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La Corte Ue vieta il rimpatrio anche se il rifugiato delinquePolitica"No al rimpatrio nemmeno per questioni di sicurezza se nel Paese di origine rischia la tortura o la vita.
Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue che ha fissato una serie di paletti per la revoca o il rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato in uno stato membro."http://www.ilgiornale.it/news/cronache/corte-ue-ri...

Mi sembra ovvio. L'Europa è un insieme di stati civili, non si può certo consentire di dare in pasto agli squali degli esseri umani.
Discorso del tutto inutile e superfluo per chi difende la civiltà e non l'aminalità. Non sorprendentemente invece la destra (tra cui ultracattolici come Mario Giordano) sta polemizzando sulla sentenza.
Che Mario Giordano e i suoi amici cattolici tornino a leggere il Vangelo: chissà cosa direbbe quel figone di Gesù riguardo al consegnare una persona a uno stato che vuole ucciderla o torturarla?
**Modificato dall'autore il 14.05.2019 19:41**-
Re: La Corte Ue vieta il rimpatrio anche se il rifugiato delinquePolitica

Scritto da: Mattia
> "No al rimpatrio nemmeno per questioni di sicurezza se nel Paese di origine rischia la tortura o la vita.
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> Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue che ha fissato una serie di paletti per la revoca o il rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato in uno stato membro."
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>http://www.ilgiornale.it/news/cronache/corte-ue-ri...

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> Mi sembra ovvio. L'Europa è un insieme di stati civili, non si può certo consentire di dare in pasto agli squali degli esseri umani.
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> Discorso del tutto inutile e superfluo per chi difende la civiltà e non l'aminalità. Non sorprendentemente invece la destra (tra cui ultracattolici come Mario Giordano) sta polemizzando sulla sentenza.
> Che Mario Giordano e i suoi amici cattolici tornino a leggere il Vangelo: chissà cosa direbbe quel figone di Gesù riguardo al consegnare una persona a uno stato che vuole ucciderla o torturarla?
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> **Modificato dall'autore il 14.05.2019 19:41**


Considerato che praticamente tutti gli immigrati provengono da Stati dove i diritti umani vengono violati praticamente è come se li stessimo invitando con un biglietto di sola andata. Noi non siamo le crocerossine del mondo intero, quello che succede a cazzinculandia non è nostro interesse. Si è egoismo, ma è un egoismo SANO per noi. Che dire, rischiano pure la fame, la sete, l' essere ammazzati perchè gay, ecc.., ovvero c'è sempre una ragione per commiserare tutto e tutti."Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada-
Re: La Corte Ue vieta il rimpatrio anche se il rifugiato delinquePoliticaScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2019-05-15 00:10:05.0 alle 2019-05-15 00:10:05.0Trollate totali: 4275Scritto da: Ordine
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Scritto da: Mattia
> > "No al rimpatrio nemmeno per questioni di sicurezza se nel Paese di origine rischia la tortura o la vita.
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> > Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue che ha fissato una serie di paletti per la revoca o il rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato in uno stato membro."
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> >http://www.ilgiornale.it/news/cronache/corte-ue-ri...

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> > Mi sembra ovvio. L'Europa è un insieme di stati civili, non si può certo consentire di dare in pasto agli squali degli esseri umani.
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> > Discorso del tutto inutile e superfluo per chi difende la civiltà e non l'aminalità. Non sorprendentemente invece la destra (tra cui ultracattolici come Mario Giordano) sta polemizzando sulla sentenza.
> > Che Mario Giordano e i suoi amici cattolici tornino a leggere il Vangelo: chissà cosa direbbe quel figone di Gesù riguardo al consegnare una persona a uno stato che vuole ucciderla o torturarla?
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> Considerato che praticamente tutti gli immigrati provengono da Stati dove i diritti umani vengono violati praticamente è come se li stessimo invitando con un biglietto di sola andata. Noi non siamo le crocerossine del mondo intero, quello che succede a cazzinculandia non è nostro interesse. Si è egoismo, ma è un egoismo SANO per noi. Che dire, rischiano pure la fame, la sete, l' essere ammazzati perchè gay, ecc.., ovvero c'è sempre una ragione per commiserare tutto e tutti.
Un motivo in più per lasciare l'Europa il prima possibile. Non possono essere altri stati a decidere cosa noi possiamo o non possiamo fare. Via dall'Europa subito. Queste istituzioni estere hanno rilevanza solo fintanto che noi glie lo permettiamo.
**Modificato dall'autore il 15.05.2019 00:14**
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Re: La Corte Ue vieta il rimpatrio anche se il rifugiato delinquePoliticaScritto da: Ordine
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Scritto da: Mattia
> > "No al rimpatrio nemmeno per questioni di sicurezza se nel Paese di origine rischia la tortura o la vita.
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> > Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue che ha fissato una serie di paletti per la revoca o il rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato in uno stato membro."
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> >http://www.ilgiornale.it/news/cronache/corte-ue-ri...

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> > Mi sembra ovvio. L'Europa è un insieme di stati civili, non si può certo consentire di dare in pasto agli squali degli esseri umani.
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> > Discorso del tutto inutile e superfluo per chi difende la civiltà e non l'aminalità. Non sorprendentemente invece la destra (tra cui ultracattolici come Mario Giordano) sta polemizzando sulla sentenza.
> > Che Mario Giordano e i suoi amici cattolici tornino a leggere il Vangelo: chissà cosa direbbe quel figone di Gesù riguardo al consegnare una persona a uno stato che vuole ucciderla o torturarla?
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> > **Modificato dall'autore il 14.05.2019 19:41**
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> Considerato che praticamente tutti gli immigrati provengono da Stati dove i diritti umani vengono violati praticamente è come se li stessimo invitando con un biglietto di sola andata. Noi non siamo le crocerossine del mondo intero, quello che succede a cazzinculandia non è nostro interesse. Si è egoismo, ma è un egoismo SANO per noi. Che dire, rischiano pure la fame, la sete, l' essere ammazzati perchè gay, ecc.., ovvero c'è sempre una ragione per commiserare tutto e tutti.
Dipende da come viene interpretata la norma.
Io la interpreto così: metti che una persona condannata alla lapidazione riesca a fuggire dal suo paese e per caso arriva a Napoli.
Tu le dai accoglienza, o la rispedisci nel suo paese condannandola alla lapidazione?
Fin qui è abbastanza scontato per una persona che ha un minimo di civiltà: la accogli o al massimo chiedi e un altro paese europeo di ospitarla, ma non la consegni ai carnefici.
D'altra parte se poi questa persona, una volta accolta giustamente, commette crimini, allora ci si può lasciar trascinare da un sentimento giustizialista tale da ritenere che si debba riconsegnarla alla sua patria, che ovviamente porterà a termine la lapidazione che gli era stata prescritta.
Posto che OGNI persona dopo aver commesso un crimine deve pagare, in questa situazione hai due scelte: o gliela fai pagare tu (in base alle leggi italiane, come si fa del resto generalmente con chi commette crimini in Italia) oppure lo consegni a chi voleva lapidarlo.
Se si segue la seconda pista, per non essere ipocriti bisognerebbe semplicemente condannarlo a morte, perché è inutile che ci si pulisce la coscienza dicendo che tanto ad ammazzarlo saranno altri e che noi gliel'abbiamo solo consegnato, perché è evidente che è la stessa identica cosa.
Quindi se pensi questo devi prendere tu la pistola in mano e sparargli in testa.
Sarebbe l'opzione più umana a questo punto, perché tu hai la possibilità di condannarlo a morte in maniera indolore, mentre una volta consegnato al suo paese sai invece verrà sottoposto a un'esecuzione barbara, cioè la lapidazione.
Vengo al punto: posso capire che di fronte a un serial killer di bambini uno abbia l'inclinazione a non avere nessuna pietà, ma se il punto è questo allora che si rimetta la pena di morte per reati di un certo tipo, invece che dire ipocritamente che noi siamo contro la pena di morte per poi magari consegnare qualcuno a uno stato che vuole lapidarlo.
Tuttavia, se si parla di crimini la questione è molto vaga: anche spacciare erba o coca è un crimine e chi fa questo deve scontare la pena prevista... e la pena prevista non è sicuramente la pena di morte, tanto meno la lapidazione.
Se vuoi consegnare lo spacciatore allo stato che voleva lapidarlo, allora devi avere il coraggio di dire che per spaccio di droga si merita la lapidazione... e allora tanto valo sparargli direttamente in testa.
In generale sono favorevole a rimpatriare chi ha commesso crimini, ma la situazione sopra descritta rappresenta un esempio di valido motivo per far scontare la pena in loco, scartando l'idea del rimpatrio.
Detto questo, c'è una differenza tra una persona che vive in uno stato poco democratico e una persona che è stata effettivamente privata dei suoi diritti.
L'asilo politico non andrebbe concesso a chiunque viva in stati poco democratici, ma a chi subisce un'effettiva persecuzione dal proprio stato.
Faccio un esempio: Assange poteva essere un cittadino tranquillo, con una vita tranquilla come tutti, ma ha rotto il cazzo al suo stato e quindi è diventato un perseguitato.
Non basta che tu possa essere potenzialmente perseguitato... devi esserlo in maniera effettiva per avere diritto all'asilo.
Se interpreti la questione in questo modo, il campo si stringe di molto.
Che si tratti di Assange o di un dissidente nigeriano non cambia niente: è una persona che dal nostro punto di vista viene ingiustamente perseguitata e quindi le salviamo il culo. Punto.
D'altra parte è invece piuttosto ovvio che l'idea che chiunque abbia diritto all'asilo solo perché potrebbe POTENZIALMENTE diventare una preda del suo governo è demenziale.
Se davvero venisse interpretata in questo modo, sarebbe stupida, ma io sto dicendo come secondo me debba essere intepretata... e sulla base della mia interpretazione sostengo fermamente tutto quello che ho scritto sopra.
Siete d'accordo con il modo di interpretare la cosa? Bene, allora facciamo in modo che le cose funzionino così.
Se secondo la sinistra ha diritto all'asilo chiunque viva fuori dall'Europa, si sbaglia... ma questo non significa che ci si debba buttare nelle braccia dell'estrema destra.
L'asilo di base ha ragione di esistere ed è una cosa che va trattata in maniera delicata e rispettosa.
**Modificato dall'autore il 15.05.2019 02:28**-
Re: La Corte Ue vieta il rimpatrio anche se il rifugiato delinquePoliticaScritto da: Mattia
> Scritto da: Ordine
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Scritto da: Mattia
> > > "No al rimpatrio nemmeno per questioni di sicurezza se nel Paese di origine rischia la tortura o la vita.
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> > > Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue che ha fissato una serie di paletti per la revoca o il rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato in uno stato membro."
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> > >http://www.ilgiornale.it/news/cronache/corte-ue-ri...

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> > > Mi sembra ovvio. L'Europa è un insieme di stati civili, non si può certo consentire di dare in pasto agli squali degli esseri umani.
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> > > Discorso del tutto inutile e superfluo per chi difende la civiltà e non l'aminalità. Non sorprendentemente invece la destra (tra cui ultracattolici come Mario Giordano) sta polemizzando sulla sentenza.
> > > Che Mario Giordano e i suoi amici cattolici tornino a leggere il Vangelo: chissà cosa direbbe quel figone di Gesù riguardo al consegnare una persona a uno stato che vuole ucciderla o torturarla?
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> > > **Modificato dall'autore il 14.05.2019 19:41**
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> > Considerato che praticamente tutti gli immigrati provengono da Stati dove i diritti umani vengono violati praticamente è come se li stessimo invitando con un biglietto di sola andata. Noi non siamo le crocerossine del mondo intero, quello che succede a cazzinculandia non è nostro interesse. Si è egoismo, ma è un egoismo SANO per noi. Che dire, rischiano pure la fame, la sete, l' essere ammazzati perchè gay, ecc.., ovvero c'è sempre una ragione per commiserare tutto e tutti.
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> Dipende da come viene interpretata la norma.
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> Io la interpreto così: metti che una persona condannata alla lapidazione riesca a fuggire dal suo paese e per caso arriva a Napoli.
> Tu le dai accoglienza, o la rispedisci nel suo paese condannandola alla lapidazione?
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Dipende. Premesso che sono d'accordo sul fatto che lapidazione sia una pratica estremamente barbara, questo non significa che il tizio sia un santarellino, anzi è molto probabile che abbia commesso un reato piuttosto grave perchè per quanto la pratica sia barbara non la danno certo a chi ruba le rose.
Spiegami per quale ragione noi dovremmo ospitare un tizo che si è macchiato di un reato grave nel suo Paese col rischio che possa ripetersi anche da noi? Tu sai vero che noi NON possiamo mettere in carcere una persona che ha commesso un reato in un altro Stato in quanto gli ordinamenti penali sono diversi? Prima di poterlo fare dobbiamo aspettare che commetta reato QUI. Sei disposto ad accettare il rischio? Io no.
Poi sul fatto che rischi la vita una volta rispedito al mittente allora anche i migranti economici (also: poveri) rischiano la vita, morire per lapidazione o morire di fame cambia poco nel risultato finale, quindi che facciamo? Importiamo tutti i poveri del mondo?
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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