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il 2007-09-30 05:23:00.0 alle 2007-09-30 05:23:00.0
Esperienze sessuali positive tra adulti e bambini: le prove*
di Joel Featherstone
Quando avevo 8 anni i miei genitori mi mandarono a scuola di pugilato. Ero affascinato dai bicipiti del mio istruttore. Un giorno i ragazzi gli chiesero di flettere i muscoli, e penso abbia notato che la cosa mi prendeva bene.
Non ricordo quando successe per la prima volta, ma lui mi portava nella stanza sul retro e presto arrivavamo ai genitali. Mi piaceva un sacco, e lo incoraggiavo il più possibile.
(citato in: Rush, 1980, pag.178)
Sì, l'ho già sentito dire che le ragazzine che si innamorano di uomini più grandi in realtà sono in cerca di figure paterne... E ho anche sentito dire che gli uomini più grandi a cui piacciono le ragazzine sono insicuri. Jimmy vorrebbe che io fossi più vecchia, o essere lui molto più giovane, ma nessuno può cambiare la nostra differenza d'età, o quello che proviamo, così me ne frego di quello che pensano gli altri.
(Laura, citata in: Blume, 1986)
Nessuno dubita del fatto che molte esperienze sessuali tra adulti e bambini siano negative. Gli adulti, di solito i genitori o i patrigni, fanno violenza ai bambini e li sfruttano in tanti, innumerevoli modi, e una significativa minoranza di tali abusi ha a che fare con il sesso. L'abuso sessuale sui bambini può avere forme grossolane, come lo stupro, o sottili ed insidiose, come il doppio vincolo tipico degli incesti genitori-figli. Non c'è alcuna controversia sull'esistenza dell'abuso sessuale sui minori, e i media non sono certo disattenti su tutto ciò che lo riguarda direttamente o meno. D'altra parte, non è possibile che alcuni dei bambini sessualmente coinvolti con adulti siano consenzienti, provino piacere o addirittura siano loro a fare i primi passi? Tanto nel conversare quotidiano quanto nei media, non si può nemmeno accennare a questa possibilità. Eppure, nonostante il tabù, nel muro della negazione vanno aprendosi numerose crepe.
Nelle pubblicazioni specializzate, da sempre semi-esenti dai tabù, si trovano sempre più prove di rapporti non-coercitivi: psichiatri, psicologi, educatori ed altri che devono rapportarsi a bambini consenzienti, devono confrontarsi sulle tematiche fondamentali e discutere il da farsi. Ne consegue - negli interessi della chiarezza e per facilitare la comunicazione intraprofessionale - il parziale abbandono della consueta propaganda, altrimenti spacciata come "discorso" sull'argomento.
Nel decennio passato, le prove di contatti non-coercitivi tra bambini e adulti si sono accumulate sempre più velocemente; ad esempio Haugaard ed Emory (1989) riportano che una parte del loro campione (studenti universitari che nell'infanzia hanno avuto contatti sessuali con adulti) hanno descritto il rapporto in termini positivi, portando gli autori a concludere che tali soggetti "hanno avuto esperienze diverse da quelle degli altri" (p.95). Ma studi di un certo rilievo sono disponibili da ben mezzo secolo. In uno studio ormai classico, la psichiatra Loretta Bender e il suo collaboratore Dr. Abram Blau presentarono i casi di bambini ricoverati nel reparto infanzia della Divisione Psichiatrica del Bellevue Hospital di New York (Bender & Blau, 1937, pagg.500-518). Uno di questi casi è quello dell'undicenne Fannie S., le cui "malefatte" sessuali comprendevano la masturbazione e rapporti con ragazzi. Fannie era stata messa in un istituto per ragazze "turbolente", finché gli assistenti sociali non avevano scoperto che tutte le notti usciva dalla finestra e andava a trovare uomini del vicinato, coi quali aveva rapporti sessuali. Per impedirle di avere una vita sessuale, le autorità avevano rinchiuso Fannie nell'ospedale psichiatrico di stato (pag.508).
Altri due casi trattati da Bender e Blau riguardavano componenti di ciò che i moderni tabloid definirebbero un "sex ring", una cerchia del sesso. La dodicenne Dorothy, la ring-leader,ha riferito, impassibile, di avere contattato lei stessa due uomini e di aver presentato loro altre ragazzine... Non mostrava alcuna angoscia o senso di colpa per quella situazione. Si diceva spiacente per aver avviato quei rapporti, ma era evidente che la sua reazione era dovuta all'inconveniente della detenzione anziché ad una comprensione della natura del suo delinquere [sic] (pag.510)
Una delle "delinquenti" complici di Dorothy nella cerchia, l'undicenne Frances C., mantenne lo stesso registro. Ecco cosa scrivono Bender & Blau di questa piccola incorreggibile:
Non presentava alcuna reazione nevrotica o emotiva alla situazione, e non comprendeva il significato del proprio comportamento. Si limitava a riconoscere che, se lo aveva detto il giudice, doveva essere una cosa "cattiva" (pag.59)
Bender e Blau notano che
La più notevole caratteristica di queste bambine che avevano avuto esperienze sessuali con adulti era che mostravano meno paura, angoscia, senso di colpa o trauma psicologico di quanto ci si potesse aspettare. Al contrario, facevano spesso mostra di un atteggiamento sincero e obiettivo, oppure apparivano fiere, sfrontate, persino baldanzose per ciò che avevano fatto... All'inizio le bambine non avevano rimorsi, ma questi hanno iniziato ad emergere quando le si è separate dagli oggetti della loro eccitazione e gratificazione sessuale, e quando le si è sottoposte al giudizio dei genitori e delle autorità. E' successo soprattutto con le bambine più intelligenti, e sembrava in parte dovuto alla riprovazione da parte degli adulti, senza che ne conseguisse un reale convincimento delle bambine. In alcune circostanze ne è sembrato derivare un turbamento emotivo e intellettuale, conseguente ai loro sforzi per riconciliare l'atteggiamento delle autorità e le loro esperienze personali. (pagg.510-11)
di Joel Featherstone
Quando avevo 8 anni i miei genitori mi mandarono a scuola di pugilato. Ero affascinato dai bicipiti del mio istruttore. Un giorno i ragazzi gli chiesero di flettere i muscoli, e penso abbia notato che la cosa mi prendeva bene.
Non ricordo quando successe per la prima volta, ma lui mi portava nella stanza sul retro e presto arrivavamo ai genitali. Mi piaceva un sacco, e lo incoraggiavo il più possibile.
(citato in: Rush, 1980, pag.178)
Sì, l'ho già sentito dire che le ragazzine che si innamorano di uomini più grandi in realtà sono in cerca di figure paterne... E ho anche sentito dire che gli uomini più grandi a cui piacciono le ragazzine sono insicuri. Jimmy vorrebbe che io fossi più vecchia, o essere lui molto più giovane, ma nessuno può cambiare la nostra differenza d'età, o quello che proviamo, così me ne frego di quello che pensano gli altri.
(Laura, citata in: Blume, 1986)
Nessuno dubita del fatto che molte esperienze sessuali tra adulti e bambini siano negative. Gli adulti, di solito i genitori o i patrigni, fanno violenza ai bambini e li sfruttano in tanti, innumerevoli modi, e una significativa minoranza di tali abusi ha a che fare con il sesso. L'abuso sessuale sui bambini può avere forme grossolane, come lo stupro, o sottili ed insidiose, come il doppio vincolo tipico degli incesti genitori-figli. Non c'è alcuna controversia sull'esistenza dell'abuso sessuale sui minori, e i media non sono certo disattenti su tutto ciò che lo riguarda direttamente o meno. D'altra parte, non è possibile che alcuni dei bambini sessualmente coinvolti con adulti siano consenzienti, provino piacere o addirittura siano loro a fare i primi passi? Tanto nel conversare quotidiano quanto nei media, non si può nemmeno accennare a questa possibilità. Eppure, nonostante il tabù, nel muro della negazione vanno aprendosi numerose crepe.
Nelle pubblicazioni specializzate, da sempre semi-esenti dai tabù, si trovano sempre più prove di rapporti non-coercitivi: psichiatri, psicologi, educatori ed altri che devono rapportarsi a bambini consenzienti, devono confrontarsi sulle tematiche fondamentali e discutere il da farsi. Ne consegue - negli interessi della chiarezza e per facilitare la comunicazione intraprofessionale - il parziale abbandono della consueta propaganda, altrimenti spacciata come "discorso" sull'argomento.
Nel decennio passato, le prove di contatti non-coercitivi tra bambini e adulti si sono accumulate sempre più velocemente; ad esempio Haugaard ed Emory (1989) riportano che una parte del loro campione (studenti universitari che nell'infanzia hanno avuto contatti sessuali con adulti) hanno descritto il rapporto in termini positivi, portando gli autori a concludere che tali soggetti "hanno avuto esperienze diverse da quelle degli altri" (p.95). Ma studi di un certo rilievo sono disponibili da ben mezzo secolo. In uno studio ormai classico, la psichiatra Loretta Bender e il suo collaboratore Dr. Abram Blau presentarono i casi di bambini ricoverati nel reparto infanzia della Divisione Psichiatrica del Bellevue Hospital di New York (Bender & Blau, 1937, pagg.500-518). Uno di questi casi è quello dell'undicenne Fannie S., le cui "malefatte" sessuali comprendevano la masturbazione e rapporti con ragazzi. Fannie era stata messa in un istituto per ragazze "turbolente", finché gli assistenti sociali non avevano scoperto che tutte le notti usciva dalla finestra e andava a trovare uomini del vicinato, coi quali aveva rapporti sessuali. Per impedirle di avere una vita sessuale, le autorità avevano rinchiuso Fannie nell'ospedale psichiatrico di stato (pag.508).
Altri due casi trattati da Bender e Blau riguardavano componenti di ciò che i moderni tabloid definirebbero un "sex ring", una cerchia del sesso. La dodicenne Dorothy, la ring-leader,ha riferito, impassibile, di avere contattato lei stessa due uomini e di aver presentato loro altre ragazzine... Non mostrava alcuna angoscia o senso di colpa per quella situazione. Si diceva spiacente per aver avviato quei rapporti, ma era evidente che la sua reazione era dovuta all'inconveniente della detenzione anziché ad una comprensione della natura del suo delinquere [sic] (pag.510)
Una delle "delinquenti" complici di Dorothy nella cerchia, l'undicenne Frances C., mantenne lo stesso registro. Ecco cosa scrivono Bender & Blau di questa piccola incorreggibile:
Non presentava alcuna reazione nevrotica o emotiva alla situazione, e non comprendeva il significato del proprio comportamento. Si limitava a riconoscere che, se lo aveva detto il giudice, doveva essere una cosa "cattiva" (pag.59)
Bender e Blau notano che
La più notevole caratteristica di queste bambine che avevano avuto esperienze sessuali con adulti era che mostravano meno paura, angoscia, senso di colpa o trauma psicologico di quanto ci si potesse aspettare. Al contrario, facevano spesso mostra di un atteggiamento sincero e obiettivo, oppure apparivano fiere, sfrontate, persino baldanzose per ciò che avevano fatto... All'inizio le bambine non avevano rimorsi, ma questi hanno iniziato ad emergere quando le si è separate dagli oggetti della loro eccitazione e gratificazione sessuale, e quando le si è sottoposte al giudizio dei genitori e delle autorità. E' successo soprattutto con le bambine più intelligenti, e sembrava in parte dovuto alla riprovazione da parte degli adulti, senza che ne conseguisse un reale convincimento delle bambine. In alcune circostanze ne è sembrato derivare un turbamento emotivo e intellettuale, conseguente ai loro sforzi per riconciliare l'atteggiamento delle autorità e le loro esperienze personali. (pagg.510-11)
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Testimonianze @ 2007-09-30 05:23:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-09-30 05:28:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-09-30 05:31:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-09-30 05:35:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-09-30 05:38:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-09-30 06:55:00.0 di Godai Yusaku
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■ @ 2007-09-30 15:13:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-09-30 07:21:00.0 di Godai Yusaku
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