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il 2010-06-15 17:37:00.0 alle 2010-06-15 17:37:00.0
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Grandi, era ora che si svegliassero
Gino Giugni, padre dello Statuto dei Lavoratori, disse:"non vorrei diventasse lo statuto dei fannulloni". Come inesorabilmente è diventato.
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Vigevano, gli operai della Sigma
contro il sindacato: «Fateci lavorare»
La Fiom si oppone all’intesa. Ma 79 operai accettano la proposta dei nuovi soci

VIGEVANO (Pavia) — Posti di lavoro in cambio di meno diritti sindacali: la scossa tellurica di Pomigliano d’Arco risale la penisola e arriva a Vigevano dover alla Sigma, fabbrica di macchine industriali da tempo in crisi si vive una situazione non diversa da quella della Fiat. L’azienda è in fallimento, una nuova cordata si è fatta avanti per rilevare la produzione, ma è disposta ad assumere gradualmente solo 50 degli 88 dipendenti. Fino a ieri la Fiom Cgil, unico sindacato presente nella fabbrica, si era opposta a tale soluzione ma si è vista scavalcata dalla base dei lavoratori: in 79 hanno sottoscritto una soluzione che chiede di accettare la proposta dei nuovi proprietari. Consapevoli del rischio che alcuni di loro rimarranno a spasso.

Ieri pomeriggio si è svolto un incontro fiume tra curatore fallimentare della Sigma, sindacato e acquirenti che si è chiuso con una soluzione di compromesso: la Fiom resta sulle sue posizioni, ma lascia liberi i singoli lavoratori di accettare le condizioni proposte dall’azienda. L’orizzonte tracciato dagli aspiranti proprietari della Sigma è il seguente: riassunzione immediata di 25 dipendenti, riassorbimento graduale di altri 25 sulla base dei risultati di mercato, sottoscrizione da parte di ogni singolo lavoratore di una «liberatoria» con la quale si dichiara di mettere una pietra sopra ogni controversia riguardante il passato. «Sono garanzie insufficienti, noi facciamo l’interesse di tutti i lavoratori e non ci si può chiedere, a nome di altri, di passare un colpo di spugna su dei diritti riguardanti il passato»: questa la posizione sempre mantenuta da Rosella Banzato, della Fiom di Vigevano e ribadita anche all’incontro di ieri.

Ma la Fiom, all’interno della Sigma ha appena 17 tesserati; il grosso dei dipendenti, esasperato da un anno e mezzo di cassa integrazione, cioè di inoperosità a 800 euro al mese, ha chiesto di passare all’azione. «E’ assurdo che una minoranza blocchi una soluzione a portata di mano — spiega Giorgio Tonin, dipendente Sigma che si è messo alla testa dei "disobbedienti" — tanto più in un periodo dove di imprenditori disposti ad investire non se ne trovano molti. Ho l’impressione che la Fiom stia cercando di tutelare solo se stessa e il proprio ruolo». Il gruppo dei dissidenti ieri si è riunito sotto le finestre dell’Unione Industriali di Vigevano dove era in corso l’incontro. A nessuno sfugge, però, che nella migliore delle ipotesi oltre 30 lavoratori non potranno essere imbarcati sulla scialuppa di salvataggio. «E’ una sorte che potrebbe toccare proprio a molti di coloro che sono qui — ribatte Tonin — ma al punto in cui siamo giunti non c’è scelta: l’alternativa è che i nuovi investitori della Sigma si scoraggino e se ne vadano. A quel punto avremmo solo 88 disoccupati in più».

E’ un punto di vista che ha contagiato anche chi, come Pietro Farina, ha in tasca la tessera del sindacato ma non si riconosce più nelle posizioni della Fiom: «Dopo un anno e mezzo di cassa integrazione l’unica cosa che desideri è tornare al lavoro, uscire da una situazione di stallo. E allora tanto vale correre il rischio». Il pomeriggio è trascorso anche con qualche attimo di tensione: la base dei dipendenti Sigma ha cercato di incontrare la sindacalista, il rendez vous è riuscito solo grazie a un blitz alla porta posteriore dell’edificio in cui si svolgeva la riunione. Ma la pressione pare aver portato a qualche passo avanti. Oggi verrà sottoscritto un accordo nel quale in sostanza il sindacato si dice d’accordo al piano industriale che prevede la graduale riassunzione di 50 operai ma non mette firma e faccia sulla questione della «liberatoria»: spetterà al singolo accettare o meno questa condizione. «E’ un punto sul quale il sindacato non vuole esporsi — specifica Rosella Banzato — perché non vogliamo avallare una diminuzione dei diritti dei lavoratori». Al termine di questa «conta» i nuovi acquirenti in pratica decideranno se rinnovare la loro scommessa sulla Sigma. E anche dentro il movimento dei lavoratori si aprirà una riflessione sul caso.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/1...
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Modificato dall' autore il 15 giugno 2010 17.47
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