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    il 2026-07-13 11:48:12.0 alle 2026-07-13 11:48:12.0
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    Sulla base di quale diritto il popolo può impedire a qualcuno di entrare?
    Abbiamo già visto diverse volte che da un punto di vista liberale/libertario la proprietà della terra in generale è una cosa insostenibile perché si fonda sulla violenza.

    La maggior parte dei sedicenti liberali la sostengono facendo un grosso errore logico, dal momento che tradiscono il principio fondamentale di liberalismo/libertarismo, cioè il principio di non aggressione: su questo punto sono più liberali i comunisti!

    Cominciamo a capire quali sono i ragionamenti (errati) dei liberali per giustificare la proprietà della terra, per poi successivamente capire dove sono gli errori nei loro argomenti e per poi infine capire che la logica conclusione è che nessuno ha il diritto di impedire a una persona pacifica di entrare in uno stato.



    Ebbene, John Locke sosteneva che la proprietà sia un diritto che discende fondamentalmente dal lavoro libero. In pratica dal punto di vista liberale bisogna prima di tutto abolire la schiavitù, però se tu abolissi la schiavitù e non facessi leggi a difesa della proprietà privata gli ex padroni degli schiavi potrebbero derubarli del loro lavoro una volta che vengono liberati.
    Perciò Locke intuiva giustamente che un lavoratore poteva essere davvero libero se la legge protegge non solo i suoi diritti di libertà, ma anche i frutti del suo lavoro.

    Il problema qual è? Che questo ragionamento è valido solo per quanto riguarda la creazioni umane, cioè le cose che sono state create dal lavoro umano. Non si può giustificare con questo argomento la proprietà di una risorsa naturale!

    La terra è una risorsa naturale, non l'ha creata l'uomo, quindi non può esistere un essere umano che ha più diritto di un altro essere umano di godere di una terra!

    John Locke questo lo capiva, e infatti si inventò un modo di raggirare la cosa con grande arrampicamento di vetrate insaponate: disse che se una persona mischia il proprio lavoro con la natura, allora la risorsa naturale diventa sua perché è stata lavorata.
    L'errore di questo ragionamento sta nel partire dal presupposto che le risorse naturali non abbiano un proprietario e che quindi uno possa decidere liberamente di lavorarle, senza chiedere il permesso a nessuno.

    In realtà ciò che la natura ha creato appartiene in maniera uguale a tutti gli esseri umani! Non è che uno possa rubare con la scusa di aver migliorato qualcosa, altrimenti io ti prendo il telefonino, lo miglioro, e poi dico che è diventato mio perché ci ho messo il lavoro per migliorarlo!



    Ora, i discorsi logicamente fallaci di Locke si riferivano più che altro all'appropriazione individuale della terra, ma si possono applicare anche per le nazioni!

    Infatti qualcuno potrebbe giustificare la proprietà terriera di una nazione sulla base degli stessi argomenti, cioè che lo stato ha colonizzato e lavorato la terra e che quindi è di sua proprietà.

    Anche qui la fallacia è la stessa: sostenere che prima dell'arrivo dello stato quelle terre non avessero un proprietario, ma in realtà quelle terre appartenevano già a tutti!

    Ecco perché uno stato non può dire di essere proprietario della terra che amministra! Può dire di esserne l'amministratore, e questo è un fatto innegabile, ma essere amministratore di qualcosa e esserne il proprietario sono cose differenti: una cosa non implica automaticamente l'altra!

    Se lo stato non è il proprietario della terra, allora non può impedire a una persona pacifica di entrare nella terra da egli amministrata!


    "Quindi, Mattia, tu faresti entrare cani e porci?"


    Grazie per la domanda! No, non ho detto questo: ho parlato appunto di persone pacifiche! Infatti in base alla logica liberale/libertaria la violenza è giustificabile in un caso (UNO SOLTANTO): la difesa/autodifesa da chi commette violenze contro gli altri.

    Ecco perché io sono favorevole alla legge svizzera che permette di espellere dal territorio uno straniero che commette crimini: la violenza contro un criminale non è una cosa sbagliata!

    Quindi la questione è che le persone devono poter entrare liberamente, poi la parte di loro che si rivela essere criminale la si può anche sbattere fuori! Le persone pacifiche invece vanno lasciate in pace!


    Domande? Osservazioni?

    **Modificato dall'autore il 13.07.2026 11:55**
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      il 2026-08-08 17:53:12.0 alle 2026-08-08 17:53:12.0
      Re: Sulla base di quale diritto il popolo può impedire a qualcuno di entrare?
      Sulla base di quale diritto decidi chi può o non può entrare in casa tua?

      > Abbiamo già visto diverse volte che da un punto di vista liberale/libertario la proprietà della terra in generale è una cosa insostenibile

      È una tua opinione, non il punto di vista liberale.
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        il 2026-08-12 13:16:42.0 alle 2026-08-12 13:16:42.0
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        Re: Sulla base di quale diritto il popolo può impedire a qualcuno di entrare?
        Scritto da:
        > Sulla base di quale diritto decidi chi può o non può entrare in casa tua?

        L'ho già spiegato diverse volte, ma evidentemente le persone sono troppe stupide per capire dei ragionamenti banali.

        Io sostengo ad esempio che la proprietà privata delle spiagge non debba essere permessa, ma che si debba permettere ad alcuni imprenditori di fornire servizi di vari genere ai bagnanti: ristorazione, noleggio lettini/ombrelloni, noleggio pedalò, sport acquatici, ecc ecc...

        Il concetto è che per guadagnare uno non deve poter sbarrare l'accesso alla spiaggia per poi far pagare per la sola entrata, ma che deve vendere servizi utili che i bagnanti possono facoltativamente acquistare.

        Fin qui ci sei?


        Bene, ora: capirai anche te che il fatto che la spiaggia non sia proprietà privata non implica che gli oggetti che ci stanno sopra non lo siano. Le bibite e gli snack venduti dal ristorante, i lettini, gli ombrelloni, i pedalò, gli effetti personali dei bagnanti, ecc ecc... sono proprietà privata.

        Non è che siccome una terra non è proprietà privata allora significa che gli oggetti posti sopra di essa non lo siano!


        La casa è un oggetto immobile posto al di sopra di una terra. La differenza tra uno zaino posto sopra una spiaggia e una casa sta solo nel fatto che uno dei due oggetti è molto più grande e pesante dell'altro, ma entrambi sono oggetti personali, e quindi proprietà privata!


        Ho mai detto che qualcuno può entrare liberamente in casa tua oppure sedersi sopra il TUO asciugamano in spiaggia senza il tuo permesso? Assolutamente no, quindi non mettermi in bocca cose che non ho mai detto!

        L'implicazione logica dell'essere proprietari della propria casa, ma non della terra sottostante, è che lo stato ti può far sloggiare qualora ci si renda conto che sei troppo in mezzo ai coglioni, ma non significa che la gente possa entrare in casa tua.
        Farti sloggiare naturalmente ti causa un danno materiale perché la casa è un oggetto immobile, quindi lo stato deve darti i soldi per costruirnee una equivalente da un'altra parte.

        Nel caso dei servizi balneari, fortunatamente lo stato non deve dare nessun risarcimento se decide di far sloggiare qualcuno, perché pedalò, ombrelloni, bibite e snack sono oggetti mobili.



        Concludo: perché la proprietà privata degli artefatti è giustificata ma quella della terra no? Perché produrre artefatti richiede lavoro, e la funzione della proprietà privata deve essere quella di difendere i diritti di chi lavora.
        La natura invece non è una creazione umana: il mare, le spiagge, i boschi, e i siti naturali di vario genere esistono da prima degli umani, per cui non esiste nessun argomento razionale per sostenere che un uomo abbia più diritto di tutti gli altri di godere di una risorsa naturale.


        La terra in origine non era nient'altro che natura. Dove adesso sorge un centro commerciale, una volta magari c'era un bosco.
        Il bosco era un patrimonio comune dell'umanità: lo stato ha fatto una votazione per decidere se distruggere quel bosco per costruire un centro commerciale?

        Se uno individuo potesse privatizzare un pezzo di terra senza chiedere il permesso a nessuno, come sostengono gli anarco-capitalisti, qualsiasi idiota potrebbe distruggere un pezzo di bosco senza chiedere il permesso a nessuno! Se invece si parte dal presupposto che la terra sia un bene comune, allora ecco che la popolazione ha voce in capitolo per prendere decisioni riguardo a cosa si può o non si può fare!

        > > Abbiamo già visto diverse volte che da un punto di vista liberale/libertario la proprietà della terra in generale è una cosa insostenibile
        >
        > È una tua opinione, non il punto di vista liberale.

        Il punto è che i liberali si contraddicono.

        Partendo dal principio di non aggressione (NAP), la conclusione logica è che privatizzare un pezzo di terra è una violazione del principio. Infatti per privatizzare un pezzo di terra devi usare la violenza sugli altri per impedirgli l'accesso al sito!

        Immagina: tu è da 40 anni che vai a fare il bagno in una spiaggia libera e poi arriva un cazzone che la recinta e dice che devi dargli 10 euro se vuoi entrare. Sparare in testa a questo coglione è autodifesa o no?

        **Modificato dall'autore il 12.08.2026 13:18**
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          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2026-08-12 14:55:39.0 alle 2026-08-12 14:55:39.0
          Re: Sulla base di quale diritto il popolo può impedire a qualcuno di entrare?
          Scritto da: Mattia
          > Scritto da:
          > > Sulla base di quale diritto decidi chi può o non può entrare in casa tua?
          >
          > L'ho già spiegato diverse volte, ma evidentemente le persone sono troppe stupide per capire dei ragionamenti banali.
          >
          > Io sostengo ad esempio che la proprietà privata delle spiagge non debba essere permessa, ma che si debba permettere ad alcuni imprenditori di fornire servizi di vari genere ai bagnanti: ristorazione, noleggio lettini/ombrelloni, noleggio pedalò, sport acquatici, ecc ecc...
          >
          > Il concetto è che per guadagnare uno non deve poter sbarrare l'accesso alla spiaggia per poi far pagare per la sola entrata, ma che deve vendere servizi utili che i bagnanti possono facoltativamente acquistare.
          >
          > Fin qui ci sei?

          In Italia è esattamente così. Anche negli stabilimenti in concessione la battigia è libera e chiunque vi può transitare, e l'accesso alla spiaggia non è impedito.

          > Bene, ora: capirai anche te che il fatto che la spiaggia non sia proprietà privata non implica che gli oggetti che ci stanno sopra non lo siano. Le bibite e gli snack venduti dal ristorante, i lettini, gli ombrelloni, i pedalò, gli effetti personali dei bagnanti, ecc ecc... sono proprietà privata.
          >
          > Non è che siccome una terra non è proprietà privata allora significa che gli oggetti posti sopra di essa non lo siano!
          >
          >
          > La casa è un oggetto immobile posto al di sopra di una terra. La differenza tra uno zaino posto sopra una spiaggia e una casa sta solo nel fatto che uno dei due oggetti è molto più grande e pesante dell'altro, ma entrambi sono oggetti personali, e quindi proprietà privata!
          >
          >
          > Ho mai detto che qualcuno può entrare liberamente in casa tua oppure sedersi sopra il TUO asciugamano in spiaggia senza il tuo permesso? Assolutamente no, quindi non mettermi in bocca cose che non ho mai detto!
          >
          > L'implicazione logica dell'essere proprietari della propria casa, ma non della terra sottostante, è che lo stato ti può far sloggiare

          Questo è proprio il punto che dà fastidio a me.

          > qualora ci si renda conto che sei troppo in mezzo ai coglioni, ma non significa che la gente possa entrare in casa tua.
          > Farti sloggiare naturalmente ti causa un danno materiale perché la casa è un oggetto immobile, quindi lo stato deve darti i soldi per costruirnee una equivalente da un'altra parte.
          >
          > Nel caso dei servizi balneari, fortunatamente lo stato non deve dare nessun risarcimento se decide di far sloggiare qualcuno, perché pedalò, ombrelloni, bibite e snack sono oggetti mobili.
          >
          >
          >
          > Concludo: perché la proprietà privata degli artefatti è giustificata ma quella della terra no? Perché produrre artefatti richiede lavoro, e la funzione della proprietà privata deve essere quella di difendere i diritti di chi lavora.

          Sempre con sta fissa del lavoro.

          > La natura invece non è una creazione umana: il mare, le spiagge, i boschi, e i siti naturali di vario genere esistono da prima degli umani, per cui non esiste nessun argomento razionale per sostenere che un uomo abbia più diritto di tutti gli altri di godere di una risorsa naturale.
          >
          >
          > La terra in origine non era nient'altro che natura. Dove adesso sorge un centro commerciale, una volta magari c'era un bosco.
          > Il bosco era un patrimonio comune dell'umanità: lo stato ha fatto una votazione per decidere se distruggere quel bosco per costruire un centro commerciale?

          Il bosco è stato convertito in campo molto prima che esistessero lo stato e le votazioni, e molto prima che avesse un senso proteggere i boschi. Qualcuno è arrivato in un posto che non era di nessuno, vi si è stabilito e ha iniziato a trasformare il terreno. Quella terra è diventata sua ed è poi passata da un proprietario all'altro per eredità o per vendita.

          > Se uno individuo potesse privatizzare un pezzo di terra senza chiedere il permesso a nessuno, come sostengono gli anarco-capitalisti, qualsiasi idiota potrebbe distruggere un pezzo di bosco senza chiedere il permesso a nessuno! Se invece si parte dal presupposto che la terra sia un bene comune, allora ecco che la popolazione ha voce in capitolo per prendere decisioni riguardo a cosa si può o non si può fare!

          Questo principio anarco capitalista oggi è ingiustificato perché la terra non privata non è più res nullius, ma res omnium. Il diritto di homesteading appartiene a un tempo che non esiste più. La giustificazione di questo mutamento è nel fatto che la terra selvaggia è diventata un bene scarso, per cui acquista un senso impedire al privato di impadronirsene. Ma per tutti i secoli in cui era un bene abbondante gli individui se ne sono impadroniti.

          Le leggi per la tutela dei boschi risalgono al medioevo, quando la terra ha iniziato a scarseggiare. Prima ognuno prendeva quello che gli serviva, e non c'era nemmeno tutta questa corsa a farlo, come non c'è oggi. Chi è entrato in possesso di un pezzo di terra quando era legale farlo ora ne detiene il titolo, e volendo lo stato potrebbe persino acquistare terre per ricondurle al demanio pubblico, se ci fosse una ragione per farlo. Curiosamente quando c'è, lo stato non lo fa.

          As esempio se lo stato volesse potrebbe acquistare alloggi in vendita per dare una casa a chi non ce l'ha e non può permettersi di affittare, ma in Italia non avviene.

          > > > Abbiamo già visto diverse volte che da un punto di vista liberale/libertario la proprietà della terra in generale è una cosa insostenibile
          > >
          > > È una tua opinione, non il punto di vista liberale.
          >
          > Il punto è che i liberali si contraddicono.
          >
          > Partendo dal principio di non aggressione (NAP), la conclusione logica è che privatizzare un pezzo di terra è una violazione del principio. Infatti per privatizzare un pezzo di terra devi usare la violenza sugli altri per impedirgli l'accesso al sito!

          Oggi sì, in passato no! L'interesse odierno a che la terra oggi non sia più arbitrariamente privatizzabile dal primo che arriva non inficia i diritti di proprietà sulla terra privatizzata quando questo interese non c'era.

          Non hanno senso le teorizzazioni politiche sulla base di principi astratti, al di là della speculazione in sé. Su questi si basa la matematica, ma già in fisica sono più dannosi che utili, infatti il problema di Hilbert di assiomatizzare la fisica è stato accantonato.

          > Immagina: tu è da 40 anni che vai a fare il bagno in una spiaggia libera e poi arriva un cazzone che la recinta e dice che devi dargli 10 euro se vuoi entrare. Sparare in testa a questo coglione è autodifesa o no?

          Infatti la spiaggia libera è dello stato. Il problema è che dove non ci sono gli stabilimenti il comune deve intervenire a pulire le porcherie, per cui gli stabilimenti svolgono pure un servizio utile. Poi c'è il problema delle concessioni, che ora sono una sorta di privilegio feudale di determinate famiglie, ma in regime di libero mercato finirebbero nelle mani di catene multinazionali.
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            Scritto da
            il 2026-08-13 12:12:27.0 alle 2026-08-13 12:12:27.0
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            Re: Sulla base di quale diritto il popolo può impedire a qualcuno di entrare?
            Scritto da:
            > In Italia è esattamente così. Anche negli stabilimenti in concessione la battigia è libera e chiunque vi può transitare, e l'accesso alla spiaggia non è impedito.

            Lo so, ma il punto è proprio che l'Italia fa bene a gestire queste cose con le concessioni e non con la proprietà privata!

            In Svizzera ci sono spiagge private, vuoi sapere come funziona?
            Ti faccio un esempio concreto di una spiaggia privata della mia zona: paghi 6 franchi (6 euro con il cambio attuale) solo per poter entrare e metterti giù con il tuo asciugamano, e non hai nessun servizio incluso nel prezzo.

            Se vuoi lettino/ombrellone devi pagare extra e non hai un buono di consumo per il servizio bar/ristorante.

            Per poter usare i gonfiabili in acqua devi pagare un extra e in un periodo erano persino riusciti a chiudere il parco giochi dei bambini e far pagare un extra anche per quello.



            La questione è molto semplice direi: la proprietà privata ti permette di lucrare sulla natura senza dover dare nessun servizio aggiuntivo rispetto a quello che ti viene dato dalla natura. Perché io devo pagare un'altra persona per un servizio dato dalla natura?

            Un sistema economico deve essere orientato ai servizi per essere utile e produttivo, non alla proprietà privata! Ognuno deve poter entrare liberamente in spiaggia, poi gli imprenditori possono vendere servizi utili ai bagnanti che li consumano facoltativamente. In questo modo gli imprenditori sono costretti a creare un valore aggiunto e non possono semplicemente parassitare sugli altri sfruttando la bellezza della natura!

            > Questo è proprio il punto che dà fastidio a me.

            Supponiamo che un sovrano nel passato abbia permesso la creazione di una serie di proprietà private una in fila all'altra in una valle sbarrando il passaggio, magari lasciando solo un piccolo sentiero a misura di pedone per transitare.

            Secondo te gli uomini del 2026 devono fare il giro del mondo per superare lo sbarramento, oppure la cosa più razionale è espropriare per permettere la costruzione di una strada decente + ferrovia?

            Per me la questione è semplice: la libertà di movimento deve avere la precedenza sulla proprietà privata, perché per me il sistema deve essere fondato prima di tutto sulla libertà!
            Per rendere chiara la cosa a tutti, trasformerei tutte le proprietà private in concessioni e sul contratto di concessione ci sarebbe scritto che lo stato può farti sloggiare in caso di pubblica necessità ma che avrai il diritto a un indennizzo per costruire da un'altra parte.

            > Sempre con sta fissa del lavoro.

            I diritti dei lavoratori sono l'unica cosa che giustifica la proprietà privata!

            Infatti l'unica ragione razionale per affermare che Daniele abbia più diritti su un determinato oggetto rispetto a tutti gli altri esseri umani è che questo è stato creato dal suo lavoro!
            Se non esistesse un umano che ha più meriti di tutte le altre persone per l'esistenza di quell'oggetto, che razionalità ci sarebbe nella proprietà privata?

            Adesso magari qualcuno replicherà che Daniele può essere il proprietario dell'oggetto perché l'ha comprato, e questo è ovvio, ma io sto parlando dei diritti di proprietà originali!
            Colui che ha creato l'oggetto è libero di venderlo ad altri trasferendo la proprietà privata, ma il proprietario originale è quello che ha creato l'oggetto!


            Il motivo per cui sono favorevole alla proprietà degli artefatti, ma non alla proprietà della terra, è che la proprietà dei primi ha senso perché sono cose che non esistono in natura e che richiedono il lavoro di qualcuno per essere create, mentre la terra in origine è natura, e la natura è una cosa che esiste e basta, non è stata creata dal lavoro di qualcuno, quindi sulla natura tutti gli esseri umani dovrebbero avere gli stessi diritti!

            Dove adesso sorge un centro commerciale, una volta magari c'era un bosco, e il bosco era un bene naturale, patrimonio dell'umanità.

            Vuoi disboscare un'area per costruire un centro commerciale? Allora presenti il progetto allo stato e chiedi una concessione per costruire. Lo stato deve poi iniziare le varie procedure per decidere se approvare oppure no il progetto, e se lo approva deve rendere pubblica la decisione cosicché il popolo possa opporsi.
            Se qualcuno riesce a raccogliere abbastanza firme per un referendum, il popolo va alle urne per votare: "Sei favore a disboscare l'area XY per costruire un centro commerciale?".

            Se anche il popolo approva, allora si costruisce questo benedetto centro commerciale, ma la terra sottostante non deve diventare proprietà privata, deve essere una concessione, così se il popolo 40 anni dopo si pente delle decisione presa e vuole ripristinare il bosco lo può fare.

            Il proprietario del centro commerciale in tal caso si prenderà un indennizzo e costruirà da un'altra parte.

            > Il bosco è stato convertito in campo molto prima che esistessero lo stato e le votazioni, e molto prima che avesse un senso proteggere i boschi. Qualcuno è arrivato in un posto che non era di nessuno, vi si è stabilito e ha iniziato a trasformare il terreno. Quella terra è diventata sua ed è poi passata da un proprietario all'altro per eredità o per vendita.

            Come ho scritto in TP, se tu vuoi avere la tua spiaggetta privata senza nessuno che ti rompe le balle vai su un'isola deserta.
            Nel momento in cui però l'isola comincia a essere popolata, devi accettare altre persone arriveranno sulla spiaggia. Non è che siccome tu sei arrivato per primo puoi usare la violenza sulle altre persone per impedirgli di godersi la natura come fai tu!

            > As esempio se lo stato volesse potrebbe acquistare alloggi in vendita per dare una casa a chi non ce l'ha e non può permettersi di affittare, ma in Italia non avviene.

            Le case popolari anche no eh! Meglio il sistema svizzero in cui l'assistenza sociale ti aiuta ad affittare un alloggio dal mercato immobiliare privato!

            I privati essendo soggetti ala concorrenza devono fornire un servizio di qualità minima, lo stato invece spesso lascia appassire ciò che gestisce!

            > Infatti la spiaggia libera è dello stato. Il problema è che dove non ci sono gli stabilimenti il comune deve intervenire a pulire le porcherie, per cui gli stabilimenti svolgono pure un servizio utile. Poi c'è il problema delle concessioni, che ora sono una sorta di privilegio feudale di determinate famiglie, ma in regime di libero mercato finirebbero nelle mani di catene multinazionali.

            Non ho nulla contro le concessioni purché l'accesso alla spiaggia sia libero e uno debba pagare solo se vuole servizi, tipo noleggio lettino+ombrellone.

            Infatti quando vengo in vacanza in Italia pago per avere un servizio superiore rispetto a quello che avrei sulla spiaggia libera, cioè ho lettino e ombrellone.
            In Svizzera invece nella spiagge private pago solo per entrare e non ho un servizio superiore rispetto a quello che avrei in una spiaggia libera!

            Comunque sia, non c'è niente di male nel fatto che lo stato pulisca le spiagge, altrimenti uno deve lamentarsi anche per il fatto che pulisce piazze, parchi, strade e boschi! Di base è appunto un compito dello stato tenere pulita la terra demaniale!

            Tra l'altro con GOOGLE GEMINI ho provato a calcolare quanto costerebbe ai contribuenti ticinesi mantenere tutte le spiagge attualmente private. Si parla di tipo 3 franchi all'anno per persona se bisogna solo pulire le spiagge e di 20 franchi all'anno per persona se si vogliono anche mettere i bagnini.

            Ne vale la pena? Direi di si, visto che per entrare nella spiaggia di cui parlavo sopra paghi 6 franchi a giornata!


            **Modificato dall'autore il 13.08.2026 12:17**
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