Stavolta, però, mi frulla in testa tuttaltro. Parlando con il mio fonico a Radio Babboleo (Patrick, 21 anni) sulle inquetudini legate alla sua età non ho potuto fare a meno che riflettere un po sulle inquietudini dei 30enni, di noi 30enni. E allora, ditemi: un trentenne che lavora 10, 12 ore al giorno, che la sera torna a casa e ha (solo) voglia di divertirsi, che cerca di essere spensierato, che guarda Daitarn 3 su Mtv come i 15enni, che il sabato sera va a ballare e fa le 5 del mattino, e alle 5 del mattino convince gli amici ad andare a fare colazione, che sul lavoro si fa in 4, è preciso, pignolo, spaccamaroni, ma in casa lascia tutto in disordine, passa laspirapolvere solo quando trova i topolini di polvere sul pavimento e lascia i piatti sporchi dellultima cena con gli amici nel lavello per una settimana, o ancor peggio fa la lavatrice, ma si dimentica di stendere e così lascia la roba umida nel cestello per giorni e giorni, che non pensa alle responsabilità della vita privata (matrimonio, figli.. brrr!), che non disdegna di passare una giornata cazzeggiando, che appena può molla tutto e parte, che si è stufato delle vacanze culturali.. ecco.. uno così, secondo voi, è un trentenne in crisi? è un trentenne con la sindrome da Peter Pan? Nonostante a 22 anni abbia abbandonato la gonnella della mamma, sia in tutto e per tutto indipendente, e tutto sommato sia sereno della vita che fa?

Ditemi voi cosa ne pensate.. e soprattutto -se avete trentanni o poco più- raccontatemi che vita fate.. che responsabilità avete, se magari siete sposati, avete 3 figli e vi sentite arrivati. Ma soprattutto se avete accusato quella che chiamano la crisi dei trentenni..
Si dice che quando si arriva a questa età o si mette la testa o posto, o si inizia a fuggire dalle vere responsabilità della vita. E così?
Sono proprio curioso di sapere chi siano i trentenni di oggi!
Ah.. è chiaro che ogni riferimento personale su ciò che ho scritto è puramente casuale!