http://www.repubblica.it/politica/2010/06/07/news/... 
Vediamo punto per punto la cosa (non riporto tutto il testo, lo si può trovare al belink).
1) Il primo punto riguarda _quando_ il pm ha diritto a disporre delle intercettazioni. Dice in pratica che il pm non può più fare quel razzo che vuole, che non può intercettare gente a random. Le intercettazioni devono servire infatti ad approfondire una situazione dubbia, non a creare casi dal nulla. In altre parole il PM non può più sparare nel mucchio. Il PM da ora in avanti deve giustificare ciò che fa attraverso delle richieste al tribunale della regione interessata.
La trovo una cosa molto giusta e sensata. Fino ad ora l'Italia è stato il Paese in cui le intercettazioni erano usate a razzo di cane in barba al diritto dei cittadini di poter avere conversazioni _private_ senza spioni che si facessero gli affari loro. L'Italia, per questo verso, era molto lontana dagli standard degli altri Paesi, evidentemente, su questo punto, molto più civili del nostro. Se un PM vuole intercettarti da ora in avanti deve avere delle ottime ragioni per farlo.
2) Durata delle intercettazioni. Si pone un limite alla durata delle intercettazioni. In altre parole un PM non può più decidere di tenervi sotto controllo a tempo illimitato. Ora ci sono dei limiti, se entro tali limiti non risulta niente il PM deve smettere di spiarvi. Il PM può, eventualmente, allungare il periodo ma sempre giustificando ciò che fa. Anche in questo caso, finalmente, il PM deve rendere conto di ciò che fa e perché. Non può più in pratica prendersela con una persona in particolare e aspettare che prima o poi faccia qualcosa di sbagliato. Questa, infatti, non è giustizia, ma persecuzione... e per quanto gli amici dell'IDV non vedano differenza fra le due cose, la differenza esiste.
3) Microspie. Le microspie non potranno più essere messe a caso, nella speranza di beccare qualcuno, anche questa volta sparando nel mucchio. In altre parole anche qui si stabiliscono delle regole che il PM deve rispettare per rispettare la privacy dei cittadini. Le microspie vanno messe solo dove si presuppone si stia effettuando una pratica illegale.
4) Il PM può finalmente perdere un'indagine nel caso il suo comportamento non sia quello di un professionista serio. Se si mette a spifferare in giro fatti sulle indagini che sta conducendo prima ancora che ci sia un verdetto sta chiaramente sputtanando delle persone senza giusto processo. È un po' come se io mi mettessi a pubblicare i dati a cui ho accesso nelle ditte in cui lavoro... fin'ora il PM poteva fare ciò che per un comune mortale sarebbe sicuramente fonte di guai penali. Le fughe di notizie sono finalmente punite. [Questo solleva il dubbio che ci possano essere fughe di notizie "ad hoc" per togliere il caso al PM, mi pare poco probabile, e in ogni caso, se un PM vale l'altro, non si vede per quale ragione questo debba essere un problema, a meno di non ammettere implicitamente che esistono PM di parte, ma allora, se esistono da una parte esistono anche dall'altra, e questo giustifica appieno la cosa. Meglio essere garantisti.]
5) Pubblicazione intercettazioni. Le intercettazioni non si possono pubblicare fino a fine indagini preliminari. Si aggiunge quindi una garanzia per l'indagato affinché i giornali, che spesso ad oggi, hanno pubblicato testi parziali, snaturando le frasi, estrapolandole dal contesto, al fine di vendere più copie ai danni dell'indagato causandogli quindi dei problemi (oltre ad essere additato per strada si troverà di fronte a giudici a cui è stata distorta la realtà e che si sono precedentemente formati opinioni in merito leggendo i giornali, anche se false e interpreteranno le carte delle intercettazioni in base a questa loro opinione precedente). I giornalisti che violano questa norma saranno giustamente chiamati a rispondere del danno procurato (sia alle indagini che all'indagato). Non esiste infatti alcuna ragione per cui queste cose debbano essere pubblicate prematuramente.
6) Registrazione telefonate. Non si può registrare telefonate a meno che l'altra persona (con la quale si sta dialogando) non ne sia informata. Le pene sono IMO esagerate ma la regola la trovo giusta (anzi, a dire il vero pensavo che già fosse così... evidentemente no). Se ci sono problemi si contatti le FDO, penseranno loro a fare i dovuti controlli del caso, in altre parole i "giustizieri privati" non sono ammessi. Il concetto di privacy vale anche per loro.
7) Entrata in vigore della legge. La legge non si applica ai processi in corso (peccato), in altre parole non si è voluto cambiare le regole in corsa. I processi in corso a Berlusconi quindi non vengono influenzati da queste norme che valgono solo per i procedimenti futuri.
Ecco qui la famosa "legge bavaglio" che tanto da dispiacere all'IDV. Un duro colpo per i giustizialisti, una cosa buona per i diritti di tutti gli altri.