

[Sugestiva foto di Prypiat nei pressi della centrale di Chernobyl]
Questo tipo di danno può estendersi fino a molto oltre i propri confini nazionali (il disastro di Chernobyl per esempio ha avuto conseguenze anche in Italia).
3) Quando succede un disastro tipo quello giapponese in cui il terremoto ha devastato le case di moltissime persone l'unica cosa di cui non si ha davvero bisogno è aggiungerci anche una fuoriuscita di materiale radioattivo. Questo rende letteralmente impossibile qualsiasi tentativo di soccorso per le molte persone che restano intrappolate sotto le macerie. Se poi si mette pure a piovere allora se non è stato il terremoto ad ammazzarle lo faranno certo le radiazioni che si accumuleranno nell'acqua andando a contaminare i corpi e la poca acqua di cui tali persone hanno bisogno per sopravvivere. Pertanto la questione dei soccorsi diventa non solo difficile, ma impossibile e addirittura mortale per gli stessi operatori che cercano di salvare qualcuno.
Ora la nube radioattiva fuoriuscita dall'impianto giapponese sta, purtroppo, per colpa dei venti, raggiungendo le zone più colpite dal terremoto aggiungendo disgrazia su disgrazia.
4) C'è poi un altro fattore di cui spesso non si parla ma che riguarda qualsiasi centrale (nucleare o meno), ed è proprio ciò che sta succedendo ora in Giappone. In un colpo solo, dall'oggi al domani, il Giappone ha perduto ben il 50% dell'energia elettrica disponibile (vi ricordate quando, per colpa di un paio di tralicci caduti oltre confine, qui ci fu il blackout totale? Ecco... succede perché le poche centrali rimaste vanno in sovraccarico e quindi in protezione, provocandone lo spegnimento). Questo non dipende dal fatto che le centrali fossero di tipo nucleare, ma dal fatto che fossero appunto "centrali" ed è un problema tipico di qualsiasi sistema centralizzato. Questo non è un problema solo in caso di disastro naturale, ma anche in caso di guerra, e infatti le centrali elettriche sono una delle prime cose che vengono bombardate per mettere in ginocchio il paese (a proposito, come se la cavano le centrali nucleari con le bombe made in Italy che abbiamo venduto alla Libia?).
Ora vediamo invece i vantaggi del fotovoltaico rispetto alle centrali nucleari e non solo.
1) In caso di terremoto/tsunami/guerra gli impianti fotovoltaici non esplodono, non rilasciano nell'atmosfera nessuna sostanza inquinante, non rilasciano radiazioni, non ammazzano nessuno. Al limite si rompono i pannelli.
2) La costruzione di impianti fotovoltaici non richiede lunghi periodi di progettazione ed installazione (come invece richiede una centrale nucleare).
3) Il fotovoltaico non crea scorie di nessun tipo. Persino lo stesso materiale di cui è composto è in larga parte (oltre il 90%) riciclabile. Tanto meno crea rifiuti altamente pericolosi come il nucleare.
4) Gli impianti fotovoltaici sono piccoli e distribuiti lungo tutto il territorio, perciò un eventuale disastro (naturale o meno) non è in grado di dimezzare in un colpo solo la fornitura di energia dell'intero paese.
5) Gli impianti fotovoltaici non vanno ad arricchire i soliti noti, ma creano e distribuiscono ricchezza e lavoro ai cittadini e alle imprese locali.
6) Gli impianti fotovoltaici non inquinano, né ora né in futuro. Non bruciando nulla, non deviando il corso naturale dei fiumi... non rilasciano nulla in atmosfera e questo va a migliorare la qualità dell'aria e dunque della vita dei cittadini e lasciano il territorio intatto visto che la maggior parte è realizzata sui tetti delle abitazioni e non va quindi a danneggiare in alcun modo il territorio (oltre quello che già richiede l'urbanizzazione).