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il 2007-08-21 15:33:00.0 alle 2007-08-21 15:33:00.0
L'uomo terone analfabeta è un sano
Sanità/ Istat, la medicina alternativa piace a donne manager
Martedí 21.08.2007 14:31

Donne di mezza età, manager, abitanti nel Nord Italia. Sono questi i principali utilizzatori delle terapie non convenzionali, cioè omeopatia, fitoterapia, agopuntura e trattamenti manuali. Secondo un'indagine dell'Istat, nel 2005 circa 7,9 milioni di persone, pari al 13,6% della popolazione italiana, ha dichiarato di aver utilizzato metodi di cura non convenzionali (nei tre anni precedenti l'intervista), contro i 9 milioni del 2000. In particolare, il 7% della popolazione ha utilizzato l'omeopatia, il 6,4% i trattamenti manuali, il 3,7% la fitoterapia, l'1,8% l'agopuntura. Dopo l'incremento registrato tra il 1991 e il 1999, il ricorso alla medicina alternativa segna quindi una battuta d'arresto.
Il 51,2% della popolazione ritiene che nessuno di questi metodi di cura sia utile, e la percentuale degli scettici risiede soprattutto nelle regioni dell'Italia meridionale (59,4%): in particolare la Sicilia presenta maggiori decrementi nell'utilizzo. I rimedi di cura non convenzionali hanno invece successo a Bolzano (dichiara di avervi fatto ricorso il 34,3% della popolazione), Valle d'Aosta (24,1%), Veneto (23,4%), Trento (22,1%), Friuli Venezia Giulia (21,4%). La propensione a farne uso - nota l'Istat - aumenta con l'elevarsi del titolo di studio: il 18,7% dei laureati o diplomati contro il 9,2% di chi ha conseguito la licenza elementare.

I fuitori sono in maggiioranza dirigenti, imprenditori, liberi professionisti (23,3%) e impiegati (21,6%), mentre meno diffuso e' l'utilizzo tra gli operai (12,5%). I rimedi non convenzionali convincono soprattutto le donne (15,8% contro l'11,2% degli uomini), che scelgono in particolare l'omeopatia (8,8% contro 5,1%) e la fitoterapia (4,8% contro 2,6%). Gli uomini sono più numerosi nei trattamenti manuali mentre l'agopuntura è più diffusa tra le persone anziane.

Dall'indagine dell'Istat (eseguita su un campione di circa 60 mila famiglie) risulta che chi utilizza le terapie non convenzionali si dimostra abbastanza soddisfatto per i risultati ottenuti. E' sempre superiore al 60% la quota di quanti dichiarano di aver avuto benefici dai diversi approcci terapeutici utilizzati. I più soddisfatti sono gli utilizzatori dei trattamenti manuali (77,9%), seguiti da quanti hanno fatto ricorso a omeopatia e fitoterapia (rispettivamente 71,3% e 70,3%). Meno elevato il livello di soddisfazione per ciò che riguarda l'agopuntura (61,1%), che risulta diminuito rispetto al 1999-2000. Costante la soddisfazione nei confronti di omeopatia e trattamenti manuali.

La regione nella quale si riscontra la percentuale più alta di persone soddisfatte è la Valle d'Aosta per tutti i tipi di terapie, con la sola eccezione dell'agopuntura che è apprezzata maggiormente nel Lazio (72,9%). Nel complesso il 95,4% di chi ha fatto uso di terapie non convenzionali le ritiene utili contro il 41,1% di chi non vi ha fatto ricorso. Chi ha fatto uso della fitoterapia la ritiene utile nel 91% dei casi, percentuale che sale al 93,1% per l'omeopatia. Tra chi si è sottoposto ad almeno un tipo di terapia non convenzionale, gli uomini si dimostrano più critici delle donne sull'utilità di questi metodi di cura: una differenza più evidente nel caso dell'omeopatia e della fitoterapia ma che si annulla nel caso dei trattamenti manuali.

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