Secondo me no, PRIMO:
TUTTI NOI siamo "privati", ma dobbiamo rispettare le leggi, e lo devono fare anche gli stranieri e le aziende straniere.
Secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Pordenone ( https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-i...
che ha condannato Facebook al risarcimento del danno e a riattivare un profilo che aveva arbitrariamente chiuso adducendo "violazioni", l'azienda californiana NON PUO' bannare un utente perché le gira di farlo. E se adduce che quell'utente abbia commesso delle violazioni, le deve dimostrare UNA PER UNA.
Il disclaimer che si firma al momento dell'iscrizione a Facebook impegna entrambi i contraenti ed è equiparato a un contratto; l'azienda NON PUO' recedere unilateralmente con un ban arbitrario.
SECONDO Nel caso in questione di CPI E FN, l'azienda, oltre a parlare genericamente di "violazioni" SENZA CHIARIRE CHI, COME, DOVE E QUANDO (e dovrebbe farlo singolarmente per CIASCUNO dei profili bannati e delle pagine chiuse) nel suo comunicato dichiara espressamente che ha agito in questo modo sostanzialmente perché considera CasaPound un'associazione "non gradita", accusandola di diffondere odio. Quindi quei profili NON sono stati chiusi perché, che so Mario Rossi di CasaPound ha scritto post razzisti o chissà che, ma semplicemente perché Mario Rossi E' di CasaPound. E ne è prova il fatto che nel loro comunicato aggiungono pure che sarebbe a rischio ban persino chi osasse solidarizzare con CasaPound.
Infine, vorrei ricordare (e mi auguro lo faccia di nuovo anche un nostro tribunale a Facebook, in un'aula giudiziaria in cui auspico che l'azienda californiana venga di nuovo trascinata) che sono solo ed esclusivamente le nostre istituzioni, magistratura in primis, a stabilire se come e quando un'organizzazione sia "fuorilegge". NON un'azienda privata. Un'azienda privata che ha una sua policy può chiudere la pagina X perché sulla pagina X si diffonde odio e razzismo MA sulle pagine e sui profili oscurati non avveniva MAI nulla del genere (e si sfida Facebook a provare il contrario), e difatti l'azienda li ha oscurati perché a suo dire (ma NON a dire della magistratura italiana né delle istituzioni che di volta in volta le consentivano di partecipare alle elezioni) CasaPound sarebbe una associazione fuorilegge.
Almeno di QUESTO potreste un po' preoccuparvi: del fatto che un'azienda privata straniera si arroga il diritto e il potere di sostituirsi alle nostre istituzioni e prendere decisioni al posto loro e contrarie alle loro.
TUTTI NOI siamo "privati", ma dobbiamo rispettare le leggi, e lo devono fare anche gli stranieri e le aziende straniere.
Secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Pordenone ( https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-i...
che ha condannato Facebook al risarcimento del danno e a riattivare un profilo che aveva arbitrariamente chiuso adducendo "violazioni", l'azienda californiana NON PUO' bannare un utente perché le gira di farlo. E se adduce che quell'utente abbia commesso delle violazioni, le deve dimostrare UNA PER UNA.Il disclaimer che si firma al momento dell'iscrizione a Facebook impegna entrambi i contraenti ed è equiparato a un contratto; l'azienda NON PUO' recedere unilateralmente con un ban arbitrario.
SECONDO Nel caso in questione di CPI E FN, l'azienda, oltre a parlare genericamente di "violazioni" SENZA CHIARIRE CHI, COME, DOVE E QUANDO (e dovrebbe farlo singolarmente per CIASCUNO dei profili bannati e delle pagine chiuse) nel suo comunicato dichiara espressamente che ha agito in questo modo sostanzialmente perché considera CasaPound un'associazione "non gradita", accusandola di diffondere odio. Quindi quei profili NON sono stati chiusi perché, che so Mario Rossi di CasaPound ha scritto post razzisti o chissà che, ma semplicemente perché Mario Rossi E' di CasaPound. E ne è prova il fatto che nel loro comunicato aggiungono pure che sarebbe a rischio ban persino chi osasse solidarizzare con CasaPound.
Infine, vorrei ricordare (e mi auguro lo faccia di nuovo anche un nostro tribunale a Facebook, in un'aula giudiziaria in cui auspico che l'azienda californiana venga di nuovo trascinata) che sono solo ed esclusivamente le nostre istituzioni, magistratura in primis, a stabilire se come e quando un'organizzazione sia "fuorilegge". NON un'azienda privata. Un'azienda privata che ha una sua policy può chiudere la pagina X perché sulla pagina X si diffonde odio e razzismo MA sulle pagine e sui profili oscurati non avveniva MAI nulla del genere (e si sfida Facebook a provare il contrario), e difatti l'azienda li ha oscurati perché a suo dire (ma NON a dire della magistratura italiana né delle istituzioni che di volta in volta le consentivano di partecipare alle elezioni) CasaPound sarebbe una associazione fuorilegge.
Almeno di QUESTO potreste un po' preoccuparvi: del fatto che un'azienda privata straniera si arroga il diritto e il potere di sostituirsi alle nostre istituzioni e prendere decisioni al posto loro e contrarie alle loro.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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■ @ 2019-09-12 00:07:09.0 di Non Autenticato
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■ @ 2019-09-12 15:12:44.0 di Non Autenticato
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■ @ 2019-09-12 15:43:53.0 di Non Autenticato
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■ @ 2019-09-12 17:08:30.0 di Non Autenticato
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