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Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 16:50:20.0 alle 2016-01-17 16:50:20.0Segnalate eventuali imprecisioni, incongruenze, miglioramenti!
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NO alle impronte digitali nella carta d'identità
Il decreto del 25 dicembre 2015
Modalità tecniche di emissione della Carta d'identità elettronica
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.302 del 30-12-2015, http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
nel definire le modalità di emissione della carta d'identità elettronica prevede, al comma 2 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE e al comma 1 punto b) dell'articolo 5 - Acquisizione dei dati del richiedente la CIE, e per il punto m) dell'articolo 1 - Definizioni, la presenza delle impronte digitali del titolare, ai sensi dell'art. 3 del regio decreto 18 giugno 1931, n.773 - Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS):
"Le carte di identità rilasciate a partire dal 1° gennaio 2010 devono essere munite della fotografia e delle impronte digitali della persona a cui si riferiscono."
Noi firmatari della presente petizione, rivolta al parlamento e per conoscenza al presidente della repubblica, ci dichiariamo contrari alle impronte digitali nei documenti identificativi per ragioni sia tecniche che etiche, esposte di seguito.
Invitiamo il parlamento
a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
a rimuovere di conseguenza, nel convertire il decreto in legge, ogni riferimento alla memorizzazione di impronte digitali ed elementi biometrici nella carta di identità e all'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali e altri elementi biometrici, all'infuori dell'immagine del volto, di cittadini incensurati;
a lasciare al singolo cittadino la scelta di servirsi della carta d'identità elettronica o del tradizionale documento cartaceo.
Qualora quanto da noi auspicato non avvenisse nel corso della presente legislatura, invitiamo ogni parlamento successivamente eletto a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
ad abrogare ogni articolo di legge e rendere illegale ogni disposizione, da parte di soggetti sia pubblici che privati, che preveda
- la presenza obbligatoria delle impronte digitali o di elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto in documenti o strumenti identificativi,
- l'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali o elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto di cittadini incensurati,
- l'obbligo di dotarsi di documenti di identità elettronici o di strumenti o dispositivi di identificazione, rilevamento, tracciamento, monitoraggio, segnalazione della posizione, dei movimenti, delle transazioni o di altre informazioni private (quali ad esempio i segnalatori di posizione che si vorrebbero installati sui veicoli);
a disporre la cancellazione dagli archivi degli elementi biometrici già eventualmente acquisiti dei cittadini incensurati che ne facciano richiesta.
Dal punto di vista tecnico, essendo la carta d'identità elettronica intesa come strumento per semplificare l'accesso ai sistemi informatici della pubblica amministrazione, osserviamo che l'impiego di dati biometrici non è generalmente ritenuto infallibile dagli adetti ai lavori. Nelle parole del noto esperto di sicurezza informatica Bruce Schneier, "Biometrics are unique identifiers, but they are not secrets." (1).
In generale, i dati memorizzati in forma digitale su supporto informatico possono essere duplicati, ceduti e diffusi, anche in modo fraudolento, con particolare facilità. Finché a detenerli è la sola autorità competente, si suppone che siano adottati provvedimenti idonei a impedirne la diffusione non autorizzata, che tuttavia resta sempre possibile, per effetto di attacchi informatici, incidenti o episodi di corruzione.
La replicazione degli stessi su documenti che il titolare porta con sé aumenta le possibilità di copia e diffusione illegali: in caso di furto o smarrimento di un documento contenente dati identificativi digitalizzati, chiunque abbia i mezzi per leggerli può copiarli, diffonderli, venderli, farne l'uso che vuole. Un singolo espisodio di fuga di dati può comportarne lo sparpagliamento incontrollato e irrimediabile.
Una password si può cambiare, le proprie caratteristiche fisiche no. I dati biometrici non si possono cambiare e in caso di compromissione divengono inutilizzabili per l'accesso a sistemi automatizzati, dal momento che chiunque ne sia in possesso può servirsene. Sempre nelle parole di Schneier, "Once someone steals your biometric, it remains stolen for life; there's no getting back to a secure situation." (1). È persino possibile che attacchi informatici avvengano proprio allo scopo di rendere inutilizzabile una gran quantità di dati, ed esistono numerosi gruppi o entità in grado di effettuare attacchi del genere. Un membro del collettivo di hacker Chaos Computer Club sostiene di aver riprodotto un'impronta digitale del ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen usando una semplice foto (2).
Questo vale in linea di principio per ogni tipo di dato digitalizzato a scopo identificativo, ma alcuni si prestano più di altri a usi fraudolenti. Che altri entrino in possesso di una nostra fotografia ha effetti limitati, ma già non nulli, per cui sarebbe più sicuro che l'immagine del volto resti nell'apposito archivio e non sia memorizzata nel documento, che può essere smarrito o sottratto. A fini di identificazione la pratica tradizionale del confronto, da parte di un impiegato o di un software, della fotografia posta sul documento con il viso del portatore è più che sufficiente. La lettura automatica dell'impronta digitale è ancor meno sicura perché permette a chiunque disponga di una copia e di un modo per farla accettare dal lettore di identificarsi come un'altra persona, e ciò è già accaduto. In Malesia, al proprietario di una Mercedes protetta da un sistema di riconoscimento delle impronte i ladri hanno semplicemente asportato il dito (3).
Diviene perciò poco credibile che l'acquisizione in massa di dati biometrici avvenga davvero al fine di rendere sicuro l'accesso ai sistemi informatici pubblici. È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari. In ogni caso, la comunicazioni con la pubblica amministrazione dovebbero comunque poter avvenire di persona per chi non possa o non intenda avvalersi di sistemi informatici.
Dal punto di vista etico e politico - ed è questo che realmente ci preme - siamo contrari all'acquisizione delle impronte digitali di cittadini incensurati, e ad ogni forma di schedatura e sorveglianza di massa in odore di stato di polizia. Siamo in generale contrari ad ogni concezione dell'uomo come bestiame da recingere, marchiare e tosare, e avvertiamo l'identificazione biometrica obbligatoria come indegna e degradante (4). Le impronte si prendono ai criminali e la sorveglianza va esercitata specificamente sui singoli sospetti, dietro mandato del magistrato, non liberamente e indiscriminatamente su tutti.
Benché al comma 3 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE si escluda l'impiego dei dati memorizzati nella carta d'identià elettronica per confronti in modalita' "uno a molti" (ma non si dice che lo stesso debba valere per i corrispondenti dati nell'archivio centrale, n.b.) la disponibilità di tali dati in un sistema informatico implica il poterli usare per ogni forma di controllo indiscriminato, per tracciare transazioni e spostamenti, monitorare costantemente le attività di ciascun cittadino. Non sapendo quale governo ci sarà in fururo e quali saranno le sue intenzioni, non è nell'interesse del popolo sovrano fornire al governo dati che portanno essere usati contro chiunque. Le tendenze alla sorveglianza totale vanno fermate finché si è in tempo, per non incoraggiare o favorire il ritorno a forme di governo autoritarie e totalitarie.
La sopra citata disposizione dell'articolo 3 del TULPS è nata sulla scia tuttora fresca della serie di provvedimenti autoritari in reazione agli attentati dell'11 settembre del 2001 e dei fatti susseguenti. I governi di tutto l'occidente, per proteggere la popolazione dal terrorismo, non hanno trovato di meglio che aumentare la stretta sulla popolazione. Le misure prese variano da paese a paese a seconda di ciò a cui il pubblico è assuefatto e che ritiene più o meno tollerabile. Il quadro generale, comunque, mostra una crescente erosione di diritti e libertà civili resa possibile da un'opinione pubblica impaurita, sonnolenta, distratta dalla crisi economica e da mille altri pensieri e inquietudini.
Si osserva infine l'ormai consueto abuso del decreto-legge, a cui si dovrebbe ricorrere in casi straordinari di necessità e urgenza, come ordinario strumento legislativo, contro l'intento manifesto nella costituzione. Decreti su decreti, nei quali si infilano disposizioni discutibili a ridosso delle festività, quando si è distratti e poco disposti ad esaminarle e discuterne, per mezzo dei quali il governo si sostituisce di fatto al potere legislativo di competennza del parlamento.
Concludendo, ho semplicemente lanciato una petizione. Non voglio mettermi a fare l'attivista, diventare un personaggio, imbarcarmi in fatiche che mi distolgano da altri obiettivi. Ho fatto una parte del lavoro, ora tocca a voi. Spargete la voce, convincete altre persone a unirsi alla petizione. Cerchiamo di coinvolgere anche personalità di spicco, intellettuali, professori universitari.
Su [URL] trovate dei loghi da cui cui ricavare materiali. Trovate un tipografo, spendete qualche soldo, stampate adesivi e diffondeteli. Fate la vostra parte.
Note
(1) Bruce Schneier, Biometrics: Uses and Abuses. https://www.schneier.com/essays/archives/1999/08/b...
(2) Politician's fingerprint 'cloned from photos' by hacker. By Zoe Kleinman. http://www.bbc.com/news/technology-30623611
(3) Bruce Schneier, Security Risks of Biometrics
"Police in Malaysia are hunting for members of a violent gang who chopped off a car owner's finger to get round the vehicle's hi-tech security system.
The car, a Mercedes S-class, was protected by a fingerprint recognition system."
Quoted fromhttp://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/4396831.st...

in https://www.schneier.com/blog/archives/2005/04/sec...
(4) "... a permanent installment of martial law and emergency powers. In January 2004, he refused to give a lecture in the United States because under the US-VISIT he would have been required to give up his biometric information, which he believed stripped him to a state of "bare life" (zoe) and was akin to the tattooing that the Nazis did during World War II."https://en.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

"nel 2003 ha abbandonato - per protesta contro i nuovi dispositivi di controllo imposti dal governo americano ai cittadini stranieri che si recano in U.S.A, cioè lasciare le proprie impronte digitali e essere schedati - l'incarico di "distinguished professor" presso la New York University."https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 17:02:25.0 alle 2016-01-17 17:02:25.0Scritto da:
> Segnalate eventuali imprecisioni, incongruenze, miglioramenti!
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> NO alle impronte digitali nella carta d'identità
>
> Il decreto del 25 dicembre 2015
>
> Modalità tecniche di emissione della Carta d'identità elettronica
>
> pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.302 del 30-12-2015, http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
>
> nel definire le modalità di emissione della carta d'identità elettronica prevede, al comma 2 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE e al comma 1 punto b) dell'articolo 5 - Acquisizione dei dati del richiedente la CIE, e per il punto m) dell'articolo 1 - Definizioni, la presenza delle impronte digitali del titolare, ai sensi dell'art. 3 del regio decreto 18 giugno 1931, n.773 - Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS):
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> "Le carte di identità rilasciate a partire dal 1° gennaio 2010 devono essere munite della fotografia e delle impronte digitali della persona a cui si riferiscono."
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> Noi firmatari della presente petizione, rivolta al parlamento e per conoscenza al presidente della repubblica, ci dichiariamo contrari alle impronte digitali nei documenti identificativi per ragioni sia tecniche che etiche, esposte di seguito.
>
> Invitiamo il parlamento
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> a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
> a rimuovere di conseguenza, nel convertire il decreto in legge, ogni riferimento alla memorizzazione di impronte digitali ed elementi biometrici nella carta di identità e all'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali e altri elementi biometrici, all'infuori dell'immagine del volto, di cittadini incensurati;
> a lasciare al singolo cittadino la scelta di servirsi della carta d'identità elettronica o del tradizionale documento cartaceo.
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> Qualora quanto da noi auspicato non avvenisse nel corso della presente legislatura, invitiamo ogni parlamento successivamente eletto a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
> ad abrogare ogni articolo di legge e rendere illegale ogni disposizione, da parte di soggetti sia pubblici che privati, che preveda
> - la presenza obbligatoria delle impronte digitali o di elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto in documenti o strumenti identificativi,
> - l'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali o elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto di cittadini incensurati,
> - l'obbligo di dotarsi di documenti di identità elettronici o di strumenti o dispositivi di identificazione, rilevamento, tracciamento, monitoraggio, segnalazione della posizione, dei movimenti, delle transazioni o di altre informazioni private (quali ad esempio i segnalatori di posizione che si vorrebbero installati sui veicoli);
> a disporre la cancellazione dagli archivi degli elementi biometrici già eventualmente acquisiti dei cittadini incensurati che ne facciano richiesta.
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> Dal punto di vista tecnico, essendo la carta d'identità elettronica intesa come strumento per semplificare l'accesso ai sistemi informatici della pubblica amministrazione, osserviamo che l'impiego di dati biometrici non è generalmente ritenuto infallibile dagli adetti ai lavori. Nelle parole del noto esperto di sicurezza informatica Bruce Schneier, "Biometrics are unique identifiers, but they are not secrets." (1).
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> In generale, i dati memorizzati in forma digitale su supporto informatico possono essere duplicati, ceduti e diffusi, anche in modo fraudolento, con particolare facilità. Finché a detenerli è la sola autorità competente, si suppone che siano adottati provvedimenti idonei a impedirne la diffusione non autorizzata, che tuttavia resta sempre possibile, per effetto di attacchi informatici, incidenti o episodi di corruzione.
> La replicazione degli stessi su documenti che il titolare porta con sé aumenta le possibilità di copia e diffusione illegali: in caso di furto o smarrimento di un documento contenente dati identificativi digitalizzati, chiunque abbia i mezzi per leggerli può copiarli, diffonderli, venderli, farne l'uso che vuole. Un singolo espisodio di fuga di dati può comportarne lo sparpagliamento incontrollato e irrimediabile.
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> Una password si può cambiare, le proprie caratteristiche fisiche no. I dati biometrici non si possono cambiare e in caso di compromissione divengono inutilizzabili per l'accesso a sistemi automatizzati, dal momento che chiunque ne sia in possesso può servirsene. Sempre nelle parole di Schneier, "Once someone steals your biometric, it remains stolen for life; there's no getting back to a secure situation." (1). È persino possibile che attacchi informatici avvengano proprio allo scopo di rendere inutilizzabile una gran quantità di dati, ed esistono numerosi gruppi o entità in grado di effettuare attacchi del genere. Un membro del collettivo di hacker Chaos Computer Club sostiene di aver riprodotto un'impronta digitale del ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen usando una semplice foto (2).
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> Questo vale in linea di principio per ogni tipo di dato digitalizzato a scopo identificativo, ma alcuni si prestano più di altri a usi fraudolenti. Che altri entrino in possesso di una nostra fotografia ha effetti limitati, ma già non nulli, per cui sarebbe più sicuro che l'immagine del volto resti nell'apposito archivio e non sia memorizzata nel documento, che può essere smarrito o sottratto. A fini di identificazione la pratica tradizionale del confronto, da parte di un impiegato o di un software, della fotografia posta sul documento con il viso del portatore è più che sufficiente. La lettura automatica dell'impronta digitale è ancor meno sicura perché permette a chiunque disponga di una copia e di un modo per farla accettare dal lettore di identificarsi come un'altra persona, e ciò è già accaduto. In Malesia, al proprietario di una Mercedes protetta da un sistema di riconoscimento delle impronte i ladri hanno semplicemente asportato il dito (3).
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> Diviene perciò poco credibile che l'acquisizione in massa di dati biometrici avvenga davvero al fine di rendere sicuro l'accesso ai sistemi informatici pubblici. È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari. In ogni caso, la comunicazioni con la pubblica amministrazione dovebbero comunque poter avvenire di persona per chi non possa o non intenda avvalersi di sistemi informatici.
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> Dal punto di vista etico e politico - ed è questo che realmente ci preme - siamo contrari all'acquisizione delle impronte digitali di cittadini incensurati, e ad ogni forma di schedatura e sorveglianza di massa in odore di stato di polizia. Siamo in generale contrari ad ogni concezione dell'uomo come bestiame da recingere, marchiare e tosare, e avvertiamo l'identificazione biometrica obbligatoria come indegna e degradante (4). Le impronte si prendono ai criminali e la sorveglianza va esercitata specificamente sui singoli sospetti, dietro mandato del magistrato, non liberamente e indiscriminatamente su tutti.
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> Benché al comma 3 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE si escluda l'impiego dei dati memorizzati nella carta d'identià elettronica per confronti in modalita' "uno a molti" (ma non si dice che lo stesso debba valere per i corrispondenti dati nell'archivio centrale, n.b.) la disponibilità di tali dati in un sistema informatico implica il poterli usare per ogni forma di controllo indiscriminato, per tracciare transazioni e spostamenti, monitorare costantemente le attività di ciascun cittadino. Non sapendo quale governo ci sarà in fururo e quali saranno le sue intenzioni, non è nell'interesse del popolo sovrano fornire al governo dati che portanno essere usati contro chiunque. Le tendenze alla sorveglianza totale vanno fermate finché si è in tempo, per non incoraggiare o favorire il ritorno a forme di governo autoritarie e totalitarie.
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> La sopra citata disposizione dell'articolo 3 del TULPS è nata sulla scia tuttora fresca della serie di provvedimenti autoritari in reazione agli attentati dell'11 settembre del 2001 e dei fatti susseguenti. I governi di tutto l'occidente, per proteggere la popolazione dal terrorismo, non hanno trovato di meglio che aumentare la stretta sulla popolazione. Le misure prese variano da paese a paese a seconda di ciò a cui il pubblico è assuefatto e che ritiene più o meno tollerabile. Il quadro generale, comunque, mostra una crescente erosione di diritti e libertà civili resa possibile da un'opinione pubblica impaurita, sonnolenta, distratta dalla crisi economica e da mille altri pensieri e inquietudini.
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> Si osserva infine l'ormai consueto abuso del decreto-legge, a cui si dovrebbe ricorrere in casi straordinari di necessità e urgenza, come ordinario strumento legislativo, contro l'intento manifesto nella costituzione. Decreti su decreti, nei quali si infilano disposizioni discutibili a ridosso delle festività, quando si è distratti e poco disposti ad esaminarle e discuterne, per mezzo dei quali il governo si sostituisce di fatto al potere legislativo di competennza del parlamento.
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>
> Concludendo, ho semplicemente lanciato una petizione. Non voglio mettermi a fare l'attivista, diventare un personaggio, imbarcarmi in fatiche che mi distolgano da altri obiettivi. Ho fatto una parte del lavoro, ora tocca a voi. Spargete la voce, convincete altre persone a unirsi alla petizione. Cerchiamo di coinvolgere anche personalità di spicco, intellettuali, professori universitari.
> Su [URL] trovate dei loghi da cui cui ricavare materiali. Trovate un tipografo, spendete qualche soldo, stampate adesivi e diffondeteli. Fate la vostra parte.
>
>
> Note
>
> (1) Bruce Schneier, Biometrics: Uses and Abuses. https://www.schneier.com/essays/archives/1999/08/b...
>
> (2) Politician's fingerprint 'cloned from photos' by hacker. By Zoe Kleinman. http://www.bbc.com/news/technology-30623611
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> (3) Bruce Schneier, Security Risks of Biometrics
>
> "Police in Malaysia are hunting for members of a violent gang who chopped off a car owner's finger to get round the vehicle's hi-tech security system.
>
> The car, a Mercedes S-class, was protected by a fingerprint recognition system."
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> Quoted fromhttp://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/4396831.st...

> in https://www.schneier.com/blog/archives/2005/04/sec...
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> (4) "... a permanent installment of martial law and emergency powers. In January 2004, he refused to give a lecture in the United States because under the US-VISIT he would have been required to give up his biometric information, which he believed stripped him to a state of "bare life" (zoe) and was akin to the tattooing that the Nazis did during World War II."
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>https://en.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

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> "nel 2003 ha abbandonato - per protesta contro i nuovi dispositivi di controllo imposti dal governo americano ai cittadini stranieri che si recano in U.S.A, cioè lasciare le proprie impronte digitali e essere schedati - l'incarico di "distinguished professor" presso la New York University."
>
>https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

>
Mandala all'ALCEI, vedi cosa ti dicono loro e se sono disposti a pubblicizzartela.
http://www.alcei.it/
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:20:50.0 alle 2016-01-17 18:20:50.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Segnalate eventuali imprecisioni, incongruenze, miglioramenti!
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> >
> > NO alle impronte digitali nella carta d'identità
> >
> > Il decreto del 25 dicembre 2015
> >
> > Modalità tecniche di emissione della Carta d'identità elettronica
> >
> > pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.302 del 30-12-2015, http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
> >
> > nel definire le modalità di emissione della carta d'identità elettronica prevede, al comma 2 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE e al comma 1 punto b) dell'articolo 5 - Acquisizione dei dati del richiedente la CIE, e per il punto m) dell'articolo 1 - Definizioni, la presenza delle impronte digitali del titolare, ai sensi dell'art. 3 del regio decreto 18 giugno 1931, n.773 - Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS):
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> > "Le carte di identità rilasciate a partire dal 1° gennaio 2010 devono essere munite della fotografia e delle impronte digitali della persona a cui si riferiscono."
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> > Noi firmatari della presente petizione, rivolta al parlamento e per conoscenza al presidente della repubblica, ci dichiariamo contrari alle impronte digitali nei documenti identificativi per ragioni sia tecniche che etiche, esposte di seguito.
> >
> > Invitiamo il parlamento
> >
> > a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
> > a rimuovere di conseguenza, nel convertire il decreto in legge, ogni riferimento alla memorizzazione di impronte digitali ed elementi biometrici nella carta di identità e all'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali e altri elementi biometrici, all'infuori dell'immagine del volto, di cittadini incensurati;
> > a lasciare al singolo cittadino la scelta di servirsi della carta d'identità elettronica o del tradizionale documento cartaceo.
> >
> > Qualora quanto da noi auspicato non avvenisse nel corso della presente legislatura, invitiamo ogni parlamento successivamente eletto a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
> > ad abrogare ogni articolo di legge e rendere illegale ogni disposizione, da parte di soggetti sia pubblici che privati, che preveda
> > - la presenza obbligatoria delle impronte digitali o di elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto in documenti o strumenti identificativi,
> > - l'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali o elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto di cittadini incensurati,
> > - l'obbligo di dotarsi di documenti di identità elettronici o di strumenti o dispositivi di identificazione, rilevamento, tracciamento, monitoraggio, segnalazione della posizione, dei movimenti, delle transazioni o di altre informazioni private (quali ad esempio i segnalatori di posizione che si vorrebbero installati sui veicoli);
> > a disporre la cancellazione dagli archivi degli elementi biometrici già eventualmente acquisiti dei cittadini incensurati che ne facciano richiesta.
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> > Dal punto di vista tecnico, essendo la carta d'identità elettronica intesa come strumento per semplificare l'accesso ai sistemi informatici della pubblica amministrazione, osserviamo che l'impiego di dati biometrici non è generalmente ritenuto infallibile dagli adetti ai lavori. Nelle parole del noto esperto di sicurezza informatica Bruce Schneier, "Biometrics are unique identifiers, but they are not secrets." (1).
> >
> > In generale, i dati memorizzati in forma digitale su supporto informatico possono essere duplicati, ceduti e diffusi, anche in modo fraudolento, con particolare facilità. Finché a detenerli è la sola autorità competente, si suppone che siano adottati provvedimenti idonei a impedirne la diffusione non autorizzata, che tuttavia resta sempre possibile, per effetto di attacchi informatici, incidenti o episodi di corruzione.
> > La replicazione degli stessi su documenti che il titolare porta con sé aumenta le possibilità di copia e diffusione illegali: in caso di furto o smarrimento di un documento contenente dati identificativi digitalizzati, chiunque abbia i mezzi per leggerli può copiarli, diffonderli, venderli, farne l'uso che vuole. Un singolo espisodio di fuga di dati può comportarne lo sparpagliamento incontrollato e irrimediabile.
> >
> > Una password si può cambiare, le proprie caratteristiche fisiche no. I dati biometrici non si possono cambiare e in caso di compromissione divengono inutilizzabili per l'accesso a sistemi automatizzati, dal momento che chiunque ne sia in possesso può servirsene. Sempre nelle parole di Schneier, "Once someone steals your biometric, it remains stolen for life; there's no getting back to a secure situation." (1). È persino possibile che attacchi informatici avvengano proprio allo scopo di rendere inutilizzabile una gran quantità di dati, ed esistono numerosi gruppi o entità in grado di effettuare attacchi del genere. Un membro del collettivo di hacker Chaos Computer Club sostiene di aver riprodotto un'impronta digitale del ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen usando una semplice foto (2).
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> > Questo vale in linea di principio per ogni tipo di dato digitalizzato a scopo identificativo, ma alcuni si prestano più di altri a usi fraudolenti. Che altri entrino in possesso di una nostra fotografia ha effetti limitati, ma già non nulli, per cui sarebbe più sicuro che l'immagine del volto resti nell'apposito archivio e non sia memorizzata nel documento, che può essere smarrito o sottratto. A fini di identificazione la pratica tradizionale del confronto, da parte di un impiegato o di un software, della fotografia posta sul documento con il viso del portatore è più che sufficiente. La lettura automatica dell'impronta digitale è ancor meno sicura perché permette a chiunque disponga di una copia e di un modo per farla accettare dal lettore di identificarsi come un'altra persona, e ciò è già accaduto. In Malesia, al proprietario di una Mercedes protetta da un sistema di riconoscimento delle impronte i ladri hanno semplicemente asportato il dito (3).
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> > Diviene perciò poco credibile che l'acquisizione in massa di dati biometrici avvenga davvero al fine di rendere sicuro l'accesso ai sistemi informatici pubblici. È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari. In ogni caso, la comunicazioni con la pubblica amministrazione dovebbero comunque poter avvenire di persona per chi non possa o non intenda avvalersi di sistemi informatici.
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> > Dal punto di vista etico e politico - ed è questo che realmente ci preme - siamo contrari all'acquisizione delle impronte digitali di cittadini incensurati, e ad ogni forma di schedatura e sorveglianza di massa in odore di stato di polizia. Siamo in generale contrari ad ogni concezione dell'uomo come bestiame da recingere, marchiare e tosare, e avvertiamo l'identificazione biometrica obbligatoria come indegna e degradante (4). Le impronte si prendono ai criminali e la sorveglianza va esercitata specificamente sui singoli sospetti, dietro mandato del magistrato, non liberamente e indiscriminatamente su tutti.
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> > Benché al comma 3 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE si escluda l'impiego dei dati memorizzati nella carta d'identià elettronica per confronti in modalita' "uno a molti" (ma non si dice che lo stesso debba valere per i corrispondenti dati nell'archivio centrale, n.b.) la disponibilità di tali dati in un sistema informatico implica il poterli usare per ogni forma di controllo indiscriminato, per tracciare transazioni e spostamenti, monitorare costantemente le attività di ciascun cittadino. Non sapendo quale governo ci sarà in fururo e quali saranno le sue intenzioni, non è nell'interesse del popolo sovrano fornire al governo dati che portanno essere usati contro chiunque. Le tendenze alla sorveglianza totale vanno fermate finché si è in tempo, per non incoraggiare o favorire il ritorno a forme di governo autoritarie e totalitarie.
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> > La sopra citata disposizione dell'articolo 3 del TULPS è nata sulla scia tuttora fresca della serie di provvedimenti autoritari in reazione agli attentati dell'11 settembre del 2001 e dei fatti susseguenti. I governi di tutto l'occidente, per proteggere la popolazione dal terrorismo, non hanno trovato di meglio che aumentare la stretta sulla popolazione. Le misure prese variano da paese a paese a seconda di ciò a cui il pubblico è assuefatto e che ritiene più o meno tollerabile. Il quadro generale, comunque, mostra una crescente erosione di diritti e libertà civili resa possibile da un'opinione pubblica impaurita, sonnolenta, distratta dalla crisi economica e da mille altri pensieri e inquietudini.
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> > Si osserva infine l'ormai consueto abuso del decreto-legge, a cui si dovrebbe ricorrere in casi straordinari di necessità e urgenza, come ordinario strumento legislativo, contro l'intento manifesto nella costituzione. Decreti su decreti, nei quali si infilano disposizioni discutibili a ridosso delle festività, quando si è distratti e poco disposti ad esaminarle e discuterne, per mezzo dei quali il governo si sostituisce di fatto al potere legislativo di competennza del parlamento.
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> > Concludendo, ho semplicemente lanciato una petizione. Non voglio mettermi a fare l'attivista, diventare un personaggio, imbarcarmi in fatiche che mi distolgano da altri obiettivi. Ho fatto una parte del lavoro, ora tocca a voi. Spargete la voce, convincete altre persone a unirsi alla petizione. Cerchiamo di coinvolgere anche personalità di spicco, intellettuali, professori universitari.
> > Su [URL] trovate dei loghi da cui cui ricavare materiali. Trovate un tipografo, spendete qualche soldo, stampate adesivi e diffondeteli. Fate la vostra parte.
> >
> >
> > Note
> >
> > (1) Bruce Schneier, Biometrics: Uses and Abuses. https://www.schneier.com/essays/archives/1999/08/b...
> >
> > (2) Politician's fingerprint 'cloned from photos' by hacker. By Zoe Kleinman. http://www.bbc.com/news/technology-30623611
> >
> > (3) Bruce Schneier, Security Risks of Biometrics
> >
> > "Police in Malaysia are hunting for members of a violent gang who chopped off a car owner's finger to get round the vehicle's hi-tech security system.
> >
> > The car, a Mercedes S-class, was protected by a fingerprint recognition system."
> >
> > Quoted fromhttp://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/4396831.st...

> > in https://www.schneier.com/blog/archives/2005/04/sec...
> >
> > (4) "... a permanent installment of martial law and emergency powers. In January 2004, he refused to give a lecture in the United States because under the US-VISIT he would have been required to give up his biometric information, which he believed stripped him to a state of "bare life" (zoe) and was akin to the tattooing that the Nazis did during World War II."
> >
> >https://en.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

> >
> > "nel 2003 ha abbandonato - per protesta contro i nuovi dispositivi di controllo imposti dal governo americano ai cittadini stranieri che si recano in U.S.A, cioè lasciare le proprie impronte digitali e essere schedati - l'incarico di "distinguished professor" presso la New York University."
> >
> >https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

> >
>
> Mandala all'ALCEI, vedi cosa ti dicono loro e se sono disposti a pubblicizzartela.
>
> http://www.alcei.it/
Pensavo di tradurla anche in inglese e farla firmare anche da cittadini stranieri.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 17:16:27.0 alle 2016-01-17 17:16:27.0Scritto da:
> È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari o le chiavette compatibili con lo standard FIDO U2F già usate online per l'autenticazione a due passaggi da parte di alcuni grossi siti come Google
Aggiungerei anche questo.-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:21:35.0 alle 2016-01-17 18:21:35.0Scritto da:
> Scritto da:
> > È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari o le chiavette compatibili con lo standard FIDO U2F già usate online per l'autenticazione a due passaggi da parte di alcuni grossi siti come Google
>
> Aggiungerei anche questo.
Come funzionano?-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:41:37.0 alle 2016-01-17 18:41:37.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari o le chiavette compatibili con lo standard FIDO U2F già usate online per l'autenticazione a due passaggi da parte di alcuni grossi siti come Google
> >
> > Aggiungerei anche questo.
>
> Come funzionano?
Sono chiavette che puoi comprare anche su Amazon a pochi euro (ce n'è una a circa 5 o 6 euro).
Associ la chiavetta al tuo account, dopo la normale login con username e password il browser ti chiede di inserire la chiavetta nell'USB. Se quella chiavetta è associata al tuo account allora puoi entrare, altrimenti ti sbatte fuori.
Ad un account puoi associare più chiavette e una chiavetta puoi usarla su più siti. Esiste in versione solo USB e USB+NFC per poter essere usata con gli smartphone.
Esempio d'uso
Su Linux
Una presentazione dei pregi e del funzionamento
La differenza con le O-Key che hai citato è che le O-Key sono specifiche per sito, quindi funzionano solo con quel determinato sito. Le U2F della FIDO invece le compri una volta e funzionano con tutti i siti che le supportano. Inoltre non ti richiedono di scrivere nulla con la tastiera.-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:52:41.0 alle 2016-01-17 18:52:41.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari o le chiavette compatibili con lo standard FIDO U2F già usate online per l'autenticazione a due passaggi da parte di alcuni grossi siti come Google
> > >
> > > Aggiungerei anche questo.
> >
> > Come funzionano?
>
> Sono chiavette che puoi comprare anche su Amazon a pochi euro (ce n'è una a circa 5 o 6 euro).
> Associ la chiavetta al tuo account, dopo la normale login con username e password il browser ti chiede di inserire la chiavetta nell'USB. Se quella chiavetta è associata al tuo account allora puoi entrare, altrimenti ti sbatte fuori.
>
> Ad un account puoi associare più chiavette e una chiavetta puoi usarla su più siti. Esiste in versione solo USB e USB+NFC per poter essere usata con gli smartphone.
>
> Esempio d'uso
>
>
> Su Linux
>
>
> Una presentazione dei pregi e del funzionamento
>
>
> La differenza con le O-Key che hai citato è che le O-Key sono specifiche per sito, quindi funzionano solo con quel determinato sito. Le U2F della FIDO invece le compri una volta e funzionano con tutti i siti che le supportano. Inoltre non ti richiedono di scrivere nulla con la tastiera.
Dimenticavo una parte importante... non può essere usata per tracciare un utente su vari siti.
https://fidoalliance.org/specifications/overview/
The FIDO protocols are designed from the ground up to protect user privacy. The protocols do not provide information that can be used by different online services to collaborate and track a user across the services.-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 19:07:48.0 alle 2016-01-17 19:07:48.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari o le chiavette compatibili con lo standard FIDO U2F già usate online per l'autenticazione a due passaggi da parte di alcuni grossi siti come Google
> > > >
> > > > Aggiungerei anche questo.
> > >
> > > Come funzionano?
> >
> > Sono chiavette che puoi comprare anche su Amazon a pochi euro (ce n'è una a circa 5 o 6 euro).
> > Associ la chiavetta al tuo account, dopo la normale login con username e password il browser ti chiede di inserire la chiavetta nell'USB. Se quella chiavetta è associata al tuo account allora puoi entrare, altrimenti ti sbatte fuori.
Cioè la chiavetta è unica (magari via hardware) e il sito è in grado di leggerne qualcosa che corrisponde a questa unicità.
È anonima (se il sito permette l'accesso anonimo) a meno che Amazon non tenga e consegni elenchi chiavetta+acquirente. Ma supponiamo di comprarla in contanti dal tabaccaio.
> > Ad un account puoi associare più chiavette e una chiavetta puoi usarla su più siti.
Perché sei tu a dire a ciascun sito quale chiavetta usare, nel momento in cui la inserisci la prima volta.
> Esiste in versione solo USB e USB+NFC per poter essere usata con gli smartphone.
> > La differenza con le O-Key che hai citato è che le O-Key sono specifiche per sito, quindi funzionano solo con quel determinato sito. Le U2F della FIDO invece le compri una volta e funzionano con tutti i siti che le supportano. Inoltre non ti richiedono di scrivere nulla con la tastiera.
Come fa il sito a leggere da USB?
Un sito che tengo lì aperto può leggere il contenuto di una chiavetta che inserisco?
> Dimenticavo una parte importante... non può essere usata per tracciare un utente su vari siti.
>
> https://fidoalliance.org/specifications/overview/
> The FIDO protocols are designed from the ground up to protect user privacy. The protocols do not provide information that can be used by different online services to collaborate and track a user across the services.
Questa parte non l'ho compresa del tutto.
La chiavetta viene letta dal sito ma non scritta, quindi non implementa un meccanismo tipo cookie dentro di sé. Il sito può memorizzare un cookie associato alla chiavetta, che può esere letto da un altro sito, ma è un problema già noto e basta cancellare i cookie chiudendo il browser.
In che senso il protocollo non fornisce informazioni utilizzabili da siti diversi?
Se due siti si passano informazioni fra loro, possono notare che la chiavetta n. XYZ è stata su entrambi.-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 20:30:14.0 alle 2016-01-17 20:30:14.0Scritto da:
> > > Sono chiavette che puoi comprare anche su Amazon a pochi euro (ce n'è una a circa 5 o 6 euro).
> > > Associ la chiavetta al tuo account, dopo la normale login con username e password il browser ti chiede di inserire la chiavetta nell'USB. Se quella chiavetta è associata al tuo account allora puoi entrare, altrimenti ti sbatte fuori.
>
> Cioè la chiavetta è unica (magari via hardware) e il sito è in grado di leggerne qualcosa che corrisponde a questa unicità.
È una chiavetta simile alle chiavette USB dati, solo che non è una chiavetta USB dati.
> È anonima (se il sito permette l'accesso anonimo) a meno che Amazon non tenga e consegni elenchi chiavetta+acquirente. Ma supponiamo di comprarla in contanti dal tabaccaio.
Le chiavette non sono prodotte da Amazon, e non mi risulta che ci siano numeri di serie in evidenza tali che Amazon possa copiarseli in un database suo.
> > > Ad un account puoi associare più chiavette e una chiavetta puoi usarla su più siti.
>
> Perché sei tu a dire a ciascun sito quale chiavetta usare, nel momento in cui la inserisci la prima volta.
È una domanda? Un'affermazione?
> Come fa il sito a leggere da USB?
Deve essere supportata dal browser. Che io sappia al momento Chrome è l'unico browser che supporta questa tecnologia mentre Firefox naturalmente è più impegnato a mettere pubblicità nel suo browser che alla sicurezza dei suoi utenti. È dal 2014 che è stato chiesto a Mozilla di farlo, ma fin'ora hanno avuto altre "urgenze".
https://bugzilla.mozilla.org/show_bug.cgi?id=10657...
Pare però ci sia un addon di terze parti per Firefox, io non uso più Firefox da anni e non mi interessa indagare oltre.
> Un sito che tengo lì aperto può leggere il contenuto di una chiavetta che inserisco?
La chiavetta invia dati al browser/sito solo quando tu ci clicchi sopra o la prima volta che la inserisci (se la chiavetta non ha pulsanti).
> Questa parte non l'ho compresa del tutto.
> La chiavetta viene letta dal sito ma non scritta, quindi non implementa un meccanismo tipo cookie dentro di sé. Il sito può memorizzare un cookie associato alla chiavetta, che può esere letto da un altro sito, ma è un problema già noto e basta cancellare i cookie chiudendo il browser.
>
> In che senso il protocollo non fornisce informazioni utilizzabili da siti diversi?
>
> Se due siti si passano informazioni fra loro, possono notare che la chiavetta n. XYZ è stata su entrambi.
Non conosco i dettagli del funzionamento del protocollo, ma da quanto ho capito la chiavetta genera una coppia di chiavi pubbliche/private per ogni sito.
Quando un sito vuole sapere se hai la chiavetta dice al browser "fai firmare un attimo alla FIDO-Key U2F questa roba casuale qui 'XF38DDkPmsDDjwkks~....' e poi mandami la firma", il browser gira la stringa da firmare alla chiavetta, gli dice "è il sito tal dei tali, vuole che firmi questa roba qui", e la chiavetta, SE tu premi il pulsante o l'hai appena inserita (questo serve a verificare che tu sia davanti al PC) firma quella stringa e la ritorna al browser che la passa al sito. Il sito a questo punto verifica che la stringa sia stata firmata con la chiave privata corrispondente alla chiave pubblica che ha ottenuto in fase di registrazione della chiavetta.
Siccome ogni sito ha una chiave pubblica diversa non è possibile per due siti A e B confrontarle e capire che si tratta della stessa chiavetta.
Non farmi domande più specifiche perché la risposta è "non lo so".-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 20:57:11.0 alle 2016-01-17 20:57:11.0Scritto da:
> Scritto da:
> > > > Sono chiavette che puoi comprare anche su Amazon a pochi euro (ce n'è una a circa 5 o 6 euro).
> > > > Associ la chiavetta al tuo account, dopo la normale login con username e password il browser ti chiede di inserire la chiavetta nell'USB. Se quella chiavetta è associata al tuo account allora puoi entrare, altrimenti ti sbatte fuori.
> >
> > Cioè la chiavetta è unica (magari via hardware) e il sito è in grado di leggerne qualcosa che corrisponde a questa unicità.
>
> È una chiavetta simile alle chiavette USB dati, solo che non è una chiavetta USB dati.
>
> > È anonima (se il sito permette l'accesso anonimo) a meno che Amazon non tenga e consegni elenchi chiavetta+acquirente. Ma supponiamo di comprarla in contanti dal tabaccaio.
>
> Le chiavette non sono prodotte da Amazon, e non mi risulta che ci siano numeri di serie in evidenza tali che Amazon possa copiarseli in un database suo.
>
> > > > Ad un account puoi associare più chiavette e una chiavetta puoi usarla su più siti.
> >
> > Perché sei tu a dire a ciascun sito quale chiavetta usare, nel momento in cui la inserisci la prima volta.
>
> È una domanda? Un'affermazione?
>
> > Come fa il sito a leggere da USB?
>
> Deve essere supportata dal browser. Che io sappia al momento Chrome è l'unico browser che supporta questa tecnologia mentre Firefox naturalmente è più impegnato a mettere pubblicità nel suo browser che alla sicurezza dei suoi utenti. È dal 2014 che è stato chiesto a Mozilla di farlo, ma fin'ora hanno avuto altre "urgenze".
>
> https://bugzilla.mozilla.org/show_bug.cgi?id=10657...
>
> Pare però ci sia un addon di terze parti per Firefox, io non uso più Firefox da anni e non mi interessa indagare oltre.
>
> > Un sito che tengo lì aperto può leggere il contenuto di una chiavetta che inserisco?
>
> La chiavetta invia dati al browser/sito solo quando tu ci clicchi sopra o la prima volta che la inserisci (se la chiavetta non ha pulsanti).
>
> > Questa parte non l'ho compresa del tutto.
> > La chiavetta viene letta dal sito ma non scritta, quindi non implementa un meccanismo tipo cookie dentro di sé. Il sito può memorizzare un cookie associato alla chiavetta, che può esere letto da un altro sito, ma è un problema già noto e basta cancellare i cookie chiudendo il browser.
> >
> > In che senso il protocollo non fornisce informazioni utilizzabili da siti diversi?
> >
> > Se due siti si passano informazioni fra loro, possono notare che la chiavetta n. XYZ è stata su entrambi.
>
> Non conosco i dettagli del funzionamento del protocollo, ma da quanto ho capito la chiavetta genera una coppia di chiavi pubbliche/private per ogni sito.
>
> Quando un sito vuole sapere se hai la chiavetta dice al browser "fai firmare un attimo alla FIDO-Key U2F questa roba casuale qui 'XF38DDkPmsDDjwkks~....' e poi mandami la firma", il browser gira la stringa da firmare alla chiavetta, gli dice "è il sito tal dei tali, vuole che firmi questa roba qui", e la chiavetta, SE tu premi il pulsante o l'hai appena inserita (questo serve a verificare che tu sia davanti al PC) firma quella stringa e la ritorna al browser che la passa al sito. Il sito a questo punto verifica che la stringa sia stata firmata con la chiave privata corrispondente alla chiave pubblica che ha ottenuto in fase di registrazione della chiavetta.
>
> Siccome ogni sito ha una chiave pubblica diversa non è possibile per due siti A e B confrontarle e capire che si tratta della stessa chiavetta.
>
> Non farmi domande più specifiche perché la risposta è "non lo so".
Solo una: se perdi la chiavetta o se te la dimentichi a casa come puoi usare il browser?
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 21:14:26.0 alle 2016-01-17 21:14:26.0Scritto da:
> Solo una: se perdi la chiavetta o se te la dimentichi a casa come puoi usare il browser?
Intanto puoi avere più di una chiavetta associata allo stesso sito e al stesso account. Quindi puoi tenere magari una chiavetta con te, una a casa, una nella villa al mare che né io né tu abbiamo, ecc.
In alternativa puoi usare altre forme di autenticazione a due fattori, come Google Authenticator (che si può far funzionare su più siti che lo supportano) oppure la verifica via SMS.
In GMail (o altro prodotto Google) ad esempio, se non ho la chiavetta U2F dietro, posso usare Google Authenticator (una app per Android che genera codici OTP a tempo), oppure il codice via SMS, oppure posso stamparmi un elenco di password e lui mi dice "inserisci la password nella riga 4 colonna 2". Alla login Google mi presenta un elenco di possibili metodi fra cui posso scegliere. Di default è quello della chiavetta.
Se perdi la chiavetta non devi fare altro che entrare nel tuo account con uno dei metodi alternativi e cancellare la registrazione di quella chiavetta così che nessuno possa più usarla per entrare nel tuo account.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 21:47:28.0 alle 2016-01-17 21:47:28.0> > Come fa il sito a leggere da USB?
>
> Deve essere supportata dal browser. Che io sappia al momento Chrome è l'unico browser che supporta questa tecnologia mentre Firefox naturalmente è più impegnato a mettere pubblicità nel suo browser che alla sicurezza dei suoi utenti. È dal 2014 che è stato chiesto a Mozilla di farlo, ma fin'ora hanno avuto altre "urgenze".
>
> https://bugzilla.mozilla.org/show_bug.cgi?id=10657...
>
> Pare però ci sia un addon di terze parti per Firefox, io non uso più Firefox da anni e non mi interessa indagare oltre.
>
> > Un sito che tengo lì aperto può leggere il contenuto di una chiavetta che inserisco?
>
> La chiavetta invia dati al browser/sito solo quando tu ci clicchi sopra o la prima volta che la inserisci (se la chiavetta non ha pulsanti).
Volevo dire: la caratteristica del browser o del plugin che permette al browser di leggere dati dalla porta USB può essere usata per leggere da una mia chiavetta? Cioè, inserisco la chiavetta con un film porno o le mie radiografie, quasi la stessa cosa, e da una finestra del browser lasciata aperta il sito vede cosa c'è nella chiavetta.
Non vorrei fare come Fusaro che belinka cose che gli danno torto
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 22:01:06.0 alle 2016-01-17 22:01:06.0Scritto da:
> > > Come fa il sito a leggere da USB?
> >
> > Deve essere supportata dal browser. Che io sappia al momento Chrome è l'unico browser che supporta questa tecnologia mentre Firefox naturalmente è più impegnato a mettere pubblicità nel suo browser che alla sicurezza dei suoi utenti. È dal 2014 che è stato chiesto a Mozilla di farlo, ma fin'ora hanno avuto altre "urgenze".
> >
> > https://bugzilla.mozilla.org/show_bug.cgi?id=10657...
> >
> > Pare però ci sia un addon di terze parti per Firefox, io non uso più Firefox da anni e non mi interessa indagare oltre.
> >
> > > Un sito che tengo lì aperto può leggere il contenuto di una chiavetta che inserisco?
> >
> > La chiavetta invia dati al browser/sito solo quando tu ci clicchi sopra o la prima volta che la inserisci (se la chiavetta non ha pulsanti).
>
>
>
> Non vorrei fare come Fusaro che belinka cose che gli danno torto
Solo nella tua testolina-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-18 14:29:00.0 alle 2016-01-18 14:29:00.0Scritto da:
> Scritto da:
> > > > Come fa il sito a leggere da USB?
> > >
> > > Deve essere supportata dal browser. Che io sappia al momento Chrome è l'unico browser che supporta questa tecnologia mentre Firefox naturalmente è più impegnato a mettere pubblicità nel suo browser che alla sicurezza dei suoi utenti. È dal 2014 che è stato chiesto a Mozilla di farlo, ma fin'ora hanno avuto altre "urgenze".
> > >
> > > https://bugzilla.mozilla.org/show_bug.cgi?id=10657...
> > >
> > > Pare però ci sia un addon di terze parti per Firefox, io non uso più Firefox da anni e non mi interessa indagare oltre.
> > >
> > > > Un sito che tengo lì aperto può leggere il contenuto di una chiavetta che inserisco?
> > >
> > > La chiavetta invia dati al browser/sito solo quando tu ci clicchi sopra o la prima volta che la inserisci (se la chiavetta non ha pulsanti).
> >
> >
> >
> > Non vorrei fare come Fusaro che belinka cose che gli danno torto
>
> Solo nella tua testolina
Non sto dando contro Fusaro, però è un dato oggettivo che quando ha voluto citare una fonte sulla misteriosa riunione del 92 al largo di Civitavecchia, ha centrato in pieno un articolo che dava torto alla sua tesi minimizzando. Il che significa che quando non ce la fai più a tener dietro ai tuoi impegni èmeglio prendere un segretario.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 22:01:22.0 alle 2016-01-17 22:01:22.0Scritto da:
> > > Come fa il sito a leggere da USB?
> >
> > Deve essere supportata dal browser. Che io sappia al momento Chrome è l'unico browser che supporta questa tecnologia mentre Firefox naturalmente è più impegnato a mettere pubblicità nel suo browser che alla sicurezza dei suoi utenti. È dal 2014 che è stato chiesto a Mozilla di farlo, ma fin'ora hanno avuto altre "urgenze".
> >
> > https://bugzilla.mozilla.org/show_bug.cgi?id=10657...
> >
> > Pare però ci sia un addon di terze parti per Firefox, io non uso più Firefox da anni e non mi interessa indagare oltre.
> >
> > > Un sito che tengo lì aperto può leggere il contenuto di una chiavetta che inserisco?
> >
> > La chiavetta invia dati al browser/sito solo quando tu ci clicchi sopra o la prima volta che la inserisci (se la chiavetta non ha pulsanti).
>
> Volevo dire: la caratteristica del browser o del plugin che permette al browser di leggere dati dalla porta USB può essere usata per leggere da una mia chiavetta? Cioè, inserisco la chiavetta con un film porno o le mie radiografie, quasi la stessa cosa, e da una finestra del browser lasciata aperta il sito vede cosa c'è nella chiavetta.
>
> Non vorrei fare come Fusaro che belinka cose che gli danno torto
Non dovrebbe. Non è una chiavetta dati, comunica con il browser attraverso un protocollo particolare.-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 22:39:13.0 alle 2016-01-17 22:39:13.0Scritto da:
> Scritto da:
> > > > Come fa il sito a leggere da USB?
> > >
> > > Deve essere supportata dal browser. Che io sappia al momento Chrome è l'unico browser che supporta questa tecnologia mentre Firefox naturalmente è più impegnato a mettere pubblicità nel suo browser che alla sicurezza dei suoi utenti. È dal 2014 che è stato chiesto a Mozilla di farlo, ma fin'ora hanno avuto altre "urgenze".
> > >
> > > https://bugzilla.mozilla.org/show_bug.cgi?id=10657...
> > >
> > > Pare però ci sia un addon di terze parti per Firefox, io non uso più Firefox da anni e non mi interessa indagare oltre.
> > >
> > > > Un sito che tengo lì aperto può leggere il contenuto di una chiavetta che inserisco?
> > >
> > > La chiavetta invia dati al browser/sito solo quando tu ci clicchi sopra o la prima volta che la inserisci (se la chiavetta non ha pulsanti).
> >
> > Volevo dire: la caratteristica del browser o del plugin che permette al browser di leggere dati dalla porta USB può essere usata per leggere da una mia chiavetta? Cioè, inserisco la chiavetta con un film porno o le mie radiografie, quasi la stessa cosa, e da una finestra del browser lasciata aperta il sito vede cosa c'è nella chiavetta.
> >
> > Non vorrei fare come Fusaro che belinka cose che gli danno torto
>
> Non dovrebbe. Non è una chiavetta dati, comunica con il browser attraverso un protocollo particolare.
Sì ma io sapevo che il browser non ha accesso al file system.
Se qualcuno può scrivere del codice per cui un sito può leggere una certa chiavetta di un particolare tipo, non diventa possibile in generale scrivere altro codice in modo che un sito, tramite il browser, possa leggere una generica chiavetta?-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 23:35:30.0 alle 2016-01-17 23:35:30.0Scritto da:
> > Non dovrebbe. Non è una chiavetta dati, comunica con il browser attraverso un protocollo particolare.
>
> Sì ma io sapevo che il browser non ha accesso al file system.
Il browser è un programma come tutti gli altri... perciò ha accesso al filesystem. Semmai è la pagina WEB che non dovrebbe poter avere accesso arbitrario al filesystem.
> Se qualcuno può scrivere del codice per cui un sito può leggere una certa chiavetta di un particolare tipo, non diventa possibile in generale scrivere altro codice in modo che un sito, tramite il browser, possa leggere una generica chiavetta?
Come dicevo... questa non è una chiavetta dati, non puoi scriverci dentro nulla né puoi leggerci il contenuto. Risponde a comandi tipo "firma quesa roba" o "genera una nuova coppia di chiavi". La API che il browser mette a disposizione dei siti WEB infatti sono comandi di questo tipo. Per molti versi è più simile ad una smartcard per la firma elettronica che ad una chiavetta dati. Della chiavetta dati ha solo la forma esterna.-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 23:47:03.0 alle 2016-01-17 23:47:03.0Scritto da:
> Scritto da:
> > > Non dovrebbe. Non è una chiavetta dati, comunica con il browser attraverso un protocollo particolare.
> >
> > Sì ma io sapevo che il browser non ha accesso al file system.
>
> Il browser è un programma come tutti gli altri... perciò ha accesso al filesystem. Semmai è la pagina WEB che non dovrebbe poter avere accesso arbitrario al filesystem.
>
> > Se qualcuno può scrivere del codice per cui un sito può leggere una certa chiavetta di un particolare tipo, non diventa possibile in generale scrivere altro codice in modo che un sito, tramite il browser, possa leggere una generica chiavetta?
>
> Come dicevo... questa non è una chiavetta dati, non puoi scriverci dentro nulla né puoi leggerci il contenuto. Risponde a comandi tipo "firma quesa roba" o "genera una nuova coppia di chiavi". La API che il browser mette a disposizione dei siti WEB infatti sono comandi di questo tipo. Per molti versi è più simile ad una smartcard per la firma elettronica che ad una chiavetta dati. Della chiavetta dati ha solo la forma esterna.
Con la chiavetta ha in comune, oltre alla forma, il comnicare tramite la porta USB. Il browser fa da tramite con la pagina web. Non sono sicuro che ciò non possa essere sfruttato, ma immagino che quelli del consorzio FIDO ci abbiano pensato su parecchio per evitare questi problemi. Quindi direi che la chiavetta FIDO U2F può essere citata come esempio di metodo molto migliore della biometria.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 23:38:37.0 alle 2016-01-17 23:38:37.0Scritto da:
> Scritto da:
> > È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari o le chiavette compatibili con lo standard FIDO U2F già usate online per l'autenticazione a due passaggi da parte di alcuni grossi siti come Google
>
> Aggiungerei anche questo.
Va bè, fidiamo di di FIDO. Ho modificato in
È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con il dispositivo O-Key impiegato dagli istituti bancari o con le chiavette FIDO U2F usate da vari siti per l'autenticazione a due passaggi (5).
aggiungendo nelle note
(5)https://www.google.com/?gfe_rd=cr&ei=8xScVrvGHarF8...

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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-18 01:10:37.0 alle 2016-01-18 01:10:37.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari o le chiavette compatibili con lo standard FIDO U2F già usate online per l'autenticazione a due passaggi da parte di alcuni grossi siti come Google
> >
> > Aggiungerei anche questo.
>
> Va bè, fidiamo di di FIDO. Ho modificato in
>
> È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con il dispositivo O-Key impiegato dagli istituti bancari o con le chiavette FIDO U2F usate da vari siti per l'autenticazione a due passaggi (5).
>
> aggiungendo nelle note
>
> (5)https://www.google.com/?gfe_rd=cr&ei=8xScVrvGHarF8...

>
Comunque, per cosa prevedono di usare le foto delle impronte digitali? Cioè, non mi viene in mente alcuna utilità pratica lato utente dell'avere le proprie impronte sulla carta d'identità. L'unica cosa che mi viene in mente è che vogliano verificare che le tue impronte corrispondano a quelle memorizzate sulla CI in caso di controlli. Non credo quindi che le impronte servano come mezzo di autenticazione di qualche tipo nel caso della CI.-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-18 13:39:16.0 alle 2016-01-18 13:39:16.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari o le chiavette compatibili con lo standard FIDO U2F già usate online per l'autenticazione a due passaggi da parte di alcuni grossi siti come Google
> > >
> > > Aggiungerei anche questo.
> >
> > Va bè, fidiamo di di FIDO. Ho modificato in
> >
> > È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con il dispositivo O-Key impiegato dagli istituti bancari o con le chiavette FIDO U2F usate da vari siti per l'autenticazione a due passaggi (5).
> >
> > aggiungendo nelle note
> >
> > (5)https://www.google.com/?gfe_rd=cr&ei=8xScVrvGHarF8...

> >
>
> Comunque, per cosa prevedono di usare le foto delle impronte digitali? Cioè, non mi viene in mente alcuna utilità pratica lato utente dell'avere le proprie impronte sulla carta d'identità. L'unica cosa che mi viene in mente è che vogliano verificare che le tue impronte corrispondano a quelle memorizzate sulla CI in caso di controlli. Non credo quindi che le impronte servano come mezzo di autenticazione di qualche tipo nel caso della CI.
Non lo so, anche perché il Chaos Computer Club caotizzerà l'uso delle impronte a tal punto da renderle inutilizzabili. Però anche negli Stati Uniti, dove l'acquisizione delle impronte o la stessa introduzione della carta di identità scatenerebbero un putiferio di gente armata, fanno di tutto per prendere più impronte possibile. Organizzano persino "fingerprinting events" nelle scuole in cui le prendono ai bambini come se fosse un gioco.
Una spiegazione può essere che vogliono mostrare alla popolazione che fanno qualcosa per la sicurezza, ma non regge a tutta questa insistenza nel prendere le impronte.
Una spiegazione migliore è che si comincia con l'introdurre una supposta piccola per abituare il paziente ad attrezzi sempre più grossi.-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-18 14:02:16.0 alle 2016-01-18 14:02:16.0Scritto da:
> Non lo so, anche perché il Chaos Computer Club caotizzerà l'uso delle impronte a tal punto da renderle inutilizzabili.
Aspetta e spera.
> Però anche negli Stati Uniti, dove l'acquisizione delle impronte o la stessa introduzione della carta di identità scatenerebbero un putiferio di gente armata, fanno di tutto per prendere più impronte possibile. Organizzano persino "fingerprinting events" nelle scuole in cui le prendono ai bambini come se fosse un gioco.
Simpatici.
> Una spiegazione può essere che vogliono mostrare alla popolazione che fanno qualcosa per la sicurezza, ma non regge a tutta questa insistenza nel prendere le impronte.
O mostrare alla popolazione che non glie ne sbatte un cazzo dei loro diritti.
> Una spiegazione migliore è che si comincia con l'introdurre una supposta piccola per abituare il paziente ad attrezzi sempre più grossi.
Questo è già più probabile. Resta il fatto che la scusa "mettere le impronte sulla CI ci rende più sicuri" è una fesseria.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 17:26:17.0 alle 2016-01-17 17:26:17.0Un'altra cosa, io sottolineerei anche come queste informazioni, una volta in possesso del governo, possono essere usate per perseguitare chiunque. Che governo sarà al potere fra 20 anni non ci è dato saperlo, potrebbe essere Hitler2, e le nostre impronte durano tutta la vita, non scadono con la carta d'identità e non vengono "perse" durante un cambio di governo.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 17:30:51.0 alle 2016-01-17 17:30:51.0Scritto da:
> Un'altra cosa, io sottolineerei anche come queste informazioni, una volta in possesso del governo, possono essere usate per perseguitare chiunque. Che governo sarà al potere fra 20 anni non ci è dato saperlo, potrebbe essere Hitler2, e le nostre impronte durano tutta la vita, non scadono con la carta d'identità e non vengono "perse" durante un cambio di governo.
Inoltre, potresti chiederti come fanno le impronte ad essere "sicure" quando le lasci ovunque tu tocchi qualcosa. Un eventuale malintenzionato potrebbe prelevartele dalla tazza di coca-cola che hai bevuto al bar ad esempio.-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 17:36:04.0 alle 2016-01-17 17:36:04.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Un'altra cosa, io sottolineerei anche come queste informazioni, una volta in possesso del governo, possono essere usate per perseguitare chiunque. Che governo sarà al potere fra 20 anni non ci è dato saperlo, potrebbe essere Hitler2, e le nostre impronte durano tutta la vita, non scadono con la carta d'identità e non vengono "perse" durante un cambio di governo.
>
> Inoltre, potresti chiederti come fanno le impronte ad essere "sicure" quando le lasci ovunque tu tocchi qualcosa. Un eventuale malintenzionato potrebbe prelevartele dalla tazza di coca-cola che hai bevuto al bar ad esempio.
Servono appunto per identificarti, come la fotografia. Perché mettere la seconda allora?-
Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:36:01.0 alle 2016-01-17 18:36:01.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Un'altra cosa, io sottolineerei anche come queste informazioni, una volta in possesso del governo, possono essere usate per perseguitare chiunque. Che governo sarà al potere fra 20 anni non ci è dato saperlo, potrebbe essere Hitler2, e le nostre impronte durano tutta la vita, non scadono con la carta d'identità e non vengono "perse" durante un cambio di governo.
> >
> > Inoltre, potresti chiederti come fanno le impronte ad essere "sicure" quando le lasci ovunque tu tocchi qualcosa. Un eventuale malintenzionato potrebbe prelevartele dalla tazza di coca-cola che hai bevuto al bar ad esempio.
>
> Servono appunto per identificarti, come la fotografia. Perché mettere la seconda allora?
Difatti con la diffusione di lettori automatici è potenzialmente pericolosa anche quella.
Situazone innocua:
Un addetto guarda la carta di identità e controlla che la tua faccia corrisponda alla foto. Controllo avvenuto, finita lì.
Situazione sempre innocua, ma che predispone alla successiva situazione pericolosa:
Ad effettuare il controllo è un software. Così come l'addetto, anche il software si può sbagliare. Di per sé che il controllo sia fatto da un software non è motivo di pericolo, ma in questo modo l'immagine viene digitalizzata. Come è digitalizzata insorgono tutti i problemi legati alla riproducibilità e a perdite di dati. Inoltre lo stato si fa un archivio di foto digitalizzate.
Situazione pericolosa:
Archivi esistenti di foto digitalizzate vengono usati, tramite riconoscitori di volti installati ovunque, per tracciare gli spostamenti di un gran numero di persone. Di qui al totalitarismo c'è solo più un sottile diaframma.
L'ultima situazione è quella da evitare, la diffusione di riconoscitori automatici collegati in rete, basati sul viso, sulla retina stile Minority Report, su qualsiasi altra caratteristica.
A questo ci si penserà quando qualcuno inizierà a parlarne. Per ora bisogna concentrarsi su un problema alla volta perché rifarsi a situazioni futuribili diminuisce la credibilità. Inoltre non bisogna mettere troppa carne al fuoco o la petizione diviene inservibile.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:54:48.0 alle 2016-01-17 18:54:48.0> Inoltre, potresti chiederti come fanno le impronte ad essere "sicure" quando le lasci ovunque tu tocchi qualcosa. Un eventuale malintenzionato potrebbe prelevartele dalla tazza di coca-cola che hai bevuto al bar ad esempio.
Aggiunto
"Lasciamo in giro impronte di continuo, ovunque tocchiamo qualcosa. La tazzina al bar, la lattina di una bibita, la maniglia per salire sul tram, il pulsante per l'attraversamento pedonale. Un dato che può trovarsi ovunque non è sicuro per l'identificazione, meno che mai ufficiale."
dopo "asportato il dito (3)".
Però è interessante Schneier. Ad esempio si legge che con la diffusione di sistemi che impediscono di avviare l'auto senza l'intervento del proprietario, è aumentato in Russia il numero di "car hijack" ovvero sequestri dell'auto insieme al proprietario, che diviene l'anello più debole del sistema antifurto.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:23:34.0 alle 2016-01-17 18:23:34.0Scritto da:
> Un'altra cosa, io sottolineerei anche come queste informazioni, una volta in possesso del governo, possono essere usate per perseguitare chiunque. Che governo sarà al potere fra 20 anni non ci è dato saperlo, potrebbe essere Hitler2, e le nostre impronte durano tutta la vita, non scadono con la carta d'identità e non vengono "perse" durante un cambio di governo.
Ho accennato verso la fine che non sappamo che governo ci sarà in futuro, ma non voglio parlare esplicitamente di "perseguitare" per non apparire complottista. Ognuno ci deve arrivare da sé.
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Re: Bozza petizioneScritto daAlienazioneAlcune galline sono felici.il 2016-01-17 17:37:22.0 alle 2016-01-17 17:37:22.0Trollate totali: 3508In Red, un film con Bruce Wills, Bruce ha tagliato le dita ai suoi agressori per identificarli e uno specialista ha messo delle impronta digitali che aveva su dei plastici li ha trasferiti nella doccia di uno che poi ha suicidato.
Gatto da oggi in poi vai in giro con i guanti. Bruciati le dita.
tanto useranno quelle dei piedi.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:36:49.0 alle 2016-01-17 18:36:49.0Scritto da: Alienazione
> In Red, un film con Bruce Wills, Bruce ha tagliato le dita ai suoi agressori per identificarli e uno specialista ha messo delle impronta digitali che aveva su dei plastici li ha trasferiti nella doccia di uno che poi ha suicidato.
> Gatto da oggi in poi vai in giro con i guanti. Bruciati le dita.
>
tanto useranno quelle dei piedi. 
La petizione serve appunto a cercare di evitare di doversi bruciare mani e piedi.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:19:28.0 alle 2016-01-17 18:19:28.0Scritto da:
> Segnalate eventuali imprecisioni, incongruenze, miglioramenti!
>
> -------------------------------------------------
>
> NO alle impronte digitali nella carta d'identità
>
> Il decreto del 25 dicembre 2015
>
> Modalità tecniche di emissione della Carta d'identità elettronica
>
> pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.302 del 30-12-2015, http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
>
> nel definire le modalità di emissione della carta d'identità elettronica prevede, al comma 2 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE e al comma 1 punto b) dell'articolo 5 - Acquisizione dei dati del richiedente la CIE, e per il punto m) dell'articolo 1 - Definizioni, la presenza delle impronte digitali del titolare, ai sensi dell'art. 3 del regio decreto 18 giugno 1931, n.773 - Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS):
>
> "Le carte di identità rilasciate a partire dal 1° gennaio 2010 devono essere munite della fotografia e delle impronte digitali della persona a cui si riferiscono."
>
>
> Noi firmatari della presente petizione, rivolta al parlamento e per conoscenza al presidente della repubblica, ci dichiariamo contrari alle impronte digitali nei documenti identificativi per ragioni sia tecniche che etiche, esposte di seguito.
>
> Invitiamo il parlamento
>
> a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
> a rimuovere di conseguenza, nel convertire il decreto in legge, ogni riferimento alla memorizzazione di impronte digitali ed elementi biometrici nella carta di identità e all'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali e altri elementi biometrici, all'infuori dell'immagine del volto, di cittadini incensurati;
> a lasciare al singolo cittadino la scelta di servirsi della carta d'identità elettronica o del tradizionale documento cartaceo.
>
> Qualora quanto da noi auspicato non avvenisse nel corso della presente legislatura, invitiamo ogni parlamento successivamente eletto a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
> ad abrogare ogni articolo di legge e rendere illegale ogni disposizione, da parte di soggetti sia pubblici che privati, che preveda
> - la presenza obbligatoria delle impronte digitali o di elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto in documenti o strumenti identificativi,
> - l'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali o elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto di cittadini incensurati,
> - l'obbligo di dotarsi di documenti di identità elettronici o di strumenti o dispositivi di identificazione, rilevamento, tracciamento, monitoraggio, segnalazione della posizione, dei movimenti, delle transazioni o di altre informazioni private (quali ad esempio i segnalatori di posizione che si vorrebbero installati sui veicoli);
> a disporre la cancellazione dagli archivi degli elementi biometrici già eventualmente acquisiti dei cittadini incensurati che ne facciano richiesta.
>
>
> Dal punto di vista tecnico, essendo la carta d'identità elettronica intesa come strumento per semplificare l'accesso ai sistemi informatici della pubblica amministrazione, osserviamo che l'impiego di dati biometrici non è generalmente ritenuto infallibile dagli adetti ai lavori. Nelle parole del noto esperto di sicurezza informatica Bruce Schneier, "Biometrics are unique identifiers, but they are not secrets." (1).
>
> In generale, i dati memorizzati in forma digitale su supporto informatico possono essere duplicati, ceduti e diffusi, anche in modo fraudolento, con particolare facilità. Finché a detenerli è la sola autorità competente, si suppone che siano adottati provvedimenti idonei a impedirne la diffusione non autorizzata, che tuttavia resta sempre possibile, per effetto di attacchi informatici, incidenti o episodi di corruzione.
> La replicazione degli stessi su documenti che il titolare porta con sé aumenta le possibilità di copia e diffusione illegali: in caso di furto o smarrimento di un documento contenente dati identificativi digitalizzati, chiunque abbia i mezzi per leggerli può copiarli, diffonderli, venderli, farne l'uso che vuole. Un singolo espisodio di fuga di dati può comportarne lo sparpagliamento incontrollato e irrimediabile.
>
> Una password si può cambiare, le proprie caratteristiche fisiche no. I dati biometrici non si possono cambiare e in caso di compromissione divengono inutilizzabili per l'accesso a sistemi automatizzati, dal momento che chiunque ne sia in possesso può servirsene. Sempre nelle parole di Schneier, "Once someone steals your biometric, it remains stolen for life; there's no getting back to a secure situation." (1). È persino possibile che attacchi informatici avvengano proprio allo scopo di rendere inutilizzabile una gran quantità di dati, ed esistono numerosi gruppi o entità in grado di effettuare attacchi del genere. Un membro del collettivo di hacker Chaos Computer Club sostiene di aver riprodotto un'impronta digitale del ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen usando una semplice foto (2).
>
> Questo vale in linea di principio per ogni tipo di dato digitalizzato a scopo identificativo, ma alcuni si prestano più di altri a usi fraudolenti. Che altri entrino in possesso di una nostra fotografia ha effetti limitati, ma già non nulli, per cui sarebbe più sicuro che l'immagine del volto resti nell'apposito archivio e non sia memorizzata nel documento, che può essere smarrito o sottratto. A fini di identificazione la pratica tradizionale del confronto, da parte di un impiegato o di un software, della fotografia posta sul documento con il viso del portatore è più che sufficiente. La lettura automatica dell'impronta digitale è ancor meno sicura perché permette a chiunque disponga di una copia e di un modo per farla accettare dal lettore di identificarsi come un'altra persona, e ciò è già accaduto. In Malesia, al proprietario di una Mercedes protetta da un sistema di riconoscimento delle impronte i ladri hanno semplicemente asportato il dito (3).
>
> Diviene perciò poco credibile che l'acquisizione in massa di dati biometrici avvenga davvero al fine di rendere sicuro l'accesso ai sistemi informatici pubblici. È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari. In ogni caso, la comunicazioni con la pubblica amministrazione dovebbero comunque poter avvenire di persona per chi non possa o non intenda avvalersi di sistemi informatici.
>
>
> Dal punto di vista etico e politico - ed è questo che realmente ci preme - siamo contrari all'acquisizione delle impronte digitali di cittadini incensurati, e ad ogni forma di schedatura e sorveglianza di massa in odore di stato di polizia. Siamo in generale contrari ad ogni concezione dell'uomo come bestiame da recingere, marchiare e tosare, e avvertiamo l'identificazione biometrica obbligatoria come indegna e degradante (4). Le impronte si prendono ai criminali e la sorveglianza va esercitata specificamente sui singoli sospetti, dietro mandato del magistrato, non liberamente e indiscriminatamente su tutti.
>
> Benché al comma 3 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE si escluda l'impiego dei dati memorizzati nella carta d'identià elettronica per confronti in modalita' "uno a molti" (ma non si dice che lo stesso debba valere per i corrispondenti dati nell'archivio centrale, n.b.) la disponibilità di tali dati in un sistema informatico implica il poterli usare per ogni forma di controllo indiscriminato, per tracciare transazioni e spostamenti, monitorare costantemente le attività di ciascun cittadino. Non sapendo quale governo ci sarà in fururo e quali saranno le sue intenzioni, non è nell'interesse del popolo sovrano fornire al governo dati che portanno essere usati contro chiunque. Le tendenze alla sorveglianza totale vanno fermate finché si è in tempo, per non incoraggiare o favorire il ritorno a forme di governo autoritarie e totalitarie.
>
>
> La sopra citata disposizione dell'articolo 3 del TULPS è nata sulla scia tuttora fresca della serie di provvedimenti autoritari in reazione agli attentati dell'11 settembre del 2001 e dei fatti susseguenti. I governi di tutto l'occidente, per proteggere la popolazione dal terrorismo, non hanno trovato di meglio che aumentare la stretta sulla popolazione. Le misure prese variano da paese a paese a seconda di ciò a cui il pubblico è assuefatto e che ritiene più o meno tollerabile. Il quadro generale, comunque, mostra una crescente erosione di diritti e libertà civili resa possibile da un'opinione pubblica impaurita, sonnolenta, distratta dalla crisi economica e da mille altri pensieri e inquietudini.
>
>
> Si osserva infine l'ormai consueto abuso del decreto-legge, a cui si dovrebbe ricorrere in casi straordinari di necessità e urgenza, come ordinario strumento legislativo, contro l'intento manifesto nella costituzione. Decreti su decreti, nei quali si infilano disposizioni discutibili a ridosso delle festività, quando si è distratti e poco disposti ad esaminarle e discuterne, per mezzo dei quali il governo si sostituisce di fatto al potere legislativo di competennza del parlamento.
>
>
> Concludendo, ho semplicemente lanciato una petizione. Non voglio mettermi a fare l'attivista, diventare un personaggio, imbarcarmi in fatiche che mi distolgano da altri obiettivi. Ho fatto una parte del lavoro, ora tocca a voi. Spargete la voce, convincete altre persone a unirsi alla petizione. Cerchiamo di coinvolgere anche personalità di spicco, intellettuali, professori universitari.
> Su [URL] trovate dei loghi da cui cui ricavare materiali. Trovate un tipografo, spendete qualche soldo, stampate adesivi e diffondeteli. Fate la vostra parte.
>
>
> Note
>
> (1) Bruce Schneier, Biometrics: Uses and Abuses. https://www.schneier.com/essays/archives/1999/08/b...
>
> (2) Politician's fingerprint 'cloned from photos' by hacker. By Zoe Kleinman. http://www.bbc.com/news/technology-30623611
>
> (3) Bruce Schneier, Security Risks of Biometrics
>
> "Police in Malaysia are hunting for members of a violent gang who chopped off a car owner's finger to get round the vehicle's hi-tech security system.
>
> The car, a Mercedes S-class, was protected by a fingerprint recognition system."
>
> Quoted fromhttp://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/4396831.st...

> in https://www.schneier.com/blog/archives/2005/04/sec...
>
> (4) "... a permanent installment of martial law and emergency powers. In January 2004, he refused to give a lecture in the United States because under the US-VISIT he would have been required to give up his biometric information, which he believed stripped him to a state of "bare life" (zoe) and was akin to the tattooing that the Nazis did during World War II."
>
>https://en.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

>
> "nel 2003 ha abbandonato - per protesta contro i nuovi dispositivi di controllo imposti dal governo americano ai cittadini stranieri che si recano in U.S.A, cioè lasciare le proprie impronte digitali e essere schedati - l'incarico di "distinguished professor" presso la New York University."
>
>https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

Corretto "fururo" in "futuro".
Un punto che vorrei chiarire è se il decreto in questione sia un decreto-legge o un decreto legislativo, dato che verso la fine critico l'uso del decreto-legge. Nel sito ufficiale non è specificato.-
dadaScritto daNon Autenticatoil 2016-01-18 16:16:01.0 alle 2016-01-18 16:16:01.0> Un punto che vorrei chiarire è se il decreto in questione sia un decreto-legge o un decreto legislativo, dato che verso la fine critico l'uso del decreto-legge. Nel sito ufficiale non è specificato.
Invece di filosofare sulla musica, aiutami a capire questo tu che sei bravo a scartabellare (sliss sliss).
Qui http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
non dice se si tratta di decreto-legge o di decreto legislativo. Ho assunto che si tratti di decreto-legge ma poi m'è venuto il dubbio.
In questo resoconto della riunione del consiglio dei ministri del 23 dicembre 2015 manco ne parla:
http://www.governo.it/articolo/consiglio-dei-minis...
e neppure nell'ordine del giorno:
http://www.governo.it/articolo/convocazione-consig...
Non capisco
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Re: dadaScritto daNon Autenticatoil 2016-01-18 16:32:04.0 alle 2016-01-18 16:32:04.0Scritto da:
> > Un punto che vorrei chiarire è se il decreto in questione sia un decreto-legge o un decreto legislativo, dato che verso la fine critico l'uso del decreto-legge. Nel sito ufficiale non è specificato.
>
> Invece di filosofare sulla musica, aiutami a capire questo tu che sei bravo a scartabellare (sliss sliss).
>
> Qui http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
>
> non dice se si tratta di decreto-legge o di decreto legislativo. Ho assunto che si tratti di decreto-legge ma poi m'è venuto il dubbio.
>
> In questo resoconto della riunione del consiglio dei ministri del 23 dicembre 2015 manco ne parla:
>
> http://www.governo.it/articolo/consiglio-dei-minis...
>
> e neppure nell'ordine del giorno:
>
> http://www.governo.it/articolo/convocazione-consig...
>
> Non capisco
Per esempio il sito del ministero dello sviluppo economico ha una sezione "Normativa"
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/n...
suddivisa in decreti di vari tipi eccetera, ma sul sito del ministero dell'interno non trovo nulla di simile,
http://www.interno.gov.it/it/index.php/it/normativ...
non esiste.-
Re: dadaScritto da:
> Scritto da:
> > > Un punto che vorrei chiarire è se il decreto in questione sia un decreto-legge o un decreto legislativo, dato che verso la fine critico l'uso del decreto-legge. Nel sito ufficiale non è specificato.
> >
> > Invece di filosofare sulla musica, aiutami a capire questo tu che sei bravo a scartabellare (sliss sliss).
> >
> > Qui http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
> >
> > non dice se si tratta di decreto-legge o di decreto legislativo. Ho assunto che si tratti di decreto-legge ma poi m'è venuto il dubbio.
> >
> > In questo resoconto della riunione del consiglio dei ministri del 23 dicembre 2015 manco ne parla:
> >
> > http://www.governo.it/articolo/consiglio-dei-minis...
> >
> > e neppure nell'ordine del giorno:
> >
> > http://www.governo.it/articolo/convocazione-consig...
> >
> > Non capisco
>
> Per esempio il sito del ministero dello sviluppo economico ha una sezione "Normativa"
>
> http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/n...
>
> suddivisa in decreti di vari tipi eccetera, ma sul sito del ministero dell'interno non trovo nulla di simile,
>
> http://www.interno.gov.it/it/index.php/it/normativ...
>
> non esiste.
scusa non ho letto la tua petizione ne il thread al riguardo, a trollare con la wakka ci si mette poco, a fare questo ci si mette di piu' ed e' piu' impegnativo.
Quello che hai linkato sopra e' un decreto che fa riferimento, tra le altre cose, a questi due:
Visto il decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito con modificazioni in legge 31 marzo 2005, n. 43;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, recante "Codice dell'amministrazione digitale"
da come la leggo io il decreto che hai linkato serve ad illustrare le modalita' tecniche di emissione della CIE, penso che si chiamino decreti ministeriali, in questo caso emesso di concerto dal ministero dell'interno, delle finanze e della PA, Le legge vera e propria che introduce la CIE e' con tutta probabilita' una di quelle due.
Quindi penso che tu nella tua petizione dovresti cmq fare riferimento a queste due leggi ma soprattutto leggere anche quelle per avere chiaro il quadro giuridico cui stai facendo riferimento. (tecnicamente dovresti leggerti tutte le leggi e normative listate all'inizio del documento per avere un quadro completo della situazione)Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: dadaScritto daNon Autenticatoil 2016-01-18 19:39:54.0 alle 2016-01-18 19:39:54.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > > Un punto che vorrei chiarire è se il decreto in questione sia un decreto-legge o un decreto legislativo, dato che verso la fine critico l'uso del decreto-legge. Nel sito ufficiale non è specificato.
> > >
> > > Invece di filosofare sulla musica, aiutami a capire questo tu che sei bravo a scartabellare (sliss sliss).
> > >
> > > Qui http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
> > >
> > > non dice se si tratta di decreto-legge o di decreto legislativo. Ho assunto che si tratti di decreto-legge ma poi m'è venuto il dubbio.
> > >
> > > In questo resoconto della riunione del consiglio dei ministri del 23 dicembre 2015 manco ne parla:
> > >
> > > http://www.governo.it/articolo/consiglio-dei-minis...
> > >
> > > e neppure nell'ordine del giorno:
> > >
> > > http://www.governo.it/articolo/convocazione-consig...
> > >
> > > Non capisco
> >
> > Per esempio il sito del ministero dello sviluppo economico ha una sezione "Normativa"
> >
> > http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/n...
> >
> > suddivisa in decreti di vari tipi eccetera, ma sul sito del ministero dell'interno non trovo nulla di simile,
> >
> > http://www.interno.gov.it/it/index.php/it/normativ...
> >
> > non esiste.
>
> scusa non ho letto la tua petizione ne il thread al riguardo, a trollare con la wakka ci si mette poco, a fare questo ci si mette di piu' ed e' piu' impegnativo.
>
> Quello che hai linkato sopra e' un decreto che fa riferimento, tra le altre cose, a questi due:
>
> Visto il decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito con modificazioni in legge 31 marzo 2005, n. 43;
> Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, recante "Codice dell'amministrazione digitale"
>
>
> da come la leggo io il decreto che hai linkato serve ad illustrare le modalita' tecniche di emissione della CIE, penso che si chiamino decreti ministeriali, in questo caso emesso di concerto dal ministero dell'interno, delle finanze e della PA, Le legge vera e propria che introduce la CIE e' con tutta probabilita' una di quelle due.
>
> Quindi penso che tu nella tua petizione dovresti cmq fare riferimento a queste due leggi ma soprattutto leggere anche quelle per avere chiaro il quadro giuridico cui stai facendo riferimento. (tecnicamente dovresti leggerti tutte le leggi e normative listate all'inizio del documento per avere un quadro completo della situazione)
È proprio questo il problema. Se è un decreto-legge, come inizialmente assumevo, tocca al parlamento convertirlo in legge ed ha senso un appello al parlamento perché nella conversione stralci determinate parti. Però poi m'è venuto il dubbio.
Intanto il decreto fa riferimento a un articolo del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, la cui forma attuale dev'essere stata stabilita da una legge di qualche anno fa, probabilmente una di quelle che hai citato. Potrebbe trattarsi allora di un decreto ministeriale o interministeriale, un mero atto esecutivo. In tal caso occorre togliere dalla petizione la parte relativa alla conversione del decreto in legge, lasciando il solo appello al parlamento perché elimini le impronte digiali dalla legislazione (tenendosi con ciò generici perché come diceva la prof. di chimica, più spiegazioni aggiungi meno diventi chiaro).
Ma come faccio a saperlo? Il sito del ministero dello sviluppo economico riporta tutta una serie di norme divise per tipo, ma quello del ministero dell'interno no. La gazzetta ufficiale non specifica di che tipo di decreto si tratta.
Se devo presentare una petizione devo almeno evitare gli errori più marchiani.-
Re: dadaScritto daNon Autenticatoil 2016-01-18 21:04:44.0 alle 2016-01-18 21:04:44.0Scritto da:
> Scritto da: dada216
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > > Un punto che vorrei chiarire è se il decreto in questione sia un decreto-legge o un decreto legislativo, dato che verso la fine critico l'uso del decreto-legge. Nel sito ufficiale non è specificato.
> > > >
> > > > Invece di filosofare sulla musica, aiutami a capire questo tu che sei bravo a scartabellare (sliss sliss).
> > > >
> > > > Qui http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
> > > >
> > > > non dice se si tratta di decreto-legge o di decreto legislativo. Ho assunto che si tratti di decreto-legge ma poi m'è venuto il dubbio.
> > > >
> > > > In questo resoconto della riunione del consiglio dei ministri del 23 dicembre 2015 manco ne parla:
> > > >
> > > > http://www.governo.it/articolo/consiglio-dei-minis...
> > > >
> > > > e neppure nell'ordine del giorno:
> > > >
> > > > http://www.governo.it/articolo/convocazione-consig...
> > > >
> > > > Non capisco
> > >
> > > Per esempio il sito del ministero dello sviluppo economico ha una sezione "Normativa"
> > >
> > > http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/n...
> > >
> > > suddivisa in decreti di vari tipi eccetera, ma sul sito del ministero dell'interno non trovo nulla di simile,
> > >
> > > http://www.interno.gov.it/it/index.php/it/normativ...
> > >
> > > non esiste.
> >
> > scusa non ho letto la tua petizione ne il thread al riguardo, a trollare con la wakka ci si mette poco, a fare questo ci si mette di piu' ed e' piu' impegnativo.
> >
> > Quello che hai linkato sopra e' un decreto che fa riferimento, tra le altre cose, a questi due:
> >
> > Visto il decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito con modificazioni in legge 31 marzo 2005, n. 43;
> > Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, recante "Codice dell'amministrazione digitale"
> >
> >
> > da come la leggo io il decreto che hai linkato serve ad illustrare le modalita' tecniche di emissione della CIE, penso che si chiamino decreti ministeriali, in questo caso emesso di concerto dal ministero dell'interno, delle finanze e della PA, Le legge vera e propria che introduce la CIE e' con tutta probabilita' una di quelle due.
> >
> > Quindi penso che tu nella tua petizione dovresti cmq fare riferimento a queste due leggi ma soprattutto leggere anche quelle per avere chiaro il quadro giuridico cui stai facendo riferimento. (tecnicamente dovresti leggerti tutte le leggi e normative listate all'inizio del documento per avere un quadro completo della situazione)
>
> È proprio questo il problema. Se è un decreto-legge, come inizialmente assumevo, tocca al parlamento convertirlo in legge ed ha senso un appello al parlamento perché nella conversione stralci determinate parti. Però poi m'è venuto il dubbio.
> Intanto il decreto fa riferimento a un articolo del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, la cui forma attuale dev'essere stata stabilita da una legge di qualche anno fa, probabilmente una di quelle che hai citato. Potrebbe trattarsi allora di un decreto ministeriale o interministeriale, un mero atto esecutivo. In tal caso occorre togliere dalla petizione la parte relativa alla conversione del decreto in legge, lasciando il solo appello al parlamento perché elimini le impronte digiali dalla legislazione (tenendosi con ciò generici perché come diceva la prof. di chimica, più spiegazioni aggiungi meno diventi chiaro).
>
> Ma come faccio a saperlo? Il sito del ministero dello sviluppo economico riporta tutta una serie di norme divise per tipo, ma quello del ministero dell'interno no. La gazzetta ufficiale non specifica di che tipo di decreto si tratta.
>
> Se devo presentare una petizione devo almeno evitare gli errori più marchiani.
Ho capito che mi devo leggere tutto il malloppone di leggi "viste" nel decreto, o almeno darci una scorsa. Il problema è che queste leggi a loro volta citano altre leggi. Ci penserò domani.-
Re: dadaScritto da:
>
> Ho capito che mi devo leggere tutto il malloppone di leggi "viste" nel decreto, o almeno darci una scorsa. Il problema è che queste leggi a loro volta citano altre leggi. Ci penserò domani.
Quello che hai linkato tu all'inizio del 3D decisamente non e' ne' un decreto legge ne' un decreto legislativo, ne sono certo perche' in quelli c'e' scritto all'inizio "decreto legge" o "decreto legislativo", non sono sicuro di come si chiami quello che hai linkato tu, penso sia un decreto ministeriale, ma sono certo che non e' ne' un decreto legge ne' un decreto legislativo.
Ad ogni modo ho dato una scorsa veloce alle due leggi che ho linkato sopra, seguendo in ordine cronologico inverso le principali normative citate che parlano di carta di identita' mi pare si riesca a tracciare questo:
1) Decreto legislativo del 2005
quello che hai linkato tu secondo me e' uno di quei decreti che vengono richiesti dal comma 6, alle condizioni indicate qui.
Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82
4. Con il decreto di cui al comma 6 sono disciplinate le modalità di integrazione nell'ANPR dei dati dei cittadini attualmente registrati in anagrafi istituite presso altre amministrazioni nonché dei dati relativi al numero e alla data di emissione e di scadenza della carta di identità della popolazione residente.
6. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'interno, del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e del Ministro delegato all'innovazione tecnologica, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con l'Agenzia per l'Italia digitale e con la Conferenza Stato - città, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, per gli aspetti d'interesse dei comuni, sentita l'ISTAT e acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono stabiliti i tempi e le modalità di attuazione delle disposizioni del presente articolo, anche con riferimento:
a) alle garanzie e alle misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali, alle modalità e ai tempi di conservazione dei dati e all'accesso ai dati da parte delle pubbliche amministrazioni per le proprie finalità istituzionali secondo le modalità di cui all'articolo 58;
b) ai criteri per l'interoperabilità dell'ANPR con le altre banche dati di rilevanza nazionale e regionale, secondo le regole tecniche del sistema pubblico di connettività di cui al capo VIII del presente decreto in modo che le informazioni di anagrafe, una volta rese dai cittadini, si intendano acquisite dalle pubbliche amministrazioni senza necessità di ulteriori adempimenti o duplicazioni da parte degli stessi;
c) all'erogazione di altri servizi resi disponibili dall'ANPR, tra i quali il servizio di invio telematico delle attestazioni e delle dichiarazioni di nascita e dei certificati di cui all'articolo 74 del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, compatibile con il sistema di trasmissione di cui al decreto del Ministro della salute in data 26 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010.
2) Decreto legislativo convertito in legge del 2005
Qui viene detto che e' obbligatoria una carta di identita' elettronica, e vengono obbligati i comuni a cominciare a dotarsi di tutto il necessario.
legge 31 marzo 2005, n. 43
Art. 7-vicies ter.
Rilascio documentazione in formato elettronico
1. A decorrere dal 1° gennaio 2006:
a) il visto su supporto cartaceo e' sostituito, all'atto della richiesta, dal visto elettronico, di cui al regolamento (CE) n. 334/2002 del Consiglio, del 18 febbraio 2002;
b) il permesso di soggiorno su supporto cartaceo e' sostituito, all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo dello stesso, dal permesso di soggiorno elettronico, di cui al regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del 13 giugno 2002;
c) il passaporto su supporto cartaceo e' sostituito dal passaporto elettronico di cui al regolamento (CE) n. 2252/2004 del Consiglio, del 13 dicembre 2004.
2. Dalla stessa data di cui al comma 1, la carta d'identita' su supporto cartaceo e' sostituita, all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento, dalla carta d'identita' elettronica, classificata carta valori, prevista dall'articolo 36 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. A tal fine i comuni che non vi abbiano ancora ottemperato provvedono entro il 31 ottobre 2005 alla predisposizione dei necessari collegamenti all'Indice nazionale delle anagrafi (INA) presso il Centro nazionale per i servizi demografici (CNSD) ed alla redazione del piano di sicurezza per la gestione delle postazioni di emissione secondo le regole tecniche fornite dal Ministero dell'interno.
3) Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445
Questo secondo me e' uno dei testi normativi piu' importanti per quello che ti interessa, qui vengono tracciate a grandi linee le caratteristiche generali e tutte le definizioni e viene detto che lo specifico verra' affrontato dai vari ministeri con dei decreti, quelli che abbiamo visto sopra (ed altri probabilmente),
al punto c viene detto che tramite i decreti dovra essere specificato quali dati biometrici includere nella CIE, ad eccezzione del DNA.
Art. 36 (L)
Carta d'identita' e documenti elettronici
1. Le caratteristiche e le modalita' per il rilascio della carta
d'identita' elettronica e del documento d'identita' elettronico sono
definite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su
proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per
la funzione pubblica, sentito il Garante per la protezione dei dati
personali.
2. La carta d'identita' elettronica e l'analogo documento,
rilasciato a seguito della denuncia di nascita e prima del compimento
del quindicesimo anno, devono contenere:
a) i dati identificativi della persona;
b) il codice fiscale;
3.La carta d'identita' e il documento elettronico possono
contenere:
a) l'indicazione del gruppo sanguigno;
b) le opzioni di carattere sanitario previste dalla legge;
c) i dati biometrici indicati col decreto di cui al comma 1, con
esclusione, in ogni caso, del DNA;
d) tutti gli altri dati utili al fine di razionalizzare e
semplificare l'azione amministrativa e i servizi resi al cittadino,
anche per mezzo dei portali, nel rispetto della normativa in materia
di riservatezza;
e) le procedure informatiche e le informazioni che possono o
debbono essere conosciute dalla pubblica amministrazione da altri
soggetti ivi compresa la chiave biometrica, occorrenti per la firma
digitale.
4. La carta d'identita' elettronica puo' altresi' essere utilizzata
per il trasferimento elettronico dei pagamenti tra soggetti privati e
pubbliche amministrazioni.
5. Con decreto del Ministro dell'interno, sentiti l'Autorita' per
l'informatica nella pubblica amministrazione, il Garante per la
protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali, sono dettate le regole tecniche e di sicurezza
relative alle tecnologie e ai materiali utilizzati per la produzione
delle carte di identita' e dei documenti di riconoscimento di cui al
presente articolo. Le predette regole sono adeguate con cadenza
almeno biennale in relazione alle esigenze dettate dall'evoluzione
delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.
6. Nel rispetto della disciplina generale fissata dai decreti di
cui al presente articolo e delle vigenti disposizioni in materia di
protezione dei dati personali, le pubbliche amministrazioni,
nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, possono sperimentare
modalita' di utilizzazione dei documenti di cui al presente articolo
per l'erogazione di ulteriori servizi o utilita'.
7. La carta di identita', ancorche' su supporto cartaceo, puo'
essere rinnovata a decorrere dal centottantesimo giorno precedente la
scadenza.
In tutto questo a me sembra che tu debba rivolgerti anche al garante della privacy, che e' stato coinvolto in tutte le fasi proprio con lo scopo di tutelare i tuoi diritti alla privacy.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: dadaScritto daNon Autenticatoil 2016-01-19 16:33:31.0 alle 2016-01-19 16:33:31.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> >
> > Ho capito che mi devo leggere tutto il malloppone di leggi "viste" nel decreto, o almeno darci una scorsa. Il problema è che queste leggi a loro volta citano altre leggi. Ci penserò domani.
>
> Quello che hai linkato tu all'inizio del 3D decisamente non e' ne' un decreto legge ne' un decreto legislativo, ne sono certo perche' in quelli c'e' scritto all'inizio "decreto legge" o "decreto legislativo",
Esatto, è questo che mi ha fatto sorgere il sospetto.
> non sono sicuro di come si chiami quello che hai linkato tu, penso sia un decreto ministeriale, ma sono certo che non e' ne' un decreto legge ne' un decreto legislativo.
Si tratta probabilmente di un decreto ministeriale o interministeriale, un provvedimento di attuazione.
In tal caso ha senso rivolgersi al parlamento, al presidente della repubblica per conoscenza, e a questo punto anche alla corte europea per i diritti umani dato che le impronte sono anche sui passaporti per effetto di [una modifica a] gli accordi di Schengen.
> Ad ogni modo ho dato una scorsa veloce alle due leggi che ho linkato sopra, seguendo in ordine cronologico inverso le principali normative citate che parlano di carta di identita' mi pare si riesca a tracciare questo:
>
> 1) Decreto legislativo del 2005
>
> quello che hai linkato tu secondo me e' uno di quei decreti che vengono richiesti dal comma 6, alle condizioni indicate qui.
>
> Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82
>
> 4. Con il decreto di cui al comma 6 sono disciplinate le modalità di integrazione nell'ANPR dei dati dei cittadini attualmente registrati in anagrafi istituite presso altre amministrazioni nonché dei dati relativi al numero e alla data di emissione e di scadenza della carta di identità della popolazione residente.
>
> 6. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'interno, del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e del Ministro delegato all'innovazione tecnologica, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con l'Agenzia per l'Italia digitale e con la Conferenza Stato - città, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, per gli aspetti d'interesse dei comuni, sentita l'ISTAT e acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono stabiliti i tempi e le modalità di attuazione delle disposizioni del presente articolo, anche con riferimento:
>
> a) alle garanzie e alle misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali, alle modalità e ai tempi di conservazione dei dati e all'accesso ai dati da parte delle pubbliche amministrazioni per le proprie finalità istituzionali secondo le modalità di cui all'articolo 58;
> b) ai criteri per l'interoperabilità dell'ANPR con le altre banche dati di rilevanza nazionale e regionale, secondo le regole tecniche del sistema pubblico di connettività di cui al capo VIII del presente decreto in modo che le informazioni di anagrafe, una volta rese dai cittadini, si intendano acquisite dalle pubbliche amministrazioni senza necessità di ulteriori adempimenti o duplicazioni da parte degli stessi;
> c) all'erogazione di altri servizi resi disponibili dall'ANPR, tra i quali il servizio di invio telematico delle attestazioni e delle dichiarazioni di nascita e dei certificati di cui all'articolo 74 del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, compatibile con il sistema di trasmissione di cui al decreto del Ministro della salute in data 26 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010.
>
>
> 2) Decreto legislativo convertito in legge del 2005
>
> Qui viene detto che e' obbligatoria una carta di identita' elettronica, e vengono obbligati i comuni a cominciare a dotarsi di tutto il necessario.
>
>
> legge 31 marzo 2005, n. 43
>
> Art. 7-vicies ter.
> Rilascio documentazione in formato elettronico
>
> 1. A decorrere dal 1° gennaio 2006:
> a) il visto su supporto cartaceo e' sostituito, all'atto della richiesta, dal visto elettronico, di cui al regolamento (CE) n. 334/2002 del Consiglio, del 18 febbraio 2002;
> b) il permesso di soggiorno su supporto cartaceo e' sostituito, all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo dello stesso, dal permesso di soggiorno elettronico, di cui al regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del 13 giugno 2002;
> c) il passaporto su supporto cartaceo e' sostituito dal passaporto elettronico di cui al regolamento (CE) n. 2252/2004 del Consiglio, del 13 dicembre 2004.
>
> 2. Dalla stessa data di cui al comma 1, la carta d'identita' su supporto cartaceo e' sostituita, all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento, dalla carta d'identita' elettronica, classificata carta valori, prevista dall'articolo 36 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. A tal fine i comuni che non vi abbiano ancora ottemperato provvedono entro il 31 ottobre 2005 alla predisposizione dei necessari collegamenti all'Indice nazionale delle anagrafi (INA) presso il Centro nazionale per i servizi demografici (CNSD) ed alla redazione del piano di sicurezza per la gestione delle postazioni di emissione secondo le regole tecniche fornite dal Ministero dell'interno.
>
>
> 3) Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445
>
> Questo secondo me e' uno dei testi normativi piu' importanti per quello che ti interessa, qui vengono tracciate a grandi linee le caratteristiche generali e tutte le definizioni e viene detto che lo specifico verra' affrontato dai vari ministeri con dei decreti, quelli che abbiamo visto sopra (ed altri probabilmente),
>
> al punto c viene detto che tramite i decreti dovra essere specificato quali dati biometrici includere nella CIE, ad eccezzione del DNA.
>
>
>
> Art. 36 (L)
> Carta d'identita' e documenti elettronici
>
> 1. Le caratteristiche e le modalita' per il rilascio della carta
> d'identita' elettronica e del documento d'identita' elettronico sono
> definite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su
> proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per
> la funzione pubblica, sentito il Garante per la protezione dei dati
> personali.
> 2. La carta d'identita' elettronica e l'analogo documento,
> rilasciato a seguito della denuncia di nascita e prima del compimento
> del quindicesimo anno, devono contenere:
> a) i dati identificativi della persona;
> b) il codice fiscale;
> 3.La carta d'identita' e il documento elettronico possono
> contenere:
> a) l'indicazione del gruppo sanguigno;
> b) le opzioni di carattere sanitario previste dalla legge;
> c) i dati biometrici indicati col decreto di cui al comma 1, con
> esclusione, in ogni caso, del DNA;
> d) tutti gli altri dati utili al fine di razionalizzare e
> semplificare l'azione amministrativa e i servizi resi al cittadino,
> anche per mezzo dei portali, nel rispetto della normativa in materia
> di riservatezza;
> e) le procedure informatiche e le informazioni che possono o
> debbono essere conosciute dalla pubblica amministrazione da altri
> soggetti ivi compresa la chiave biometrica, occorrenti per la firma
> digitale.
> 4. La carta d'identita' elettronica puo' altresi' essere utilizzata
> per il trasferimento elettronico dei pagamenti tra soggetti privati e
> pubbliche amministrazioni.
> 5. Con decreto del Ministro dell'interno, sentiti l'Autorita' per
> l'informatica nella pubblica amministrazione, il Garante per la
> protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-citta' ed
> autonomie locali, sono dettate le regole tecniche e di sicurezza
> relative alle tecnologie e ai materiali utilizzati per la produzione
> delle carte di identita' e dei documenti di riconoscimento di cui al
> presente articolo. Le predette regole sono adeguate con cadenza
> almeno biennale in relazione alle esigenze dettate dall'evoluzione
> delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.
> 6. Nel rispetto della disciplina generale fissata dai decreti di
> cui al presente articolo e delle vigenti disposizioni in materia di
> protezione dei dati personali, le pubbliche amministrazioni,
> nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, possono sperimentare
> modalita' di utilizzazione dei documenti di cui al presente articolo
> per l'erogazione di ulteriori servizi o utilita'.
> 7. La carta di identita', ancorche' su supporto cartaceo, puo'
> essere rinnovata a decorrere dal centottantesimo giorno precedente la
> scadenza.
>
>
> In tutto questo a me sembra che tu debba rivolgerti anche al garante della privacy, che e' stato coinvolto in tutte le fasi proprio con lo scopo di tutelare i tuoi diritti alla privacy.
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Re: Bozza petizione
Mi hanno già estorto (a malincuore) un impronta digitale in cambio del rilascio del passaporto, ma considerando il paese in cui siamo, e con un pò di fortuna, il computer che la custodisce sarà già crashato definitivamente e la scomparsa dei dati giustificata con un trasferimento mai avvenuto.
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 18:56:05.0 alle 2016-01-17 18:56:05.0Scritto da: Chamberlain
>
> Mi hanno già estorto (a malincuore) un impronta digitale in cambio del rilascio del passaporto, ma considerando il paese in cui siamo, e con un pò di fortuna, il computer che la custodisce sarà già crashato definitivamente e la scomparsa dei dati giustificata con un trasferimento mai avvenuto.
Il governo può essere inefficente, le macchine possono rompersi e perdere i dati... ma la sfiga funziona benissimo.
Le tue impronte sono quasi certamente già fra gli indiziati del caso Yara, fra poco ti telefonano per sentire la tua deposizione. Ora dovrai spiegare come mai le tue impronte si trovano sulle mutandine di Yara... nessuno ti crederà naturalmente se dici che tu non l'hai mai vista prima o che ti hanno rubato le impronte al bar.-
Re: Bozza petizioneScritto da:
> Scritto da: Chamberlain
> >
> > Mi hanno già estorto (a malincuore) un impronta digitale in cambio del rilascio del passaporto, ma considerando il paese in cui siamo, e con un pò di fortuna, il computer che la custodisce sarà già crashato definitivamente e la scomparsa dei dati giustificata con un trasferimento mai avvenuto.
>
> Il governo può essere inefficente, le macchine possono rompersi e perdere i dati... ma la sfiga funziona benissimo.
>
> Le tue impronte sono quasi certamente già fra gli indiziati del caso Yara, fra poco ti telefonano per sentire la tua deposizione. Ora dovrai spiegare come mai le tue impronte si trovano sulle mutandine di Yara... nessuno ti crederà naturalmente se dici che tu non l'hai mai vista prima o che ti hanno rubato le impronte al bar.
Ah, dannazione. Si vede che non sono riusciti a incastrare quel bischero che una volta mi ha starnutito sulle spalle in bus...
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 19:11:08.0 alle 2016-01-17 19:11:08.0Scritto da: Chamberlain
>
> Mi hanno già estorto (a malincuore) un impronta digitale in cambio del rilascio del passaporto, ma considerando il paese in cui siamo, e con un pò di fortuna, il computer che la custodisce sarà già crashato definitivamente e la scomparsa dei dati giustificata con un trasferimento mai avvenuto.
È già archiviata. Se la petizione avrà successo potrai chiederne la rimozione dagli archivi italiani, ma lo zio Sam la conserverà amorevolmente per sempre.-
Re: Bozza petizioneScritto da:
> Scritto da: Chamberlain
> >
> > Mi hanno già estorto (a malincuore) un impronta digitale in cambio del rilascio del passaporto, ma considerando il paese in cui siamo, e con un pò di fortuna, il computer che la custodisce sarà già crashato definitivamente e la scomparsa dei dati giustificata con un trasferimento mai avvenuto.
>
> È già archiviata. Se la petizione avrà successo potrai chiederne la rimozione dagli archivi italiani, ma lo zio Sam la conserverà amorevolmente per sempre.
Che se la tengono. Se devo passare per gli Usa atterrerò a Portland, dove ci sono buona possibilità che le telecamere siano gestite da un ottuagenario a cui hanno detto che a fissare troppo un monitor prima o poi spunta del porno, che è il male.
**Modificato dall'autore il 17.01.2016 19:23**
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Re: Bozza petizioneScritto daNon Autenticatoil 2016-01-17 19:45:54.0 alle 2016-01-17 19:45:54.0Scritto da:
> Segnalate eventuali imprecisioni, incongruenze, miglioramenti!
>
> -------------------------------------------------
>
> NO alle impronte digitali nella carta d'identità
>
> Il decreto del 25 dicembre 2015
>
> Modalità tecniche di emissione della Carta d'identità elettronica
>
> pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.302 del 30-12-2015, http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/...
>
> nel definire le modalità di emissione della carta d'identità elettronica prevede, al comma 2 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE e al comma 1 punto b) dell'articolo 5 - Acquisizione dei dati del richiedente la CIE, e per il punto m) dell'articolo 1 - Definizioni, la presenza delle impronte digitali del titolare, ai sensi dell'art. 3 del regio decreto 18 giugno 1931, n.773 - Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS):
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> "Le carte di identità rilasciate a partire dal 1° gennaio 2010 devono essere munite della fotografia e delle impronte digitali della persona a cui si riferiscono."
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> Noi firmatari della presente petizione, rivolta al parlamento e per conoscenza al presidente della repubblica, ci dichiariamo contrari alle impronte digitali nei documenti identificativi per ragioni sia tecniche che etiche, esposte di seguito.
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> Invitiamo il parlamento
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> a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
> a rimuovere di conseguenza, nel convertire il decreto in legge, ogni riferimento alla memorizzazione di impronte digitali ed elementi biometrici nella carta di identità e all'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali e altri elementi biometrici, all'infuori dell'immagine del volto, di cittadini incensurati;
> a lasciare al singolo cittadino la scelta di servirsi della carta d'identità elettronica o del tradizionale documento cartaceo.
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> Qualora quanto da noi auspicato non avvenisse nel corso della presente legislatura, invitiamo ogni parlamento successivamente eletto a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
> ad abrogare ogni articolo di legge e rendere illegale ogni disposizione, da parte di soggetti sia pubblici che privati, che preveda
> - la presenza obbligatoria delle impronte digitali o di elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto in documenti o strumenti identificativi,
> - l'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali o elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto di cittadini incensurati,
> - l'obbligo di dotarsi di documenti di identità elettronici o di strumenti o dispositivi di identificazione, rilevamento, tracciamento, monitoraggio, segnalazione della posizione, dei movimenti, delle transazioni o di altre informazioni private (quali ad esempio i segnalatori di posizione che si vorrebbero installati sui veicoli);
> a disporre la cancellazione dagli archivi degli elementi biometrici già eventualmente acquisiti dei cittadini incensurati che ne facciano richiesta.
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> Dal punto di vista tecnico, essendo la carta d'identità elettronica intesa come strumento per semplificare l'accesso ai sistemi informatici della pubblica amministrazione, osserviamo che l'impiego di dati biometrici non è generalmente ritenuto infallibile dagli adetti ai lavori. Nelle parole del noto esperto di sicurezza informatica Bruce Schneier, "Biometrics are unique identifiers, but they are not secrets." (1).
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> In generale, i dati memorizzati in forma digitale su supporto informatico possono essere duplicati, ceduti e diffusi, anche in modo fraudolento, con particolare facilità. Finché a detenerli è la sola autorità competente, si suppone che siano adottati provvedimenti idonei a impedirne la diffusione non autorizzata, che tuttavia resta sempre possibile, per effetto di attacchi informatici, incidenti o episodi di corruzione.
> La replicazione degli stessi su documenti che il titolare porta con sé aumenta le possibilità di copia e diffusione illegali: in caso di furto o smarrimento di un documento contenente dati identificativi digitalizzati, chiunque abbia i mezzi per leggerli può copiarli, diffonderli, venderli, farne l'uso che vuole. Un singolo espisodio di fuga di dati può comportarne lo sparpagliamento incontrollato e irrimediabile.
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> Una password si può cambiare, le proprie caratteristiche fisiche no. I dati biometrici non si possono cambiare e in caso di compromissione divengono inutilizzabili per l'accesso a sistemi automatizzati, dal momento che chiunque ne sia in possesso può servirsene. Sempre nelle parole di Schneier, "Once someone steals your biometric, it remains stolen for life; there's no getting back to a secure situation." (1). È persino possibile che attacchi informatici avvengano proprio allo scopo di rendere inutilizzabile una gran quantità di dati, ed esistono numerosi gruppi o entità in grado di effettuare attacchi del genere. Un membro del collettivo di hacker Chaos Computer Club sostiene di aver riprodotto un'impronta digitale del ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen usando una semplice foto (2).
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> Questo vale in linea di principio per ogni tipo di dato digitalizzato a scopo identificativo, ma alcuni si prestano più di altri a usi fraudolenti. Che altri entrino in possesso di una nostra fotografia ha effetti limitati, ma già non nulli, per cui sarebbe più sicuro che l'immagine del volto resti nell'apposito archivio e non sia memorizzata nel documento, che può essere smarrito o sottratto. A fini di identificazione la pratica tradizionale del confronto, da parte di un impiegato o di un software, della fotografia posta sul documento con il viso del portatore è più che sufficiente. La lettura automatica dell'impronta digitale è ancor meno sicura perché permette a chiunque disponga di una copia e di un modo per farla accettare dal lettore di identificarsi come un'altra persona, e ciò è già accaduto. In Malesia, al proprietario di una Mercedes protetta da un sistema di riconoscimento delle impronte i ladri hanno semplicemente asportato il dito (3).
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> Diviene perciò poco credibile che l'acquisizione in massa di dati biometrici avvenga davvero al fine di rendere sicuro l'accesso ai sistemi informatici pubblici. È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari. In ogni caso, la comunicazioni con la pubblica amministrazione dovebbero comunque poter avvenire di persona per chi non possa o non intenda avvalersi di sistemi informatici.
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> Dal punto di vista etico e politico - ed è questo che realmente ci preme - siamo contrari all'acquisizione delle impronte digitali di cittadini incensurati, e ad ogni forma di schedatura e sorveglianza di massa in odore di stato di polizia. Siamo in generale contrari ad ogni concezione dell'uomo come bestiame da recingere, marchiare e tosare, e avvertiamo l'identificazione biometrica obbligatoria come indegna e degradante (4). Le impronte si prendono ai criminali e la sorveglianza va esercitata specificamente sui singoli sospetti, dietro mandato del magistrato, non liberamente e indiscriminatamente su tutti.
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> Benché al comma 3 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE si escluda l'impiego dei dati memorizzati nella carta d'identià elettronica per confronti in modalita' "uno a molti" (ma non si dice che lo stesso debba valere per i corrispondenti dati nell'archivio centrale, n.b.) la disponibilità di tali dati in un sistema informatico implica il poterli usare per ogni forma di controllo indiscriminato, per tracciare transazioni e spostamenti, monitorare costantemente le attività di ciascun cittadino. Non sapendo quale governo ci sarà in fururo e quali saranno le sue intenzioni, non è nell'interesse del popolo sovrano fornire al governo dati che portanno essere usati contro chiunque. Le tendenze alla sorveglianza totale vanno fermate finché si è in tempo, per non incoraggiare o favorire il ritorno a forme di governo autoritarie e totalitarie.
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> La sopra citata disposizione dell'articolo 3 del TULPS è nata sulla scia tuttora fresca della serie di provvedimenti autoritari in reazione agli attentati dell'11 settembre del 2001 e dei fatti susseguenti. I governi di tutto l'occidente, per proteggere la popolazione dal terrorismo, non hanno trovato di meglio che aumentare la stretta sulla popolazione. Le misure prese variano da paese a paese a seconda di ciò a cui il pubblico è assuefatto e che ritiene più o meno tollerabile. Il quadro generale, comunque, mostra una crescente erosione di diritti e libertà civili resa possibile da un'opinione pubblica impaurita, sonnolenta, distratta dalla crisi economica e da mille altri pensieri e inquietudini.
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> Si osserva infine l'ormai consueto abuso del decreto-legge, a cui si dovrebbe ricorrere in casi straordinari di necessità e urgenza, come ordinario strumento legislativo, contro l'intento manifesto nella costituzione. Decreti su decreti, nei quali si infilano disposizioni discutibili a ridosso delle festività, quando si è distratti e poco disposti ad esaminarle e discuterne, per mezzo dei quali il governo si sostituisce di fatto al potere legislativo di competennza del parlamento.
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> Concludendo, ho semplicemente lanciato una petizione. Non voglio mettermi a fare l'attivista, diventare un personaggio, imbarcarmi in fatiche che mi distolgano da altri obiettivi. Ho fatto una parte del lavoro, ora tocca a voi. Spargete la voce, convincete altre persone a unirsi alla petizione. Cerchiamo di coinvolgere anche personalità di spicco, intellettuali, professori universitari.
> Su [URL] trovate dei loghi da cui cui ricavare materiali. Trovate un tipografo, spendete qualche soldo, stampate adesivi e diffondeteli. Fate la vostra parte.
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> Note
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> (1) Bruce Schneier, Biometrics: Uses and Abuses. https://www.schneier.com/essays/archives/1999/08/b...
>
> (2) Politician's fingerprint 'cloned from photos' by hacker. By Zoe Kleinman. http://www.bbc.com/news/technology-30623611
>
> (3) Bruce Schneier, Security Risks of Biometrics
>
> "Police in Malaysia are hunting for members of a violent gang who chopped off a car owner's finger to get round the vehicle's hi-tech security system.
>
> The car, a Mercedes S-class, was protected by a fingerprint recognition system."
>
> Quoted fromhttp://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/4396831.st...

> in https://www.schneier.com/blog/archives/2005/04/sec...
>
> (4) "... a permanent installment of martial law and emergency powers. In January 2004, he refused to give a lecture in the United States because under the US-VISIT he would have been required to give up his biometric information, which he believed stripped him to a state of "bare life" (zoe) and was akin to the tattooing that the Nazis did during World War II."
>
>https://en.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

>
> "nel 2003 ha abbandonato - per protesta contro i nuovi dispositivi di controllo imposti dal governo americano ai cittadini stranieri che si recano in U.S.A, cioè lasciare le proprie impronte digitali e essere schedati - l'incarico di "distinguished professor" presso la New York University."
>
>https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

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