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Non Autenticato
il 2008-01-27 12:42:00.0 alle 2008-01-27 12:42:00.0
La "gabbia dorata" dell'anoressia
C'è qualcosa di estremamente patologico nella mia inspiegabile felicità mista a serenità, quando la sera, penso a una nuova giornata.
Mi sono chiesta spesso, la sera, se allora posso definirmi una persona felice. Ma, a ben riflettere, non è perchè credo che ogni giorno debba essere vissuto al massimo, e so che posso farlo, nè perchè un nuovo giorno significa nuove emozioni, nè per qualcosa del genere insomma, e se non mi vengono in mente altre idee su concetti che inducano a pensieri felici un motivo ci sarà.
E' perchè al mattino so di avere a disposizione un numero di calorie tendenzialmente maggiore rispetto alla sera; è perchè posso far finta, se voglio, di mangiare come una persona normale.
Al mattino posso fare colazione. E posso prendere un cornetto, anche se non lo farò.
Il che è seriamente raccapricciante. Ecco cosa significa questa malattia, che esula dal presupposto meramente fisico, dall'essere 20, 30, o 90 kili. Significa far entrare al centro del tuo mondo e lasciare che prenda il sopravvento, qualcosa che invece dovrebbe essere naturale e soprattutto solo strumentale a tutto il resto.
La "gabbia dorata" dell'anoressia, di cui sento parlare da ragazze che rifuggono alla vita e fanno in modo che essa stessa diventi puramente e semplicemente cibo, sta tutta qui, nella felicità della sera prima di andare a dormire, in cui ci si carica di ottimismo, perchè il giorno dopo è come un foglio bianco tutto da riscrivere. E allora, se va male il resto, almeno.
Peccato che tutto ciò che siamo in grado di scriverci, su questo foglio bianco, è un triste diario alimentare.
Colazione di oggi: Cornetto (vuoto) e cappuccino.