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Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-01-31 11:34:00.0 alle 2008-01-31 11:34:00.0
La cultura del controllo
«Questa caratterizzazione crimonologica dei "pedofili" o degli autori di abusi sessuali nei confronti dei bambini è significativa anche sotto un altro profilo. Oggi, in Gran Bretagna come negli Stati Uniti, questi individui sono oggetto di attacchi ossessivi da parte dei media e del dibattito politico, in modo senz'altro sproporzionato rispetto alla frequenza di questi reati o al danno procurato, specialmente se confrontati ai danni dovuti alla povertà, all'insufficienza di cure o all'abuso intrafamiliare. Il pedofilo è rappresentato come un soggetto pericoloso, dominato dalle pulsioni, indecifrabile: una creatura irrecuperabile, fonte di seri rischi per le vittime più innocenti e vulnerabili, i nostri figli. Come la maggior parte dei pericoli che caratterizzano il mondo moderno, il pedofilo si muove in modo furtivo, invisibile, in contesti quotidiani, e cela la sua "diversità" sotto un'apparente normalità. Una volta individuato, occorre separarlo dagli altri, e decidere se allontanarlo definitivamente o monitorarlo costantemente. Non importa se una stigmatizzazione così marcata aggravi la situazione, o che un giudizio di pericolosità sia - com'è noto - inattendibile: queste esitazioni appartengono a un'epoca più innocente. Date le nostre premesse culturali - la sensibilità elevata rispetto al rischio di vittimizzazione, l'urgenza ossessiva di gestirlo, la perdita di interesse per i diritti degli individui ritenuti pericolosi - la natura nascosta della diversità del delinquente rende ognuno di noi sempre più determinato ad agire, indipendentemente dalle prove raccolte. La presunta inconoscibilità della diversità del criminale, insieme all'assunto che tali persone sono realmente differenti, è ciò che spinge ad allontanare coloro che hanno "rivelato se stessi". Questo è il motivo per il quale i cittadini e i legislatori sono sempre pronti a cogliere ogni traccia che potrebbe essere utile: si tratti di un evento delittuoso, di uno stile di condotta o, più semplicemente, del colore della pelle.»

David Garland, La cultura del controllo - Crimine e ordine sociale nel mondo contemporaneo, 2004 (ed. or. 2001), Milano, il Saggiatore, pp. 240-241

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