Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-03-14 13:26:00.0 alle 2008-03-14 13:26:00.0
IN TRIBUNALE - UN MOSTRO TRA LE MURA DI CASA
La costringeva a vedere film porno e a fare altrettanto con lui, riprendendola con una web-camScoperto dal fratello della vittima, arrestato, adesso rischia dieci anni di carcere
CITTADELLA. Un reato gravissimo. Mostruoso. Un reato che per il pubblico ministero padovano Antonella Toniolo va sanzionato con fermezza. Ecco perché ieri il magistrato ha chiesto la condanna a dieci anni di carcere e al pagamento di una multa di 20 mila euro per M.F., quarantaduenne artigiano dellAlta Padovana, finito sotto accusa per violenza sessuale continuata e aggravata perché compiuta nei confronti di una dodicenne convivente. La figlia della propria compagna: poco più che una bambina costretta, per quasi un anno e mezzo, a vedere film pornografici e a «replicare» con il patrigno le scene erotiche, ripresa da una webcam collegata al computer delluomo. Spetterà al gup Nicoletta De Nardus pronunciarsi sulla richiesta del pm, che per il calcolo della pena è partita da 12 anni di reclusione per il reato di violenza sessuale, saliti a 15 con le aggravanti, ridotti a 10 in quanto limputato ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. Rito che prevede la riduzione di un terzo della pena. La decisione non cè ancora: lavvocato Gianni Morrone - difensore di M.F., non presente in aula - ha sollecitato un rinvio delludienza all8 aprile (data della sentenza). La difesa, infatti, sta trattando il risarcimento dei danni con la parte civile, lavvocato Maria Stella Cicognani che tutela la ragazzina. È stata una requisitoria di quasi unora quella del pm Toniolo. Nessun dubbio sulla colpevolezza dellimputato, confermata da due video hard scaricati da M.F. nel suo computer. Due video che hanno consegnato agli investigatori la verità dei rapporti tra patrigno e figliastra. «Le voglio bene. Sono innamorato. Per me lei è tutto...», si era giustificato lartigiano nellinterrogatorio di garanzia davanti al gip, allindomani del suo arresto. Per la pubblica accusa lunico problema era la quantificazione della pena: 10 anni sono stati ritenuti proporzionali alla gravità delle accuse e alla pericolosità sociale dellimputato che, nel 2004, aveva iniziato a convivere con la nuova compagna e i suoi due figli, la dodicenne e il fratello quattordicenne. Il 31 dicembe 2006 era stato il ragazzo a scoprire il segreto della sorella, giocando sul computer del patrigno che vietava a tutti di avvicinarsi al suo Pc. Aveva visto i due video. E aveva chiesto spiegazioni. La madre laveva scoperto così e il primo di gennaio si era presentata dai carabinieri per la denuncia. Linchiesta è andata avanti a tempo di record: quattro giorni più tardi, larresto di M.F.. La donna e i due figli si sono trasferiti in un altro paese.
( Il Centro 13 marzo 2008)
La costringeva a vedere film porno e a fare altrettanto con lui, riprendendola con una web-camScoperto dal fratello della vittima, arrestato, adesso rischia dieci anni di carcere
CITTADELLA. Un reato gravissimo. Mostruoso. Un reato che per il pubblico ministero padovano Antonella Toniolo va sanzionato con fermezza. Ecco perché ieri il magistrato ha chiesto la condanna a dieci anni di carcere e al pagamento di una multa di 20 mila euro per M.F., quarantaduenne artigiano dellAlta Padovana, finito sotto accusa per violenza sessuale continuata e aggravata perché compiuta nei confronti di una dodicenne convivente. La figlia della propria compagna: poco più che una bambina costretta, per quasi un anno e mezzo, a vedere film pornografici e a «replicare» con il patrigno le scene erotiche, ripresa da una webcam collegata al computer delluomo. Spetterà al gup Nicoletta De Nardus pronunciarsi sulla richiesta del pm, che per il calcolo della pena è partita da 12 anni di reclusione per il reato di violenza sessuale, saliti a 15 con le aggravanti, ridotti a 10 in quanto limputato ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. Rito che prevede la riduzione di un terzo della pena. La decisione non cè ancora: lavvocato Gianni Morrone - difensore di M.F., non presente in aula - ha sollecitato un rinvio delludienza all8 aprile (data della sentenza). La difesa, infatti, sta trattando il risarcimento dei danni con la parte civile, lavvocato Maria Stella Cicognani che tutela la ragazzina. È stata una requisitoria di quasi unora quella del pm Toniolo. Nessun dubbio sulla colpevolezza dellimputato, confermata da due video hard scaricati da M.F. nel suo computer. Due video che hanno consegnato agli investigatori la verità dei rapporti tra patrigno e figliastra. «Le voglio bene. Sono innamorato. Per me lei è tutto...», si era giustificato lartigiano nellinterrogatorio di garanzia davanti al gip, allindomani del suo arresto. Per la pubblica accusa lunico problema era la quantificazione della pena: 10 anni sono stati ritenuti proporzionali alla gravità delle accuse e alla pericolosità sociale dellimputato che, nel 2004, aveva iniziato a convivere con la nuova compagna e i suoi due figli, la dodicenne e il fratello quattordicenne. Il 31 dicembe 2006 era stato il ragazzo a scoprire il segreto della sorella, giocando sul computer del patrigno che vietava a tutti di avvicinarsi al suo Pc. Aveva visto i due video. E aveva chiesto spiegazioni. La madre laveva scoperto così e il primo di gennaio si era presentata dai carabinieri per la denuncia. Linchiesta è andata avanti a tempo di record: quattro giorni più tardi, larresto di M.F.. La donna e i due figli si sono trasferiti in un altro paese.
( Il Centro 13 marzo 2008)
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Abuso sulla convivente 12enne @ 2008-03-14 13:26:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-03-15 01:01:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-03-16 18:41:00.0 di Non Autenticato
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