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il 2007-07-08 16:08:00.0 alle 2007-07-08 16:08:00.0
A proposito di abusi su minori


Le problematiche legate al fenomeno dei minori vittime di abusi ses-
suali sono oggi tra le più dibattute della nostra società.
Giuristi, sociologi, psicologi e moralisti, ma anche il cosiddetto «uomo
della strada», hanno sempre cercato di «capire» perché uomini e donne
adottino comportamenti contrari a ciò che è comunemente ritenuto «morale
e giusto», secondo un codice accettato unanimamente da culture diverse. Il
mondo dell’infanzia è rimasto per lungo tempo sconosciuto: per secoli il
bambino era considerato privo di cultura e incapace di attività intellettuale.
Nell’età moderna, invece, le rivoluzioni scientifiche e l’emergere di una
nuova visione del sapere hanno portato alla scoperta dell’infanzia, a capire
cioè che il bambino non è un adulto «imperfetto», ma un soggetto attivo,
partecipe del proprio sviluppo, a cui non si deve continuare ad imporre la
cultura adulta.
Nel XX secolo si è assistito all’avvicinamento e all’esplorazione del
«pianeta infanzia», ed un mondo per troppo tempo inascoltato ha trovato
voce. Soltanto da pochi anni, quindi, per uno sviluppo preoccupante del
fenomeno della pedofilia, soprattutto dopo l’introduzione di Internet su
scala mondiale, ha cominciato a farsi strada l’idea di questi comportamenti
secondo un metodo scientifico, il più possibile libero da valutazioni di
carattere morale. Questo tentativo non si è sempre attuato in modo
adeguato, ed anche studi che intendevano essere rigorosamente scien-
tifici, ad un’analisi successiva, rivelavano l’impronta di giudizi di valore
impliciti e spesso inconsci. Forse anche per questo motivo lo studio dei
fatti legati ai minori come vittime di abusi sessuali, raramente è stato
accompagnato da un’approfondita analisi dei temi attinenti alle reazioni che
la parte più conformista del sistema sociale pone in atto nei confronti di
comportamenti non consoni ai valori ed alle norme del sistema sociale
stesso.

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Il secondo punto, invece, concerne il superamento dell’emotività. Ai
nostri giorni la collettività sta prendendo coscienza del proliferarsi di abusi
fisici e psicologici che vengono compiuti a danno dell’infanzia, ma tutto
ciò, insieme anche all’attività di stampa e televisione, crea un «clima emo-
tivo» che rischia di rendere del tutto sterile questa consapevolezza del feno-
meno.

Si rende, dunque, necessario un approfondimento culturale ed un
impegno di indagine riguardo a tale problema. Bisogna far crescere la sensi-
bilità delle persone su tale fenomeno, perché siano più capaci di rendersi
conto delle violenze di cui sono vittime molti minori. Significa, in altre
parole, diffondere una corretta informazione sui temi dell’identificazione e
della prevenzione delle violenze all’infanzia. Tale informazione deve essere
rivolta a tutti, ma in particolar modo a coloro che hanno frequenti contatti
con i bambini, come ad esempio pediatri, insegnanti e operatori sociali, che
possano accorgersi per primi di un loro cambiamento d’umore o di segni
fisici sospetti. I mezzi di comunicazione, sono chiamati, perciò, a svolgere
un ruolo educativo essenziale, abbandonando in tal modo sensazionalisti
controproducenti.

Tratto da
A proposito di minori vittime di abusi sessuali
di
F
EDERICA
F
ARRE


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