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Scritto da
il 2010-10-17 15:20:00.0 alle 2010-10-17 15:20:00.0
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Dalla Svizzera ad Auschwitz
E' il tiolo del libro di Stefan Keller, storico del canton Turgovia, ricostruisce la vicenda dell'ebreo Josef Spring, trasferito nei campi di concentramento dopo essere stato respinto a sedici anni alla frontiea svizzera e quindi condannato a morte a causa della collaborazione degli organi di confine svizzeri con i nazisti. Trasferito ad Auschwitz Spring sopravvive e, ormai ottantenne, decide di mettere sotto accusa le autorità svizzere ma per loro tutto regolare, si mette persino in dubbio la sua parola.

Spring chiese 100.000 franchi di risarcimento che avrebbe dato in beneficienza, al lui bastava l'ammisione di colpa da parte della svizzera.


Il 13 agosto 1942 Heinrich Rothmund, capo dell'ufficio stranieri presso il dipartimento polizia, quando chiuse i confini agli ebrei, affermò: «I profughi che sono tali solo per ragioni di razza, come gli ebrei, non sono da considerarsi rifugiati politici». Eppure già si sapeva della loro sorte, com'è dimostrato dall'autore del libro e dagli storici che hanno studiato la questione, a cominciare da Jean-François Bergier il quale, nel noto rapporto presentato nel 1999 a nome della "Commissione Indipendente di Esperti Svizzera-Seconda Guerra Mondiale" istituita dal parlamento e dal governo, dice che le autorità svizzere con la loro politica antisemita hanno contribuito, più o meno intenzionalmente, a far sì che il regime nazista "raggiungesse il proprio scopo". Sembrerebbero cose di dominio pubblico. Invece no. Si preferisce dimenticare. Non si riesce ad ammettere che ci si è macchiati di una colpa.


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