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Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-08-27 14:37:00.0 alle 2008-08-27 14:37:00.0
condannato per sodomia in Kenia
malindi. l'incubo di caretta inizia nel 2004. la famiglia dei bambini avrebbe chiesto 5 mila euro
Kenya, italiano condannato per sodomia
«Sono innocente» e denuncia estorsioni
Medado Caretta, 75 anni, deve scontare una pena di 5 anni per rapporti orali con due minorenni

MALINDI (KENYA) - Accusato di sodomia e di rapporti orali con bambini un italiano di 75 anni, Medado Caretta, è stato condannato dal giudice Beatrice Jaden di Malindi, in Kenya, a 5 anni di carcere. Il magistrato, nonostante l’età gli ha negato gli arresti domiciliari o il pagamento di una cauzione per attendere l’appello fuori dal carcere. Ma la storia non sembra così semplice. Caretta sostiene di essere innocente, che tutto è stato inventato ed è solo un tentativo di estorsione. Era così sicuro di essere assolto che nei quattro anni di processo è stato in Italia più volte per cure, ma è sempre tornato nelle sua casa di Malindi.

LA VICENDA - L’incubo di Caretta comincia il 23 luglio 2004 quando alla porta della sua residenza a Kibokoni Estate bussano due ragazzini. Uno ha dieci anni l’altro è leggermente più grande. Chiedono l’elemosina. Lui sostiene di averli fatti entrare in casa, di averli fatti aspettare e di aver a ciascuno di loro regalato 200 scellini kenioti, un paio di euro. Ma la storia raccontata dai parenti dei due piccoli è diversa: secondo loro l’italiano non solo li ha adescati ma dopo averli fatti entrare in casa ha sodomizzato il più grande e ha “succhiato il membro maschile” (testuale dalla denuncia) del più piccolo. Caretta viene messo sotto accusa ma evita il carcere solo in cambio di una cauzione equivalente a 5000 euro. Comincia il processo che viene rinviato un’ottantina di volte. La pubblica accusa, chiama a deporre l’ispettore Kennedy Limera il quale racconta che in quel giorno in due ragazzini stavano giocando davanti alla casa dell’italiano quando l’uomo è comparso in mutande con un sacco pieno di spazzatura in mano. Secondo Limera, Caretta ha invitato i ragazzini a entrare in casa promettendo di offrirgli biscotti e caramelle. I piccoli – secondo questa versione – l’hanno seguito. E’ stato a quel punto che lui li ha spogliati ne ha violentato uno e ha seviziato il secondo: «Ha perfino fatto notare che questo era circonciso», ha tuonato Limera, senza però portare alcuna prova di quanto stata affermando. È stato a questo punto, ha sostenuto l’ispettore, che Caretta ha regalato i 200 scellini ai ragazzi facendogli promettere che non avrebbero raccontato a nessuno quanto accaduto. Ma loro hanno disobbedito e hanno parlato dell’episodio al direttore della loro scuola, il quale a sua volta si è rivolto alla polizia.

«TUTTO INVENTATO PER SPILLARE SOLDI» - L’avvocato di Caretta ha reagito con violenza verbale: «Tutto inventato per spillare soldi al mio cliente. Infatti la madre di uno dei due bambini, dopo che questi aveva regalato loro 200 scellini, ha minacciato di denunciarlo alla polizia se non avesse pagato 500 mila scellini (5000 euro, ndr)». «Ovviamente mi sono ben guardato dal pagare – ha spiegato Caretta al giudice – e anche dopo la denuncia i parenti dei bambini mi hanno chiesto soldi per ritirarla. Mi sono sempre rifiutato». Ha poi aggiunto mostrando alcuni documenti sul suo stato di salute: «Sono gravemente malato di cuore e non posso avere rapporti sessuali. Figurarsi se rischio la vita per violentare due ragazzini». Il giudice non gli ha creduto: «Ha analizzato tutte le prove e le analisi mediche: i due ragazzini sono stati violentati». «Si è ‘scordata’ di provare che è stato Medado a violentarli - ha commentato sarcasticamente un amico dell’italiano che preferisce restare anonimo per evitare ritorsioni -. Quel povero vecchio non potrebbe far male a una mosca neppure se lo volesse. Occorre aiutarlo a uscire dall’inferno dei carceri kenioti».
http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_27/kenya_i...

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