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Non Autenticato
il 2009-04-28 13:35:00.0 alle 2009-04-28 13:35:00.0
presente e futuro.
Film, spettacoli, libri raccontano unumanità. Laspetto interessante non è come la dipingono, ma dove la collocano. Dove limmaginazione estrema spinge luomo, mostrando ciò che potenzialmente può fare, la sua disumana normalità. Unesibizione allegorica, poetica, mistica o semplicemente cruda che annichilisce il destinatario. Lo spoglia, gli sottrae dignità, lo scaraventa in un vortice senza appigli, senza principi, né morale.
Lultima barriera ancora da sfondare è quella della finzione. Guardiamo, leggiamo, ma loggetto è distante da noi. Finte sono le torture nei due Hostel, le sevizie in Visitor Q, lantropofagia di Jirai comme un cheval fou, le facce tratteggiate da Tatsuya Egawa nei suoi manga. Pensiamo a The Last Man, forse il capolavoro di questultimo: un affresco apocalittico, dove gli uomini si nutrono di feci, godendone, il sesso si esplicita al punto da non essere più attraente e la redenzione, sussunta dalla rinascita, passa attraverso mutazioni animalesche.
Un pandemonio nel quale la riflessione nasce dalla scoperta di un possibile sé. Che cosa rimane dentro? Ognuno si tenga la sua risposta. Perché tanto, secondo un pensiero vasto e condiviso, la consapevolezza che la realtà supera la finzione più truce, annienta ogni dibattito. Perciò, avanti il prossimo: tutto è concesso!