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il 2007-07-02 12:39:00.0 alle 2007-07-02 12:39:00.0
Turismo sessuale, le rotte dei pedofili
Turismo sessuale, le rotte dei pedofili (prima parte)

da: http://www.rai.it/news/popupstampanews/0,9229,7209...



Ogni anno oltre 250.000 pedofili si spostano dai paesi ricchi dell'Occidente e dell'Asia industrializzata verso l'Asia sudorientale, l’Africa, il Brasile, il Nord America, l’Australia e l’Europa a caccia di minorenni. L’offerta è ampia: nonostante la mancanza di dati statistici precisi, si ritiene che due milioni (qualcuno ne indica addirittura dieci) di ragazzi con meno di 16 anni popolino le strade e i bordelli di un mercato planetario. Sullo sfondo, la simbiosi tra la pedofilia e il crimine organizzato, che gode di un giro di affari dai 5 ai 7 miliardi di dollari l’anno.



''La differenza tra il pedofilo e il violentatore corrisponde a quella tra proporre e imporre” teorizzava nel 1996 William Andraghetti, 40 anni, operatore turistico bolognese e pedofilo dichiarato, “il pedofilo propone un rapporto a un minore, che puo' accettare o rifiutare, mentre il violentatore si prende comunque il piacere con la forza''. Cinque anni dopo, dal palco del Congresso di Stoccolma, una ragazzina filippina spiegò: “Qui nelle Filippine la situazione è tale che per sopravvivere occorre prostituirsi. E questi bambini ne hanno bisogno, perché le famiglie non possono mantenerli. Ecco perché vanno con i turisti”.



Poco prima Fili, vissuta fin da piccola per le strade di una cittadina brasiliana, aveva raccontato: “I clienti che hanno avuto rapporti sessuali con me mi hanno trattata tanto male che se avessi avuto una pistola li avrei uccisi. Una notte non riuscivo a dormire, sentivo gridare una ragazza, aveva 16 anni, stava vicino al mio bordello… A un certo punto la sentii gridare forte, come avessero colpito una parte molto sensibile del suo corpo… poi ci fu il silenzio, pensai che l’avessero colpita di nuovo. Al mattino dopo la ragazza morì” (da “L’Arcipelago della Vergogna” di Piero Monni). A Bangkok, l’85% delle prostitute bambine ha segni evidenti di maltrattamenti, come bruciature di sigarette, fratture, tracce di lacerazione, inflitte sia dai tenutari sia dai clienti. Più dell’88%, tra gli 8 e i 16 anni, ha una malattia sessualmente trasmissibile. E l’incubo può anche cominciare a 6 anni.



Non esiste alcun bambino che entri coscientemente o liberamente nel commercio della prostituzione. Per attirare quelli che vivono sulle strade al pedofilo basta un dollaro; per altri è sufficiente un regalo alla famiglia, un televisore, un ventilatore. Per il reclutamento nei bordelli, poi, vale qualsiasi espediente, anche avere una relazione amorosa con la vittima e quindi venderla. O comprare la bambina direttamente dalla famiglia.



A Bali agisce il racket australiano della pedofilia: ricorre anche a finte adozioni di bambini da famiglie poverissime, per poi sottoporli ad abusi sessuali. E un nutrito gruppo di australiani residenti nell'isola organizza tour incentrati sul sesso con i minori, al punto che Bali e' stata identificata come rifugio sicuro per i pedofili con un numero crescente di 'clienti', indipendenti e organizzati, che visitano l'isola o vi si insediano con il solo fine di abusare di bambini.



A metà degli anni ’90, Luisa Eluf, segretaria nazionale dei diritti di cittadinanza del ministero Federale di Giustizia del Brasile, lanciò un’accusa: “Il Brasile è responsabile per la situazione allarmante della prostituzione infantile, perché vende sesso all’estero. L’immagine del paese viene commercializzata attraverso le agenzie di turismo internazionale; i turisti accorrono alla ricerca del sesso facile”. Non lontano da Brasilia c’era una casa specializzata nel commercio di imeni, che nella regione viene chiamato "sigillo". La maggior parte delle prostitute reclutate erano bambine. Il motivo è elementare: a diciotto anni una prostituta è finita, consumata dalle malattie. Maria Luíza Pinheiro, psicologa del Centro Brasiliano per l'Infanzia e l'Adolescenza, ha riferito di una battuta comune tra gli estimatori di bambine: "Ha passato i 15 chili, è pronta".



Le cronache di quel tempo ci rimandarono anche l’orrore di “Casa di Dalva”, un edificio di circa duecento metri quadrati a 10 km da Imperatrizin, cittadina non lontano da Brasilia. In quella casa si tenevano aste di bambine vergini. Venivano organizzate da Maria Dalva Bandeira, una ex professoressa. Quando arrivava una bambina "sigillata", veniva fatto un annuncio in città: chi pagava di più comprava il diritto di essere il primo. Gli uomini si accalcavano nella sala, Dalva presentava la bambina ben vestita, truccata e con i capelli ben pettinati. A quel punto cominciavano le offerte. L’attività continuò fiorente fino al giorno in cui accadde che la vergine era la figlia di un sergente riformato della Polizia Militare. Infuriato, pretese un'azione immediata della polizia.





Secondo l’End Child Prostitution, Pornography And Trafficking, rete internazionale di organizzazioni che operano per eliminare la prostituzione e la pornografia infantili e il traffico di minori a scopo sessuale, le origini della prostituzione minorile legata al turismo sono da ricercare nelle licenze-premio concesse ai soldati americani in Thailandia durante la guerra del Vietnam, e nella loro permanenza nelle basi Usa nelle Filippine.



Alla fine del conflitto vi fu un improvviso arresto del flusso di turisti-clienti e questi paesi si organizzarono per aumentare il turismo "civile", ma la presenza di così tante prostitute, di qualsiasi età e sesso, disoccupate (circa 500.000 nella sola Thailandia) fu determinante. Seguirono poi altri paesi come l'Indonesia, lo Sri Lanka, il Pakistan, l'India, la Cina, il Nepal e più recentemente il Brasile, Cuba, Santo Domingo, la Polinesia e altri paesi caraibici. Partendo dagli anni 70 e 80 i pedofili stranieri iniziarono a considerare questi paesi come il "paradiso" che avevano sempre cercato. Comunità di pedofili organizzarono piccoli centri tranquilli e riservati sparsi nei vari paesi in cui gruppi di turisti potevano dedicarsi in tutta riservatezza alle loro attività, spesso con la complicità e la protezione delle autorità locali.



Persone che durante l'anno sono perfettamente inserite in un contesto sociale ordinario e che cercano la trasgressione al di fuori dei confini nazionali durante il periodo di vacanza, frattura con la realtà quotidiana. Si comportano in questo modo primi fra tutti i tedeschi, seguono gli italiani, quindi i francesi. - continua -

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