Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    ☺
    Scritto da
    il 2019-09-11 23:30:23.0 alle 2019-09-11 23:30:23.0
    Trollate totali: 4032
    Facebook è privata e può fare quello che vuole?
    Secondo me no, PRIMO:
    TUTTI NOI siamo "privati", ma dobbiamo rispettare le leggi, e lo devono fare anche gli stranieri e le aziende straniere.
    Secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Pordenone ( https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-i... che ha condannato Facebook al risarcimento del danno e a riattivare un profilo che aveva arbitrariamente chiuso adducendo "violazioni", l'azienda californiana NON PUO' bannare un utente perché le gira di farlo. E se adduce che quell'utente abbia commesso delle violazioni, le deve dimostrare UNA PER UNA.
    Il disclaimer che si firma al momento dell'iscrizione a Facebook impegna entrambi i contraenti ed è equiparato a un contratto; l'azienda NON PUO' recedere unilateralmente con un ban arbitrario.

    SECONDO Nel caso in questione di CPI E FN, l'azienda, oltre a parlare genericamente di "violazioni" SENZA CHIARIRE CHI, COME, DOVE E QUANDO (e dovrebbe farlo singolarmente per CIASCUNO dei profili bannati e delle pagine chiuse) nel suo comunicato dichiara espressamente che ha agito in questo modo sostanzialmente perché considera CasaPound un'associazione "non gradita", accusandola di diffondere odio. Quindi quei profili NON sono stati chiusi perché, che so Mario Rossi di CasaPound ha scritto post razzisti o chissà che, ma semplicemente perché Mario Rossi E' di CasaPound. E ne è prova il fatto che nel loro comunicato aggiungono pure che sarebbe a rischio ban persino chi osasse solidarizzare con CasaPound.

    Infine, vorrei ricordare (e mi auguro lo faccia di nuovo anche un nostro tribunale a Facebook, in un'aula giudiziaria in cui auspico che l'azienda californiana venga di nuovo trascinata) che sono solo ed esclusivamente le nostre istituzioni, magistratura in primis, a stabilire se come e quando un'organizzazione sia "fuorilegge". NON un'azienda privata. Un'azienda privata che ha una sua policy può chiudere la pagina X perché sulla pagina X si diffonde odio e razzismo MA sulle pagine e sui profili oscurati non avveniva MAI nulla del genere (e si sfida Facebook a provare il contrario), e difatti l'azienda li ha oscurati perché a suo dire (ma NON a dire della magistratura italiana né delle istituzioni che di volta in volta le consentivano di partecipare alle elezioni) CasaPound sarebbe una associazione fuorilegge.
    Almeno di QUESTO potreste un po' preoccuparvi: del fatto che un'azienda privata straniera si arroga il diritto e il potere di sostituirsi alle nostre istituzioni e prendere decisioni al posto loro e contrarie alle loro.
    "Se tutti facessero così..."

    "La Romania è ricchissima" cit. Dada
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2019-09-12 00:07:09.0 alle 2019-09-12 00:07:09.0
      Re: Facebook è privata e può fare quello che vuole?
      Scritto da: Ordine
      > Secondo me no, PRIMO:
      > TUTTI NOI siamo "privati", ma dobbiamo rispettare le leggi, e lo devono fare anche gli stranieri e le aziende straniere.
      > Secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Pordenone ( https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-i... che ha condannato Facebook al risarcimento del danno e a riattivare un profilo che aveva arbitrariamente chiuso adducendo "violazioni", l'azienda californiana NON PUO' bannare un utente perché le gira di farlo. E se adduce che quell'utente abbia commesso delle violazioni, le deve dimostrare UNA PER UNA.
      > Il disclaimer che si firma al momento dell'iscrizione a Facebook impegna entrambi i contraenti ed è equiparato a un contratto; l'azienda NON PUO' recedere unilateralmente con un ban arbitrario.
      >
      > SECONDO Nel caso in questione di CPI E FN, l'azienda, oltre a parlare genericamente di "violazioni" SENZA CHIARIRE CHI, COME, DOVE E QUANDO (e dovrebbe farlo singolarmente per CIASCUNO dei profili bannati e delle pagine chiuse) nel suo comunicato dichiara espressamente che ha agito in questo modo sostanzialmente perché considera CasaPound un'associazione "non gradita", accusandola di diffondere odio. Quindi quei profili NON sono stati chiusi perché, che so Mario Rossi di CasaPound ha scritto post razzisti o chissà che, ma semplicemente perché Mario Rossi E' di CasaPound. E ne è prova il fatto che nel loro comunicato aggiungono pure che sarebbe a rischio ban persino chi osasse solidarizzare con CasaPound.
      >
      > Infine, vorrei ricordare (e mi auguro lo faccia di nuovo anche un nostro tribunale a Facebook, in un'aula giudiziaria in cui auspico che l'azienda californiana venga di nuovo trascinata) che sono solo ed esclusivamente le nostre istituzioni, magistratura in primis, a stabilire se come e quando un'organizzazione sia "fuorilegge". NON un'azienda privata. Un'azienda privata che ha una sua policy può chiudere la pagina X perché sulla pagina X si diffonde odio e razzismo MA sulle pagine e sui profili oscurati non avveniva MAI nulla del genere (e si sfida Facebook a provare il contrario), e difatti l'azienda li ha oscurati perché a suo dire (ma NON a dire della magistratura italiana né delle istituzioni che di volta in volta le consentivano di partecipare alle elezioni) CasaPound sarebbe una associazione fuorilegge.
      > Almeno di QUESTO potreste un po' preoccuparvi: del fatto che un'azienda privata straniera si arroga il diritto e il potere di sostituirsi alle nostre istituzioni e prendere decisioni al posto loro e contrarie alle loro.

      Probabilmente la legge americana permette a facebook più libertà, negli USA c'è più libertà di contratto, per dirla con Yoda. La cosa preoccupante è il pecoraio che internet è diventata, quando le intenzioni erano tutt'altre, ci vedo un parallelismo con la parabola dei 5 stelle.

      Ieri sera mi sono fatto un giro su Zeronet. Per adesso è come l'internet di una volta, sembra di essere tornati a Geocities. Chissà fino a quando durerà.
      • Avatar
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2019-09-12 15:12:44.0 alle 2019-09-12 15:12:44.0
        Re: Facebook è privata e può fare quello che vuole?
        Scritto da:
        > Scritto da: Ordine
        > > Secondo me no, PRIMO:
        > > TUTTI NOI siamo "privati", ma dobbiamo rispettare le leggi, e lo devono fare anche gli stranieri e le aziende straniere.
        > > Secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Pordenone ( https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-i... che ha condannato Facebook al risarcimento del danno e a riattivare un profilo che aveva arbitrariamente chiuso adducendo "violazioni", l'azienda californiana NON PUO' bannare un utente perché le gira di farlo. E se adduce che quell'utente abbia commesso delle violazioni, le deve dimostrare UNA PER UNA.
        > > Il disclaimer che si firma al momento dell'iscrizione a Facebook impegna entrambi i contraenti ed è equiparato a un contratto; l'azienda NON PUO' recedere unilateralmente con un ban arbitrario.
        > >
        > > SECONDO Nel caso in questione di CPI E FN, l'azienda, oltre a parlare genericamente di "violazioni" SENZA CHIARIRE CHI, COME, DOVE E QUANDO (e dovrebbe farlo singolarmente per CIASCUNO dei profili bannati e delle pagine chiuse) nel suo comunicato dichiara espressamente che ha agito in questo modo sostanzialmente perché considera CasaPound un'associazione "non gradita", accusandola di diffondere odio. Quindi quei profili NON sono stati chiusi perché, che so Mario Rossi di CasaPound ha scritto post razzisti o chissà che, ma semplicemente perché Mario Rossi E' di CasaPound. E ne è prova il fatto che nel loro comunicato aggiungono pure che sarebbe a rischio ban persino chi osasse solidarizzare con CasaPound.
        > >
        > > Infine, vorrei ricordare (e mi auguro lo faccia di nuovo anche un nostro tribunale a Facebook, in un'aula giudiziaria in cui auspico che l'azienda californiana venga di nuovo trascinata) che sono solo ed esclusivamente le nostre istituzioni, magistratura in primis, a stabilire se come e quando un'organizzazione sia "fuorilegge". NON un'azienda privata. Un'azienda privata che ha una sua policy può chiudere la pagina X perché sulla pagina X si diffonde odio e razzismo MA sulle pagine e sui profili oscurati non avveniva MAI nulla del genere (e si sfida Facebook a provare il contrario), e difatti l'azienda li ha oscurati perché a suo dire (ma NON a dire della magistratura italiana né delle istituzioni che di volta in volta le consentivano di partecipare alle elezioni) CasaPound sarebbe una associazione fuorilegge.
        > > Almeno di QUESTO potreste un po' preoccuparvi: del fatto che un'azienda privata straniera si arroga il diritto e il potere di sostituirsi alle nostre istituzioni e prendere decisioni al posto loro e contrarie alle loro.
        >
        > Probabilmente la legge americana permette a facebook più libertà, negli USA c'è più libertà di contratto, per dirla con Yoda. La cosa preoccupante è il pecoraio che internet è diventata

        Una volta c'era solo un elite, poi ha cominciato ad usarlo più di mezzo mondo.

        >, quando le intenzioni erano tutt'altre, ci vedo un parallelismo con la parabola dei 5 stelle.
        >
        > Ieri sera mi sono fatto un giro su Zeronet. Per adesso è come l'internet di una volta, sembra di essere tornati a Geocities. Chissà fino a quando durerà.
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2019-09-12 15:43:53.0 alle 2019-09-12 15:43:53.0
          Re: Facebook è privata e può fare quello che vuole?
          Scritto da:
          > Scritto da:
          > > Scritto da: Ordine
          > > > Secondo me no, PRIMO:
          > > > TUTTI NOI siamo "privati", ma dobbiamo rispettare le leggi, e lo devono fare anche gli stranieri e le aziende straniere.
          > > > Secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Pordenone ( https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-i... che ha condannato Facebook al risarcimento del danno e a riattivare un profilo che aveva arbitrariamente chiuso adducendo "violazioni", l'azienda californiana NON PUO' bannare un utente perché le gira di farlo. E se adduce che quell'utente abbia commesso delle violazioni, le deve dimostrare UNA PER UNA.
          > > > Il disclaimer che si firma al momento dell'iscrizione a Facebook impegna entrambi i contraenti ed è equiparato a un contratto; l'azienda NON PUO' recedere unilateralmente con un ban arbitrario.
          > > >
          > > > SECONDO Nel caso in questione di CPI E FN, l'azienda, oltre a parlare genericamente di "violazioni" SENZA CHIARIRE CHI, COME, DOVE E QUANDO (e dovrebbe farlo singolarmente per CIASCUNO dei profili bannati e delle pagine chiuse) nel suo comunicato dichiara espressamente che ha agito in questo modo sostanzialmente perché considera CasaPound un'associazione "non gradita", accusandola di diffondere odio. Quindi quei profili NON sono stati chiusi perché, che so Mario Rossi di CasaPound ha scritto post razzisti o chissà che, ma semplicemente perché Mario Rossi E' di CasaPound. E ne è prova il fatto che nel loro comunicato aggiungono pure che sarebbe a rischio ban persino chi osasse solidarizzare con CasaPound.
          > > >
          > > > Infine, vorrei ricordare (e mi auguro lo faccia di nuovo anche un nostro tribunale a Facebook, in un'aula giudiziaria in cui auspico che l'azienda californiana venga di nuovo trascinata) che sono solo ed esclusivamente le nostre istituzioni, magistratura in primis, a stabilire se come e quando un'organizzazione sia "fuorilegge". NON un'azienda privata. Un'azienda privata che ha una sua policy può chiudere la pagina X perché sulla pagina X si diffonde odio e razzismo MA sulle pagine e sui profili oscurati non avveniva MAI nulla del genere (e si sfida Facebook a provare il contrario), e difatti l'azienda li ha oscurati perché a suo dire (ma NON a dire della magistratura italiana né delle istituzioni che di volta in volta le consentivano di partecipare alle elezioni) CasaPound sarebbe una associazione fuorilegge.
          > > > Almeno di QUESTO potreste un po' preoccuparvi: del fatto che un'azienda privata straniera si arroga il diritto e il potere di sostituirsi alle nostre istituzioni e prendere decisioni al posto loro e contrarie alle loro.
          > >
          > > Probabilmente la legge americana permette a facebook più libertà, negli USA c'è più libertà di contratto, per dirla con Yoda. La cosa preoccupante è il pecoraio che internet è diventata
          >
          > Una volta c'era solo un elite, poi ha cominciato ad usarlo più di mezzo mondo.

          Ma un conto è mezzo mondo con il proprio sito o blog, un altro è mezzo mondo su Facebook.

          La massa è passata dal sito alle varie piattaforme social perché queste permettono di crearsi un sito, dotato di varie funzionalità, anche senza capire niente di HTML che è difficilerrimo, avevo tentato di insegnarlo a un amico e ha mollato dopo il primo quarto d'ora.
          La massa è passata dal blog alle piattaforme perché col blog devi essere capace di scrivere quattro righe mentre le piattaforme mettono a disposizione un merdaio di funzionalità.
          Funzionalità importantissime per la socializzazione, a cui i creatori di internet e del web non avevano pensato perché incapaci di immedesimarsi nella mente delle scimmie dei normali.

          La differenza è tra chi va in un posto e scatta qualche foto ai luoghi, e chi scatta centinaia di foto a se stesso sulla spiaggia, in varie pose, dentro e fuori dall'acqua, con e senza gelato, in diversi momenti della giornata, da far vedere poi agli amici che contraccambiano con le loro, in una entusiasmante serata dedicata alle recenti vacanze.

          > > , quando le intenzioni erano tutt'altre, ci vedo un parallelismo con la parabola dei 5 stelle.
          > >
          > > Ieri sera mi sono fatto un giro su Zeronet. Per adesso è come l'internet di una volta, sembra di essere tornati a Geocities. Chissà fino a quando durerà.

          Gli ideatori di Zeronet hanno cercato di evitare l'errore degli aspergici creatori del web, e mettono a disposizione applicazioni per farsi il proprio blog, il proprio forum, il proprio twitter e il proprio social. Finché i normali fruiranno delle stesse funzioni sul web non verranno su Zeronet, e ciò è un bene, per adesso ci sono solo hacker, pedofili, veterocomunisti e neofascisti, gente che vende erba e altre porcherie.
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2019-09-12 17:08:30.0 alle 2019-09-12 17:08:30.0
            Re: Facebook è privata e può fare quello che vuole?
            Scritto da:
            > Scritto da:
            > > Scritto da:
            > > > Scritto da: Ordine
            > > > > Secondo me no, PRIMO:
            > > > > TUTTI NOI siamo "privati", ma dobbiamo rispettare le leggi, e lo devono fare anche gli stranieri e le aziende straniere.
            > > > > Secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Pordenone ( https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-i... che ha condannato Facebook al risarcimento del danno e a riattivare un profilo che aveva arbitrariamente chiuso adducendo "violazioni", l'azienda californiana NON PUO' bannare un utente perché le gira di farlo. E se adduce che quell'utente abbia commesso delle violazioni, le deve dimostrare UNA PER UNA.
            > > > > Il disclaimer che si firma al momento dell'iscrizione a Facebook impegna entrambi i contraenti ed è equiparato a un contratto; l'azienda NON PUO' recedere unilateralmente con un ban arbitrario.
            > > > >
            > > > > SECONDO Nel caso in questione di CPI E FN, l'azienda, oltre a parlare genericamente di "violazioni" SENZA CHIARIRE CHI, COME, DOVE E QUANDO (e dovrebbe farlo singolarmente per CIASCUNO dei profili bannati e delle pagine chiuse) nel suo comunicato dichiara espressamente che ha agito in questo modo sostanzialmente perché considera CasaPound un'associazione "non gradita", accusandola di diffondere odio. Quindi quei profili NON sono stati chiusi perché, che so Mario Rossi di CasaPound ha scritto post razzisti o chissà che, ma semplicemente perché Mario Rossi E' di CasaPound. E ne è prova il fatto che nel loro comunicato aggiungono pure che sarebbe a rischio ban persino chi osasse solidarizzare con CasaPound.
            > > > >
            > > > > Infine, vorrei ricordare (e mi auguro lo faccia di nuovo anche un nostro tribunale a Facebook, in un'aula giudiziaria in cui auspico che l'azienda californiana venga di nuovo trascinata) che sono solo ed esclusivamente le nostre istituzioni, magistratura in primis, a stabilire se come e quando un'organizzazione sia "fuorilegge". NON un'azienda privata. Un'azienda privata che ha una sua policy può chiudere la pagina X perché sulla pagina X si diffonde odio e razzismo MA sulle pagine e sui profili oscurati non avveniva MAI nulla del genere (e si sfida Facebook a provare il contrario), e difatti l'azienda li ha oscurati perché a suo dire (ma NON a dire della magistratura italiana né delle istituzioni che di volta in volta le consentivano di partecipare alle elezioni) CasaPound sarebbe una associazione fuorilegge.
            > > > > Almeno di QUESTO potreste un po' preoccuparvi: del fatto che un'azienda privata straniera si arroga il diritto e il potere di sostituirsi alle nostre istituzioni e prendere decisioni al posto loro e contrarie alle loro.
            > > >
            > > > Probabilmente la legge americana permette a facebook più libertà, negli USA c'è più libertà di contratto, per dirla con Yoda. La cosa preoccupante è il pecoraio che internet è diventata
            > >
            > > Una volta c'era solo un elite, poi ha cominciato ad usarlo più di mezzo mondo.
            >
            > Ma un conto è mezzo mondo con il proprio sito o blog, un altro è mezzo mondo su Facebook.
            >
            > La massa è passata dal sito alle varie piattaforme social perché queste permettono di crearsi un sito, dotato di varie funzionalità, anche senza capire niente di HTML che è difficilerrimo, avevo tentato di insegnarlo a un amico e ha mollato dopo il primo quarto d'ora.

            Dubito che la casalingua di arcore sappia di cosa tu stia parlando e di sicuro per lei internet e facebook sono la stessa cosa. Con elite intendo chi ha una minima voglia di applicarsi portando a termine qualcosa (con questo escludo idyoda e GS) ed è dotato di cervello, non una congrega di ritardati da salottino, tipo la dirigenza del pd.

            > La massa è passata dal blog alle piattaforme perché col blog devi essere capace di scrivere quattro righe mentre le piattaforme mettono a disposizione un merdaio di funzionalità.
            > Funzionalità importantissime per la socializzazione, a cui i creatori di internet e del web non avevano pensato perché incapaci di immedesimarsi nella mente delle scimmie dei normali.
            >
            > La differenza è tra chi va in un posto e scatta qualche foto ai luoghi, e chi scatta centinaia di foto a se stesso sulla spiaggia, in varie pose, dentro e fuori dall'acqua, con e senza gelato, in diversi momenti della giornata, da far vedere poi agli amici che contraccambiano con le loro, in una entusiasmante serata dedicata alle recenti vacanze.
            >
            > > > , quando le intenzioni erano tutt'altre, ci vedo un parallelismo con la parabola dei 5 stelle.
            > > >
            > > > Ieri sera mi sono fatto un giro su Zeronet. Per adesso è come l'internet di una volta, sembra di essere tornati a Geocities. Chissà fino a quando durerà.
            >
            > Gli ideatori di Zeronet hanno cercato di evitare l'errore degli aspergici creatori del web, e mettono a disposizione applicazioni per farsi il proprio blog, il proprio forum, il proprio twitter e il proprio social. Finché i normali fruiranno delle stesse funzioni sul web non verranno su Zeronet, e ciò è un bene, per adesso ci sono solo hacker, pedofili, veterocomunisti e neofascisti, gente che vende erba e altre porcherie.

            Stupendo, invece di un ritardato qualsiasi mi ritrovo a leggere un pedofilo malato mentale. Proprio un bel vantaggio..
<softv>

Pagina generata in 53 millisecondi

Utenti attivi: 12 nell'ultimo minuto, 26 negli ultimi cinque minuti, 48 negli ultimi 15 minuti