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Non Autenticato
il 2009-11-01 20:57:00.0 alle 2009-11-01 20:57:00.0
U n giorno il vostro provider Internet potrebbe
impedirvi di consultare il vostro
blog preferito, o di usare software di telefonia
via Internet come Skype. O immaginate
che vi notifichino che non potere
più accedere alla Rete, come rimanere senza
patente dopo una serie di violazioni del
codice della strada.
È quello che potrebbe capitare a breve se il
Pacchetto telecom sarà approvato
dallUe così come di recente modificato su
pressione della potente lobby delle compagnie
telefoniche. Il Pacchetto è linsieme
di regolamenti sullindustria europea delle
telecomunicazioni e dellaccesso a Internet
via Adsl e rete mobile, che secondo gli
attivisti sarà la Caporetto della libertà della
Rete, almeno così come labbiamo conosciuta.
I principi in ballo sono due e interrelati: la
neutralità della Rete e il diritto diaccesso a
Internet. La Net Neutrality è la neutralità
dellinfrastruttura rispetto ai contenuti che
vi transitano. Significa accesso allo stesso
Internet per tutti gli utenti: i provider e gli
altri operatori della Rete non possono discriminare
sui contenuti o interferire con
la navigazione degli internauti, così come
al telefono non cè un filtro su quello che si
può dire.
Oggi in Italia un internauta può accedere
con uguale facilità al sito del grande media
mainstream, così come alle pagine del
blogger semisconosciuto. Nel futuro un
fornitore non neutrale potrebbe invece,
per ragioni commerciali (o altre convenienze,
per esempio politiche), velocizzare
laccesso ai siti amici e rallentare la ccesso
a quelli non graditi. E nellera dellI nternet
multimediale e della banda larga, rallentare
equivale a filtrare e oscurare. Se non
cè neutralità della rete, un Internet a due
velocità sarebbe come unautostrada dove
le macchine di un certo costruttore che ha
pagato viaggino ai 130 nella corsia di sorpasso
mentre tutti gli altri debbano rimanere
nella prima corsia ai 50 allo ra .
Altro principio in ballo è laccesso a Internet,
da considerarsi un diritto fondamentale
così come il diritto allinfor mazione
in generale. Provvedimenti (come la legge
Hadopi in Francia) che vietino laccesso
a chi ha commesso violazioni, sarebbero
come dire a chi ha fotocopiato illegalmente
un libro protetto da copyright che non può
più usare le mani per sei mesi. Decisioni
ancora più discutibili se imposte senza l'intervento
di un giudice.
Torniamo all'elaborazione a Bruxelles del
Pacchetto telecom, ormai alle battute finali
dopo oltre due anni di accese discussioni.
La prima bozza è stata preparata dalla
Commissione europea e, secondo gli attivisti
pro libertà della Rete, risentiva chiaramente
della pressione delle lobby delle
compagnie telefoniche e non faceva riferimento
ai principi fondamentali della neutralità
della rete e dellaccesso a Internet. A
questo punto, nel tortuoso meccanismo
delle decisioni Ue, è intervenuto il Parlamento
europeo che la scorsa primavera ha
votato a stragrande maggioranza (88 per
cento) per linclusione di una modifica al
testo che riconoscerebbe le libertà fondamentali
anche su Internet.
Ma il Parlamento europeo conta poco: ai
rappresentanti del Parlamento tocca poi difendere
lemendamento con il Consiglio
(ovvero i governi dellUe). E la settimana
scorsa il testo che tutelava le libertà fondamentali
degli internauti è saltato durante
le trattative. Nel blog Scambioetico.org
Paolo Brini denuncia:listituzione di una
g iustizia parallela indipendente dalla mag
istratura che colpirebbe i cittadini sulla
base di semplici sospetti. Brini spiega che
giovedì prossimo è prevista la riunione dei
delegati parlamentari con i rappresentanti
del Consiglio: se ci sarà accordo sul testo
senza i diritti fondamentali la frittata sarà
fa t t a .
Reporter senza frontiere definisce come
i n c o m p re n s i b i l e il comportamento delle
istituzioni europee. Negli Usa la questione
della neutralità della Rete era esplosa nel
2006 quando i fornitori di Internet cercarono
di farsi assimilare a chi offre la tv via
cavo. Migliaia di cittadini-internauti del
movimento Salvare Internet p ro t e s t a rono
a Washington davanti al Congresso. Dopo
anni di battaglie tra la lobby degli Internet
provider e i rappresentanti dei fornitori
dei contenuti e dei cittadini, il principio
di neutralità della rete è ora una bozza
di legge che si prevede sarà approvata a
bre ve.
Il fatto Quotidiano
impedirvi di consultare il vostro
blog preferito, o di usare software di telefonia
via Internet come Skype. O immaginate
che vi notifichino che non potere
più accedere alla Rete, come rimanere senza
patente dopo una serie di violazioni del
codice della strada.
È quello che potrebbe capitare a breve se il
Pacchetto telecom sarà approvato
dallUe così come di recente modificato su
pressione della potente lobby delle compagnie
telefoniche. Il Pacchetto è linsieme
di regolamenti sullindustria europea delle
telecomunicazioni e dellaccesso a Internet
via Adsl e rete mobile, che secondo gli
attivisti sarà la Caporetto della libertà della
Rete, almeno così come labbiamo conosciuta.
I principi in ballo sono due e interrelati: la
neutralità della Rete e il diritto diaccesso a
Internet. La Net Neutrality è la neutralità
dellinfrastruttura rispetto ai contenuti che
vi transitano. Significa accesso allo stesso
Internet per tutti gli utenti: i provider e gli
altri operatori della Rete non possono discriminare
sui contenuti o interferire con
la navigazione degli internauti, così come
al telefono non cè un filtro su quello che si
può dire.
Oggi in Italia un internauta può accedere
con uguale facilità al sito del grande media
mainstream, così come alle pagine del
blogger semisconosciuto. Nel futuro un
fornitore non neutrale potrebbe invece,
per ragioni commerciali (o altre convenienze,
per esempio politiche), velocizzare
laccesso ai siti amici e rallentare la ccesso
a quelli non graditi. E nellera dellI nternet
multimediale e della banda larga, rallentare
equivale a filtrare e oscurare. Se non
cè neutralità della rete, un Internet a due
velocità sarebbe come unautostrada dove
le macchine di un certo costruttore che ha
pagato viaggino ai 130 nella corsia di sorpasso
mentre tutti gli altri debbano rimanere
nella prima corsia ai 50 allo ra .
Altro principio in ballo è laccesso a Internet,
da considerarsi un diritto fondamentale
così come il diritto allinfor mazione
in generale. Provvedimenti (come la legge
Hadopi in Francia) che vietino laccesso
a chi ha commesso violazioni, sarebbero
come dire a chi ha fotocopiato illegalmente
un libro protetto da copyright che non può
più usare le mani per sei mesi. Decisioni
ancora più discutibili se imposte senza l'intervento
di un giudice.
Torniamo all'elaborazione a Bruxelles del
Pacchetto telecom, ormai alle battute finali
dopo oltre due anni di accese discussioni.
La prima bozza è stata preparata dalla
Commissione europea e, secondo gli attivisti
pro libertà della Rete, risentiva chiaramente
della pressione delle lobby delle
compagnie telefoniche e non faceva riferimento
ai principi fondamentali della neutralità
della rete e dellaccesso a Internet. A
questo punto, nel tortuoso meccanismo
delle decisioni Ue, è intervenuto il Parlamento
europeo che la scorsa primavera ha
votato a stragrande maggioranza (88 per
cento) per linclusione di una modifica al
testo che riconoscerebbe le libertà fondamentali
anche su Internet.
Ma il Parlamento europeo conta poco: ai
rappresentanti del Parlamento tocca poi difendere
lemendamento con il Consiglio
(ovvero i governi dellUe). E la settimana
scorsa il testo che tutelava le libertà fondamentali
degli internauti è saltato durante
le trattative. Nel blog Scambioetico.org

Paolo Brini denuncia:listituzione di una
g iustizia parallela indipendente dalla mag
istratura che colpirebbe i cittadini sulla
base di semplici sospetti. Brini spiega che
giovedì prossimo è prevista la riunione dei
delegati parlamentari con i rappresentanti
del Consiglio: se ci sarà accordo sul testo
senza i diritti fondamentali la frittata sarà
fa t t a .
Reporter senza frontiere definisce come
i n c o m p re n s i b i l e il comportamento delle
istituzioni europee. Negli Usa la questione
della neutralità della Rete era esplosa nel
2006 quando i fornitori di Internet cercarono
di farsi assimilare a chi offre la tv via
cavo. Migliaia di cittadini-internauti del
movimento Salvare Internet p ro t e s t a rono
a Washington davanti al Congresso. Dopo
anni di battaglie tra la lobby degli Internet
provider e i rappresentanti dei fornitori
dei contenuti e dei cittadini, il principio
di neutralità della rete è ora una bozza
di legge che si prevede sarà approvata a
bre ve.
Il fatto Quotidiano
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2011: sito PDL sarà l' unico visibile. @ 2009-11-01 20:57:00.0 di Non Autenticato
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Re: 2011: sito PDL sarà l' unico visibil @ 2009-11-01 22:12:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2009-11-01 22:25:00.0 di Non Autenticato
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