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Proc di Catania
Scritto da
il 2008-05-04 16:57:00.0 alle 2008-05-04 16:57:00.0
Trollate totali: 950
«Abbracciate tutti i bimbi per me»
Ecco un classico pedone "lupo travestito da agnello": le stronzate che scrive sono da manuale; interessante il fatto che si fissi a parlare di "amore".. In questo modo cerca di autoassolversi non potendo negare l'evidenza..

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Pino La Monica scrive dal carcere agli amici: «Il vostro amore mi aiuta»
«Sono quindici giorni di Primavera che più nessuno potrà restituirmi, non c'è risarcimento possibile per questo. Ai miei allievi ho sempre insegnato che le cose più belle della vita non hanno prezzo». Sono parole di Pino La Monica. Parole dal carcere di Modena dal quale è rinchiuso con le accuse di violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico. Parole inviate agli amici del comitato. «Questa mia - scrive - per dirvi che sto bene, che sento, da questa esperienza, nascere in me una grande forza che non pensavo di avere, un'energia misteriosa che ancora oggi non capisco bene da dove provenga. Sicuramente è merito vostro. E' come se le sottili vibrazioni prodotte dal battito del vostro cuore giungessero fino a me. Grazie. Il dolore e la sofferenza che sto provando, invece, sono qualcosa di intimo che, per ora, voglio tenere per me. Ciò che sto cercando di preservare ora tra queste mura è la mia dignità personale, qui per perderla basta un piccolo cedimento emotivo. Un attimo. Un soffio. E con un soffio - scrive ancora Pino - si distrugge la vita di un uomo, i suoi sogni, le sue speranze. (ndr. Esatto, prendete nota è proprio così) Un meraviglioso castello di carte costruito in dieci anni di sacrificio e di grande passione. Ma il mondo e la società in cui viviamo oggi funzionano così: ci vogliono anni di paziente lavoro per instaurare il bene e far si che metta radici, il male, invece, lavora per attimi e penetra con forza la dove sembrava non poter entrare ed il tuo robusto e meraviglioso palazzo di alabastro ed aiole fiorite diventa un castello di sabbia e fango. Ma io non voglio, ne posso accettare di sopravvivere in un mondo così; non è il mondo che sogno per i miei figli, per i miei giovani allievi (ndr. sembra rincoglionito per davvero, potrebbe in effetti con gioia di tutti levarsi via da solo dalle palle). Loro meritano qualcosa di più. Noi, esseri umani tutti, meritiamo qualcosa di più».
«Due settimane di notti insonni passate a ripercorrere con la mente tutti i gesti compiuti in dieci anni di lavoro con i bambini; mi hanno costretto a scavare nel mio passato facendomi sentire in colpa per ogni abbraccio, per ogni carezza, per ognuno di quei tantissimi gesti d' affetto che ho sempre riservato ai miei allievi per dargli forza, infondergli coraggio e fiducia. La coltura del terrore non può vincere. Abbiamo bisogno di coraggio ed il sondaggio lanciato sul mio blog lo aveva già evidenziato».

Nella sua voglia di urlare la propria innocenza, Pino si spinge al massimo, anche rischiando di peggiorare la sua situazione: «Mi dicono che sarebbe prudente non pronunciare la frase "Io amo i bambini". Ciò mi provoca una tristezza infinita e sento un forte senso di ripugnanza per tutto il genere umano. Io ho vergogna. Ho vergogna per tutte quelle persone che hanno la malizia di pensare che la bella parola amare possa far rima con altre meno belle parole che qui non voglio nemmeno citare».
E infine un appello al comitato nato a suo favore: «Ringrazio davvero di cuore tutte le persone che fanno parte del Comitato e che mi stanno aiutando nel momento più difficile della mia vita. Ma ora, se mi permettete, vorrei essere io a darvi una mano. Mi era giunta voce che il comitato aveva intenzione di organizzare una fiaccolata in mio favore. Ringrazio per la solidarietà ma sono contrario. In tutti questi giorni ho sempre tenuto la testa alta, anche quando sono uscito ammanettato dagli uffici della Procura, e qualcuno mi diceva: "Si nasconda con il maglione". No, ho risposto, non c'è niente da nascondere. Anzi ora è il momento di tirare fuori tutto, tutta la gioia e la positività che abbiamo dentro». Piuttosto - è la proposta di Pino al comitato - «sarebbe bello pensare ad una manifestazione pubblica, colorata e gioiosa, con tanti clown, tanti bambini e tanti insegnanti; una manifestazione non in mia difesa, ma in difesa di quelli che dovrebbero essere i veri valori di un processo educativo. Un grande incontro di persone vive, non "finzionabili", che dicono con forza che per i loro figli vogliono modelli positivi. Per dire con forza che vogliamo tornare a relazionarci con il mondo intero che mai come oggi ha bisogno di fiducia». Per quanto riguarda la raccolta fondi, dice sempre La Monica «vorrei che le quote raccolte non servano soltanto a coprire le spese processuali, ma anzi che buona parte sia preservata per favorire ed incentivare le attività di enti ed associazioni che da anni si battono per la tutela e la difesa dei diritti dei bambini e delle bambine. Chiudo ringraziando ancora di cuore, se sono vivo e sono forte lo devo a voi. Siate forti, ora. So che ci sono tantissimi bambini che a causa di questo evento stanno soffrendo tantissimo, e altri, che mi erano più vicini, subiscono in modo anche peggiore. Chi pagherà per tutta questa sofferenza? Abbracciateli tutti vi prego, abbracciateli tutti da parte mia, uno ad uno, dite loro che li penso ogni attimo e che non li abbandonerò mai».
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Modificato dall' autore il 04 maggio 2008 17.05
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