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Non Autenticato
il 2010-11-21 15:44:00.0 alle 2010-11-21 15:44:00.0
(14/08/2004)
E' stato da sempre riconosciuto ufficialmente come la caduta di un meteorite, la catastrofe nella quale 60 milioni di alberi in un'area di 800 miglia quadrate nella regione desolata della Tunguska (Siberia) vennero disintegrati.
La devastazione, avvenuta il 30 giugno 1908, venne scoperta solo molti anni dopo, e nessuna traccia di meteoriti è stata mai trovata.
Adesso gli scienziati russi affermano che a causare il fenomeno sarebbe stato un UFO.
Essi avrebbero trovato, durante la spedizione comandata da Labvin, i resti di un velivolo non identificato, di origine non terrestre. L'oggetto avrebbe la forma di un blocco di metallo sconosciuto, e sarebbe in attesa di test per capirne la composizione chimica. Il team avrebbe anche ritrovato un grande pezzo di roccia, che potrebbe essere appartenuto al meteorite che esplose nel cielo (ad un'altitudine di circa 10 Km) prima di entrare in collisione con la superficie terrestre.
Secondo le prime stime, l'oggetto che colpì la Tunguska pesava quasi un bilione di tonnellate. All'epoca dell'esplosione, gli abitanti della zona videro un'enorme palla di fuoco, seguita da un lampo e un'onda d'urto che proiettò le persone indietro di parecchi metri, rompendo i vetri delle case in un'area di 400 miglia.
L'esplosione venne rilevata da strumenti radar persino in Gran Bretagna.
I meteoriti non sono soliti esplodere in aria, spiegano i componenti della spedizione: quando accade, la roccia si polverizza in frammenti così piccoli che non ne resta traccia alcuna al suolo.
Il ricercatore e coordinatore della spedizione Yuri Labvin crede che un UFO impedì al meteorite di impattare con la terra:
"...Sono assolutamente consapevole, e posso affermarlo ufficialmente, che siamo stati salvati da forze di una civiltà superiore, che fecero esplodere l'enorme meteorite che viaggiava a forte velocità verso la terra. Finalmente l'oggetto che causò l'esplosione del meteorite è stato trovato, ma noi continueremo nella nostra ricerca..."
Benny Peyser, ricercatore presso la Liverpool John Moores University (UK) è invece di tutt'altra opinione:
"...Ho paura che questo sia piuttosto uno stupido scherzo. I russi stupidamente hanno affermato molto tempo prima che si approntasse la spedizione nella Tunguska di voler ritrovare i resti di un'astronave aliena, e Bingo! Una settimana dopo [la spedizione n.d.t.] questo è quello che essi sostengono di aver trovato..."
Philip Plait, astronomo, si dice d'accordo con Peyser, ma aggiunge:
"...Non sto dicendo che non hanno trovato l'astronave aliena. Sto solo dicendo che a) è estremamente improbabile e b) essi erano già predisposti ad una tale affermazione, e questo significa che è nostro dovere rimanere scettici, più di quanto non si debba essere in queste circostanze. Se [i russi] forniranno prove sufficienti, allora gli scienziati saranno obbligati ad indagare, naturalemente...[il frammento di metallo] dovrebbe presentare dei rapporti isotopici anomali, ad esempio, o l'evidente segnale di una lunga permanenza nello spazio...vediamo quello che questi ragazzi ci porteranno..."
Labvin, incurante delle critiche, non considera conclusa la sua spedizione. Egli si dice fiducioso di risolvere l'enigma di Tunguska entro l'avvento del centenario dell'esplosione [2008 n.d.t.]; inoltre, assieme agli altri ricercatori russi, starebbe già organizzando un'altra spedizione su larga scala nella Siberia orientale.
Fino ad ora tutte le spedizioni precedenti, che erano state approntate per trovare eventuali oggetti o frammenti che potessero far luce sull'accaduto, erano andate incontro a fallimento. La prima fu nel 1927, al comando del Professor Leonid Kulik; tuttavia, nessuno aveva mia pianificato di cercare frammenti di un corpo celeste.
E' stato da sempre riconosciuto ufficialmente come la caduta di un meteorite, la catastrofe nella quale 60 milioni di alberi in un'area di 800 miglia quadrate nella regione desolata della Tunguska (Siberia) vennero disintegrati.
La devastazione, avvenuta il 30 giugno 1908, venne scoperta solo molti anni dopo, e nessuna traccia di meteoriti è stata mai trovata.
Adesso gli scienziati russi affermano che a causare il fenomeno sarebbe stato un UFO.
Essi avrebbero trovato, durante la spedizione comandata da Labvin, i resti di un velivolo non identificato, di origine non terrestre. L'oggetto avrebbe la forma di un blocco di metallo sconosciuto, e sarebbe in attesa di test per capirne la composizione chimica. Il team avrebbe anche ritrovato un grande pezzo di roccia, che potrebbe essere appartenuto al meteorite che esplose nel cielo (ad un'altitudine di circa 10 Km) prima di entrare in collisione con la superficie terrestre.
Secondo le prime stime, l'oggetto che colpì la Tunguska pesava quasi un bilione di tonnellate. All'epoca dell'esplosione, gli abitanti della zona videro un'enorme palla di fuoco, seguita da un lampo e un'onda d'urto che proiettò le persone indietro di parecchi metri, rompendo i vetri delle case in un'area di 400 miglia.
L'esplosione venne rilevata da strumenti radar persino in Gran Bretagna.
I meteoriti non sono soliti esplodere in aria, spiegano i componenti della spedizione: quando accade, la roccia si polverizza in frammenti così piccoli che non ne resta traccia alcuna al suolo.
Il ricercatore e coordinatore della spedizione Yuri Labvin crede che un UFO impedì al meteorite di impattare con la terra:
"...Sono assolutamente consapevole, e posso affermarlo ufficialmente, che siamo stati salvati da forze di una civiltà superiore, che fecero esplodere l'enorme meteorite che viaggiava a forte velocità verso la terra. Finalmente l'oggetto che causò l'esplosione del meteorite è stato trovato, ma noi continueremo nella nostra ricerca..."
Benny Peyser, ricercatore presso la Liverpool John Moores University (UK) è invece di tutt'altra opinione:
"...Ho paura che questo sia piuttosto uno stupido scherzo. I russi stupidamente hanno affermato molto tempo prima che si approntasse la spedizione nella Tunguska di voler ritrovare i resti di un'astronave aliena, e Bingo! Una settimana dopo [la spedizione n.d.t.] questo è quello che essi sostengono di aver trovato..."
Philip Plait, astronomo, si dice d'accordo con Peyser, ma aggiunge:
"...Non sto dicendo che non hanno trovato l'astronave aliena. Sto solo dicendo che a) è estremamente improbabile e b) essi erano già predisposti ad una tale affermazione, e questo significa che è nostro dovere rimanere scettici, più di quanto non si debba essere in queste circostanze. Se [i russi] forniranno prove sufficienti, allora gli scienziati saranno obbligati ad indagare, naturalemente...[il frammento di metallo] dovrebbe presentare dei rapporti isotopici anomali, ad esempio, o l'evidente segnale di una lunga permanenza nello spazio...vediamo quello che questi ragazzi ci porteranno..."
Labvin, incurante delle critiche, non considera conclusa la sua spedizione. Egli si dice fiducioso di risolvere l'enigma di Tunguska entro l'avvento del centenario dell'esplosione [2008 n.d.t.]; inoltre, assieme agli altri ricercatori russi, starebbe già organizzando un'altra spedizione su larga scala nella Siberia orientale.
Fino ad ora tutte le spedizioni precedenti, che erano state approntate per trovare eventuali oggetti o frammenti che potessero far luce sull'accaduto, erano andate incontro a fallimento. La prima fu nel 1927, al comando del Professor Leonid Kulik; tuttavia, nessuno aveva mia pianificato di cercare frammenti di un corpo celeste.
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l'enigma di Tunguska @ 2010-11-21 15:44:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2010-11-21 15:57:00.0 di Giambo
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■ @ 2010-11-21 15:46:00.0 di Non Autenticato
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