Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-02-02 21:29:00.0 alle 2008-02-02 21:29:00.0
Mi raccomando firmate numerosi..
Revisione dei tempi di prescrizione per i reati di violenza e abuso sessuale ai danni di minori di 18 anni
To: Parlamento della Repubblica Italiana - Presidente del Consiglio dei Ministri On. Romano Prodi - Presidente del Senato della Repubblica On. Franco Marini - Presidente della Camera dei Deputati On. Fausto Bertinotti
Revisione dei tempi di prescrizione per i reati di violenza e abusi sessuali ai danni di minori di 18 anni.
Modifica all'articolo 157 del codice penale in materia di prescrizione di reati commessi nei confronti dei minori.
Con la presente petizione, che accompagnerà una imminente interrogazione parlamentare, presentata da Marco Marchese in rappresentanza della Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus e delle vittime dei reati di pedofilia e Massimo Merighi in rappresentanza del blog di informazione Bispensiero.it, intendiamo chiedere al Parlamento Italiano, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Senato della Repubblica ed al Presidente della Camera dei Deputati, la eliminazione della prescrizione dei reati sessuali ai danni di minori previsti dalle leggi 15 febbraio 1996 n.66, "Norme contro la violenza sessuale", e n.269 del 03/08/1998, "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù", oltre che dalla recente legge 6 febbraio 2006, n.38, "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet"; in modo che le vittime abbiano la possibilità di vedere perseguito il reato in qualunque momento, qualora diventate adulte siano in grado di denunciare.
La violenza sessuale è sempre un fatto traumatico, ma quando le vittime sono minori lo è ancora di più. Nella maggior parte dei casi si perviene alla consapevolezza degli abusi subiti a distanza di molti anni e dopo un faticoso percorso di elaborazione del dolore. Le conoscenze della psicologia dello sviluppo rivelano come spesso le persone che sono state sottoposte ad abusi sessuali durante l'età infantile sono in grado di parlare della consumazione del reato solamente in età adulta e solo allora possono superare le sofferenze per le esperienze vissute. Ciò è riscontrato in modo particolare per gli abusi avvenuti all'interno della famiglia, dove è più forte la pressione psicologica per mantenere il segreto sull'accaduto. Spesso, infatti, si rimuove dal profondo il ricordo del trauma per sopravvivere alla sofferenza, per sensi di colpa o per paura di sconvolgere gli equilibri familiari.
Come rilevano il lavoro e l'esperienza sul campo dei centri antiviolenza, si può prendere coscienza, decidere di voler avviare un percorso e affrontare un procedimento penale - anch'esso, peraltro, fonte di ulteriori sofferenze - solo quando è ormai troppo tardi, perché il decorso del tempo ha prescritto il reato.
La dimensione del fenomeno è rilevata da un'indagine condotta a Roma dall'Associazione Differenza Donna, dalla quale risulta che su 12.453 donne seguite da tre centri antiviolenza, 691 hanno subìto abuso sessuale in famiglia in età minorile; tra queste sono 249 quelle che ancora non hanno elaborato la volontà di avviare un'azione penale e 311 coloro che non hanno potuto sporgere denuncia perché il reato è prescritto. Si può comunque ipotizzare che siano migliaia le donne che non possono avviare un'azione legale perché il reato è caduto in prescrizione, tenendo conto che i centri antiviolenza che compongono la Rete nazionale sono oltre 100.
Se il fondamento della prescrizione in via generale appare ragionevole e condivisibile - ossia il venire meno dell'interesse da parte dello Stato a perseguire penalmente un fatto oltre un certo periodo di tempo -, in materia di reati sessuali su minori il ragionamento sui tempi della pretesa punitiva necessita invece di essere rovesciato. In questi casi è proprio il trascorrere del tempo che rende possibile un «periodo di riflessione» per le giovani vittime, rafforzando l'esigenza di tutela e di riparazione.
Il fattore tempo è rilevante anche alla luce degli ostacoli da superare per approdare a un procedimento che garantisca i minori violentati, specialmente qualora l'abusante sia un familiare. All'annosa questione della lunga durata dei processi nel nostro Paese si aggiungono elementi tipici dei procedimenti minorili, come la difficoltà nell'accertamento dei fatti e nella formazione della prova del reato, dovendosi ricostruire le vicende principalmente sulla base delle dichiarazioni frammentarie e difficili rese da bambini provati da un'esperienza terribile.
Ciò richiede tempo, un tempo maggiore rispetto a un processo che vede protagonista un adulto. Il legislatore non può non tenere conto di questa particolare realtà, anzi dovrebbe tendere a realizzare una maggiore valorizzazione della soggettività dei minori e dell'effettività della loro tutela.
In tutt'altra direzione, invece, sembrano condurre alcuni provvedimenti legislativi approvati nella XIV legislatura che, protervamente voluti dal Governo allora in carica, produrranno effetti negativi proprio per il perseguimento di reati commessi nei confronti dei minori, in particolare per quelli di tipo sessuale. I tempi di prescrizione per i tre gradi di giudizio, già esigui rispetto alle descritte particolari esigenze di tutela, sono stati drasticamente ridotti.
È preoccupante l'inedito quadro normativo conseguente a importanti modifiche legislative, in grado di penalizzare, se non di vanificare del tutto, la tutela di bambini vittime di reati così gravi. Emblematica è la legge n. 251 del 2005 (cosiddetta «ex Cirielli») che ha dimezzato i termini di prescrizione ordinaria, da 15 a 10 anni per prostituzione, pornografia minorile, violenza sessuale su minori, anche nelle forme della violenza di gruppo e da 10 a 6 anni nelle ipotesi di maltrattamenti in famiglia e adescamento di minori.
Anche per queste ragioni la presente proposta di legge intende introdurre una disciplina speciale per i minori che subiscono violenze, abusi sessuali e maltrattamenti, per evitare che la loro tutela sia frustrata dall'avvenuta prescrizione del reato. Allo scopo, la proposta di legge in oggetto contempla una modifica all'articolo 157 del codice penale, volta a introdurre una estensione dei termini di prescrizione per i reati di violenza sessuale sui minori, al fine di rafforzarne la loro tutela.
Revisione dei tempi di prescrizione per i reati di violenza e abuso sessuale ai danni di minori di 18 anni
To: Parlamento della Repubblica Italiana - Presidente del Consiglio dei Ministri On. Romano Prodi - Presidente del Senato della Repubblica On. Franco Marini - Presidente della Camera dei Deputati On. Fausto Bertinotti
Revisione dei tempi di prescrizione per i reati di violenza e abusi sessuali ai danni di minori di 18 anni.
Modifica all'articolo 157 del codice penale in materia di prescrizione di reati commessi nei confronti dei minori.
Con la presente petizione, che accompagnerà una imminente interrogazione parlamentare, presentata da Marco Marchese in rappresentanza della Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus e delle vittime dei reati di pedofilia e Massimo Merighi in rappresentanza del blog di informazione Bispensiero.it, intendiamo chiedere al Parlamento Italiano, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Senato della Repubblica ed al Presidente della Camera dei Deputati, la eliminazione della prescrizione dei reati sessuali ai danni di minori previsti dalle leggi 15 febbraio 1996 n.66, "Norme contro la violenza sessuale", e n.269 del 03/08/1998, "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù", oltre che dalla recente legge 6 febbraio 2006, n.38, "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet"; in modo che le vittime abbiano la possibilità di vedere perseguito il reato in qualunque momento, qualora diventate adulte siano in grado di denunciare.
La violenza sessuale è sempre un fatto traumatico, ma quando le vittime sono minori lo è ancora di più. Nella maggior parte dei casi si perviene alla consapevolezza degli abusi subiti a distanza di molti anni e dopo un faticoso percorso di elaborazione del dolore. Le conoscenze della psicologia dello sviluppo rivelano come spesso le persone che sono state sottoposte ad abusi sessuali durante l'età infantile sono in grado di parlare della consumazione del reato solamente in età adulta e solo allora possono superare le sofferenze per le esperienze vissute. Ciò è riscontrato in modo particolare per gli abusi avvenuti all'interno della famiglia, dove è più forte la pressione psicologica per mantenere il segreto sull'accaduto. Spesso, infatti, si rimuove dal profondo il ricordo del trauma per sopravvivere alla sofferenza, per sensi di colpa o per paura di sconvolgere gli equilibri familiari.
Come rilevano il lavoro e l'esperienza sul campo dei centri antiviolenza, si può prendere coscienza, decidere di voler avviare un percorso e affrontare un procedimento penale - anch'esso, peraltro, fonte di ulteriori sofferenze - solo quando è ormai troppo tardi, perché il decorso del tempo ha prescritto il reato.
La dimensione del fenomeno è rilevata da un'indagine condotta a Roma dall'Associazione Differenza Donna, dalla quale risulta che su 12.453 donne seguite da tre centri antiviolenza, 691 hanno subìto abuso sessuale in famiglia in età minorile; tra queste sono 249 quelle che ancora non hanno elaborato la volontà di avviare un'azione penale e 311 coloro che non hanno potuto sporgere denuncia perché il reato è prescritto. Si può comunque ipotizzare che siano migliaia le donne che non possono avviare un'azione legale perché il reato è caduto in prescrizione, tenendo conto che i centri antiviolenza che compongono la Rete nazionale sono oltre 100.
Se il fondamento della prescrizione in via generale appare ragionevole e condivisibile - ossia il venire meno dell'interesse da parte dello Stato a perseguire penalmente un fatto oltre un certo periodo di tempo -, in materia di reati sessuali su minori il ragionamento sui tempi della pretesa punitiva necessita invece di essere rovesciato. In questi casi è proprio il trascorrere del tempo che rende possibile un «periodo di riflessione» per le giovani vittime, rafforzando l'esigenza di tutela e di riparazione.
Il fattore tempo è rilevante anche alla luce degli ostacoli da superare per approdare a un procedimento che garantisca i minori violentati, specialmente qualora l'abusante sia un familiare. All'annosa questione della lunga durata dei processi nel nostro Paese si aggiungono elementi tipici dei procedimenti minorili, come la difficoltà nell'accertamento dei fatti e nella formazione della prova del reato, dovendosi ricostruire le vicende principalmente sulla base delle dichiarazioni frammentarie e difficili rese da bambini provati da un'esperienza terribile.
Ciò richiede tempo, un tempo maggiore rispetto a un processo che vede protagonista un adulto. Il legislatore non può non tenere conto di questa particolare realtà, anzi dovrebbe tendere a realizzare una maggiore valorizzazione della soggettività dei minori e dell'effettività della loro tutela.
In tutt'altra direzione, invece, sembrano condurre alcuni provvedimenti legislativi approvati nella XIV legislatura che, protervamente voluti dal Governo allora in carica, produrranno effetti negativi proprio per il perseguimento di reati commessi nei confronti dei minori, in particolare per quelli di tipo sessuale. I tempi di prescrizione per i tre gradi di giudizio, già esigui rispetto alle descritte particolari esigenze di tutela, sono stati drasticamente ridotti.
È preoccupante l'inedito quadro normativo conseguente a importanti modifiche legislative, in grado di penalizzare, se non di vanificare del tutto, la tutela di bambini vittime di reati così gravi. Emblematica è la legge n. 251 del 2005 (cosiddetta «ex Cirielli») che ha dimezzato i termini di prescrizione ordinaria, da 15 a 10 anni per prostituzione, pornografia minorile, violenza sessuale su minori, anche nelle forme della violenza di gruppo e da 10 a 6 anni nelle ipotesi di maltrattamenti in famiglia e adescamento di minori.
Anche per queste ragioni la presente proposta di legge intende introdurre una disciplina speciale per i minori che subiscono violenze, abusi sessuali e maltrattamenti, per evitare che la loro tutela sia frustrata dall'avvenuta prescrizione del reato. Allo scopo, la proposta di legge in oggetto contempla una modifica all'articolo 157 del codice penale, volta a introdurre una estensione dei termini di prescrizione per i reati di violenza sessuale sui minori, al fine di rafforzarne la loro tutela.
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Petizione x Abusi sui minori @ 2008-02-02 21:29:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-02 21:30:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-02 22:41:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-02 23:24:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-02 23:35:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-03 01:06:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-03 01:13:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-03 09:39:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-02 23:10:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-03 01:37:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-02-02 21:35:00.0 di Non Autenticato
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