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Non Autenticato
il 2008-12-12 18:20:00.0 alle 2008-12-12 18:20:00.0
Spunto per terapia intelligente
Sto cercando di organizzare degli spunti per raccogliere basi teoriche per una terapia intelligente (ovviamente, da applicare a me stesso).
Metterò i miei primi spunti a disposizione dei lettori.
I lettori razionali potrebbero trovare interessante e appassionante il metodo.

Inizio l'esposizione (è scritto in seconda persona perchè l'ho mandato a un amico).

Per capire questo articolo dovresti seguire questi passaggi:

1)Dividere l’articolo in proposizioni.
2)L’articolo è stato scritto in modo tale che ogni proposizione segua dalla precedente, quindi c’è la facilitazione che puoi seguire l’ordine originale delle proposizioni (a parte nei punti in cui dico chiaramente di riguardare una proposizione anteriore alla precedente).
3)Ogni parola di ogni proposizione deve avere un’interpretazione definita: non passare alla lettura della proposizione successiva se non trovi l’interpretazione anche solo di una parola della proposizione precedente: le proposizioni vanno viste come tasselli di lego. Se non è chiaro il significato di tutte le parole di una proposizione, non si può collegare il tassello successivo (pena, allontanarsi dalla comprensione del messaggio).
4)Dato che l’argomentazione è densa di passaggi logici, una sola lettura può facilmente non coglierli tutti, quindi una volta finita la lettura è opportuno ricominciare la lettura seguendo le istruzioni 1, 2, 3, 4. Reiterare le letture poi, oltre a questo, è necessario per apprendere sempre meglio il messaggio globale dell’articolo (dato che le istruzioni che ho dato aiutano a cogliere il messaggio locale, ma possono far sfuggire il significato globale: per cogliere questo ci vogliono letture reiterate. Questo non richiede un impegno intellettuale profondo, perché una nuova lettura risulta sempre più facile della precedente).

Per spiegarti la strada che sto seguendo è necessario che tu mi segua nell’analisi di alcune proprietà dell’”intelligenza”.
Parto dalla domanda "cos'è l'intelligenza?".
Per rispondere a questa domanda provo a fare un'astrazione sui meccanismi che segue un sistema intelligente.
Riflettendo su questo sistema, è ovvio constatare che l'intelligenza ha a che fare con una cosa che si definisce "consapevolezza".
Un sistema intelligente è un sistema che cerca di essere consapevole di qualcosa... diciamo che, in generale, un sistema intelligente è un sistema che cerca di essere consapevole e basta.

Intanto, definiamo cos’è la “rappresentazione della realtà del sistema”: essa è un insieme di fenomeni la cui distribuzione presenta una quota di ordine e una quota di casualità.

Ora definiamo la consapevolezza (intesa come programma, o funzione, del cervello) in questo modo:

La funzione “consapevolezza” è un programma che associa a un qualunque fenomeno X il fenomeno X’, e lo aggiunge all’insieme dei fenomeni della rappresentazione della realtà.

In pratica, se X è un fenomeno, il fenomeno X’ è il fenomeno che dice “io sono consapevole di X”.

E’ opportuno chiarire che X e X’ non sono le rispettive traduzioni verbali di X e X’, cioè… X’ non è equivalente alla frase “io sono consapevole di X”: X’ è una “consapevolezza di X”, cioè una “sensazione”, che noi, per comunicarcela, la traduciamo con l’espressione verbale “io sono consapevole di X”.

D’ora in poi confonderò i fenomeni con la loro traduzione verbale, ma sarà solo un modo improprio per definire quei particolari fenomeni di cui andrò a parlare!

Sicuramente, esiste un circuito, sul piano neurologico, che attua un programma isomorfo al programma “consapevolezza”, ma a noi non interessa trovarlo: siccome è isomorfo (cioè, ha la stessa struttura), possiamo analizzare il programma “consapevolezza” su un piano meno complicato del piano neurologico.


Tornando all’analisi del programma “consapevolezza”, per avere un’idea pratica su come funzioni, si può dire che il sistema, attraverso l'osservazione e la riflessione, associa un valore di consapevolezza ad ogni fenomeno osservato nella sua realtà.

Per esempio, se io rilevo il fenomeno X
X= “è caduta una mela”
Con la funzione “consapevolezza” posso produrre il fenomeno X’
X’= “io sono consapevole che è caduta una mela”
E dopo aver prodotto X’ il programma “consapevolezza” aggiungerà X’ all’insieme dei fenomeni della sua rappresentazione della realtà.

Chiamiamo “teoremi di C” tutti i fenomeni che sono stati prodotti dalla funzione “consapevolezza”.
Per esempio, X’ è un “teorema di C”, perché è stato prodotto dal programma “consapevolezza” (attraverso il fenomeno X).
In questo modo, la funzione consapevolezza determina una procedura di decisione, per stabilire se un fenomeno è un teorema o no del programma “consapevolezza”.

Naturalmente, il sistema intelligente tenderà ad essere consapevole di qualunque fenomeno della sua rappresentazione, cioè, tenderà alla Consapevolezza Assoluta dell'intera sua rappresentazione (che comprende sia la rappresentazione esteriore della realtà percepita, sia quella interiore del soggetto che percepisce).
Andando avanti in questo scrupoloso lavoro di consapevolizzazione (analogamente al lavoro dei matematici di tentare di dimostrare più teoremi possibili di un sistema formale), il sistema arriverà ad applicare la funzione "consapevolezza" anche ai fenomeni riguardanti il nucleo della sua rappresentazione: il soggetto percepiente. E' a questo punto che avviene la consapevolezza più profonda, cioè la consapevolezza dell'io, profonda perché determina una nuova fase evolutiva dell’individuo.

Come avviene la consapevolezza dell’io? Avviene in modo del tutto casuale.
Supponiamo che il sistema intelligente abbia prodotto, con il programma “consapevolezza”, questi teoremi:
“IO sono consapevole che è caduta una mela”
“IO sono consapevole che domani devo andare a lavorare”
“IO sono consapevole che questa frase è formata da 11 parole”.

Il significato della parola “IO” quindi, viene definito nel sistema di rappresentazione del soggetto.
Ora, ricordati che ogni teorema della funzione “consapevolezza”, una volta prodotto, entra a far parte della rappresentazione della realtà del soggetto, integrandola con ogni nuovo teorema, cioè, ogni nuovo “teorema di C” (consapevolezza), una volta prodotto, diventa un nuovo fenomeno della rappresentazione della realtà del soggetto, in questo modo:

1)Il sistema rileva il fenomeno X
2)Il sistema applica “consapevolezza” a X e produce il teorema X’.
3)X’ diventa un nuovo fenomeno della rappresentazione della realtà del sistema
4) Il sistema può applicare la funzione consapevolezza al nuovo fenomeno X’, producendo un nuovo teorema: X’’.

Se per esempio X’ dice “sono consapevole che è caduta una mela”, X’’ dirà “sono consapevole che sono consapevole che è caduta una mela”, X’’’ dirà “sono consapevole che sono consapevole che sono consapevole che è caduta una mela”.

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