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Non Autenticato
il 2010-08-20 15:36:00.0 alle 2010-08-20 15:36:00.0
colloquio con Janet Napolitano di Eve Conant - "Newsweek" - Da "L'espresso"
Per certi aspetti, in materia di immigrazione illegale, il presidente Obama si è rivelato più fermo del suo predecessore. Il governo Obama ha ampliato i programmi che regolano l'espulsione degli immigrati illegali che si macchiano di reati. E la sua azione contro le attività che impiegano lavoratori senza documenti è stata estesa e decisa.
Mentre da una parte è aumentato il numero degli immigrati illegali individuati dalle autorità, dall'altra l'amministrazione Obama si è pronunciata con forza contro la nuova dura legge adottata dallo Stato dell'Arizona (peraltro parzialmente bocciata anche da un giudice di Phoenix) che permette alle forze dell'ordine di fermare le persone potenzialmente sospettate di trovarsi nel Paese senza documenti.
In questa intervista il segretario del Dipartimento della Sicurezza Interna Janet Napolitano racconta quali sono gli obiettivi dell'amministrazione Obama in materia.
In che cosa differisce il suo approccio da quello del governo Bush?
"Le nostre priorità si sono discostate da quelle del governo precedente. Ci siamo concentrati sugli immigrati illegali che hanno commesso reati, e in particolare su quelli che sono già stati condannati. Poi, sul versante del lavoro, intendiamo procedere legalmente contro i datori di lavoro che assumono illegali.
La legge riguardante il lavoro degli illegali deve essere aggiornata perché non ha la valenza di deterrente che noi vorremmo che avesse. È necessario che le multe siano più alte. Altri elementi di questa legge sono inutilmente complicati se l'obiettivo è quello di individuare e punire chi assume manodopera illegale in maniera continuativa e consapevole".
Che cosa succederà politicamente se i dati dell'anno fiscale corrente dimostreranno che voi avete rimpatriato meno illegali?
"Il problema non si pone perché è un dato più alto, significativamente più alto".
Secondo i dati, avete rimpatriato soltanto 265 mila immigrati illegali finora, ben al di sotto dei 400 mila del governo Bush.
"A mio avviso, ciò che è importante è il numero di illegali deportati che avevano commesso reati o che erano già stati condannati. Se non ricordo male, nel 2009 abbiamo battuto il record rispetto al 2008 e nel 2010 lo batteremo rispetto al 2009".
E tutti gli altri rimpatri?
"In molti più casi abbiamo avviato azioni contro i datori di lavoro. Anche il numero delle persone catturate tra i fuggitivi rei di delitti gravi credo sia in aumento. Il dato statistico che sicuramente è salito in maniera significativa è quello dei procedimenti amministrativi contro chi ha assunto lavoratori illegali. E, inoltre, a quei lavoratori non abbiamo concesso alcuna amnistia".
Parliamo della percezione generale: durante l'epoca di Bush, le retate della polizia erano una notizia onnipresente in televisione e si aveva l'impressione che Bush fosse molto fermo con l'immigrazione. L'impressione ora è che il suo governo faccia retate più limitate, senza telecamere. È una decisione quella di non pubblicizzare il vostro sforzo?
"Non la metterei così. Direi che la nostra azione è stata guidata dall'approccio che avrebbe un pubblico ministero, sulla base dei risultati e non sulla base di ciò che fa notizia per i media".
La preoccupa la percezione generale che Obama non sia abbastanza duro con l'immigrazione illegale?
"Sì. Qualsiasi pubblico ministero le dirà che parte del lavoro consiste nell'individuare delle priorità, nel saper valutare innanzitutto in prima persona i risultati".
La causa contro l'Arizona rafforza quest'idea. Quando pensa che questa percezione cambierà?
"La causa contro l'Arizona riguarda un aspetto molto differente: se si avranno 50 leggi per l'immigrazione o una sola. Questo non significa ovviamente che il Congresso non debba, in maniera bipartisan, sedersi al tavolo dei negoziati per aggiornare e migliorare le leggi".
Con Obama avete discusso della necessità di ridurre le retate tipo quelle di Bush?
"Le uniche conversazioni che abbiamo avuto in merito hanno riguardato il fine del nostro lavoro che è quello di imporre la legge, anche se il presidente ha parlato già allora della necessità di aggiornare e di migliorare la legislazione in materia".
Per certi aspetti, in materia di immigrazione illegale, il presidente Obama si è rivelato più fermo del suo predecessore. Il governo Obama ha ampliato i programmi che regolano l'espulsione degli immigrati illegali che si macchiano di reati. E la sua azione contro le attività che impiegano lavoratori senza documenti è stata estesa e decisa.
Mentre da una parte è aumentato il numero degli immigrati illegali individuati dalle autorità, dall'altra l'amministrazione Obama si è pronunciata con forza contro la nuova dura legge adottata dallo Stato dell'Arizona (peraltro parzialmente bocciata anche da un giudice di Phoenix) che permette alle forze dell'ordine di fermare le persone potenzialmente sospettate di trovarsi nel Paese senza documenti.
In questa intervista il segretario del Dipartimento della Sicurezza Interna Janet Napolitano racconta quali sono gli obiettivi dell'amministrazione Obama in materia.
In che cosa differisce il suo approccio da quello del governo Bush?
"Le nostre priorità si sono discostate da quelle del governo precedente. Ci siamo concentrati sugli immigrati illegali che hanno commesso reati, e in particolare su quelli che sono già stati condannati. Poi, sul versante del lavoro, intendiamo procedere legalmente contro i datori di lavoro che assumono illegali.
La legge riguardante il lavoro degli illegali deve essere aggiornata perché non ha la valenza di deterrente che noi vorremmo che avesse. È necessario che le multe siano più alte. Altri elementi di questa legge sono inutilmente complicati se l'obiettivo è quello di individuare e punire chi assume manodopera illegale in maniera continuativa e consapevole".
Che cosa succederà politicamente se i dati dell'anno fiscale corrente dimostreranno che voi avete rimpatriato meno illegali?
"Il problema non si pone perché è un dato più alto, significativamente più alto".
Secondo i dati, avete rimpatriato soltanto 265 mila immigrati illegali finora, ben al di sotto dei 400 mila del governo Bush.
"A mio avviso, ciò che è importante è il numero di illegali deportati che avevano commesso reati o che erano già stati condannati. Se non ricordo male, nel 2009 abbiamo battuto il record rispetto al 2008 e nel 2010 lo batteremo rispetto al 2009".
E tutti gli altri rimpatri?
"In molti più casi abbiamo avviato azioni contro i datori di lavoro. Anche il numero delle persone catturate tra i fuggitivi rei di delitti gravi credo sia in aumento. Il dato statistico che sicuramente è salito in maniera significativa è quello dei procedimenti amministrativi contro chi ha assunto lavoratori illegali. E, inoltre, a quei lavoratori non abbiamo concesso alcuna amnistia".
Parliamo della percezione generale: durante l'epoca di Bush, le retate della polizia erano una notizia onnipresente in televisione e si aveva l'impressione che Bush fosse molto fermo con l'immigrazione. L'impressione ora è che il suo governo faccia retate più limitate, senza telecamere. È una decisione quella di non pubblicizzare il vostro sforzo?
"Non la metterei così. Direi che la nostra azione è stata guidata dall'approccio che avrebbe un pubblico ministero, sulla base dei risultati e non sulla base di ciò che fa notizia per i media".
La preoccupa la percezione generale che Obama non sia abbastanza duro con l'immigrazione illegale?
"Sì. Qualsiasi pubblico ministero le dirà che parte del lavoro consiste nell'individuare delle priorità, nel saper valutare innanzitutto in prima persona i risultati".
La causa contro l'Arizona rafforza quest'idea. Quando pensa che questa percezione cambierà?
"La causa contro l'Arizona riguarda un aspetto molto differente: se si avranno 50 leggi per l'immigrazione o una sola. Questo non significa ovviamente che il Congresso non debba, in maniera bipartisan, sedersi al tavolo dei negoziati per aggiornare e migliorare le leggi".
Con Obama avete discusso della necessità di ridurre le retate tipo quelle di Bush?
"Le uniche conversazioni che abbiamo avuto in merito hanno riguardato il fine del nostro lavoro che è quello di imporre la legge, anche se il presidente ha parlato già allora della necessità di aggiornare e di migliorare la legislazione in materia".
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Obama meglio di Sarkozy @ 2010-08-20 15:36:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2010-08-20 19:38:00.0 di nathan71
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