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Scritto da
il 2008-08-28 22:26:00.0 alle 2008-08-28 22:26:00.0
Trollate totali: 663
per gatto
http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2239051&m_...


- Scritto da:
> Una cosa che secondo me accomuna la mia
> Weltschmerz a quella di Lich - quale che ne sia
> l'origine - è l'indisponibilità ad
> adattarsi.
>
> La maggior parte delle persone si adatta a quel
> che trova, o finisce per farlo prima o poi. Non
> che la cosa sia in sé biasimevole: se uno viene
> al mondo pensando "vediamo quali possibilità
> offre la vita" ogni occasione è una porta aperta,
> e di occasione in occasione si finisce per
> occupare una posizione che non ci si è scelti, ma
> nella quale ci si può stare anche comodi. Anzi,
> spesso ci si trova meglio di chi fa la scelta
> opposta.
>
> Ma i posti comodi sono pochi, e per la maggior
> parte delle persone adattarsi significa accettare
> un compromesso tra ciò che si è e ciò che si
> vorrebbe essere. Per giustificare la scelta del
> ripiego, la si veste allora di etica, definendola
> "ragionevole", dandole dei nomi come "divenire
> adulti" e così
> via.
>
> Eppure, scriveva G.B. Shaw, "Le persone
> ragionevoli adattano se stesse al mondo, gli
> irragionevoli cercano di adattare il mondo a se
> stessi. Quindi, il progresso è opera di persone
> irragionevoli."
>


che sia un compromesso è pacifico, e non ci vedo nulla di male. Il discorso sui posti comodi che fai te non fa una piega. E allora? Vai in treno, ci sono due carrozze libere, una ha morbide poltrone in alcantara, l'altra delle panche in legno la cui comodità è opinabile.
Il tuo discorso assomiglia molto al "gnegnegne se non ho il posto in poltrona, me ne sto in piedi". Dopo un po' ti accorgerai che stavi più comodo stando seduto nel posto scomodo.

Il motto di gbshaw, che approvo in pieno ma anche no, invece è diverso, ed è più simile nel dire "sì vabbé c'è una panca in legno, io non mi rassegno, non voglio appiattirmi le chiappe" togliersi il cappotto e farsene un cuscino.

anche io ho avuto un periodo in cui rifiutavo di adattarmi, e questo è stata cagione per me di immani sofferenze e di occasioni perse che non c'è giorno in cui non le rimpianga. Ma il punto non è che non ti devi rifiutare di adattarti. il punto è che il rifiuto passivo, il "non giocare", è come la moglie che taglia l'uccello al marito fedifrago. Alla fine è una strategia che non paga.
Non vuoi adattarti? Bene? allora fai come suggerisce gbshaw, adatta il mondo e contribuisci al progresso dell'umanità.
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Modificato dall' autore il 28 agosto 2008 22.28
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