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Scritto da
il 2009-11-04 10:36:00.0 alle 2009-11-04 10:36:00.0
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Pensavate che i più imbecilli....
.... fossero gli italiani? E invece no, sono gli svizzeri. Leggete mo quà:

Troppe auto ecologiche: ecco un’altra tassa
La “Mobility pricing” per le ore di punta

Nel settore dei trasporti la Confederazione deve potere attingere a nuove fonti d’introiti per affrontare gli investimenti necessari. Sarà pertanto inevitabile introdurre una nuova forma di tassa sulla mobilità. Sono le conclusioni alle quali giunge il rapporto strategico “Futuro delle reti infrastrutturali nazionali in Svizzera”, posto ieri in consultazione dal direttore del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) Moritz Leuenberger, nel quadro delle misure del Consiglio federale a favore della crescita. Dovrebbe essere approvato dal collegio all’inizio del 2010.

Ripensare il finanziamento
Il DATEC è convinto che occorra riconcepire fondamentalmente il sistema di finanziamento del traffico. In futuro le automobili saranno dotate sempre più spesso di motori elettrici, con conseguenti diminuzioni dei proventi della tassa sui carburanti.
Il rapporto stabilisce che è indispensabile un cambiamento di sistema e l’introduzione di una nuova tassa sulla mobilità (mobility pricing) su tutti i vettori di traffico, intesa anche come misura di regolazione del traffico.

Tassa per ogni fascia oraria
Il sistema proposto prevede tariffe differenziate secondo le fasce orarie e i tratti scelti e verrebbe applicato a tutte le infrastrutture di trasporto: strade, ferrovie, trasporti urbani, aeroporti e parcheggi. Concretamente chi sceglie di spostarsi nell’ora di punta su tratto molto trafficato pagherà di più rispetto a chi opta per un percorso secondario e una fascia oraria meno affollata. Questa soluzione avrebbe anche il vantaggio di regolare il traffico senza dover ricorrere a contingenti o divieti di circolazione. Non si tratta di introdurre una tassa supplementare, ma di cambiare l’intero sistema di finanziamento che oggi è garantito da fondi provenienti dalla cassa generale della Confederazione, dalle tasse applicate agli utenti (come quella sui carburanti) e dai biglietti dei trasporti pubblici, ha precisato Leuenberger.

Sempre nuovi investimenti
Il rapporto analizza le infrastrutture dei trasporti terrestri, finanziate dallo Stato considerando che gli Uffici federali competenti stimano che entro il 2030 il traffico viaggiatori su strada aumenterà del 20 per cento e quello su rotaia del 45 per cento. Per quanto concerne il traffico merci, si prevede addirittura un aumento rispettivamente del 35 e dell’85 per cento. Considerato che già attualmente le reti ferroviarie e stradali sono molto sollecitate, in futuro saranno necessarie ulteriori capacità per soddisfare la domanda in aumento. L’esperienza mostra che per la rete dei trasporti la pianificazione, le autorizzazioni e la costruzione richiedono diversi decenni.

È in gioco il futuro del Paese
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici OCSE sottolinea il pericolo di lacune infrastrutturali e quindi di investimenti insufficienti nelle reti infrastrutturali. Circa il 5 per cento del PIL svizzero è generato nei settori delle infrastrutture e ogni ottavo posto di lavoro dipende direttamente o indirettamente da questi ultimi.
(CAVA)
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