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Non Autenticato
il 2010-10-22 15:22:00.0 alle 2010-10-22 15:22:00.0
Il regime dell'esproprio generalizzato
Il programma genetico dell'economia è la crescita. Per come è fatta, questa costruzione artificiale o cresce perpetuamente o c'è "la crisi". Grazie all'alacre opera dei media, infine, l'economia è assurta a criterio etico unico e la crescita economica è diventata il dogma del nuovo millennio.
Dal lato pratico, questa crescita si concretizza nel costruire una quantità di strutture e infrastrutture - non a caso sempre presentate dai media come necessarie, indispensabili, indifferibili - e poi costruirne altre, e altre ancora, senza mai fermarsi.
L'inesorabile conseguenza logica di questo programma non può che essere la totale occupazione del territorio, in un istante futuro indefinito ma finito. Territorio che viene preso ai proprietari per consegnarlo a un'economia che, a questo punto, non è neppure più funzionale al benessere delle persone, ma solo a se stessa e all'oligarchia imprenditoriale, industriale, militare etc. che ne regge le fila.
La nostra società si trasforma, per azione delle "esigenze" dell'economia, in un regime dell'esproprio generalizzato, un comunismo spietato in cui il concetto di proprietà privata resta un'illusione in cui cullarsi finché quello che hai non serve all'economia stessa, e lo stato te lo toglie "nell'interesse comune".
Ma se questo cosiddetto "interesse comune" non è anche tuo, come fa a definirsi comune, se non per una definizione per cui "comune" non significa di tutti, ma di un ente sovraindividuale superiore?
In una società formalmente democratica, un nuovo tiranno è riuscito a farsi strada.