Scritto da
Non Autenticato
il 2007-12-16 15:38:00.0 alle 2007-12-16 15:38:00.0
Da tutta questa discussione è chiaro che spesso chi si suicida lo fa perchè non è capio, e i numerosi post che ho trovato in giro mi dicono che ha perfettamente ragione. La gente non capisce (o non vuole capire) cosa sia il non voler più vivere. Si dice che chi si suicida è vigliacco, ed invece è tra i più coraggiosi, perchè gli aspiranti sono cento volte tanto. Si dice che non vuole affrontare i problemi, e invece lo fa perchè è convinto di ?essere? il problema.
"Bisogna continuare a lottare", ma se non si ha uno scopo per cui farlo non ha senso, e l'uomo non fa mai nulla se è privo di motivazione (razionale o irrazionale).
Poi c'è chi critica la mania di protagonismo, come se fosse strano che qualcuno che si sente ingorato dal mondo voglia avere i suoi ultimi giorni di celebrità. Sarà cosi difficile da capire?
Chi si vuole suicidare o è "soltanto" depresso, la pensa così perchè si sente solo e non compreso e cosa fa la società, le persone in carne e ossa? Lo emargina (perchè disturba vedere qualcuno con il muso lungo) o, nel migliore dei casi, lo tratta da diverso, confermando le sue paure.
E' ancora più triste e deprimente vedere che la realtà è proprio questa, se qualcuno vuole avere del conforto deve stare con chi sta male o con chi il problema l'ha già superato. Come in un lazzaretto, un club di sfigati. Dei rifiuti della società che si sorreggono tra loro. Praticamente la totale conferma di quello che li portava a star male, anche se hanno appena preso un premio nobel visto che la cosa è puramente soggettiva.
Ma è così che va il mondo, è inutile che l'uomo faccia finta di essere superiore, non è il ?migliore? a vincere ma il più forte, il più debole muore. Allora ben venga il suicidio, magari di massa, così almeno, se è un problema genetico, si risolve. E' più funzionale che aspettare che il resto delle persone sviluppino intelligenza e sensibilità, che tanto poi sono qualità retoriche, come l'onestà: sono più utili a chi non le possiede.
Ho il sospetto che questi approfondimenti siano veramente dannosi, non tanto per il noto spirito di emulazione, ma perchè chi vuole suicidarsi potrebbe veramente rendersi conto di come sia la società. Potrebbe dire che effettivamente non è una sensazione soggettiva. Soprattutto In internet dove la patina di retorica viene facilmente grattata via dai commenti delle persone.
Alla fine basterebbe non pretendere di discutere quando non si capisce, o pretendere di capire quando non se ne ha la possiblità, ma soprattutto non giudicare.
Allora alziamo il tappeto ed affrettiamoci a spazzare tutto sotto, che tanto nessuno ci può fare nulla.
Ora qualcuno potrà anche chiosare con un bel "ma vatti ad ammazzare" confermando ciò che ho appena detto (anche se sfoga sue frustrazioni). Non ne sarò stupito, ma il mio scopo era l'opposto.
"Bisogna continuare a lottare", ma se non si ha uno scopo per cui farlo non ha senso, e l'uomo non fa mai nulla se è privo di motivazione (razionale o irrazionale).
Poi c'è chi critica la mania di protagonismo, come se fosse strano che qualcuno che si sente ingorato dal mondo voglia avere i suoi ultimi giorni di celebrità. Sarà cosi difficile da capire?
Chi si vuole suicidare o è "soltanto" depresso, la pensa così perchè si sente solo e non compreso e cosa fa la società, le persone in carne e ossa? Lo emargina (perchè disturba vedere qualcuno con il muso lungo) o, nel migliore dei casi, lo tratta da diverso, confermando le sue paure.
E' ancora più triste e deprimente vedere che la realtà è proprio questa, se qualcuno vuole avere del conforto deve stare con chi sta male o con chi il problema l'ha già superato. Come in un lazzaretto, un club di sfigati. Dei rifiuti della società che si sorreggono tra loro. Praticamente la totale conferma di quello che li portava a star male, anche se hanno appena preso un premio nobel visto che la cosa è puramente soggettiva.
Ma è così che va il mondo, è inutile che l'uomo faccia finta di essere superiore, non è il ?migliore? a vincere ma il più forte, il più debole muore. Allora ben venga il suicidio, magari di massa, così almeno, se è un problema genetico, si risolve. E' più funzionale che aspettare che il resto delle persone sviluppino intelligenza e sensibilità, che tanto poi sono qualità retoriche, come l'onestà: sono più utili a chi non le possiede.
Ho il sospetto che questi approfondimenti siano veramente dannosi, non tanto per il noto spirito di emulazione, ma perchè chi vuole suicidarsi potrebbe veramente rendersi conto di come sia la società. Potrebbe dire che effettivamente non è una sensazione soggettiva. Soprattutto In internet dove la patina di retorica viene facilmente grattata via dai commenti delle persone.
Alla fine basterebbe non pretendere di discutere quando non si capisce, o pretendere di capire quando non se ne ha la possiblità, ma soprattutto non giudicare.
Allora alziamo il tappeto ed affrettiamoci a spazzare tutto sotto, che tanto nessuno ci può fare nulla.
Ora qualcuno potrà anche chiosare con un bel "ma vatti ad ammazzare" confermando ciò che ho appena detto (anche se sfoga sue frustrazioni). Non ne sarò stupito, ma il mio scopo era l'opposto.
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Chi si suicida, forse. ha ragione. @ 2007-12-16 15:38:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-12-16 18:14:00.0 di Buzz
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■ @ 2007-12-16 18:35:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2007-12-16 16:00:00.0 di Non Autenticato
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