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il 2008-04-23 21:01:00.0 alle 2008-04-23 21:01:00.0
l' incurabile malattia di nascere brutti
solitudini e infelicita' in 10 storie narrate da Piergiorgio Paterlini in " i brutti anatroccoli " , ed. Feltrinelli
"La rabbia e' proprio questa: sentire dentro di me la bellezza che il mio corpo non esprime". (Una operaia emiliana).
"Troppe volte mi sono sentita dire ti voglio bene. Nessuno mi ha mai detto ti amo. E questo essere brutti?"
(una operatrice fiorentina di computer).
"Allora come oggi, la bruttezza mi mette fuori gara fin dall' inizio. Io sono di quelli che si iscrivono alla corsa, ma non hanno neanche la speranza di arrivare in finale".
(un primario di Varese).
Il tabu' della bruttezza. I traumi, le difficolta', le violenze, le ipocrisie che lo accompagnano. Piergiorgio Paterlini, giornalista, uno dei fondatori di Cuore, ha lavorato per 2 anni a una inchiesta singolare e controcorrente in un tempo in cui quel che conta e' il bello, l' effimero, l' apparenza luccicante e priva di problemi e ha raccontato 10 storie vere di donne e uomini brutti, giovani e non piu' giovani, italiani del Nord e del Sud, protagonista la bruttezza dei corpi e tutto quanto ne provoca nella vita o nella vita mancata e fallita delle persone. Ne e' uscito un libro amaro e doloroso che e' anche una analisi e un' autoanalisi individuale e sociale, un modo di penetrare in mondi sconosciuti, dentro gli angoli piu' gelosi e segreti del cuore umano. Le storie sono scritte in prima persona, Paterlini sa far parlare gli intervistati, ma il suo non e' solo un libro immediato, giornalistico: l' autore possiede la capacita' di narrare e questo gli ha permesso di sondare, al di la' delle apparenze, fatti, esperienze, sentimenti, la somma infelicita' , soprattutto. Scrive Paterlini nella post fazione: "Bello come il sole. Brutto come la fame. Questo diciamo da sempre. Brutto come la paura. Brutto come la morte. Brutto come il peccato. Dunque "sappiamo" che la bruttezza umana e' una tragedia, una sciagura, un handicap personale e sociale, una malattia incurabile, una mutilazione. La piu' grave forse e la piu' irreparabile delle ingiustizie del destino". Il complesso del brutto anatroccolo puo' sconvolgere le vite creando solitudine, angoscia, isolamento, paura di perdere i rapporti con gli altri. Come avrebbero potuto essere tante esistenze senza la bruttezza che esclude? Escono dal libro memorie spesso tristi di adolescenze e di giovinezze rivisitate. Escono figurazioni della vita di oggi o di appena ieri: la festa, il corteggiamento, la scelta dell' altro, il sesso, l' amicizia, il gruppo. "Niente e' peggio che essere trattata come una sorella da uno di cui sei innamorata", dice una delle anonime ragazze. E un' altra: "Venitelo a dire a me che non puo' esistere l' amicizia fra uomo e donna. Tutti i ragazzi che conosco mi considerano un amico, un buon amico, un ottimo amico". Ci sono anche quei brutti che se la cavano benissimo e quelli che si ribellano come ci si ribella all' ingiustizia inventando i modi per superare la bruttezza ed essere uguali ai belli. Lo spiega bene un manager che non deve avere avuto una vita sofferente. Ecco il suo sistema per far conquiste femminili: suscitare compassione, fingere di essere un intellettuale . una buona ricetta, sembra ., mostrare disprezzo o rifiuto che permettono di farsi accettare, suscitare invidia inventando di avere una donna piu' bella, bugia che suscita gelosia e cedimenti. Ma le storie sono in genere malinconiche. Come questa di uno studente di Perugia: "Io vorrei brillare ai suoi occhi, folgorarla con la mia singolarita' , essere per lei cio' che lei e' per me. Il non essere considerato e' proprio una piccola morte". PIERGIORGIO PATERLINI I brutti anatroccoli Editore Feltrinelli