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Non Autenticato
il 2008-04-26 18:53:00.0 alle 2008-04-26 18:53:00.0
La prima impressione
'Labito non fa il monaco recita un noto proverbio, eppure quante volte cè capitato di giudicare una persona basandoci esclusivamente sulla 'prima impressione? Al supermercato, in una sala dattesa, ad una festa, in coda allufficio postale, ogni volta che entriamo in contatto con qualcuno, insomma, si attiva immediatamente quel processo innato che ci porta ad emettere 'sentenze alle volte irrevocabili. Infatti, se ci pensiamo, una volta che abbiamo costruito la nostra 'opinione su quellantipatico commesso o su quella brava persona della portiera, sarà difficile attivare il processo inverso, cioè quello della disconferma dei nostri eventuali pregiudizi, poiché andremo sempre alla ricerca, nellosservazione dellaltro, degli atteggiamenti che possano avvalorare lesattezza del nostro giudizio. 'La prima impressione è un processo con cui dobbiamo inesorabilmente convivere. Anzi, chi afferma di esserne esente è proprio colui che viene maggiormente influenzato da essa. (P.Meazzini) Ci bastano pochi secondi per decidere se qualcuno cispira fiducia, se è affascinante e questi giudizi primari sono difficilmente influenzati dalla nostra parte razionale. Il nostro comportamento influisce, inoltre, sul comportamento dellaltro, confermando così, le nostre ipotesi iniziali. Se, ad esempio, osserviamo, in una festa, una persona sconosciuta e la giudichiamo antipatica, nelleventualità di una sua presentazione è probabile che il nostro atteggiamento sarà difensivo, freddo, poco propenso allapertura, ed è ragionevole che il nostro interlocutore reagisca con altrettanta freddezza o antipatia. Viceversa se il nostro giudizio iniziale è di simpatia, quasi certamente durante il primo incontro mostreremo un sorriso che sarà, inevitabilmente, un invito per laltro ad essere più aperto. 'Decidiamo molto velocemente, infatti, se una persona possiede quei tratti che per noi sono importanti, come la simpatia e la competenza, anche senza averci scambiato una parola sostiene lo psicologo Alex Todorov dellUniversità di Princeton. Grazie a questo 'effetto alone possiamo prendere autentiche cantonate supervalutando individui immeritevoli o evitando persone davvero in gamba. Cosa fare, allora, della 'prima impressione? Fidarsene acriticamente o diffidarne in modo paranoico? Il tempo e la conoscenza dellaltro possono essere la cartina di tornasole per comprendere se quel primo giudizio sia stato illusorio o legittimo, aiutandoci a sviluppare una rappresentazione mentale più generale e complessa della persona. 'Chi sa se puoi, chi sa se vuoi e se sai capire un po di questa faccia
sono alcuni versi della canzone di Paolo Conte Il miglior sorriso della mia faccia che spiegano bene come, per capire davvero laltro, serve non solo il tempo e la pazienza ma anche la volontà.