Proc di Catania
Dunque correva l'anno... spetta... avevo attorno agli 11 anni quindi... 1989.
Avevo finito le elementari e quella era la mia ultima estate da bambino. L'anno dopo sarei stato un ragazzino, sarei andato alle medie e quindi non avevo compiti da fare per le vacanze.
Mia nonna andava di tanto in tanto a trovare sua figlia (mia zia) giù in Emilia e visto che quell'estate era speciale per me mi ha portato con lei. Non ero mai stato a casa di mia zia, troppi chilometri, di solito veniva su sempre lei da me, ma non quell'anno.
Ricordo che andammo a Udine in corriera a prendere il treno! Non ero mai stato in treno prima! E mia nonna mi comprò al bar un pezzo di pizza capricciosa, non avevo mai mangiato la capricciosa in vita mia (di solito prendevo sempre cose più semplici come la margherita ma non ce l'avevano in quel bar) e quando l'assaggiai, un po' diffidente, per la prima volta scoprii che aveva un sapore squisito. Da allora, fino ad oggi, tendo a preferire la capricciosa agli altri tipi di pizza. Mangio quasi esclusivamente solo quella.
Il treno era una figata. Era come essere finito in un film di Indiana Jones. Adoravo Indiana Jones con le sue avventure (/me guarda il cofanetto con tutte le puntate sullo scaffale a destra)! Cavolo, era riuscito a rendere l'archeologia qualcosa di interessante persino per me! E che cosa straordinaria era il treno dal vivo era anche meglio di quello nei film! Forse se non mi fossi dedicato all'informatica mi sarei dedicato all'archeologia... vabbé, non divaghiamo.
Dunque, arrivammo a casa di mia zia. Era un posto bellissimo, in mezzo alle montagne! E prendevano cartoni animati che non avevo mai visto! C'era un cartone animato in particolare che mi piaceva da morire, aveva come protagonisti un toro (Alvaro) e una tartaruga (Camilla, diceva sempre "mareeeemma" e parlava come la Hack... o forse è la Hack che parla come Camilla, vabbé), erano spassosissimi. Mi pare si chiamasse "Fantazoo".
Lì c'era la mia cuginetta, un po' più piccola di me, mia zia invece gestiva il bar-ristorante del paese, a 5-10 minuti di cammino da casa di mia zia. Spesso mangiavamo nella cucina del bar-ristorante, avevo i gelati gratis e fra me e mia cuginetta ne mangiammo così tanti che con gli stecchini e un po' di Vinavil eravamo riusciti a costruirci un areoplanino di legno.
Non volava, naturalmente, ma era venuto davvero carino.
Il posto poi era stupendo, pieno di luoghi da esplorare, leggende su diavoli e giganti che avevano costruito questo o quello. Cavolo... lì Indy non c'era mai stato! Era tutto mio da esplorare!
Fu una vacanza davvero bella, una delle poche cose che ricordo bene di quell'età.
Lì incontrai un sacco di amici, in breve tempo costruii lì quello che da me non avevo mai avuto prima, ossia un gruppo di amici con cui giocare e passare il tempo ogni giorno.
In breve tempo conobbi tutti i ragazzini e i bambini del paesello. Tutti passavano al bar a comprarsi un gelato prima o poi, dai più grandi ai più piccoli, e quale migliore occasione per fare amicizia?
Ci incontravamo in un parchetto nel centro del paesello. Immaginavamo che fosse un immenso parco giochi e ognuno di noi gestiva una giostra. Avevamo i nostri soldi (erba e foglie particolari) e tutti ne avevano un po' da spendere nelle "giostre" degli amici. C'era l'arrampicata sull'albero, la prova di coraggio sul muretto sospeso nel vuoto (la mia "giostra"), c'era persino l'"horror show" in cui il ragazzino che si era scelto questa attrazione (se l'era inventato lui proprio) si tirava giù pantaloni e mutande per un istante... inutile dire che era un "horror show" molto popolare fra le ragazzine... ricordo soprattutto che c'era una bambina piccolina che era molto interessata alla cosa... e chiedeva sempre il bis. Era curiosissima, probabilmente era il primo maschietto che vedeva e le pareva una cosa così strana.
Si giocava ai vampiri (che da loro per qualche ragione non si chiamava "Dracula", ma "Dracquila", strano...), alle esplorazioni, ecc...
Ma soprattutto, quello che ci legava, al di là dei giochi, degli scherzi benevoli, delle battute, delle risate, era un sincero e profondo sentimento di amicizia reciproca e di rispetto uno per l'altro. Ci conoscevamo appena, ma era come se quei ragazzi li conoscessi da una vita.
Non durò molto a lungo, durò meno di un mese, ma fu un'esperienza fantastica, indimenticabile per me.
Di uno di loro ho un particolare bel ricordo (no... non quello dell'"horror show"...), eravamo sempre assieme. Ci promettemmo di tornare l'anno dopo a trovarci e raccontarci com'era andato il primo anno delle medie. Non successe mai purtroppo. Quella fu l'unica estate che passai da mia zia.
Non lo rividi più... ho solo una sua fotografia, in cui stiamo uno accanto all'altro sul prato di mia zia... non ricordo nemmeno più il suo nome, ma ricordo l'amicizia che ci legava e fra i ricordi di quell'estate probabilmente è il migliore.
Lo incontrassi ora non lo riconoscerei, ma ho ancora voglia di raccontargli come è andata la mia prima media.
Quando tornai a casa ero triste, sapevo che quello era stato un assaggio di qualcosa di speciale e di unico che a me mancava, che non avevo mai vissuto prima. Sapevo che da me non avrei mai avuto amici così. Improvvisamente la mia vita mi sembrava vuota, inutile e triste. Ero solo, lo ero sempre stato in un certo senso, ma quella fu la prima volta che capii davvero di esserlo.
Dovettero passare diversi anni prima di incontrare il mio primo yf con cui ricreai quell'atmosfera di amicizia e complicità. Lui era stupendo, era anche un coccolone e per lui probabilmente ero una via di mezzo fra un papà (che non aveva), un fratello più grande e un amico e sua mamma mi adorava ma questa è un'altra storia.
Avevo finito le elementari e quella era la mia ultima estate da bambino. L'anno dopo sarei stato un ragazzino, sarei andato alle medie e quindi non avevo compiti da fare per le vacanze.
Mia nonna andava di tanto in tanto a trovare sua figlia (mia zia) giù in Emilia e visto che quell'estate era speciale per me mi ha portato con lei. Non ero mai stato a casa di mia zia, troppi chilometri, di solito veniva su sempre lei da me, ma non quell'anno.
Ricordo che andammo a Udine in corriera a prendere il treno! Non ero mai stato in treno prima! E mia nonna mi comprò al bar un pezzo di pizza capricciosa, non avevo mai mangiato la capricciosa in vita mia (di solito prendevo sempre cose più semplici come la margherita ma non ce l'avevano in quel bar) e quando l'assaggiai, un po' diffidente, per la prima volta scoprii che aveva un sapore squisito. Da allora, fino ad oggi, tendo a preferire la capricciosa agli altri tipi di pizza. Mangio quasi esclusivamente solo quella.
Il treno era una figata. Era come essere finito in un film di Indiana Jones. Adoravo Indiana Jones con le sue avventure (/me guarda il cofanetto con tutte le puntate sullo scaffale a destra)! Cavolo, era riuscito a rendere l'archeologia qualcosa di interessante persino per me! E che cosa straordinaria era il treno dal vivo era anche meglio di quello nei film! Forse se non mi fossi dedicato all'informatica mi sarei dedicato all'archeologia... vabbé, non divaghiamo.
Dunque, arrivammo a casa di mia zia. Era un posto bellissimo, in mezzo alle montagne! E prendevano cartoni animati che non avevo mai visto! C'era un cartone animato in particolare che mi piaceva da morire, aveva come protagonisti un toro (Alvaro) e una tartaruga (Camilla, diceva sempre "mareeeemma" e parlava come la Hack... o forse è la Hack che parla come Camilla, vabbé), erano spassosissimi. Mi pare si chiamasse "Fantazoo".
Lì c'era la mia cuginetta, un po' più piccola di me, mia zia invece gestiva il bar-ristorante del paese, a 5-10 minuti di cammino da casa di mia zia. Spesso mangiavamo nella cucina del bar-ristorante, avevo i gelati gratis e fra me e mia cuginetta ne mangiammo così tanti che con gli stecchini e un po' di Vinavil eravamo riusciti a costruirci un areoplanino di legno.
Non volava, naturalmente, ma era venuto davvero carino.
Il posto poi era stupendo, pieno di luoghi da esplorare, leggende su diavoli e giganti che avevano costruito questo o quello. Cavolo... lì Indy non c'era mai stato! Era tutto mio da esplorare!
Fu una vacanza davvero bella, una delle poche cose che ricordo bene di quell'età.
Lì incontrai un sacco di amici, in breve tempo costruii lì quello che da me non avevo mai avuto prima, ossia un gruppo di amici con cui giocare e passare il tempo ogni giorno.
In breve tempo conobbi tutti i ragazzini e i bambini del paesello. Tutti passavano al bar a comprarsi un gelato prima o poi, dai più grandi ai più piccoli, e quale migliore occasione per fare amicizia?
Ci incontravamo in un parchetto nel centro del paesello. Immaginavamo che fosse un immenso parco giochi e ognuno di noi gestiva una giostra. Avevamo i nostri soldi (erba e foglie particolari) e tutti ne avevano un po' da spendere nelle "giostre" degli amici. C'era l'arrampicata sull'albero, la prova di coraggio sul muretto sospeso nel vuoto (la mia "giostra"), c'era persino l'"horror show" in cui il ragazzino che si era scelto questa attrazione (se l'era inventato lui proprio) si tirava giù pantaloni e mutande per un istante... inutile dire che era un "horror show" molto popolare fra le ragazzine... ricordo soprattutto che c'era una bambina piccolina che era molto interessata alla cosa... e chiedeva sempre il bis. Era curiosissima, probabilmente era il primo maschietto che vedeva e le pareva una cosa così strana.
Si giocava ai vampiri (che da loro per qualche ragione non si chiamava "Dracula", ma "Dracquila", strano...), alle esplorazioni, ecc...
Ma soprattutto, quello che ci legava, al di là dei giochi, degli scherzi benevoli, delle battute, delle risate, era un sincero e profondo sentimento di amicizia reciproca e di rispetto uno per l'altro. Ci conoscevamo appena, ma era come se quei ragazzi li conoscessi da una vita.
Non durò molto a lungo, durò meno di un mese, ma fu un'esperienza fantastica, indimenticabile per me.
Di uno di loro ho un particolare bel ricordo (no... non quello dell'"horror show"...), eravamo sempre assieme. Ci promettemmo di tornare l'anno dopo a trovarci e raccontarci com'era andato il primo anno delle medie. Non successe mai purtroppo. Quella fu l'unica estate che passai da mia zia.
Non lo rividi più... ho solo una sua fotografia, in cui stiamo uno accanto all'altro sul prato di mia zia... non ricordo nemmeno più il suo nome, ma ricordo l'amicizia che ci legava e fra i ricordi di quell'estate probabilmente è il migliore.
Lo incontrassi ora non lo riconoscerei, ma ho ancora voglia di raccontargli come è andata la mia prima media.
Quando tornai a casa ero triste, sapevo che quello era stato un assaggio di qualcosa di speciale e di unico che a me mancava, che non avevo mai vissuto prima. Sapevo che da me non avrei mai avuto amici così. Improvvisamente la mia vita mi sembrava vuota, inutile e triste. Ero solo, lo ero sempre stato in un certo senso, ma quella fu la prima volta che capii davvero di esserlo.
Dovettero passare diversi anni prima di incontrare il mio primo yf con cui ricreai quell'atmosfera di amicizia e complicità. Lui era stupendo, era anche un coccolone e per lui probabilmente ero una via di mezzo fra un papà (che non aveva), un fratello più grande e un amico e sua mamma mi adorava ma questa è un'altra storia.
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Storiella (mia, vera) @ 2010-09-29 21:34:00.0 di Rin Kobayashi
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§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ @ 2010-09-29 23:24:00.0 di Non Autenticato
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