Da Dagospia, no comment.
NEL 2000 ERA IL 231° CONTRIBUENTE ITALIANO (UN POSTO SOPRA BARILLA)
PER DUE VOLTE È RICORSO AL CONDONO TOMBALE LA BARCA INABISSATA
DICE DI POSSEDERE SOLO DUE CASE (AL CATASTO NE RISULTANO MOLTE DI PIÙ)
1 - NEL 2000 RISULTAVA ESSERE IL 231° CONTRIBUENTE ITALIANO (UN POSTO SOPRA BARILLA), MA PER DUE VOLTE È RICORSO AL CONDONO TOMBALE, DA LUI TANTO VITUPERATO
Fosca Bincher per Italia Oggi
Beppe Grillo si è messo alla guida del popolo dell'antipolitica. L'ho detta. E adesso cercate un ferro, un cornetto, e se non siete maschietti, fate finta di non avere sentito la notizia. Tutti gli altri tocchino l'amuleto in fretta. Perché a Beppe Grillo potete concedere tutto, non la guida. Si schiantò in auto (lui si salvò, gli altre tre a bordo no) nel 1981, e fino al 1988, quando gliela restituì la Corte di Cassazione, fu revocata la sua patente. Con un precedente così uno avrebbe timore anche di guidare un triciclo. Grillo no. Riavuta la patente prese in mano perfino il timone di un panfilo. E il risultato non fu diverso: naufragato sulle coste della Sardegna davanti alla villa di Berlusconi.
(Beppe Grillo da Italia Oggi)
Fategli fare tutto, ma non guidare. C'è chi ha temuto potesse saltargli il ghiribizzo perfino di mettersi alla cloche di un aereo. Era il 1984. Grillo era in Egitto per girare Scemo di guerra di Dino Risi. Non voleva più continuare. Disse che era stato colpito dalla maledizione di Tuthankamon. E scappò via. Poi gli venne in mente che mettersi alla cloche poteva essere caro, argomento non indifferente per un genovese come lui. Sia per il costo dell'aereo, sia per i rischi di penale da pagare al produttore cinematografico per la fuga dal set. Così si fece venire a prendere da un aereo speciale da Europe Assistance, con tanto di dottore a bordo, Giuseppe Papinutto, spesato dalla compagnia.
Una tragedia? No, per il dottore si trattò «di un colpo di sole accompagnato da un'infezione alimentare». L'episodio è stato così ricordato nei giorni scorsi dallo stesso Risi con un'intervista al Corriere della Sera: «Già depresso perché ridotto al ruolo di spalla, Beppe a un certo punto si ingelosì del rapporto speciale che avevo con Coluche. E così, per ripicca, fece la mossa classica dell'attore indispettito: si diede malato. Per due mesi dovemmo sospendere le riprese. Finché qualcuno non gli fece sapere che se non fosse tornato avrebbe dovuto pagare una penale. Parola magica: da buon genovese si ripresentò sul set».
Non si mise alla guida, per sua fortuna, anche della società che rilevò dal fratello Andrea, la Gestimar di Genova. Una immobiliare di cui il comico-politico detiene la maggioranza assoluta delle azioni (al fratello è restata una quota simbolica), ma di cui Andrea è restato amministratore unico. Per fortuna, perché così mentre Beppe tuonava negli spettacoli-comizio contro i condoni fiscali del governo di Silvio Berlusconi destinati a ladri e malfattori, l'amministratore della sua società vi aderiva con entusiasmo cercando così di evitare inutili diatribe con il fisco.
Scrisse Andrea nella relazione al bilancio 2002 della Gestimar: «In considerazione della possibilità concessa dalla legge finanziaria 2003 di definire la propria posizione fiscale con riferimento ai periodi di imposta dal 1997 al 2001, fermo restando il convincimento circa la correttezza e la liceità dell'operato sinora eseguito, si è ritenuto opportuno di avvalersi della fattispecie definitoria di cui all'articolo 9 della predetta legge (condono Tombale)». L'anno successivo Giulio Tremonti aveva prorogato al 2002 la copertura del condono.
(Beppe Grillo da Italia Oggi)
E la Gestimar di Grillo l'ha rifatto. Sempre tombale, sempre per non avere inutili discussioni con il fisco. Unica differenza: versando qualcosa in più dell'anno precedente. La comunicazione fra i fratelli non deve avere funzionato al meglio. Perché due anni dopo, era il 2004, Grillo Beppe (il comico), che del condono aveva appena usufruito per due anni, scrisse una lunga lettera a Repubblica e così si rivolse provocatorio ai parlamentari della Casa delle Libertà: «Mettiamo, per ipotesi, che costoro non abbiano mai rubato, evaso le tasse, corrotto un finanziere o un giudice, maneggiato fondi neri, società offshore, P2, tangenti e condoni...».
Un guaio quella società. Perché sul piano personale se c'è uno che di condoni non ha mai avuto bisogno è sempre stato Grillo: di tasse ne ha pagate a montagne. Basti guardare la lista dei 500 contribuenti 2001 (relativa al 2000) diffusa due anni dopo dalla Agenzia delle Entrate. Grillo risultava il 231° contribuente in tutta Italia, dichiarando un reddito (allora in lire) di 5 miliardi e 289 milioni. Alle sue spalle, 232° posto, c'era il primo industriale della pasta italiana, Guido Barilla. Ancora oggi sembra che sia così. Lui dice di essere il primo contribuente di Genova (all'epoca era Franco Bonelli) e fra i primi 30 di Italia. Farà incazzare tutti i politici. Non Vincenzo Visco, che dovrebbe fargli un monumento.
C'è una sola guida che riesce a Grillo: quella delle notizie. Lui è sempre stato così popolare che giornali, giornalini e giornaloni si sono sempre bevuti tutto quel che ha detto e fatto senza farsi troppe domande. Così l'Ansa il 21 dicembre 1996 digitò- e la stampa si bevve- la notizia del suo matrimonio con Parvin Tadjk 8 che due anni prima gli aveva già dato un bimbo, Rocco), nella chiesa di Sant'Ilario, sulle colline di Genova, celebrate dal parroco, don Glauco Salesi.
La notizia era accompagnata da una rapida biografia degli sposi. Grillo, da tempo divorziato da Sonia Toni (che gli aveva già dato 16 anni prima una figlia, Valentina e tre anni dopo un figlio, Davide. E Parvin, già sposata con il calciatore della Roma e del Milan, Roberto Scarnecchia, con cui aveva avuto due figli, Luna (16 anni all'epoca) e Davide (14 anni all'epoca). Divorziato lui, divorziata lei. Risposati in chiesa e nessuno che si sia chiesto come fosse possibile. Ma Grillo è Grillo, e non si discute. Se non se lo è chiesto nemmeno l'allora cardinale Joseph Ratzinger, figurarsi se la domanda ce la possiamo fare oggi noi.
Continua...
NEL 2000 ERA IL 231° CONTRIBUENTE ITALIANO (UN POSTO SOPRA BARILLA)
PER DUE VOLTE È RICORSO AL CONDONO TOMBALE LA BARCA INABISSATA
DICE DI POSSEDERE SOLO DUE CASE (AL CATASTO NE RISULTANO MOLTE DI PIÙ)
1 - NEL 2000 RISULTAVA ESSERE IL 231° CONTRIBUENTE ITALIANO (UN POSTO SOPRA BARILLA), MA PER DUE VOLTE È RICORSO AL CONDONO TOMBALE, DA LUI TANTO VITUPERATO
Fosca Bincher per Italia Oggi
Beppe Grillo si è messo alla guida del popolo dell'antipolitica. L'ho detta. E adesso cercate un ferro, un cornetto, e se non siete maschietti, fate finta di non avere sentito la notizia. Tutti gli altri tocchino l'amuleto in fretta. Perché a Beppe Grillo potete concedere tutto, non la guida. Si schiantò in auto (lui si salvò, gli altre tre a bordo no) nel 1981, e fino al 1988, quando gliela restituì la Corte di Cassazione, fu revocata la sua patente. Con un precedente così uno avrebbe timore anche di guidare un triciclo. Grillo no. Riavuta la patente prese in mano perfino il timone di un panfilo. E il risultato non fu diverso: naufragato sulle coste della Sardegna davanti alla villa di Berlusconi.
(Beppe Grillo da Italia Oggi)
Fategli fare tutto, ma non guidare. C'è chi ha temuto potesse saltargli il ghiribizzo perfino di mettersi alla cloche di un aereo. Era il 1984. Grillo era in Egitto per girare Scemo di guerra di Dino Risi. Non voleva più continuare. Disse che era stato colpito dalla maledizione di Tuthankamon. E scappò via. Poi gli venne in mente che mettersi alla cloche poteva essere caro, argomento non indifferente per un genovese come lui. Sia per il costo dell'aereo, sia per i rischi di penale da pagare al produttore cinematografico per la fuga dal set. Così si fece venire a prendere da un aereo speciale da Europe Assistance, con tanto di dottore a bordo, Giuseppe Papinutto, spesato dalla compagnia.
Una tragedia? No, per il dottore si trattò «di un colpo di sole accompagnato da un'infezione alimentare». L'episodio è stato così ricordato nei giorni scorsi dallo stesso Risi con un'intervista al Corriere della Sera: «Già depresso perché ridotto al ruolo di spalla, Beppe a un certo punto si ingelosì del rapporto speciale che avevo con Coluche. E così, per ripicca, fece la mossa classica dell'attore indispettito: si diede malato. Per due mesi dovemmo sospendere le riprese. Finché qualcuno non gli fece sapere che se non fosse tornato avrebbe dovuto pagare una penale. Parola magica: da buon genovese si ripresentò sul set».
Non si mise alla guida, per sua fortuna, anche della società che rilevò dal fratello Andrea, la Gestimar di Genova. Una immobiliare di cui il comico-politico detiene la maggioranza assoluta delle azioni (al fratello è restata una quota simbolica), ma di cui Andrea è restato amministratore unico. Per fortuna, perché così mentre Beppe tuonava negli spettacoli-comizio contro i condoni fiscali del governo di Silvio Berlusconi destinati a ladri e malfattori, l'amministratore della sua società vi aderiva con entusiasmo cercando così di evitare inutili diatribe con il fisco.
Scrisse Andrea nella relazione al bilancio 2002 della Gestimar: «In considerazione della possibilità concessa dalla legge finanziaria 2003 di definire la propria posizione fiscale con riferimento ai periodi di imposta dal 1997 al 2001, fermo restando il convincimento circa la correttezza e la liceità dell'operato sinora eseguito, si è ritenuto opportuno di avvalersi della fattispecie definitoria di cui all'articolo 9 della predetta legge (condono Tombale)». L'anno successivo Giulio Tremonti aveva prorogato al 2002 la copertura del condono.
(Beppe Grillo da Italia Oggi)
E la Gestimar di Grillo l'ha rifatto. Sempre tombale, sempre per non avere inutili discussioni con il fisco. Unica differenza: versando qualcosa in più dell'anno precedente. La comunicazione fra i fratelli non deve avere funzionato al meglio. Perché due anni dopo, era il 2004, Grillo Beppe (il comico), che del condono aveva appena usufruito per due anni, scrisse una lunga lettera a Repubblica e così si rivolse provocatorio ai parlamentari della Casa delle Libertà: «Mettiamo, per ipotesi, che costoro non abbiano mai rubato, evaso le tasse, corrotto un finanziere o un giudice, maneggiato fondi neri, società offshore, P2, tangenti e condoni...».
Un guaio quella società. Perché sul piano personale se c'è uno che di condoni non ha mai avuto bisogno è sempre stato Grillo: di tasse ne ha pagate a montagne. Basti guardare la lista dei 500 contribuenti 2001 (relativa al 2000) diffusa due anni dopo dalla Agenzia delle Entrate. Grillo risultava il 231° contribuente in tutta Italia, dichiarando un reddito (allora in lire) di 5 miliardi e 289 milioni. Alle sue spalle, 232° posto, c'era il primo industriale della pasta italiana, Guido Barilla. Ancora oggi sembra che sia così. Lui dice di essere il primo contribuente di Genova (all'epoca era Franco Bonelli) e fra i primi 30 di Italia. Farà incazzare tutti i politici. Non Vincenzo Visco, che dovrebbe fargli un monumento.
C'è una sola guida che riesce a Grillo: quella delle notizie. Lui è sempre stato così popolare che giornali, giornalini e giornaloni si sono sempre bevuti tutto quel che ha detto e fatto senza farsi troppe domande. Così l'Ansa il 21 dicembre 1996 digitò- e la stampa si bevve- la notizia del suo matrimonio con Parvin Tadjk 8 che due anni prima gli aveva già dato un bimbo, Rocco), nella chiesa di Sant'Ilario, sulle colline di Genova, celebrate dal parroco, don Glauco Salesi.
La notizia era accompagnata da una rapida biografia degli sposi. Grillo, da tempo divorziato da Sonia Toni (che gli aveva già dato 16 anni prima una figlia, Valentina e tre anni dopo un figlio, Davide. E Parvin, già sposata con il calciatore della Roma e del Milan, Roberto Scarnecchia, con cui aveva avuto due figli, Luna (16 anni all'epoca) e Davide (14 anni all'epoca). Divorziato lui, divorziata lei. Risposati in chiesa e nessuno che si sia chiesto come fosse possibile. Ma Grillo è Grillo, e non si discute. Se non se lo è chiesto nemmeno l'allora cardinale Joseph Ratzinger, figurarsi se la domanda ce la possiamo fare oggi noi.
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■ @ 2007-09-21 20:48:00.0 di Celeste65
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■ @ 2007-09-21 20:51:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-09-21 21:00:00.0 di Celeste65
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■ @ 2007-09-21 20:47:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-09-21 20:35:00.0 di Non Autenticato
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