie difese anti-maschio disattivate, perché tanto c'era l'amica che era molto più appetibile e disposta.
                  > Se no col cavolo che mi ci mettevo assieme.
                  > Se uscivo con una ragazzo la prima cosa che gli dicevo era.
                  > Io odio gli uomini, mi fate schifo, mi hanno violentata da piccola, io vi odio.
                  > Con una premessa del genere nessuno si azzardava a frequentarmi o a fare una minima mossa. ;-)
                  > Peccato c'erano ragazzi carini e gentili, però odiavo troppo il genere maschile per considerarli minimamente passabili.
                  > Alcuni dopo avermi conosiuto mi dicevano che erano tentati di fare qualche mossa, ma erano rimasti terrorizzati dalle paranoie di una mia possibile reazione di rifuto.
                  > Che tempi favolosi. ;-)
                  >
                  > Non bisogna mai abbassare le difese, se no poi ti ritrovi con una relazione demenziale dopo 11 anni.

                  Bambini niente?
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                    Campesina
                    Sua maestà
                    il 2015-01-05 18:46:09.0 alle 2015-01-05 18:46:09.0
                    Trollate totali: 765
                    Re: Diete, diete,
                    Scritto da:
                    > Scritto da: Campesina
                    > > Mi ha conosciuto 4 mesi dopo la morte di mio padre. E poi io avevo accompagnato la mia amica spagnola che voleva il cazzo italiano.
                    > > Il Fazendero doveva essere il vibratore della mia amica. Io dovevo solo presentarli.
                    > > Ovvio lui non lo sapeva.
                    > >
                    > > Ero talmente fuori di melone, che come al mio solito mi sono messa a camminare per Milano senza senso, e loro mi hanno seguita, lei era diventata timida.
                    > > E io parlavo di assurdità, poi speravo che lui facesse una mossa con lei.
                    > > Lei aveva le tettone in bella mostra, pantaloni aderenti etc.
                    > > Io ero vestita di bianco, lutto, con le tennis rosse.
                    > > Ero sicura al cento per cento che il fazendero come ogni fottuto maschio del cazzo, avrebbe preferito le tette e il culo della mia amica. Era solo questione di tempo.
                    > > Invece quello stronzo no!, preferiva stare ad ascoltare le mie paranoie assurde.
                    > > E io ero tranquilla, avevo le mie difese anti-maschio disattivate, perché tanto c'era l'amica che era molto più appetibile e disposta.
                    > > Se no col cavolo che mi ci mettevo assieme.
                    > > Se uscivo con una ragazzo la prima cosa che gli dicevo era.
                    > > Io odio gli uomini, mi fate schifo, mi hanno violentata da piccola, io vi odio.
                    > > Con una premessa del genere nessuno si azzardava a frequentarmi o a fare una minima mossa. ;-)
                    > > Peccato c'erano ragazzi carini e gentili, però odiavo troppo il genere maschile per considerarli minimamente passabili.
                    > > Alcuni dopo avermi conosiuto mi dicevano che erano tentati di fare qualche mossa, ma erano rimasti terrorizzati dalle paranoie di una mia possibile reazione di rifuto.
                    > > Che tempi favolosi. ;-)
                    > >
                    > > Non bisogna mai abbassare le difese, se no poi ti ritrovi con una relazione demenziale dopo 11 anni.
                    >
                    > Bambini niente?
                    I gattini sono più belli.
                    • Avatar
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                      Non Autenticato
                      il 2015-01-05 19:20:45.0 alle 2015-01-05 19:20:45.0
                      Re: Diete, diete,
                      Scritto da: Campesina
                      > Scritto da:
                      > > Scritto da: Campesina
                      > > > Mi ha conosciuto 4 mesi dopo la morte di mio padre. E poi io avevo accompagnato la mia amica spagnola che voleva il cazzo italiano.
                      > > > Il Fazendero doveva essere il vibratore della mia amica. Io dovevo solo presentarli.
                      > > > Ovvio lui non lo sapeva.
                      > > >
                      > > > Ero talmente fuori di melone, che come al mio solito mi sono messa a camminare per Milano senza senso, e loro mi hanno seguita, lei era diventata timida.
                      > > > E io parlavo di assurdità, poi speravo che lui facesse una mossa con lei.
                      > > > Lei aveva le tettone in bella mostra, pantaloni aderenti etc.
                      > > > Io ero vestita di bianco, lutto, con le tennis rosse.
                      > > > Ero sicura al cento per cento che il fazendero come ogni fottuto maschio del cazzo, avrebbe preferito le tette e il culo della mia amica. Era solo questione di tempo.
                      > > > Invece quello stronzo no!, preferiva stare ad ascoltare le mie paranoie assurde.
                      > > > E io ero tranquilla, avevo le mie difese anti-maschio disattivate, perché tanto c'era l'amica che era molto più appetibile e disposta.
                      > > > Se no col cavolo che mi ci mettevo assieme.
                      > > > Se uscivo con una ragazzo la prima cosa che gli dicevo era.
                      > > > Io odio gli uomini, mi fate schifo, mi hanno violentata da piccola, io vi odio.
                      > > > Con una premessa del genere nessuno si azzardava a frequentarmi o a fare una minima mossa. ;-)
                      > > > Peccato c'erano ragazzi carini e gentili, però odiavo troppo il genere maschile per considerarli minimamente passabili.
                      > > > Alcuni dopo avermi conosiuto mi dicevano che erano tentati di fare qualche mossa, ma erano rimasti terrorizzati dalle paranoie di una mia possibile reazione di rifuto.
                      > > > Che tempi favolosi. ;-)
                      > > >
                      > > > Non bisogna mai abbassare le difese, se no poi ti ritrovi con una relazione demenziale dopo 11 anni.
                      > >
                      > > Bambini niente?
                      > I gattini sono più belli.

                      Goddamn direbbe...
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              utente che non utiene
              il 2015-01-05 17:14:47.0 alle 2015-01-05 17:14:47.0
              Trollate totali: 11540
              Re: Diete, diete,
              > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
              >
              > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
              > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
              > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
              > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
              > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
              >
              > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
              >
              > Esempio.
              > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
              > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
              > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
              > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
              > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
              > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
              > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.

              MMMMMah... contenta te. A bocca storta
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                Campesina
                Sua maestà
                il 2015-01-05 17:23:04.0 alle 2015-01-05 17:23:04.0
                Trollate totali: 765
                Re: Diete, diete,
                Scritto da: altg
                > > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
                > >
                > > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
                > > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
                > > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
                > > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
                > > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
                > >
                > > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
                > >
                > > Esempio.
                > > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
                > > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
                > > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
                > > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
                > > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
                > > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
                > > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
                >
                > MMMMMah... contenta te. A bocca storta
                SIIII!!! MOLTO! quando viaggio prendo i vestiti più rotti e brutti che ho. Sembro una barbona, ma mai nessuno ha osato rompermi le scatole. Nelle viuzze ad Agra, o al Cairo, spersa per vie di periferia. ;-)
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                  il 2015-01-05 17:31:48.0 alle 2015-01-05 17:31:48.0
                  Trollate totali: 11540
                  Re: Diete, diete,
                  > > > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
                  > > >
                  > > > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
                  > > > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
                  > > > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
                  > > > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
                  > > > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
                  > > >
                  > > > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
                  > > >
                  > > > Esempio.
                  > > > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
                  > > > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
                  > > > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
                  > > > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
                  > > > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
                  > > > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
                  > > > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
                  > >
                  > > MMMMMah... contenta te. A bocca storta
                  > SIIII!!! MOLTO! quando viaggio prendo i vestiti più rotti e brutti che ho. Sembro una barbona, ma mai nessuno ha osato rompermi le scatole. Nelle viuzze ad Agra, o al Cairo, spersa per vie di periferia. ;-)
                  >

                  Buon per te. A me le romperebbero subito. Sono cresciuto tra coetanei che me le rompevano rischiando la vita: la loro. L'imprinting mi e` rimasto addosso. A dispetto di quel che mi verrebbe da pensare, e che altri potrebbero pensare della mia tendenza alla solitudine, puo` darsi che abbia preso l'abitudine di chiudere il mondo fuori per la SUA sicurezza, piu` che per la mia.
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                    Campesina
                    Sua maestà
                    il 2015-01-05 17:47:24.0 alle 2015-01-05 17:47:24.0
                    Trollate totali: 765
                    Re: Diete, diete,
                    Scritto da: altg
                    > > > > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
                    > > > >
                    > > > > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
                    > > > > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
                    > > > > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
                    > > > > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
                    > > > > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
                    > > > >
                    > > > > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
                    > > > >
                    > > > > Esempio.
                    > > > > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
                    > > > > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
                    > > > > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
                    > > > > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
                    > > > > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
                    > > > > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
                    > > > > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
                    > > >
                    > > > MMMMMah... contenta te. A bocca storta
                    > > SIIII!!! MOLTO! quando viaggio prendo i vestiti più rotti e brutti che ho. Sembro una barbona, ma mai nessuno ha osato rompermi le scatole. Nelle viuzze ad Agra, o al Cairo, spersa per vie di periferia. ;-)
                    > >
                    >
                    > Buon per te. A me le romperebbero subito. Sono cresciuto tra coetanei che me le rompevano rischiando la vita: la loro. L'imprinting mi e` rimasto addosso. A dispetto di quel che mi verrebbe da pensare, e che altri potrebbero pensare della mia tendenza alla solitudine, puo` darsi che abbia preso l'abitudine di chiudere il mondo fuori per la SUA sicurezza, piu` che per la mia.

                    Ovvero? Picchiavi forte?o hai qualche marchingenio sotto mano che li polverizza?
                    A proposito sei andato nel bosco a cercare il gatto?
                    • Avatar
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                      utente che non utiene
                      il 2015-01-05 18:00:54.0 alle 2015-01-05 18:00:54.0
                      Trollate totali: 11540
                      Re: Diete, diete,
                      > > > > > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
                      > > > > >
                      > > > > > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
                      > > > > > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
                      > > > > > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
                      > > > > > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
                      > > > > > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
                      > > > > >
                      > > > > > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
                      > > > > >
                      > > > > > Esempio.
                      > > > > > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
                      > > > > > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
                      > > > > > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
                      > > > > > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
                      > > > > > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
                      > > > > > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
                      > > > > > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
                      > > > >
                      > > > > MMMMMah... contenta te. A bocca storta
                      > > > SIIII!!! MOLTO! quando viaggio prendo i vestiti più rotti e brutti che ho. Sembro una barbona, ma mai nessuno ha osato rompermi le scatole. Nelle viuzze ad Agra, o al Cairo, spersa per vie di periferia. ;-)
                      > > >
                      > >
                      > > Buon per te. A me le romperebbero subito. Sono cresciuto tra coetanei che me le rompevano rischiando la vita: la loro. L'imprinting mi e` rimasto addosso. A dispetto di quel che mi verrebbe da pensare, e che altri potrebbero pensare della mia tendenza alla solitudine, puo` darsi che abbia preso l'abitudine di chiudere il mondo fuori per la SUA sicurezza, piu` che per la mia.
                      >
                      > Ovvero? Picchiavi forte?o hai qualche marchingenio sotto mano che li polverizza?

                      Sempre fatto affidamento su tecnologia e armi improprie, in assenza di quelle proprie. Sedie, banchi, matite affilate...

                      > A proposito sei andato nel bosco a cercare il gatto?

                      Non e` un bosco, e` uno spiazzo semisgombro sui monti.
                      Comunque no. Anche se fosse, preferirei lasciarlo in pace. Anonimo
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                        Campesina
                        Sua maestà
                        il 2015-01-05 18:37:33.0 alle 2015-01-05 18:37:33.0
                        Trollate totali: 765
                        Re: Diete, diete,
                        Scritto da: altg
                        > > > > > > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
                        > > > > > >
                        > > > > > > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
                        > > > > > > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
                        > > > > > > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
                        > > > > > > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
                        > > > > > > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
                        > > > > > >
                        > > > > > > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
                        > > > > > >
                        > > > > > > Esempio.
                        > > > > > > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
                        > > > > > > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
                        > > > > > > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
                        > > > > > > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
                        > > > > > > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
                        > > > > > > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
                        > > > > > > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
                        > > > > >
                        > > > > > MMMMMah... contenta te. A bocca storta
                        > > > > SIIII!!! MOLTO! quando viaggio prendo i vestiti più rotti e brutti che ho. Sembro una barbona, ma mai nessuno ha osato rompermi le scatole. Nelle viuzze ad Agra, o al Cairo, spersa per vie di periferia. ;-)
                        > > > >
                        > > >
                        > > > Buon per te. A me le romperebbero subito. Sono cresciuto tra coetanei che me le rompevano rischiando la vita: la loro. L'imprinting mi e` rimasto addosso. A dispetto di quel che mi verrebbe da pensare, e che altri potrebbero pensare della mia tendenza alla solitudine, puo` darsi che abbia preso l'abitudine di chiudere il mondo fuori per la SUA sicurezza, piu` che per la mia.
                        > >
                        > > Ovvero? Picchiavi forte?o hai qualche marchingenio sotto mano che li polverizza?
                        >
                        > Sempre fatto affidamento su tecnologia e armi improprie, in assenza di quelle proprie. Sedie, banchi, matite affilate...
                        >
                        > > A proposito sei andato nel bosco a cercare il gatto?
                        >
                        > Non e` un bosco, e` uno spiazzo semisgombro sui monti.
                        > Comunque no. Anche se fosse, preferirei lasciarlo in pace. Anonimo

                        Io andavo in giro con un punteruolo in testa, sembrava un semplice fermacapelli, visto che aveva un nastro e una rifinitura con incastonata un pezzo di vetro. Ma era molto appuntito, volendo si poteva usare come arma da difesa. In quel periodo ero molto paranoica ed ero pronta a saltare al collo e uccidere o morire se necessario.
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                        il 2015-01-05 18:47:19.0 alle 2015-01-05 18:47:19.0
                        Re: Diete, diete,
                        Scritto da: altg
                        > > > > > > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
                        > > > > > >
                        > > > > > > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
                        > > > > > > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
                        > > > > > > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
                        > > > > > > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
                        > > > > > > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
                        > > > > > >
                        > > > > > > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
                        > > > > > >
                        > > > > > > Esempio.
                        > > > > > > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
                        > > > > > > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
                        > > > > > > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
                        > > > > > > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
                        > > > > > > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
                        > > > > > > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
                        > > > > > > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
                        > > > > >
                        > > > > > MMMMMah... contenta te. A bocca storta
                        > > > > SIIII!!! MOLTO! quando viaggio prendo i vestiti più rotti e brutti che ho. Sembro una barbona, ma mai nessuno ha osato rompermi le scatole. Nelle viuzze ad Agra, o al Cairo, spersa per vie di periferia. ;-)
                        > > > >
                        > > >
                        > > > Buon per te. A me le romperebbero subito. Sono cresciuto tra coetanei che me le rompevano rischiando la vita: la loro. L'imprinting mi e` rimasto addosso. A dispetto di quel che mi verrebbe da pensare, e che altri potrebbero pensare della mia tendenza alla solitudine, puo` darsi che abbia preso l'abitudine di chiudere il mondo fuori per la SUA sicurezza, piu` che per la mia.
                        > >
                        > > Ovvero? Picchiavi forte?o hai qualche marchingenio sotto mano che li polverizza?
                        >
                        > Sempre fatto affidamento su tecnologia e armi improprie, in assenza di quelle proprie. Sedie, banchi, matite affilate...
                        >
                        > > A proposito sei andato nel bosco a cercare il gatto?
                        >
                        > Non e` un bosco, e` uno spiazzo semisgombro sui monti.
                        > Comunque no. Anche se fosse, preferirei lasciarlo in pace. Anonimo

                        Non sei curioso di vedere se il sogno ha indovinato?
                        • Avatar
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                          utente che non utiene
                          il 2015-01-05 19:23:39.0 alle 2015-01-05 19:23:39.0
                          Trollate totali: 11540
                          Re: Diete, diete,
                          > > > > > > > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
                          > > > > > > >
                          > > > > > > > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
                          > > > > > > > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
                          > > > > > > > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
                          > > > > > > > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
                          > > > > > > > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
                          > > > > > > >
                          > > > > > > > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
                          > > > > > > >
                          > > > > > > > Esempio.
                          > > > > > > > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
                          > > > > > > > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
                          > > > > > > > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
                          > > > > > > > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
                          > > > > > > > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
                          > > > > > > > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
                          > > > > > > > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
                          > > > > > >
                          > > > > > > MMMMMah... contenta te. A bocca storta
                          > > > > > SIIII!!! MOLTO! quando viaggio prendo i vestiti più rotti e brutti che ho. Sembro una barbona, ma mai nessuno ha osato rompermi le scatole. Nelle viuzze ad Agra, o al Cairo, spersa per vie di periferia. ;-)
                          > > > > >
                          > > > >
                          > > > > Buon per te. A me le romperebbero subito. Sono cresciuto tra coetanei che me le rompevano rischiando la vita: la loro. L'imprinting mi e` rimasto addosso. A dispetto di quel che mi verrebbe da pensare, e che altri potrebbero pensare della mia tendenza alla solitudine, puo` darsi che abbia preso l'abitudine di chiudere il mondo fuori per la SUA sicurezza, piu` che per la mia.
                          > > >
                          > > > Ovvero? Picchiavi forte?o hai qualche marchingenio sotto mano che li polverizza?
                          > >
                          > > Sempre fatto affidamento su tecnologia e armi improprie, in assenza di quelle proprie. Sedie, banchi, matite affilate...
                          > >
                          > > > A proposito sei andato nel bosco a cercare il gatto?
                          > >
                          > > Non e` un bosco, e` uno spiazzo semisgombro sui monti.
                          > > Comunque no. Anche se fosse, preferirei lasciarlo in pace. Anonimo
                          >
                          > Non sei curioso di vedere se il sogno ha indovinato?

                          Temo che ci abbia preso.
                          Per questo preferisco restare col dubbio.
                          • Avatar
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                            Non Autenticato
                            il 2015-01-05 19:24:38.0 alle 2015-01-05 19:24:38.0
                            Re: Diete, diete,
                            Scritto da: altg
                            > > > > > > > > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
                            > > > > > > > >
                            > > > > > > > > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
                            > > > > > > > > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
                            > > > > > > > > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
                            > > > > > > > > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
                            > > > > > > > > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
                            > > > > > > > >
                            > > > > > > > > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
                            > > > > > > > >
                            > > > > > > > > Esempio.
                            > > > > > > > > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
                            > > > > > > > > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
                            > > > > > > > > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
                            > > > > > > > > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
                            > > > > > > > > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
                            > > > > > > > > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
                            > > > > > > > > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
                            > > > > > > >
                            > > > > > > > MMMMMah... contenta te. A bocca storta
                            > > > > > > SIIII!!! MOLTO! quando viaggio prendo i vestiti più rotti e brutti che ho. Sembro una barbona, ma mai nessuno ha osato rompermi le scatole. Nelle viuzze ad Agra, o al Cairo, spersa per vie di periferia. ;-)
                            > > > > > >
                            > > > > >
                            > > > > > Buon per te. A me le romperebbero subito. Sono cresciuto tra coetanei che me le rompevano rischiando la vita: la loro. L'imprinting mi e` rimasto addosso. A dispetto di quel che mi verrebbe da pensare, e che altri potrebbero pensare della mia tendenza alla solitudine, puo` darsi che abbia preso l'abitudine di chiudere il mondo fuori per la SUA sicurezza, piu` che per la mia.
                            > > > >
                            > > > > Ovvero? Picchiavi forte?o hai qualche marchingenio sotto mano che li polverizza?
                            > > >
                            > > > Sempre fatto affidamento su tecnologia e armi improprie, in assenza di quelle proprie. Sedie, banchi, matite affilate...
                            > > >
                            > > > > A proposito sei andato nel bosco a cercare il gatto?
                            > > >
                            > > > Non e` un bosco, e` uno spiazzo semisgombro sui monti.
                            > > > Comunque no. Anche se fosse, preferirei lasciarlo in pace. Anonimo
                            > >
                            > > Non sei curioso di vedere se il sogno ha indovinato?
                            >
                            > Temo che ci abbia preso.
                            > Per questo preferisco restare col dubbio.

                            A che pro? Ad esempio io so dove si trova il mio gatto.
                            • Avatar
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                              altg
                              utente che non utiene
                              il 2015-01-05 19:47:00.0 alle 2015-01-05 19:47:00.0
                              Trollate totali: 11540
                              Re: Diete, diete,
                              > > > > > > > > > Viaggiare è bello, conosci diverse culture, diversi stili di vita. La gente. Impari tanto.
                              > > > > > > > > >
                              > > > > > > > > > E sopratutto tasti quanto il tuo essere riesce a vivere in condizioni diverse.
                              > > > > > > > > > Per due settimane in Mauritannia, abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena. Datteri, pane francese e burro di arachidi. Era ciò che costava meno e d'era nutritivo.
                              > > > > > > > > > Ho combinato i tre elementi in diversi modi,e ora odio ferocemente i datteri e il burro di arachidi.
                              > > > > > > > > > Ovvio devi viaggiare in modo precario e povero, andando ai mercati con la gente del posto, vivendo fianco a fianco con la gente del posto. E vedi come vieni accettato e benvoluto. E de una bella senzazione, essere accettato anche se sei steaniero e di passaggio.
                              > > > > > > > > > In Europa esiste quel menefreghismo totale, io mi faccio i cazzi miei, tu ti fai i cazzi tuoi, chi ti conosce stronzo!
                              > > > > > > > > >
                              > > > > > > > > > I poveri si aiutano, condividono il loro cibo con te. La maggior parte ei europei che conosco, solo se sei conosciuto e della famiglia. Se no puoi morire di fame.
                              > > > > > > > > >
                              > > > > > > > > > Esempio.
                              > > > > > > > > > Arrivati a Nizza col ultimo treno dell'una di notte.
                              > > > > > > > > > L'altro treno era alle sei am, avevamo già il biglietto.
                              > > > > > > > > > Dovevano chiudere la stazione, e non ci hanno pensato due secondi a sbattere fuori mio padre con mio fratello di diciannove anni e io di dieci anni.
                              > > > > > > > > > Eravamo al freddo e al gelo, ci rintanavamo nelle cambine telefoniche a saltellare per mantenerci caldi. Pagarci un hotel per 4 ore era assurdo. Non c'era nemmeno un bar aperto, il vento gelido e tutto chiuso.
                              > > > > > > > > > Una clochard in sedia a rotelle ci ha riscattati, ci ha offerto del tè caldo. Sotto la sua sedia a rotelle aveva di tutto e di più.
                              > > > > > > > > > E io la ricodo come una gran dama, gentile e buona. Anche se viveva su una sedia a rotelle, con la gamba in cancrena.
                              > > > > > > > > > Mica come quelle donne tutte ben vestite con la puzza sotto il naso, che si mettono i guanti per salire sull'autobus e ti guardano di sbieco, stringendo la borsetta, solo perché il colore della tua pelle e più scura.
                              > > > > > > > >
                              > > > > > > > > MMMMMah... contenta te. A bocca storta
                              > > > > > > > SIIII!!! MOLTO! quando viaggio prendo i vestiti più rotti e brutti che ho. Sembro una barbona, ma mai nessuno ha osato rompermi le scatole. Nelle viuzze ad Agra, o al Cairo, spersa per vie di periferia. ;-)
                              > > > > > > >
                              > > > > > >
                              > > > > > > Buon per te. A me le romperebbero subito. Sono cresciuto tra coetanei che me le rompevano rischiando la vita: la loro. L'imprinting mi e` rimasto addosso. A dispetto di quel che mi verrebbe da pensare, e che altri potrebbero pensare della mia tendenza alla solitudine, puo` darsi che abbia preso l'abitudine di chiudere il mondo fuori per la SUA sicurezza, piu` che per la mia.
                              > > > > >
                              > > > > > Ovvero? Picchiavi forte?o hai qualche marchingenio sotto mano che li polverizza?
                              > > > >
                              > > > > Sempre fatto affidamento su tecnologia e armi improprie, in assenza di quelle proprie. Sedie, banchi, matite affilate...
                              > > > >
                              > > > > > A proposito sei andato nel bosco a cercare il gatto?
                              > > > >
                              > > > > Non e` un bosco, e` uno spiazzo semisgombro sui monti.
                              > > > > Comunque no. Anche se fosse, preferirei lasciarlo in pace. Anonimo
                              > > >
                              > > > Non sei curioso di vedere se il sogno ha indovinato?
                              > >
                              > > Temo che ci abbia preso.
                              > > Per questo preferisco restare col dubbio.
                              >
                              > A che pro? Ad esempio io so dove si trova il mio gatto.

                              Teoricamente non e` detto che Kevin sia morto: e` "disperso".
                              Mi piace immaginarlo ancora vivo adottato da qualcun'altro.
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          Scritto da
          altg
          utente che non utiene
          il 2015-01-05 17:23:52.0 alle 2015-01-05 17:23:52.0
          Trollate totali: 11540
          Re: Diete, diete,
          > > Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?
          > >
          > > Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
          > > Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
          > > Che la gente e` piu` "dura"?
          > >
          > > CAZZATE, porca puttana.
          > > Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...
          >
          > Andare a vivere a Dusseldorf e magari a fare un lavoro utile non è da radical-chic.
          > Non ti accorgi che i radical-chic si annidano dove meno te lo aspetti?
          > Finito il comunismo questa è la nuova religione. Anche sta mania di viaggiare.... non per fare qualche cosa di utile, solo per perdere tempo.
          > Ma andare dove e a fare che? Nessuno si pone la domanda.
          >
          > ex

          La risposta al dove e a far che non ce l'ho con precisione neanch'io, pero` in linea di massima punta verso altri lidi rispetto alle zone selvaggie et aspri et forti. Per quanto riguarda la professione ideale, la mia coniugherebbe l'utile al dilettevole, il divertimento e la tecnologia. Si` insomma bisogna che mi dia da fare con quel cazzo di Cydonia e rimetta in piedi il sito sotto forma di realta` virtuale multiplayer... potrei creare il Facebook 3D, quello credo porterebbe quattrini.

          Poi una volta garantita una rendita abbondante, il se e dove trasferirsi immagino diventerebbe una questione di mera preferenza.
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2015-01-05 18:48:41.0 alle 2015-01-05 18:48:41.0
            Re: Diete, diete,
            Scritto da: altg
            > > > Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?
            > > >
            > > > Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
            > > > Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
            > > > Che la gente e` piu` "dura"?
            > > >
            > > > CAZZATE, porca puttana.
            > > > Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...
            > >
            > > Andare a vivere a Dusseldorf e magari a fare un lavoro utile non è da radical-chic.
            > > Non ti accorgi che i radical-chic si annidano dove meno te lo aspetti?
            > > Finito il comunismo questa è la nuova religione. Anche sta mania di viaggiare.... non per fare qualche cosa di utile, solo per perdere tempo.
            > > Ma andare dove e a fare che? Nessuno si pone la domanda.
            > >
            > > ex
            >
            > La risposta al dove e a far che non ce l'ho con precisione neanch'io, pero` in linea di massima punta verso altri lidi rispetto alle zone selvaggie et aspri et forti. Per quanto riguarda la professione ideale, la mia coniugherebbe l'utile al dilettevole, il divertimento e la tecnologia. Si` insomma bisogna che mi dia da fare con quel cazzo di Cydonia e rimetta in piedi il sito sotto forma di realta` virtuale multiplayer... potrei creare il Facebook 3D, quello credo porterebbe quattrini.

            Non c'è già Second Life?

            > Poi una volta garantita una rendita abbondante, il se e dove trasferirsi immagino diventerebbe una questione di mera preferenza.
            • Avatar
              ☺
              Scritto da
              altg
              utente che non utiene
              il 2015-01-05 19:24:08.0 alle 2015-01-05 19:24:08.0
              Trollate totali: 11540
              Re: Diete, diete,
              > > > > Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?
              > > > >
              > > > > Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
              > > > > Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
              > > > > Che la gente e` piu` "dura"?
              > > > >
              > > > > CAZZATE, porca puttana.
              > > > > Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...
              > > >
              > > > Andare a vivere a Dusseldorf e magari a fare un lavoro utile non è da radical-chic.
              > > > Non ti accorgi che i radical-chic si annidano dove meno te lo aspetti?
              > > > Finito il comunismo questa è la nuova religione. Anche sta mania di viaggiare.... non per fare qualche cosa di utile, solo per perdere tempo.
              > > > Ma andare dove e a fare che? Nessuno si pone la domanda.
              > > >
              > > > ex
              > >
              > > La risposta al dove e a far che non ce l'ho con precisione neanch'io, pero` in linea di massima punta verso altri lidi rispetto alle zone selvaggie et aspri et forti. Per quanto riguarda la professione ideale, la mia coniugherebbe l'utile al dilettevole, il divertimento e la tecnologia. Si` insomma bisogna che mi dia da fare con quel cazzo di Cydonia e rimetta in piedi il sito sotto forma di realta` virtuale multiplayer... potrei creare il Facebook 3D, quello credo porterebbe quattrini.
              >
              > Non c'è già Second Life?

              Appunto, manca la terza.
              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2015-01-05 19:27:17.0 alle 2015-01-05 19:27:17.0
                Re: Diete, diete,
                Scritto da: altg
                > > > > > Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?
                > > > > >
                > > > > > Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
                > > > > > Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
                > > > > > Che la gente e` piu` "dura"?
                > > > > >
                > > > > > CAZZATE, porca puttana.
                > > > > > Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...
                > > > >
                > > > > Andare a vivere a Dusseldorf e magari a fare un lavoro utile non è da radical-chic.
                > > > > Non ti accorgi che i radical-chic si annidano dove meno te lo aspetti?
                > > > > Finito il comunismo questa è la nuova religione. Anche sta mania di viaggiare.... non per fare qualche cosa di utile, solo per perdere tempo.
                > > > > Ma andare dove e a fare che? Nessuno si pone la domanda.
                > > > >
                > > > > ex
                > > >
                > > > La risposta al dove e a far che non ce l'ho con precisione neanch'io, pero` in linea di massima punta verso altri lidi rispetto alle zone selvaggie et aspri et forti. Per quanto riguarda la professione ideale, la mia coniugherebbe l'utile al dilettevole, il divertimento e la tecnologia. Si` insomma bisogna che mi dia da fare con quel cazzo di Cydonia e rimetta in piedi il sito sotto forma di realta` virtuale multiplayer... potrei creare il Facebook 3D, quello credo porterebbe quattrini.
                > >
                > > Non c'è già Second Life?
                >
                > Appunto, manca la terza.

                Anni fa, quando la realtà virtuale esisteva soltanto nell'immaginazione, avevo immaginato un sistema operativo sotto forma di un ambiente virtuale (una vallata boscosa) corredato di un assistente virtuale (una ragazza nuda). Se crei qualcosa di simile, dove ognuno può scegliere e personalizzare sia l'ambiente che l'assistente, dovrebbe avere successo.
                • Avatar
                  ☺
                  Scritto da
                  altg
                  utente che non utiene
                  il 2015-01-05 19:30:56.0 alle 2015-01-05 19:30:56.0
                  Trollate totali: 11540
                  Re: Diete, diete,
                  > > > > > > Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?
                  > > > > > >
                  > > > > > > Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
                  > > > > > > Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
                  > > > > > > Che la gente e` piu` "dura"?
                  > > > > > >
                  > > > > > > CAZZATE, porca puttana.
                  > > > > > > Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...
                  > > > > >
                  > > > > > Andare a vivere a Dusseldorf e magari a fare un lavoro utile non è da radical-chic.
                  > > > > > Non ti accorgi che i radical-chic si annidano dove meno te lo aspetti?
                  > > > > > Finito il comunismo questa è la nuova religione. Anche sta mania di viaggiare.... non per fare qualche cosa di utile, solo per perdere tempo.
                  > > > > > Ma andare dove e a fare che? Nessuno si pone la domanda.
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                  > > > > > ex
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                  > > > > La risposta al dove e a far che non ce l'ho con precisione neanch'io, pero` in linea di massima punta verso altri lidi rispetto alle zone selvaggie et aspri et forti. Per quanto riguarda la professione ideale, la mia coniugherebbe l'utile al dilettevole, il divertimento e la tecnologia. Si` insomma bisogna che mi dia da fare con quel cazzo di Cydonia e rimetta in piedi il sito sotto forma di realta` virtuale multiplayer... potrei creare il Facebook 3D, quello credo porterebbe quattrini.
                  > > >
                  > > > Non c'è già Second Life?
                  > >
                  > > Appunto, manca la terza.
                  >
                  > Anni fa, quando la realtà virtuale esisteva soltanto nell'immaginazione, avevo immaginato un sistema operativo sotto forma di un ambiente virtuale (una vallata boscosa) corredato di un assistente virtuale (una ragazza nuda). Se crei qualcosa di simile, dove ognuno può scegliere e personalizzare sia l'ambiente che l'assistente, dovrebbe avere successo.

                  Io l'avevo implementato sotto forma di grosse stanze con dentro oggetti a rappresentare files, e altre stanze a rappresentare subdirectories. Era essenzialmente un file manager, si chiamava Deskfly ed era il 1994.

                  Ricordo che ci cancellai mezza directory del DOS dopo aver sbagliato manovra, cioe` dopo averla afferrata e poi andando a retromarcia non feci caso che passai nel tritadocumenti. Fermai il programma, ma ormai un bel po' di danni li aveva fatti. A bocca aperta

                  Non era una grande idea come file manager. Imbarazzato
                  • Avatar
                    Scritto da
                    Non Autenticato
                    il 2015-01-05 19:40:23.0 alle 2015-01-05 19:40:23.0
                    Re: Diete, diete,
                    Scritto da: altg
                    > > > > > > > Io continuo insistentemente a chiedermi perche` ci sia tutta 'sta attrazione per zone come Italia, Africa, Sud America, India... ma una storiella di qualcuno che s'e` trasferito - che so - ad Amsterdam?
                    > > > > > > >
                    > > > > > > > Oh ma tutti nel secondo mondo e mezzo dovete partire?
                    > > > > > > > Che minchia c'e` di entusiasmante nei paesi "duri"?
                    > > > > > > > Che la gente e` piu` "dura"?
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                    > > > > > > > CAZZATE, porca puttana.
                    > > > > > > > Fate la bella vita e cercate il posto giusto per farla, altro che India...
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                    > > > > > > Andare a vivere a Dusseldorf e magari a fare un lavoro utile non è da radical-chic.
                    > > > > > > Non ti accorgi che i radical-chic si annidano dove meno te lo aspetti?
                    > > > > > > Finito il comunismo questa è la nuova religione. Anche sta mania di viaggiare.... non per fare qualche cosa di utile, solo per perdere tempo.
                    > > > > > > Ma andare dove e a fare che? Nessuno si pone la domanda.
                    > > > > > >
                    > > > > > > ex
                    > > > > >
                    > > > > > La risposta al dove e a far che non ce l'ho con precisione neanch'io, pero` in linea di massima punta verso altri lidi rispetto alle zone selvaggie et aspri et forti. Per quanto riguarda la professione ideale, la mia coniugherebbe l'utile al dilettevole, il divertimento e la tecnologia. Si` insomma bisogna che mi dia da fare con quel cazzo di Cydonia e rimetta in piedi il sito sotto forma di realta` virtuale multiplayer... potrei creare il Facebook 3D, quello credo porterebbe quattrini.
                    > > > >
                    > > > > Non c'è già Second Life?
                    > > >
                    > > > Appunto, manca la terza.
                    > >
                    > > Anni fa, quando la realtà virtuale esisteva soltanto nell'immaginazione, avevo immaginato un sistema operativo sotto forma di un ambiente virtuale (una vallata boscosa) corredato di un assistente virtuale (una ragazza nuda). Se crei qualcosa di simile, dove ognuno può scegliere e personalizzare sia l'ambiente che l'assistente, dovrebbe avere successo.
                    >
                    > Io l'avevo implementato sotto forma di grosse stanze con dentro oggetti a rappresentare files, e altre stanze a rappresentare subdirectories. Era essenzialmente un file manager, si chiamava Deskfly ed era il 1994.
                    >
                    > Ricordo che ci cancellai mezza directory del DOS dopo aver sbagliato manovra, cioe` dopo averla afferrata e poi andando a retromarcia non feci caso che passai nel tritadocumenti. Fermai il programma, ma ormai un bel po' di danni li aveva fatti. A bocca aperta

                    Un po' come m'è successo con il NAS.

                    > Non era una grande idea come file manager. Imbarazzato
      • Avatar
        ☺
        Scritto da
        Campesina
        Sua maestà
        il 2015-01-05 15:51:37.0 alle 2015-01-05 15:51:37.0
        Trollate totali: 765
        Re: Diete, diete,
        Ne 2001 mi sono trasferita in europa. Volevo conoscere il paese dal quale erano fuggiti i miei.
        Nel 2004 mi è venuta un'allergia ai pollini tremenda.
        Da aprile a settembre andavo in giro con il fazzoletto, il golfino. Raffreddata, con gli occhi che mi prudevano in maniera assurda. E non portando mai il trucco mi grattavo di santa ragione. Gli antistaminici non servivano a niente, solo ad annebbiarmi la mente.
        Si stavo bene, avevo soldi, comodità, tutto quello che volevo con un click. Ma ero infelice.
        La mia felicità è stare in mezzo alla vita, ai animali, alla natura, infangata correndo sotto la pioggia. Con problemi da risolver al momento, con la mente impegnata ad elaborare soluzioni e a portarle a termine manualmente.
        Credo che semplicemente bisogna capire dove uno sia felice.
        In Italia forse se mi compravo un pezzo di terra e dei animali, che ne so in toscana. Ma non ne ho avuto l'opportunità.
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2015-01-05 15:08:01.0 alle 2015-01-05 15:08:01.0
      Re: Diete, diete,
      Scritto da: Campesina
      > L'unica è correre e spalare terra, e avere così tante cose da fare, che ti dimentichi di mangiare.
      > Oggi sono rientrata nei pantaloni del mare, dopo circa sette anni.
      > Che finalmente i miei problemi psicologici rispetto a mia madre stiano lentamente mettendosi in ordine e il senso di colpa angosciante e oprimente, dopo sette anni stia iniziando a risolversi?
      > E' normale che un figlio si senta colpevole per la distruzione della sua famiglia?
      > Io per esempio dopo la morte di mia madre, se mi ubriacavo andavo fuori di testa, iniziavo a piangere e a gridare che avevo ucciso i miei genitori.
      > Quando in realtà sono stati i tumori ai polmoni per lui e alla cervice per lei.
      > Però se considerate che io ho abbandonato la mia terra natale nel 2001, per venire in europa all'università. Mio padre si è amalato e nel 2002 e de partito per un viaggio in sudamerica, senza dire niente a nessuno del suo male. L'abbiamo scoperto nel 2003 perché dei amici hanno chiamato mia madre. E mio fratello è andato a recuperare mio padre, semiparalizzato in Perù. Io curavo la zia e il nonno paterni in Italia, anch'essa affetta di un tumore al cervello comparso a fine del 2002. Appresa la notizia di mio padre mi sono fiondata in Bolivia a curare mio padre, il quale voleva come infermieri solo me e mio fratello. E sollevare un uomo paralizzato non è semplice. Curarlo in casa, sapendo che era malato terminale, con le piaghe di decubito che crescevano. I turni per curarlo, alimentarlo. Un mese di follia assurda, in cui l'unico che ci rideva su era mio padre, prendendoci in giro e citando le favole di Italo Calvino in cui il babbo morente nel cataletto salutava i figli.
      > Dopo un mese è morto, e noi con lui.
      > Io sono andata fuorti di testa.
      > Il no sense della vita, la colpa soffocante per la sua morte, il dolore di qualcuno che credevii eterno, non c'era più.
      > Non abbiamo fatto in tempo a fargli il funerale alla sua fazenda, che mio nonno di 96 anni in Italia si è lasciato morire, e non sapeva che il figlio era morto in sudamerica. Forse intuiva.
      > E la crocerossina qui presente, si è rifiondata in Italia ad alleviare le pene della zia zitella paterna che in una settimana era e orfana e senza fratello.
      > Poi anche lei è partita a fine 2004, dopo avermi fatto presente tutto il suo odio per il mio non essere sangue della famiglia. Facendomi presente che ero di seconda categoria, perché adottata. E mio fratello si dimostrò ben felice di ereditarsi tutti gli averi del nonno. Erano una famiglia brianzola, quella di mio padre.
      > Nella famiglia milanese di mia madre venne fuori un casino, erano tutti indignati da come mi avevano trattato nella famiglia di mio padre.
      > Avevo un ragazzo, avevo una casa a Milano, un lavoro, viaggiavo. Tutto si stava sistemando lentamente, il caos nel mio cervello iniziava ad alleviarsi. Quando mia madre nel 2007 arrivo' in Italia con una malattia, operabile, ma dopo un anno di sofferenze, di ospedali, chemioterapie, anche lei è partita. Proprio mentre volavo verso Madrid a prendere la sua adorata nipote che arrivava dalla Bolivia. Un intero giorno all'aeroporto a Madrid in attesa della nipote, piangendo in ogni fottuto angolino dell'aeroporto, ero consapevole che una volta arrivata la morfina dopo sarebbe arrivata la fine da lì a qualche settimana massimo. E mia madre era sotto morfina da un giorno e l'ultima notte aveva passato lamentandosi e piangendo come una disperata, e io li' consapevole che non potevo fare niente. Avevo dimenticato il cellulare a casa di mia nonna e così nessuno poté dirmi che era morta alle otto del mattino. Arrivammo la sera a Milano Linate alle 23:30, l'aereo aveva avuto un ritardo.
      > All'aeroporto ci dovevano essere solo i miei zii. E invece c'era anche il fazendero.
      > Quando lo vidi capi che qualcosa non andava bene.
      > Giorni dopo il funerale, presi la nipote di 14 anni e scappai in Egitto a viaggiare, avevo bisogno di muovermi, di respirare.
      > Ritornata in europa, decisi che dovevo ritornare in Bolivia, il fazendero disse se mi aspetti un anno vengo pure io.
      > Lo aspettai, preparai tutto anche i passaporti per i miei quattro amati gatti.
      > E a febbraio 2010 partimmo tutti e sei per il sudamerica.
      > Ci persero la gatta di nome Ganja a buenos aires.
      > In Bolivia mio fratello e mia nipote erano pieni di rancori nei miei confronti.
      > Perché mia madre mi aveva lasciato la sua casa in città.

      Ettecredo che si siano incazzati, lasciare una casa del genere ad una alcolista pazza è la cosa più insensata che poteva fare.

      > Per due anni mi fecero capire che mi sopportavano a malapena, che io ero la stronza interessata. Che io gli avevo portato via qualcosa che era loro.
      > E io sono cretina, perché tendo sempre a sentirmi colpevole, e poi sono così stupida che finisce che ci credo. E stavo andando in pezzi, fino a quando io e il fazendero ci siamo rifugiati nella fazenda. Allora si poteva respirare meglio. I miei non sopportano il fazendero, dunque qui non vengono mai. Solo mia madre lo adorava in modo assurdo.
      > Ho abbandonato casa in città alla nipote che va all'università. Nel testamento di mia madre c'era la condizione che la nipote vivesse in casa fino ai 24 anni.
      > Solo che la nipote era abituata ad avere la serva, sempre, a dire voglio questo e quello arrivava. Completamente l'opposto di come siamo cresciuti io e mio fratello.
      > Chiedere una caramella ai miei era come insultarli, perché eravamo poveri. Per due anni in città ho fatto anche la serva alla nipote, che ovviamente cresciuta da una nonna nella bamabagia, era pronta a dirti in faccia. - La casa doveva essere mia, tu non ti dovevi mettere in mezzo- a 17 anni.
      > E domani, finalmente mia nipote si trasferisce, mio fratello si è comprato la villetta in città.
      > Ovviamente mi incolpano, perché poteva evitare di spendere 140mila dollari per una villa, quando poteva stare a scrocco a casa mia, dove per ogni singolo problema io devo correre dalla campagna in città per sistemare le lagne della nipote o del fratello.
      > Da due anni in qua li ho mandati a cagare, e nel testamente c'era scritto, che chi vive in casa se ne deve prendere cura, ma loro non voglio spendere, tanto è casa mia, anche se non ci vivo.
      > Il lemma di mio fratello è, perché devo aiutarti a pagare il guardiano, quando se io non ci fossi lo dovresti pagare lo stesso?
      > Poi sia lui che la nipote fanno le pulci sulle bollette, noi ci andiamo due o tre volte al mese in casa. E mi pago la meta delle bollette d'acqua e luce. Anche se so, che quando la nipote non c'è le spese nostre sono meno della metà.
      > Ex direbbe che sono una erbivora. Si forse si.
      > Ma come dicevo all'inizio, ho sentito che con la mia partenza dalla Bolivia nel 2001, la mia famiglia si è sgretolata. Mia madre era infelice. Secondo mio fratello il dolore che ho dato ai miei venendo nel vecchio continente è stato troppo.
      > Dovevo rimanere in Bolivia a servire riverire mia madre e mia nipote?, forse sarei fuggita nel viaggio per il sudamerica con mio padre.
      >
      > Ma io non capisco, i miei genitori hanno passato la vita a leggermi libri, a farmi viaggiare in africa, sudamerica, europa, a dirmi che bisogna conoscere il mondo.
      > E poi si meravigliano tutti che appena ho finito la scuola io sono partita?.
      > Nelle favole di Italo Calvino, i ragazzo per poter partire e dimostrare ai suoi che poteva affrontare il mondo, doveva buttare giù di un colpo un albero.
      > Il mio albero era la nonna a Milano, avrei visssuto in casa sua, aiutandola e in cambio del vitto e alloggio. Mentre mi facevo l'università, avevo i miei lavoretti da studente universitaria. Fino a quando nel novembre alle otto di sera mi chiamano al lavoro per dirmi che mia zia paterna è in ospedale in operazione d'urgenza per un tumore. E che il nonno amato di 96 anni il giorno dopo sarebbe finito in casa di riposo.
      > Un uomo, che era stravizziato. Che se non aveva il suo gatto sul letto, la sua forchetta, il suo coltello, il suo bicchier di acqu e vino non sapeva vivere.
      > Portarlo in casa di riposo era ucciderlo. Lo dicevano tutti.
      > A 20 anni, decisi che no, mio nonno non l'avrebbero portato da nessuna parte. Me ne sarei fatta carico io. Ovviamente speravo che mio fratello, o mio padre sarebbero arrivati in aiuto. E invece no, non è arrivato nessuno. Erano tutti felici che la cretina qui presente avesse preso sotto controllo la situazione, lasciando l'università, la nonna per curare il nonno.
      > Non me ne pento, però a volte ho pensato che dovevo fregarmene come farebbero la maggioranza dei ventenni. Nessuno mi avrebbe incolpato.
      > Invece sono andata a buttarmi in una situazione con razzisti brianzoli, che venivano a casa ad aprire le lettere dei conti correnti della zia e del nonno. Poi davano la colpa a me se sparivano venti euro. Quando in realtà quella che usava la retta universitaria e i suoi risparmi del lavoro per pagare le spese di cibo del nonno era la sottoscritta.
      > Mi hanno insegnato che la famiglia è importante, e che le persone che ami devi curarle.
      > Tutte palle, insegnare e parlare è facile, agire è ben diverso.
      > Per fortuna mio nonno era felice, con me e la badante peruviana che arrivo' dopo due settimane. Mio nonno cantava durante il pranzo, e una volta tocco pure il culo alla ragazza peruviana, non so se lo fece lui, o se lei era una menosa. Sono pure riuscita a portarlo camminando sul balcone, mia zia lo teneva segregato come una mommia in camera sua da dieci anni, per il terrore che si ammalasse.
      > La cultura brianzola di casa di mio padre dettava, -la femmina deve rimanere a casa a curare i genitori, fino alla morte e meglio se zitella.- Così era la tradizione, c'era anche la povera zia Checca, che era rimasta zitella per curare i bisnonni.
      > Forse anche se mio padre era un rivoluzionario, nel subconscio sperava che io diventassi degna erede del dovere famigliare, sicuramente mio fratello ne era straconvinto.
      > Ma sono stati scemi, non puoi tirare su una persona e dargli le chiavi del mondo, dirgli che è libera e poi chiedergli di rimetterle nel cassetto e starti vicino per l'eternità.
      > Mia madre diceva, che l'amore più grande si concretizzava quando eri capace di lasciar andare le persone che ami. In effetti quando ci separammo nel febbraio 2001 non pianse, e nemmeno io. Quando entrai nel gate di transito non guardai indietro, sapevo che se avessi guardato indietro non sarei stata capace di salire sul'aereo. E non me ne pento, è la mia vita, la mia fottuta vita è mia.
      >
      >
      >
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        ☺
        Scritto da
        Campesina
        Sua maestà
        il 2015-01-05 16:10:50.0 alle 2015-01-05 16:10:50.0
        Trollate totali: 765
        Re: Diete, diete,
        Scritto da:
        > Scritto da: Campesina
        > > L'unica è correre e spalare terra, e avere così tante cose da fare, che ti dimentichi di mangiare.
        > > Oggi sono rientrata nei pantaloni del mare, dopo circa sette anni.
        > > Che finalmente i miei problemi psicologici rispetto a mia madre stiano lentamente mettendosi in ordine e il senso di colpa angosciante e oprimente, dopo sette anni stia iniziando a risolversi?
        > > E' normale che un figlio si senta colpevole per la distruzione della sua famiglia?
        > > Io per esempio dopo la morte di mia madre, se mi ubriacavo andavo fuori di testa, iniziavo a piangere e a gridare che avevo ucciso i miei genitori.
        > > Quando in realtà sono stati i tumori ai polmoni per lui e alla cervice per lei.
        > > Però se considerate che io ho abbandonato la mia terra natale nel 2001, per venire in europa all'università. Mio padre si è amalato e nel 2002 e de partito per un viaggio in sudamerica, senza dire niente a nessuno del suo male. L'abbiamo scoperto nel 2003 perché dei amici hanno chiamato mia madre. E mio fratello è andato a recuperare mio padre, semiparalizzato in Perù. Io curavo la zia e il nonno paterni in Italia, anch'essa affetta di un tumore al cervello comparso a fine del 2002. Appresa la notizia di mio padre mi sono fiondata in Bolivia a curare mio padre, il quale voleva come infermieri solo me e mio fratello. E sollevare un uomo paralizzato non è semplice. Curarlo in casa, sapendo che era malato terminale, con le piaghe di decubito che crescevano. I turni per curarlo, alimentarlo. Un mese di follia assurda, in cui l'unico che ci rideva su era mio padre, prendendoci in giro e citando le favole di Italo Calvino in cui il babbo morente nel cataletto salutava i figli.
        > > Dopo un mese è morto, e noi con lui.
        > > Io sono andata fuorti di testa.
        > > Il no sense della vita, la colpa soffocante per la sua morte, il dolore di qualcuno che credevii eterno, non c'era più.
        > > Non abbiamo fatto in tempo a fargli il funerale alla sua fazenda, che mio nonno di 96 anni in Italia si è lasciato morire, e non sapeva che il figlio era morto in sudamerica. Forse intuiva.
        > > E la crocerossina qui presente, si è rifiondata in Italia ad alleviare le pene della zia zitella paterna che in una settimana era e orfana e senza fratello.
        > > Poi anche lei è partita a fine 2004, dopo avermi fatto presente tutto il suo odio per il mio non essere sangue della famiglia. Facendomi presente che ero di seconda categoria, perché adottata. E mio fratello si dimostrò ben felice di ereditarsi tutti gli averi del nonno. Erano una famiglia brianzola, quella di mio padre.
        > > Nella famiglia milanese di mia madre venne fuori un casino, erano tutti indignati da come mi avevano trattato nella famiglia di mio padre.
        > > Avevo un ragazzo, avevo una casa a Milano, un lavoro, viaggiavo. Tutto si stava sistemando lentamente, il caos nel mio cervello iniziava ad alleviarsi. Quando mia madre nel 2007 arrivo' in Italia con una malattia, operabile, ma dopo un anno di sofferenze, di ospedali, chemioterapie, anche lei è partita. Proprio mentre volavo verso Madrid a prendere la sua adorata nipote che arrivava dalla Bolivia. Un intero giorno all'aeroporto a Madrid in attesa della nipote, piangendo in ogni fottuto angolino dell'aeroporto, ero consapevole che una volta arrivata la morfina dopo sarebbe arrivata la fine da lì a qualche settimana massimo. E mia madre era sotto morfina da un giorno e l'ultima notte aveva passato lamentandosi e piangendo come una disperata, e io li' consapevole che non potevo fare niente. Avevo dimenticato il cellulare a casa di mia nonna e così nessuno poté dirmi che era morta alle otto del mattino. Arrivammo la sera a Milano Linate alle 23:30, l'aereo aveva avuto un ritardo.
        > > All'aeroporto ci dovevano essere solo i miei zii. E invece c'era anche il fazendero.
        > > Quando lo vidi capi che qualcosa non andava bene.
        > > Giorni dopo il funerale, presi la nipote di 14 anni e scappai in Egitto a viaggiare, avevo bisogno di muovermi, di respirare.
        > > Ritornata in europa, decisi che dovevo ritornare in Bolivia, il fazendero disse se mi aspetti un anno vengo pure io.
        > > Lo aspettai, preparai tutto anche i passaporti per i miei quattro amati gatti.
        > > E a febbraio 2010 partimmo tutti e sei per il sudamerica.
        > > Ci persero la gatta di nome Ganja a buenos aires.
        > > In Bolivia mio fratello e mia nipote erano pieni di rancori nei miei confronti.
        > > Perché mia madre mi aveva lasciato la sua casa in città.
        >
        > Ettecredo che si siano incazzati, lasciare una casa del genere ad una alcolista pazza è la cosa più insensata che poteva fare.
        Giusto!. Peccato che mi ubriacavo raramente. Consapevole della follia depressivache mi prendeva.
        Cio Giambo. ;-)
        >
        > > Per due anni mi fecero capire che mi sopportavano a malapena, che io ero la stronza interessata. Che io gli avevo portato via qualcosa che era loro.
        > > E io sono cretina, perché tendo sempre a sentirmi colpevole, e poi sono così stupida che finisce che ci credo. E stavo andando in pezzi, fino a quando io e il fazendero ci siamo rifugiati nella fazenda. Allora si poteva respirare meglio. I miei non sopportano il fazendero, dunque qui non vengono mai. Solo mia madre lo adorava in modo assurdo.
        > > Ho abbandonato casa in città alla nipote che va all'università. Nel testamento di mia madre c'era la condizione che la nipote vivesse in casa fino ai 24 anni.
        > > Solo che la nipote era abituata ad avere la serva, sempre, a dire voglio questo e quello arrivava. Completamente l'opposto di come siamo cresciuti io e mio fratello.
        > > Chiedere una caramella ai miei era come insultarli, perché eravamo poveri. Per due anni in città ho fatto anche la serva alla nipote, che ovviamente cresciuta da una nonna nella bamabagia, era pronta a dirti in faccia. - La casa doveva essere mia, tu non ti dovevi mettere in mezzo- a 17 anni.
        > > E domani, finalmente mia nipote si trasferisce, mio fratello si è comprato la villetta in città.
        > > Ovviamente mi incolpano, perché poteva evitare di spendere 140mila dollari per una villa, quando poteva stare a scrocco a casa mia, dove per ogni singolo problema io devo correre dalla campagna in città per sistemare le lagne della nipote o del fratello.
        > > Da due anni in qua li ho mandati a cagare, e nel testamente c'era scritto, che chi vive in casa se ne deve prendere cura, ma loro non voglio spendere, tanto è casa mia, anche se non ci vivo.
        > > Il lemma di mio fratello è, perché devo aiutarti a pagare il guardiano, quando se io non ci fossi lo dovresti pagare lo stesso?
        > > Poi sia lui che la nipote fanno le pulci sulle bollette, noi ci andiamo due o tre volte al mese in casa. E mi pago la meta delle bollette d'acqua e luce. Anche se so, che quando la nipote non c'è le spese nostre sono meno della metà.
        > > Ex direbbe che sono una erbivora. Si forse si.
        > > Ma come dicevo all'inizio, ho sentito che con la mia partenza dalla Bolivia nel 2001, la mia famiglia si è sgretolata. Mia madre era infelice. Secondo mio fratello il dolore che ho dato ai miei venendo nel vecchio continente è stato troppo.
        > > Dovevo rimanere in Bolivia a servire riverire mia madre e mia nipote?, forse sarei fuggita nel viaggio per il sudamerica con mio padre.
        > >
        > > Ma io non capisco, i miei genitori hanno passato la vita a leggermi libri, a farmi viaggiare in africa, sudamerica, europa, a dirmi che bisogna conoscere il mondo.
        > > E poi si meravigliano tutti che appena ho finito la scuola io sono partita?.
        > > Nelle favole di Italo Calvino, i ragazzo per poter partire e dimostrare ai suoi che poteva affrontare il mondo, doveva buttare giù di un colpo un albero.
        > > Il mio albero era la nonna a Milano, avrei visssuto in casa sua, aiutandola e in cambio del vitto e alloggio. Mentre mi facevo l'università, avevo i miei lavoretti da studente universitaria. Fino a quando nel novembre alle otto di sera mi chiamano al lavoro per dirmi che mia zia paterna è in ospedale in operazione d'urgenza per un tumore. E che il nonno amato di 96 anni il giorno dopo sarebbe finito in casa di riposo.
        > > Un uomo, che era stravizziato. Che se non aveva il suo gatto sul letto, la sua forchetta, il suo coltello, il suo bicchier di acqu e vino non sapeva vivere.
        > > Portarlo in casa di riposo era ucciderlo. Lo dicevano tutti.
        > > A 20 anni, decisi che no, mio nonno non l'avrebbero portato da nessuna parte. Me ne sarei fatta carico io. Ovviamente speravo che mio fratello, o mio padre sarebbero arrivati in aiuto. E invece no, non è arrivato nessuno. Erano tutti felici che la cretina qui presente avesse preso sotto controllo la situazione, lasciando l'università, la nonna per curare il nonno.
        > > Non me ne pento, però a volte ho pensato che dovevo fregarmene come farebbero la maggioranza dei ventenni. Nessuno mi avrebbe incolpato.
        > > Invece sono andata a buttarmi in una situazione con razzisti brianzoli, che venivano a casa ad aprire le lettere dei conti correnti della zia e del nonno. Poi davano la colpa a me se sparivano venti euro. Quando in realtà quella che usava la retta universitaria e i suoi risparmi del lavoro per pagare le spese di cibo del nonno era la sottoscritta.
        > > Mi hanno insegnato che la famiglia è importante, e che le persone che ami devi curarle.
        > > Tutte palle, insegnare e parlare è facile, agire è ben diverso.
        > > Per fortuna mio nonno era felice, con me e la badante peruviana che arrivo' dopo due settimane. Mio nonno cantava durante il pranzo, e una volta tocco pure il culo alla ragazza peruviana, non so se lo fece lui, o se lei era una menosa. Sono pure riuscita a portarlo camminando sul balcone, mia zia lo teneva segregato come una mommia in camera sua da dieci anni, per il terrore che si ammalasse.
        > > La cultura brianzola di casa di mio padre dettava, -la femmina deve rimanere a casa a curare i genitori, fino alla morte e meglio se zitella.- Così era la tradizione, c'era anche la povera zia Checca, che era rimasta zitella per curare i bisnonni.
        > > Forse anche se mio padre era un rivoluzionario, nel subconscio sperava che io diventassi degna erede del dovere famigliare, sicuramente mio fratello ne era straconvinto.
        > > Ma sono stati scemi, non puoi tirare su una persona e dargli le chiavi del mondo, dirgli che è libera e poi chiedergli di rimetterle nel cassetto e starti vicino per l'eternità.
        > > Mia madre diceva, che l'amore più grande si concretizzava quando eri capace di lasciar andare le persone che ami. In effetti quando ci separammo nel febbraio 2001 non pianse, e nemmeno io. Quando entrai nel gate di transito non guardai indietro, sapevo che se avessi guardato indietro non sarei stata capace di salire sul'aereo. E non me ne pento, è la mia vita, la mia fottuta vita è mia.
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      Non Autenticato
      il 2015-01-05 15:30:12.0 alle 2015-01-05 15:30:12.0
      Re: Diete, diete,
      Scritto da: Campesina
      > L'unica è correre e spalare terra, e avere così tante cose da fare, che ti dimentichi di mangiare.
      > Oggi sono rientrata nei pantaloni del mare, dopo circa sette anni.
      > Che finalmente i miei problemi psicologici rispetto a mia madre stiano lentamente mettendosi in ordine e il senso di colpa angosciante e oprimente, dopo sette anni stia iniziando a risolversi?
      > E' normale che un figlio si senta colpevole per la distruzione della sua famiglia?
      > Io per esempio dopo la morte di mia madre, se mi ubriacavo andavo fuori di testa, iniziavo a piangere e a gridare che avevo ucciso i miei genitori.
      > Quando in realtà sono stati i tumori ai polmoni per lui e alla cervice per lei.
      > Però se considerate che io ho abbandonato la mia terra natale nel 2001, per venire in europa all'università. Mio padre si è amalato e nel 2002 e de partito per un viaggio in sudamerica, senza dire niente a nessuno del suo male. L'abbiamo scoperto nel 2003 perché dei amici hanno chiamato mia madre. E mio fratello è andato a recuperare mio padre, semiparalizzato in Perù. Io curavo la zia e il nonno paterni in Italia, anch'essa affetta di un tumore al cervello comparso a fine del 2002. Appresa la notizia di mio padre mi sono fiondata in Bolivia a curare mio padre, il quale voleva come infermieri solo me e mio fratello. E sollevare un uomo paralizzato non è semplice. Curarlo in casa, sapendo che era malato terminale, con le piaghe di decubito che crescevano. I turni per curarlo, alimentarlo. Un mese di follia assurda, in cui l'unico che ci rideva su era mio padre, prendendoci in giro e citando le favole di Italo Calvino in cui il babbo morente nel cataletto salutava i figli.
      > Dopo un mese è morto, e noi con lui.
      > Io sono andata fuorti di testa.
      > Il no sense della vita, la colpa soffocante per la sua morte, il dolore di qualcuno che credevii eterno, non c'era più.
      > Non abbiamo fatto in tempo a fargli il funerale alla sua fazenda, che mio nonno di 96 anni in Italia si è lasciato morire, e non sapeva che il figlio era morto in sudamerica. Forse intuiva.
      > E la crocerossina qui presente, si è rifiondata in Italia ad alleviare le pene della zia zitella paterna che in una settimana era e orfana e senza fratello.
      > Poi anche lei è partita a fine 2004, dopo avermi fatto presente tutto il suo odio per il mio non essere sangue della famiglia. Facendomi presente che ero di seconda categoria, perché adottata. E mio fratello si dimostrò ben felice di ereditarsi tutti gli averi del nonno. Erano una famiglia brianzola, quella di mio padre.
      > Nella famiglia milanese di mia madre venne fuori un casino, erano tutti indignati da come mi avevano trattato nella famiglia di mio padre.
      > Avevo un ragazzo, avevo una casa a Milano, un lavoro, viaggiavo. Tutto si stava sistemando lentamente, il caos nel mio cervello iniziava ad alleviarsi. Quando mia madre nel 2007 arrivo' in Italia con una malattia, operabile, ma dopo un anno di sofferenze, di ospedali, chemioterapie, anche lei è partita. Proprio mentre volavo verso Madrid a prendere la sua adorata nipote che arrivava dalla Bolivia. Un intero giorno all'aeroporto a Madrid in attesa della nipote, piangendo in ogni fottuto angolino dell'aeroporto, ero consapevole che una volta arrivata la morfina dopo sarebbe arrivata la fine da lì a qualche settimana massimo. E mia madre era sotto morfina da un giorno e l'ultima notte aveva passato lamentandosi e piangendo come una disperata, e io li' consapevole che non potevo fare niente. Avevo dimenticato il cellulare a casa di mia nonna e così nessuno poté dirmi che era morta alle otto del mattino. Arrivammo la sera a Milano Linate alle 23:30, l'aereo aveva avuto un ritardo.
      > All'aeroporto ci dovevano essere solo i miei zii. E invece c'era anche il fazendero.
      > Quando lo vidi capi che qualcosa non andava bene.
      > Giorni dopo il funerale, presi la nipote di 14 anni e scappai in Egitto a viaggiare, avevo bisogno di muovermi, di respirare.
      > Ritornata in europa, decisi che dovevo ritornare in Bolivia, il fazendero disse se mi aspetti un anno vengo pure io.
      > Lo aspettai, preparai tutto anche i passaporti per i miei quattro amati gatti.
      > E a febbraio 2010 partimmo tutti e sei per il sudamerica.
      > Ci persero la gatta di nome Ganja a buenos aires.
      > In Bolivia mio fratello e mia nipote erano pieni di rancori nei miei confronti.
      > Perché mia madre mi aveva lasciato la sua casa in città.
      > Per due anni mi fecero capire che mi sopportavano a malapena, che io ero la stronza interessata. Che io gli avevo portato via qualcosa che era loro.
      > E io sono cretina, perché tendo sempre a sentirmi colpevole, e poi sono così stupida che finisce che ci credo. E stavo andando in pezzi, fino a quando io e il fazendero ci siamo rifugiati nella fazenda. Allora si poteva respirare meglio. I miei non sopportano il fazendero, dunque qui non vengono mai. Solo mia madre lo adorava in modo assurdo.
      > Ho abbandonato casa in città alla nipote che va all'università. Nel testamento di mia madre c'era la condizione che la nipote vivesse in casa fino ai 24 anni.
      > Solo che la nipote era abituata ad avere la serva, sempre, a dire voglio questo e quello arrivava. Completamente l'opposto di come siamo cresciuti io e mio fratello.
      > Chiedere una caramella ai miei era come insultarli, perché eravamo poveri. Per due anni in città ho fatto anche la serva alla nipote, che ovviamente cresciuta da una nonna nella bamabagia, era pronta a dirti in faccia. - La casa doveva essere mia, tu non ti dovevi mettere in mezzo- a 17 anni.
      > E domani, finalmente mia nipote si trasferisce, mio fratello si è comprato la villetta in città.
      > Ovviamente mi incolpano, perché poteva evitare di spendere 140mila dollari per una villa, quando poteva stare a scrocco a casa mia, dove per ogni singolo problema io devo correre dalla campagna in città per sistemare le lagne della nipote o del fratello.
      > Da due anni in qua li ho mandati a cagare, e nel testamente c'era scritto, che chi vive in casa se ne deve prendere cura, ma loro non voglio spendere, tanto è casa mia, anche se non ci vivo.
      > Il lemma di mio fratello è, perché devo aiutarti a pagare il guardiano, quando se io non ci fossi lo dovresti pagare lo stesso?
      > Poi sia lui che la nipote fanno le pulci sulle bollette, noi ci andiamo due o tre volte al mese in casa. E mi pago la meta delle bollette d'acqua e luce. Anche se so, che quando la nipote non c'è le spese nostre sono meno della metà.
      > Ex direbbe che sono una erbivora. Si forse si.
      > Ma come dicevo all'inizio, ho sentito che con la mia partenza dalla Bolivia nel 2001, la mia famiglia si è sgretolata. Mia madre era infelice. Secondo mio fratello il dolore che ho dato ai miei venendo nel vecchio continente è stato troppo.
      > Dovevo rimanere in Bolivia a servire riverire mia madre e mia nipote?, forse sarei fuggita nel viaggio per il sudamerica con mio padre.
      >
      > Ma io non capisco, i miei genitori hanno passato la vita a leggermi libri, a farmi viaggiare in africa, sudamerica, europa, a dirmi che bisogna conoscere il mondo.
      > E poi si meravigliano tutti che appena ho finito la scuola io sono partita?.
      > Nelle favole di Italo Calvino, i ragazzo per poter partire e dimostrare ai suoi che poteva affrontare il mondo, doveva buttare giù di un colpo un albero.
      > Il mio albero era la nonna a Milano, avrei visssuto in casa sua, aiutandola e in cambio del vitto e alloggio. Mentre mi facevo l'università, avevo i miei lavoretti da studente universitaria. Fino a quando nel novembre alle otto di sera mi chiamano al lavoro per dirmi che mia zia paterna è in ospedale in operazione d'urgenza per un tumore. E che il nonno amato di 96 anni il giorno dopo sarebbe finito in casa di riposo.
      > Un uomo, che era stravizziato. Che se non aveva il suo gatto sul letto, la sua forchetta, il suo coltello, il suo bicchier di acqu e vino non sapeva vivere.
      > Portarlo in casa di riposo era ucciderlo. Lo dicevano tutti.
      > A 20 anni, decisi che no, mio nonno non l'avrebbero portato da nessuna parte. Me ne sarei fatta carico io. Ovviamente speravo che mio fratello, o mio padre sarebbero arrivati in aiuto. E invece no, non è arrivato nessuno. Erano tutti felici che la cretina qui presente avesse preso sotto controllo la situazione, lasciando l'università, la nonna per curare il nonno.
      > Non me ne pento, però a volte ho pensato che dovevo fregarmene come farebbero la maggioranza dei ventenni. Nessuno mi avrebbe incolpato.
      > Invece sono andata a buttarmi in una situazione con razzisti brianzoli, che venivano a casa ad aprire le lettere dei conti correnti della zia e del nonno. Poi davano la colpa a me se sparivano venti euro. Quando in realtà quella che usava la retta universitaria e i suoi risparmi del lavoro per pagare le spese di cibo del nonno era la sottoscritta.
      > Mi hanno insegnato che la famiglia è importante, e che le persone che ami devi curarle.
      > Tutte palle, insegnare e parlare è facile, agire è ben diverso.
      > Per fortuna mio nonno era felice, con me e la badante peruviana che arrivo' dopo due settimane. Mio nonno cantava durante il pranzo, e una volta tocco pure il culo alla ragazza peruviana, non so se lo fece lui, o se lei era una menosa. Sono pure riuscita a portarlo camminando sul balcone, mia zia lo teneva segregato come una mommia in camera sua da dieci anni, per il terrore che si ammalasse.
      > La cultura brianzola di casa di mio padre dettava, -la femmina deve rimanere a casa a curare i genitori, fino alla morte e meglio se zitella.- Così era la tradizione, c'era anche la povera zia Checca, che era rimasta zitella per curare i bisnonni.
      > Forse anche se mio padre era un rivoluzionario, nel subconscio sperava che io diventassi degna erede del dovere famigliare, sicuramente mio fratello ne era straconvinto.
      > Ma sono stati scemi, non puoi tirare su una persona e dargli le chiavi del mondo, dirgli che è libera e poi chiedergli di rimetterle nel cassetto e starti vicino per l'eternità.
      > Mia madre diceva, che l'amore più grande si concretizzava quando eri capace di lasciar andare le persone che ami. In effetti quando ci separammo nel febbraio 2001 non pianse, e nemmeno io. Quando entrai nel gate di transito non guardai indietro, sapevo che se avessi guardato indietro non sarei stata capace di salire sul'aereo. E non me ne pento, è la mia vita, la mia fottuta vita è mia.

      Che vita complicata, più della mia.
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