Salve, vi racconto questo episodio a tratti kafkiano: un mio amico pedofilo, l'anno scorso, andò da una psicologa e gli confessò di essere pedofilo e di avere a volte pulsioni difficili da gestire e di sentirsi soprattutto solo. Non poter condividere la sua diversità con altri pedofili. Le chiese se conosceva dei gruppi di auto-aiuto per pedofili. Visto che nelle usl esistono dei gruppi di sostegno per chi ha disagi psichici, lui chiedeva se ci fossero gruppi di sostegno psicologico per pedofili, oppure se esistesse qualche associazione per l'aiuto a chi si sente "diverso"; la psicologa rimase un tantino perplessa e gli disse che non esisteva, a sua conoscenza, questo tipo di gruppi. Ma che si sarebbe informata. Al secondo incontro la psicologa gli confermò che non esisteva presso le usl (aziende sanitarie) questi gruppi di sostegno specificatamente per la pedofilia. Ma non esistevano neppure associazioni o altro per il sostegno di chi si sente a disagio essendo pedofilo. Così non esisteva una "anonima pedofili" come invece esiste una "alcolisti anonimi". Ma lei gli disse che sarebbe stata interessata a creare un gruppo di sostegno per pedofili. Al terzo incontro la psicologa disse che si era consultata con un suo amico avvocato che le aveva sconsigliato categoricamente di fare o dirigere gruppi di sostegno con pedofili. Il rischio era che poteva ricevere una incriminazione per: a- associazione a delinquere, b-turbativa della quiete pubblica, c- apologia di reato. Aggiungeva poi che che le usl non fanno gruppi di sostegno sui pedofili perchè è troppo rischioso e non ci guadagnanu nulla e poi potrebbero farsi una cattiva fama. Il mio amico, deluso e amareggiato, non tornò più dalla psicologa preferendo emigrare all'estero dove, magari non ci sono gruppi di autoaiuto ma la gente del luogo non gliene frega nulla se sei pedofilo e i ragazzini ci stanno...Mi ha detto che è guarito dalla sua depressione.