Per exsinistro che chiede cos'è:
http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2373927&m_... 
Difficile dire cos'è, dato che nessuno l'ha finora implementata. Semplificando, dovrebbe essere una diminuzione della produzione, dei consumi, del volume di scambi, diversa però dalla crisi.
Crisi, recessione.
Quando si verifica una contrazione della domanda, diminuisce la produzione. Le aziende licenziano, i lavoratori autonomi vedono diminuire i clienti. Parte della popolazione si trova senza lavoro e/o senza soldi (o con meno) e provoca una ulteriore riduzione dei consumi cioè contrazione della domanda, e così via. Inoltre un alto numero di senza lavoro genera instabilità sociale.
Decrescita.
La decrescita vuol essere una diminuzione dei consumi, della domanda e della produzione in corrispondenza della diminuzione della popolazione in atto in certi paesi. Invece di dare ascolto al buon Ciampi e ai suoi simili, e importare immigrati per perpetuare la crescita economica - che è anche consumo di risorse non rinnovabili, es. il territorio - pilotare una diminuzione controllata man mano che la popolazione scende.
Occorre comunque evitare che la popolazione diminuisca troppo in fretta.
Inoltre un modo per realizzare la decrescita è tornare a produrre beni durevoli, progettati e costruiti per durare a lungo e per essere riparati facilmente, e riciclati. Invece di obbligare a demolire un'intera automobile perché non è più "euro X", sostituire le sole parti interessate.
Modificare anche le leggi sul lavoro. Per come è fatto il sistema delle tasse e dei contributi, a un'azienda costa meno far lavorare un dipendente N ore che assumerne due per N/2 ore, perché ogni dipendente costa uno sproposito. In un regime di decrescita è intuitivo che vi sia meno lavoro, ed è essenziale che quello che c'è sia distribuito. Meno lavoro, ma con la stessa disponibilità di beni e mezzi (anche perché tecnologie sempre nuove permettono di fabbricare le stesse cose con meno lavoro).
Significa tornare, iniziando da dove è possibile, alla popolazione degli anni 50 o anche prima, all'occupazione del territorio, ai consumi, al modo di fabbricare degli anni 50 (con le tecnologie di oggi però), prima che si stabilisse la prassi di aumentare i consumi in modo artificioso.
Ovvio che un'azienda punta a massimizzare i profitti, e le aziende non parteciperanno mai spontaneamente a un tale programma (produrre un frigorifero che dura il doppio vuol dire vendere metà frigoriferi in un dato periodo di tempo: nessuna azienda lo farà). La produzione di certi beni potrebbe però passare in mano a consorzi di consumatori, interessati ad avere di più e meglio a minor costo.