Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2010-09-18 18:58:00.0 alle 2010-09-18 18:58:00.0
Racconto di un pedofilo
"Sono un pedofilo. Lo ammetto. Lo so. Me ne rendo conto, senza possibilità di errore: è difficile pensare di non esserlo quando ti ritrovi luccello duro mentre sei in piscina seduto su uno sdraio e guardi un bambino biondo che corre avanti e indietro per fare i tuffi coi suoi amici.
Non so come sia successo. Probabilmente qualche psicologo direbbe che cè stato un trauma infantile che mi ha ridotto così. Sinceramente se cè stato non lo ricordo, voglio dire, per quel che ne so mio padre non mi ha mai accarezzato il sedere in maniera troppo affettuosa mentre mi rimboccava le coperte, e mia madre non era una puttana alcolizzata. Direi che sul fronte famiglia ero più che fortunato.
Ho avuto una vita sentimentale normalissima. Nessuna ragazza che mi abbia spezzato il cuore in maniera irreparabile, per intenderci. Qualche delusione cè stata, ma chi non ne ha mai avute? Dopo un po ti rendi conto che le donne sono fatte così. Non ci si può fidare. Insomma, non sono così a causa di un cuore affranto.
Al secondo anno di Università ho cominciato a lanciare occhiate alle amichette di mia cugina. Mia cugina, allepoca, aveva dodici anni. Non mi sembrava di fare niente di strano: che diavolo, oggigiorno le ragazze sviluppano prima rispetto a una volta! E vanno in giro vestite come delle cazzo di modelle, col cellulare allultimo grido e truccate come dei clown. Insomma, non mi sembrava che letà contasse poi molto. Allapparenza quelle ragazzine dodicenni ne dimostravano sedici o diciassette, con un po di fantasia.
Sono uscito con una di loro qualche mese dopo. Lei sembrava eccitata come non mai, e cercava di darsi un tono da adulta in maniera ridicola. Io ero solamente nervoso, lunica cosa che mi importava era che lei non lo andasse a dire in giro. Guai se mia cugina fosse venuta a saperlo. Mi immaginavo già la mia famiglia che mi cacciava di casa.
Alla fine lho baciata. Era piccola, inesperta, ma aveva le labbra morbide, da bambina. Non facevo altro che chiedermi se le fossero già cresciuti i peli sulla figa, e la cosa mi eccitava da morire. Le ho messo una mano sotto la maglietta, strizzando quel poco di carne che aveva, e solo sentire quei piccoli capezzoli delicati mi ha fatto venire nei boxer. Mi sono staccato di colpo, terrorizzato. Lho riportata a casa in fretta e furia. Per un mese non sono quasi uscito di casa. Rispondevo al cellulare solo se necessario. Comunque, la cosa non è venuta fuori. Lei non ha detto a nessuno della nostra piccola uscita. Forse si è spaventata vedendo come ho reagito. Deve aver visto qualcosa nel mio sguardo che le ha tolto tutta la voglia di vantarsi in giro.
E già da qualche anno che le ragazzine di dodici anni non mi ispirano più. Ora sono sceso ad un a media detà che va dai sei ai nove, dieci anni al massimo. E trovo attraenti anche i maschietti, non solo le femminucce.
Ho fatto sesso solo con due femmine e un maschio, per ora.
Ci ho messo mesi per avvicinarli, per insegnargli a fidarsi di me, per riuscire a trovarmi da solo con loro.
Ho dovuto spaventarli perché non parlassero di cosa era successo. Mi sono sentito un pezzo di merda come mai in vita mia, ma dovevo farli piangere, dovevo terrorizzarli. E mostrarmi anche comprensivo, rassicurarli e convincerli che si sarebbe risolto tutto e che era tutto un segreto e che sarebbero successe cose terribili se avessero raccontato qualcosa.
Ho avuto molta fortuna finora, e me ne rendo conto.
La mamma di una delle bambine ha sospettato qualcosa. Mi ha minacciato, mi ha detto che se avevo fatto qualcosa di male me lavrebbe fatta pagare. Ho finto di cadere dalle nuvole e lho invitata a farsi sotto, a denunciarmi, a portarmi in tribunale se era sicura di quel che diceva. Le ho detto che lavrei rovinata quando sarebbe saltato fuori che le sue accuse erano campate in aria. Si è spaventata, non lho più vista. La cosa è finita lì.
Molta, molta fortuna finora.
Ci sono voci che girano su di me, lo so. Alcuni miei amici hanno cominciato a parlare alle mie spalle. In famiglia cè una diffidenza nei miei confronti che prima non cera. Ma non importa, perché tra un mese parto per Londra e starò via un anno. Si sistemerà tutto.
Posso continuare così per tutta la vita?
Sono un essere razionale e so bene che la società non mi approva e non mi approverà mai. So bene anche che la mia, teoricamente, è una malattia. Ma come posso essere malato se mi sento così bene?
E quale cura al mondo potrebbe mai togliermi il desiderio di avere rapporti con dei bambini? Non è colpa mia se mi piacciono!
Non si può insegnare ad un uomo ad amare qualcosa che non vuole amare. Nessuno può dirmi con chi dovrei avere rapporti. Io non trovo piacere nellandare a letto con donne della mia età. Non riesco a intrattenere una relazione soddisfacente. Come possono sperare che io cambi idea? Esiste unoperazione al mondo che ti aiuta a cambiare istinti sessuali?
Non possono chiedermi di non scopare più per tutta la vita. Non possono condannarmi a una vita senza amore. Se succederà, se un giorno verrò scoperto e mi rinchiuderanno e mi costringeranno a rinunciare alla possibilità di amare qualcuno, mi ucciderò con le mie mani.
Una vita senza amore non vale la pena di essere vissuta.
Gli abusi sessuali da parte di pedofili sono una cosa orribile per i bambini che li subiscono. Ma per i pedofili sono il raggiungimento di un bellissimo sogno dopo lunghi e tristi mesi passati a masturbarsi pensando a tua figlia, o alla tua nipotina, o al tuo fratellino.
Boh. E' difficile trovare un significato certe volte.
Viviamo in un cazzo di mondo alquanto strano."