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il 2008-01-22 01:31:00.0 alle 2008-01-22 01:31:00.0
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Le mappe mentali
La tecnica delle mappe mentali, sviluppata da Tony Buzan attorno al 1960, si basa sulla prerogativa fondamentale della mente umana di associare idee e pensieri in maniera non lineare. In particolare, permette di sfruttare al meglio le potenzialità latenti dell’emisfero destro del nostro cervello, cioè quello che elabora le informazioni in modo globale, creativo, intuitivo, emotivo e figurato, e farlo lavorare in sinergia con l’emisfero sinistro che invece è logico, razionale.
Una mappa mentale è una rappresentazione grafica del pensiero: l'idea principale viene riportata al centro dello schema, mentre idee collegate ed altri dettagli vengono legati secondo una geometria radiante.
Si inizia dal centro e si procede verso l'esterno in tutte le direzioni, inserendo nuovi concetti, creando legami con quelli in precedenza già inseriti ed arricchendo la rappresentazione con colori ed immagini chiave. Grazie alla grande quantità di associazioni possibili, la realizzazione di una mappa è un processo molto creativo, che fornisce l'opportunità di generare nuove idee, non pensate prima. ogni parola in una mappa è in effetti il possibile centro di un'altra mappa
Una presentazione lineare, come può essere una lista o un elenco puntato, data la sua struttura statica che prevede un’inizio ed una fine, neutralizza la creatività, impedendo così al cervello di fare associazioni, e quindi di memorizzare in modo efficace. Una mappa mentale, invece, con la sua struttura dinamica che prevede un centro ma non una fine, supporta in modo completo il processo di generazione delle idee, in quanto fornisce una efficace visione d'insieme che aiuta il cervello ad elaborare pensieri ed idee.
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