Segnalate eventuali imprecisioni, incongruenze, miglioramenti!
-------------------------------------------------
NO alle impronte digitali nella carta d'identità
Il decreto del 25 dicembre 2015
Modalità tecniche di emissione della Carta d'identità elettronica
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.302 del 30-12-2015,
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/... 
nel definire le modalità di emissione della carta d'identità elettronica prevede, al comma 2 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE e al comma 1 punto b) dell'articolo 5 - Acquisizione dei dati del richiedente la CIE, e per il punto m) dell'articolo 1 - Definizioni, la presenza delle impronte digitali del titolare, ai sensi dell'art. 3 del regio decreto 18 giugno 1931, n.773 - Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS):
"Le carte di identità rilasciate a partire dal 1° gennaio 2010 devono essere munite della fotografia e delle impronte digitali della persona a cui si riferiscono."
Noi firmatari della presente petizione, rivolta al parlamento e per conoscenza al presidente della repubblica, ci dichiariamo contrari alle impronte digitali nei documenti identificativi per ragioni sia tecniche che etiche, esposte di seguito.
Invitiamo il parlamento
a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
a rimuovere di conseguenza, nel convertire il decreto in legge, ogni riferimento alla memorizzazione di impronte digitali ed elementi biometrici nella carta di identità e all'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali e altri elementi biometrici, all'infuori dell'immagine del volto, di cittadini incensurati;
a lasciare al singolo cittadino la scelta di servirsi della carta d'identità elettronica o del tradizionale documento cartaceo.
Qualora quanto da noi auspicato non avvenisse nel corso della presente legislatura, invitiamo ogni parlamento successivamente eletto a modificare l'articolo 3 del TULPS, depennando le parole "e delle impronte digitali";
ad abrogare ogni articolo di legge e rendere illegale ogni disposizione, da parte di soggetti sia pubblici che privati, che preveda
- la presenza obbligatoria delle impronte digitali o di elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto in documenti o strumenti identificativi,
- l'acquisizione ed archiviazione di impronte digitali o elementi biometrici all'infuori dell'immagine del volto di cittadini incensurati,
- l'obbligo di dotarsi di documenti di identità elettronici o di strumenti o dispositivi di identificazione, rilevamento, tracciamento, monitoraggio, segnalazione della posizione, dei movimenti, delle transazioni o di altre informazioni private (quali ad esempio i segnalatori di posizione che si vorrebbero installati sui veicoli);
a disporre la cancellazione dagli archivi degli elementi biometrici già eventualmente acquisiti dei cittadini incensurati che ne facciano richiesta.
Dal punto di vista tecnico, essendo la carta d'identità elettronica intesa come strumento per semplificare l'accesso ai sistemi informatici della pubblica amministrazione, osserviamo che l'impiego di dati biometrici non è generalmente ritenuto infallibile dagli adetti ai lavori. Nelle parole del noto esperto di sicurezza informatica Bruce Schneier, "Biometrics are unique identifiers, but they are not secrets." (1).
In generale, i dati memorizzati in forma digitale su supporto informatico possono essere duplicati, ceduti e diffusi, anche in modo fraudolento, con particolare facilità. Finché a detenerli è la sola autorità competente, si suppone che siano adottati provvedimenti idonei a impedirne la diffusione non autorizzata, che tuttavia resta sempre possibile, per effetto di attacchi informatici, incidenti o episodi di corruzione.
La replicazione degli stessi su documenti che il titolare porta con sé aumenta le possibilità di copia e diffusione illegali: in caso di furto o smarrimento di un documento contenente dati identificativi digitalizzati, chiunque abbia i mezzi per leggerli può copiarli, diffonderli, venderli, farne l'uso che vuole. Un singolo espisodio di fuga di dati può comportarne lo sparpagliamento incontrollato e irrimediabile.
Una password si può cambiare, le proprie caratteristiche fisiche no. I dati biometrici non si possono cambiare e in caso di compromissione divengono inutilizzabili per l'accesso a sistemi automatizzati, dal momento che chiunque ne sia in possesso può servirsene. Sempre nelle parole di Schneier, "Once someone steals your biometric, it remains stolen for life; there's no getting back to a secure situation." (1). È persino possibile che attacchi informatici avvengano proprio allo scopo di rendere inutilizzabile una gran quantità di dati, ed esistono numerosi gruppi o entità in grado di effettuare attacchi del genere. Un membro del collettivo di hacker Chaos Computer Club sostiene di aver riprodotto un'impronta digitale del ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen usando una semplice foto (2).
Questo vale in linea di principio per ogni tipo di dato digitalizzato a scopo identificativo, ma alcuni si prestano più di altri a usi fraudolenti. Che altri entrino in possesso di una nostra fotografia ha effetti limitati, ma già non nulli, per cui sarebbe più sicuro che l'immagine del volto resti nell'apposito archivio e non sia memorizzata nel documento, che può essere smarrito o sottratto. A fini di identificazione la pratica tradizionale del confronto, da parte di un impiegato o di un software, della fotografia posta sul documento con il viso del portatore è più che sufficiente. La lettura automatica dell'impronta digitale è ancor meno sicura perché permette a chiunque disponga di una copia e di un modo per farla accettare dal lettore di identificarsi come un'altra persona, e ciò è già accaduto. In Malesia, al proprietario di una Mercedes protetta da un sistema di riconoscimento delle impronte i ladri hanno semplicemente asportato il dito (3).
Diviene perciò poco credibile che l'acquisizione in massa di dati biometrici avvenga davvero al fine di rendere sicuro l'accesso ai sistemi informatici pubblici. È più efficace una password combinata con l'inserimento di un dato in possesso del solo interessato, come avviene con le chiavette O-Key impiegate dagli istituti bancari. In ogni caso, la comunicazioni con la pubblica amministrazione dovebbero comunque poter avvenire di persona per chi non possa o non intenda avvalersi di sistemi informatici.
Dal punto di vista etico e politico - ed è questo che realmente ci preme - siamo contrari all'acquisizione delle impronte digitali di cittadini incensurati, e ad ogni forma di schedatura e sorveglianza di massa in odore di stato di polizia. Siamo in generale contrari ad ogni concezione dell'uomo come bestiame da recingere, marchiare e tosare, e avvertiamo l'identificazione biometrica obbligatoria come indegna e degradante (4). Le impronte si prendono ai criminali e la sorveglianza va esercitata specificamente sui singoli sospetti, dietro mandato del magistrato, non liberamente e indiscriminatamente su tutti.
Benché al comma 3 dell'articolo 3 - Caratteristiche della CIE si escluda l'impiego dei dati memorizzati nella carta d'identià elettronica per confronti in modalita' "uno a molti" (ma non si dice che lo stesso debba valere per i corrispondenti dati nell'archivio centrale, n.b.) la disponibilità di tali dati in un sistema informatico implica il poterli usare per ogni forma di controllo indiscriminato, per tracciare transazioni e spostamenti, monitorare costantemente le attività di ciascun cittadino. Non sapendo quale governo ci sarà in fururo e quali saranno le sue intenzioni, non è nell'interesse del popolo sovrano fornire al governo dati che portanno essere usati contro chiunque. Le tendenze alla sorveglianza totale vanno fermate finché si è in tempo, per non incoraggiare o favorire il ritorno a forme di governo autoritarie e totalitarie.
La sopra citata disposizione dell'articolo 3 del TULPS è nata sulla scia tuttora fresca della serie di provvedimenti autoritari in reazione agli attentati dell'11 settembre del 2001 e dei fatti susseguenti. I governi di tutto l'occidente, per proteggere la popolazione dal terrorismo, non hanno trovato di meglio che aumentare la stretta sulla popolazione. Le misure prese variano da paese a paese a seconda di ciò a cui il pubblico è assuefatto e che ritiene più o meno tollerabile. Il quadro generale, comunque, mostra una crescente erosione di diritti e libertà civili resa possibile da un'opinione pubblica impaurita, sonnolenta, distratta dalla crisi economica e da mille altri pensieri e inquietudini.
Si osserva infine l'ormai consueto abuso del decreto-legge, a cui si dovrebbe ricorrere in casi straordinari di necessità e urgenza, come ordinario strumento legislativo, contro l'intento manifesto nella costituzione. Decreti su decreti, nei quali si infilano disposizioni discutibili a ridosso delle festività, quando si è distratti e poco disposti ad esaminarle e discuterne, per mezzo dei quali il governo si sostituisce di fatto al potere legislativo di competennza del parlamento.
Concludendo, ho semplicemente lanciato una petizione. Non voglio mettermi a fare l'attivista, diventare un personaggio, imbarcarmi in fatiche che mi distolgano da altri obiettivi. Ho fatto una parte del lavoro, ora tocca a voi. Spargete la voce, convincete altre persone a unirsi alla petizione. Cerchiamo di coinvolgere anche personalità di spicco, intellettuali, professori universitari.
Su [URL] trovate dei loghi da cui cui ricavare materiali. Trovate un tipografo, spendete qualche soldo, stampate adesivi e diffondeteli. Fate la vostra parte.
Note
(1) Bruce Schneier, Biometrics: Uses and Abuses.
https://www.schneier.com/essays/archives/1999/08/b... 
(2) Politician's fingerprint 'cloned from photos' by hacker. By Zoe Kleinman.
http://www.bbc.com/news/technology-30623611 
(3) Bruce Schneier, Security Risks of Biometrics
"Police in Malaysia are hunting for members of a violent gang who chopped off a car owner's finger to get round the vehicle's hi-tech security system.
The car, a Mercedes S-class, was protected by a fingerprint recognition system."
Quoted from
http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/4396831.st... 
in
https://www.schneier.com/blog/archives/2005/04/sec... 
(4) "... a permanent installment of martial law and emergency powers. In January 2004, he refused to give a lecture in the United States because under the US-VISIT he would have been required to give up his biometric information, which he believed stripped him to a state of "bare life" (zoe) and was akin to the tattooing that the Nazis did during World War II."
https://en.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben 
"nel 2003 ha abbandonato - per protesta contro i nuovi dispositivi di controllo imposti dal governo americano ai cittadini stranieri che si recano in U.S.A, cioè lasciare le proprie impronte digitali e essere schedati - l'incarico di "distinguished professor" presso la New York University."
https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben