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Proc di Catania
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il 2008-02-28 19:44:00.0 alle 2008-02-28 19:44:00.0
castrazione chimica
Veronesi la sponsorizza "Può dare dei risultati"

• da La Stampa del 27 febbraio 2008, pag. 6

di Daniela Daniele

Funziona, non funziona? Se in politica se ne parla (spesso senza sapere be­ne di che cosa si parla), gli scienziati sono ancora divisi sul tema: castrazione chimica per i pedofili. In diversi Stati viene adottata. In America, per esempio, chi si è macchiato di gravi reati sessuali e ha ac­cettato sconti di pena a patto di sottoporsi al trattamento far­macologico deve giornalmente recarsi a prendere la sua pillo­la antilibidine. Ma anche in Eu­ropa è ammessa. In Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia la «cura» è legale da alcuni an­ni, sempre su base volontaria. La Francia l'ha provata tre an­ni fa su 48 ex detenuti e di re­cente Sarkozy l'ha rilanciata.



C'è chi, come l'andrologo Gio­vanni Alei, è convinto della sua utilità. «Le sostanze usate bloccano la produzione di testostero­ne - spiega - e quindi abbattono non solo l'erezione, ma anche il desiderio patolo­gico. I soggetti trattati così di­ventano impoten­ti, ma anche steri­li, inclini alla ma­linconia e al pian­to». Una sola riserva: non esiste la certezza che, sospesa la som­ministrazione, il soggetto possa tornare fertile. Ma il professor Alei fa capire che quello, secon­do lui, sarebbe il male minore.


che crudeltà disumana (ndr)



Anche Umberto Veronesi, fresco di candidatura nelle liste del Pd, non esclude la possibilità di intervenire con mezzi chimici. «Sono convinto - ha detto qual­che tempo fa - che i recidivi, i cro­nici possono essere curati con i farmaci, sempre con il loro con­senso». E ha rife­rito l'intenzione di studiare me­glio l'ipotesi, an­che alla luce di una terapia speri­mentata all'Università Ben Gurion, in Israele.



Non è d'accordo, invece, Sil­vio Garattini. Secondo il farma­cologo, non c'è evidenza che comprovi una reale efficacia. Si usano inibitori del testosterone, sostanze come il c-proterone e il medrossiprogesterone acetato, ma perché l'effetto sia duraturo l'individuo dovrebbe essere co­stretto ad assumerle in modo permanente. «Non è dimostrato che bloccando il testosterone si riduca la tendenza alla pedofilia -sostiene -. Tant'è vero che la Food and Drug Administration non ha mai concesso tale indicazione   per questi prodotti». Inoltre, molti pedofili sono impotenti, ma violentano ugualmente i bambini, spesso servendosi di oggetti. «Il problema è ben più complesso - dice Garattini - e parte dal cervello, non dal testo­sterone. Dunque, obbligare qual­cuno a prendere un farmaco del­la cui efficacia non siamo certi, diventa una forma di abuso». Per non parlare del fatto che, co­me riferisce il farmacologo, alcu­ni studi condotti in California e in Canada dimostrerebbero che nei soggetti trat­tati con questa te­rapia aumentano i comportamenti violenti.


C'è poi chi ve­de nella castra­zione chimica «un modo per ven­dicarsi», ma non certo per capi­re e risolvere il problema. Raffae­le Morelli ricorda che soltanto una piccola parte di abusi viene a galla, mentre il sommerso si consuma in famiglia e la mag­gior parte dei pedofili ha subito violenze nell'infanzia. «Una ma­dre - osserva lo psichiatra - ha una coscienza innata che le permette di cogliere se qualcuno si avvicina al suo bambino. Quan­do questo non avviene è perché vive in un ambiente con un maschio che la vessa e le ha fatto perdere la sua capacità. Di que­ste cose dobbiamo preoccupar­ci, in questi campi dobbiamo fa­re prevenzione». Ma l'argomen­to non è certo di conio recente. Nel 1952, Alan Mathison Turing, illustre matematico inglese, fu arrestato per omosessualità e condannato alla castrazione chi­mica Due anni dopo, si tolse la vi­ta, mangiando una mela al cianu­ro di potassio.
http://www.radicali.it/view.php?id=117390




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