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    Scritto da
    Non Autenticato
    il 2005-04-22 23:38:00.0 alle 2005-04-22 23:38:00.0
    x puffa
    Con colpi veloci dipingi il
    mio volto sulla tela,
    con lunghe pennellate
    piene di colore, forti di contrasti
    allunghi il mio corpo
    su quel letto che domina la stanza,
    che vive impresso
    nella tua rosea realtà
    tra le pareti dipinte di
    una tenera primavera
    che spinge dalle finestre aperte,
    e sotto il soffitto d'argento
    come il riflesso del sole
    nella coppa che stringi e dove
    intingi il pennello
    come nel mio cuore, tra le tue
    visioni che riporti precise
    ai tuoi tratti
    ai grumi di tempera che sciogli
    e spandi come la mia vita.
    Dipingi e ti allontani
    lasci ai segni le parole dell'addio
    al pennello il commiato
    e l'abbandono sfugge per un
    attimo dal tuo viso, compreso
    nel tuo ruolo di geografo
    del mio corpo e delle tue oscurità
    e mi coglie nello sguardo
    come ad inquadrare una forma
    per un attimo persa dalla vista
    dell'insieme.
    Il tuo occhio mi fruga
    come a cercare un contorno
    su cui far scivolare i mesi
    e le parole di un amore
    diviso come le tempere
    che asciugano e regalano
    al futuro l'attimo furtivo
    di un romanzo che finisce.
    L'attimo privato di un tracollo,
    il secondo in cui c'era
    e da cui tutto cesserà
    nel buio della tela
    che non verrà più
    nel quadro che dopo
    nessuno mai dipingerà

    Anonimo artista
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2005-04-22 23:42:00.0 alle 2005-04-22 23:42:00.0
      Re: x puffa

      - Scritto da: Anonimo
      > Con colpi veloci dipingi il
      > mio volto sulla tela,
      > con lunghe pennellate
      > piene di colore, forti di contrasti
      > allunghi il mio corpo
      > su quel letto che domina la stanza,
      > che vive impresso
      > nella tua rosea realtà
      > tra le pareti dipinte di
      > una tenera primavera
      > che spinge dalle finestre aperte,
      > e sotto il soffitto d'argento
      > come il riflesso del sole
      > nella coppa che stringi e dove
      > intingi il pennello
      > come nel mio cuore, tra le tue
      > visioni che riporti precise
      > ai tuoi tratti
      > ai grumi di tempera che sciogli
      > e spandi come la mia vita.
      > Dipingi e ti allontani
      > lasci ai segni le parole dell'addio
      > al pennello il commiato
      > e l'abbandono sfugge per un
      > attimo dal tuo viso, compreso
      > nel tuo ruolo di geografo
      > del mio corpo e delle tue oscurità
      > e mi coglie nello sguardo
      > come ad inquadrare una forma
      > per un attimo persa dalla vista
      > dell'insieme.
      > Il tuo occhio mi fruga
      > come a cercare un contorno
      > su cui far scivolare i mesi
      > e le parole di un amore
      > diviso come le tempere
      > che asciugano e regalano
      > al futuro l'attimo furtivo
      > di un romanzo che finisce.
      > L'attimo privato di un tracollo,
      > il secondo in cui c'era
      > e da cui tutto cesserà
      > nel buio della tela
      > che non verrà più
      > nel quadro che dopo
      > nessuno mai dipingerà
      >
      > Anonimo artista

      arrapaho?
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