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1. Virtuale
”Passo un sacco di tempo davanti al computer. Ci sono tanti siti web con belle foto. Scelgo le migliori e le salvo. Nella realtà non è possibile raggiungere queste sensazioni estetiche ed erotiche, ma con il computer lo diventa. Nella realtà non posso parlare dei miei sentimenti, nelle chat sì. Così facendo posso vivere al meglio il mio stile di vita, i miei gusti e le mie preferenze.”
2. Le bambole
Quando si fa visita a certe persone, si scopre un bambino che gioca col Lego o la nave pirata. Oppure ce n’è uno piccolo con vestiti graziosi, seduto su una sedia o sulle ginocchia di qualcuno. Mmmm... ”Ehi, tu!” Oh, oh... Non è un bambino, ma una bambola! Bellissima e realistica!
”Sì, sono solo fantasie, ma comportandomi così sono più o meno in grado di vivere come voglio. Posso manifestare i miei desideri, dar loro una forma. Così facendo mi rilasso completamente. Non faccio del male a nessuno”.
”Ma i tuoi ospiti non pensano sia insolito?”
”No no, trovano la cosa buffa o anche graziosa. Io sono semplicemente un collezionista di bambole. Mi piacerebbe avere bambini, ma per una ragione o per l’altra non ne ho. Sai, sono un po’ timido...”
3. Passatempi
Si può vivere “largamente” se si hanno hobby. Ce ne sono tanti: la musica, l’arte, i treni e le locomotive a vapore, il disegno e la pittura, il collezionismo, e via di seguito. C’è sempre qualcosa da fare, qualcosa a cui dedicare le proprie energie. Com’è logico, si possono incontrare bambini con lo stesso hobby ad un circolo o a un mercato di collezionisti.
In tal caso il contatto è del tutto naturale, perché è l’attività, e non il bambino, ad essere al centro. I contatti sono neutri e rimangono tali. Non c’è alcun pericolo né alcun male e si può vivere felicemente con tali contatti e attività.
4. Sport
Praticare sport è un eccellente modo per stare assieme tra adulti e bambini in maniera naturale. Molti sono allenatori sportivi. Li tiene occupati e ne sono felici. Un’associazione sportiva è una sorta di ”casa” per i suoi membri: non passano una serata da soli.
5. Giochi e amicizie spontanee
“Ho un piccolo amico e spesso e volentieri ce ne andiamo a spasso assieme. Facciamo vari giochi e svolgiamo molte attività insieme. Io vado a trovarlo a casa sua e lo stesso fa lui con me. Oppure andiamo in posti tipo piscina ecc. ecc.
I genitori mi accettano come il suo amico più grande. Hanno fiducia in me e non gli darò mai ragione di dubitarne.
Non assumo mai il ruolo di educatore o di figura autoritaria, non è la mia funzione. Non voglio essere un educatore, voglio mantenere la parità”.
6. Le attenzioni
Altri scelgono come metodo di approccio quello di dedicare attenzioni. Lavorano come insegnanti o assistenti all’infanzia, oppure sono genitori adottivi. Hanno la responsabilità per una parte delle cure. Sono educatori o accompagnatori, il che implica un certo grado di vicinanza, ma anche una certa distanza. Dividono la responsabilità con un gruppo, un capo, un custode o i genitori.
Spesso queste persone hanno un talento naturale per frequentare e stare insieme a bambini a volte indisciplinati, perché per questi bambini nutrono un amore genuino che proviene dall’intimo. Senza queste persone, le istituzioni per l’assistenza ai giovani non potrebbero mai prosperare. La scelta di dedicarsi all’infanzia viene da dentro ed è in armonia con i loro sentimenti più profondi. È anche per questo che hanno le energie indispensabili per questo lavoro. Sono felici di svolgerlo, ed è raro trovarli iperstressati o “fusi”.
7. Famiglia
“Voglio molto bene ai miei figli. Con mia moglie ci alterniamo per prendercene cura. Di preferenza sto assieme a moglie e figli. Per il mio tempo libero non ho bisogno di un bar o una squadra di calcio, a meno che mio figlio intenda far parte di una squadra. Gioco e faccio baldoria coi bambini da padre amichevole. Condividiamo la vasca da bagno e i bambini amano infilarsi nel nostro letto”.
“No, non è questione di sessualità, certamente no. Fare la doccia è fare la doccia e nient’altro”.
“Sono molti i bambini a cui piace venire a giocare qui, e anche spesso. A volte ho avuto problemi, per esempio alcuni genitori hanno visto che stavo giocando anch’io e non sempre mi tenevo a distanza. Alcuni di loro si sono fatti sospettosi, e talvolta hanno vietato ai loro figli di venire qui”.