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il 2011-06-11 19:21:00.0 alle 2011-06-11 19:21:00.0
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GIORNATA CONTRO IL LAVORO MINORILE
Ogni anno, il 12 giugno, si celebra in tutto il mondo la “Giornata Mondiale contro il lavoro minorile”, per porre all’attenzione della società questa problematica.
Le statistiche più recenti dell’ILO (International Labour Organization) stimano che nel mondo sono più di 100 milioni i bambini costretti a lavori pericolosi, che ne mettono a repentaglio salute e sicurezza. L’obiettivo della comunità internazionale è porre fine al lavoro minorile, soprattutto quello pericoloso. A tal proposito nel 2010 si è tenuta a L’Aja la “Conferenza globale sul lavoro minorile”, che ha messo a punto un piano da seguire per eliminare questa piaga mondiale entro il 2016.
La “Giornata mondiale contro il lavoro minorile 2011” chiede una maggiore attenzione al problema, così da identificarlo, affrontarlo e sconfiggerlo entro i tempi prefissati. Chiede che siano intensificati gli sforzi a livello globale, nazionale e locale per contrastare tutte le forme di lavoro minorile attraverso l’informazione, la protezione e la promozione del lavoro dignitoso. Ma soprattuto, è l’istruzione l’elemento cruciale di tutte le strategie politiche per la prevenzione e l’eliminazione del lavoro minorile: istruzione obbligatoria e di qualità, per la crescita morale e la protezione sociale del minore.
In Africa ci sono bambini che lavorano nelle miniere d’oro, senza piani di sicurezza, a costante rischio incidenti, in tunnel senza strutture di sostegno, a mani e piedi nudi.
In posti come questi si produce un quinto dell’oro mondiale e una buona parte della forza lavoro è costituita proprio da bambini. Maschietti e femminucce sono costretti a spaccare pietre e respirare polveri tossiche, per portare i soldi alle famiglie; l’inalazione di sostanze tossiche come il mercurio, ad esempio, ha effetti disastrosi sulle capacità cognitive e muscolari. Una lunga esposizione può portare a danni gravi del sistema nervoso centrale, che conducono spesso al delirio e al suicidio.
Ma non esistono solo le miniere dell’Africa: esistono impieghi nell’agricoltura, nelle costruzioni, nell‘industria, nel lavoro domestico, nella raccolta dei rifiuti. Tutti ambiti dove i bambini svolgono mansioni inadatte alla loro età.
Secondo gli standard stabiliti dall’ILO per la protezione dell’infanzia, l’età minima consentita per il lavoro dovrebbe sempre essere 18 anni. Tuttavia, per motivi culturali ed economici, molti governi hanno la facoltà di abbassare a 13 anni il limite per i lavori leggeri e a 15 per il lavoro ordinario. Riguardo alla lunga lista di attività pericolose, però, sono sempre necessari 18 anni.
Le aree in cui il lavoro minorile pericoloso è più diffuso sono ancora quella asiatica, che conta circa 48 milioni di baby lavoratori, e quella dell’Africa sub-sahariana che ne conta quasi 39 milioni.
La Giornata Mondiale Contro il Lavoro Minorile esorta ad intervenire presto e in modo radicale, affinchè si possano riconsegnare i bambini alla loro vita da bambini, affinchè l’età dell’infanzia venga vissuta tra i banchi di scuola e non messa a rischio in un lavoro moralmente e fisicamente inaccettabile per un bimbo.

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