Celle affollate, detenuto a Lecce
risarcito per danno esistenziale
«Il carcere è sovraffollato e il Tribunale di Sorveglianza condanna l'amministrazione penitenziaria a risarcire il danno esistenziale provocato a un detenuto straniero. Accade a Lecce, dove nel carcere di Borgo San Nicola sono ristrette circa 1350 persone a fronte di una capienza di 700 e dove un extracomunitario, che sconta una condanna per furto, ha ottenuto una rivoluzionaria sentenza grazie al ricorso presentato dall'avvocato Alessandro Stomeo. Se nel luglio 2009, infatti, la Corte di giustizia europea aveva già sancito il diritto dei detenuti a vivere in spazi adeguati (liquidando un cospicuo risarcimento a un uomo vissuto in una cella di 3 metri quadrati), oggi si pronuncia, per la prima volta in Italia, il magistrato di sorveglianza, primo giudice deputato ad applicare le norme che regolano l'ordinamento penitenziario. E a vigilare che nelle carceri del Belpaese tali regole non vengano violate, come accade appunto a Lecce, dove il sovraffollamento è tale da imporre la convivenza forzata di tre detenuti in celle progettate per uno solo.
Loculi di 11 metri quadrati, nei quali sono ubicati un letto a castello a tre piani, armadietto, tavolo, tre sedie, gabinetto e lavandino, e nei quali gli "ospiti" riescono a stento a muoversi. Una situazione insostenibile, più volte denunciata e poi trasformata in numerosi ricorsi contro la "condizione inumana e degradante" della struttura. Negli appelli rivolti al giudice di sorveglianza si contesta la violazione di diverse norme che regolano la detenzione: la Legge Gozzini 354 del 1975, il Dpr 230 del 2000, la Convenzione europea sui diritti dell'uomo, le raccomandazioni del Comitato permanente contro la tortura. Proprio quest'ultimo ha fissato in 7 metri quadrati lo spazio minimo da riservare ad ogni detenuto e su tale indicazione si è basata la pronuncia della Corte europea nell'ambito del cosiddetto "caso Sulejmanovic", che ha sancito il diritto delle persone che sono state in carcere ad essere indennizzate per l'ingiusto trattamento subito. E se fino a pochi giorni fa l'organismo di Strasburgo era il destinatario privilegiato dei ricorsi dei detenuti, l'ordinanza del giudice leccese Luigi Tarantino diventa oggi un importante spartiacque, indicando il magistrato di sorveglianza come naturale referente per chi ritiene lesi i diritti minimi dietro le sbarre.
Nell'ordinanza con cui viene accolto il ricorso si precisa che nel penitenziario salentino "si sono verificate lesioni della dignità umana, intesa come adeguatezza del regime penitenziario, soprattutto in ragione dell'insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione", e si dispone, in favore del recluso, un risarcimento di natura economica dei danni non patrimoniali a carico dell'amministrazione penitenziaria per 220 euro. La cifra in sé è risibile ma il precedente importantissimo. Per il detenuto che ha presentato l'esposto e per gli altri che lo hanno seguito a ruota, almeno una quarantina, tutti ristretti nel carcere di Lecce, dove si guarda con preoccupazione all'effetto domino che la decisione del Tribunale di sorveglianza potrebbe causare. Se ognuno dei 1350 detenuti presentasse ricorso, infatti, l'amministrazione penitenziaria pugliese potrebbe essere costretta a pagare una cifra considerevole.»
(12 settembre 2011)
FINALMENTE SI E' COMINCIATO A FAR VALERE I PROPRI DIRITTI. Una vergogna nazionale che viene ignorata da quasi tutti i politici (tranne i Radicali) e che ci fa vergognare davanti all'Europa (come la spazzatura a Napoli); ma invece di risolvere il problema sovraffollamento-carcere i politici sono indaffarati a non farsi diminuire i loro stipendi...Però ora c'è questa sentenza storica: finalmente un detenuto ottiene un risarcimento danni per una condizione di detenzione contraria all'art. 27 che dice che "la pena non deve essere degradante". Ma le cacrceri italiane sono degradanti e la situazione sta peggiorando. Fuori la gente se ne frega e preferisce pensare ad altri problemi. Spero che altri detenuti facciano denuncia ed ottengano altri risarcimenti e vediamo se così facendo lo Stato italiano iniziaerà a fare qualcosa di concreto per i detenuti. Diciamo che se tutti i 25.000 detenuti in esubero nelle carceri facessero denuncia penso che forse il Ministero di Grazie e Giustizia spronerebbe i politici a fare qualcosa.
risarcito per danno esistenziale
«Il carcere è sovraffollato e il Tribunale di Sorveglianza condanna l'amministrazione penitenziaria a risarcire il danno esistenziale provocato a un detenuto straniero. Accade a Lecce, dove nel carcere di Borgo San Nicola sono ristrette circa 1350 persone a fronte di una capienza di 700 e dove un extracomunitario, che sconta una condanna per furto, ha ottenuto una rivoluzionaria sentenza grazie al ricorso presentato dall'avvocato Alessandro Stomeo. Se nel luglio 2009, infatti, la Corte di giustizia europea aveva già sancito il diritto dei detenuti a vivere in spazi adeguati (liquidando un cospicuo risarcimento a un uomo vissuto in una cella di 3 metri quadrati), oggi si pronuncia, per la prima volta in Italia, il magistrato di sorveglianza, primo giudice deputato ad applicare le norme che regolano l'ordinamento penitenziario. E a vigilare che nelle carceri del Belpaese tali regole non vengano violate, come accade appunto a Lecce, dove il sovraffollamento è tale da imporre la convivenza forzata di tre detenuti in celle progettate per uno solo.
Loculi di 11 metri quadrati, nei quali sono ubicati un letto a castello a tre piani, armadietto, tavolo, tre sedie, gabinetto e lavandino, e nei quali gli "ospiti" riescono a stento a muoversi. Una situazione insostenibile, più volte denunciata e poi trasformata in numerosi ricorsi contro la "condizione inumana e degradante" della struttura. Negli appelli rivolti al giudice di sorveglianza si contesta la violazione di diverse norme che regolano la detenzione: la Legge Gozzini 354 del 1975, il Dpr 230 del 2000, la Convenzione europea sui diritti dell'uomo, le raccomandazioni del Comitato permanente contro la tortura. Proprio quest'ultimo ha fissato in 7 metri quadrati lo spazio minimo da riservare ad ogni detenuto e su tale indicazione si è basata la pronuncia della Corte europea nell'ambito del cosiddetto "caso Sulejmanovic", che ha sancito il diritto delle persone che sono state in carcere ad essere indennizzate per l'ingiusto trattamento subito. E se fino a pochi giorni fa l'organismo di Strasburgo era il destinatario privilegiato dei ricorsi dei detenuti, l'ordinanza del giudice leccese Luigi Tarantino diventa oggi un importante spartiacque, indicando il magistrato di sorveglianza come naturale referente per chi ritiene lesi i diritti minimi dietro le sbarre.
Nell'ordinanza con cui viene accolto il ricorso si precisa che nel penitenziario salentino "si sono verificate lesioni della dignità umana, intesa come adeguatezza del regime penitenziario, soprattutto in ragione dell'insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione", e si dispone, in favore del recluso, un risarcimento di natura economica dei danni non patrimoniali a carico dell'amministrazione penitenziaria per 220 euro. La cifra in sé è risibile ma il precedente importantissimo. Per il detenuto che ha presentato l'esposto e per gli altri che lo hanno seguito a ruota, almeno una quarantina, tutti ristretti nel carcere di Lecce, dove si guarda con preoccupazione all'effetto domino che la decisione del Tribunale di sorveglianza potrebbe causare. Se ognuno dei 1350 detenuti presentasse ricorso, infatti, l'amministrazione penitenziaria pugliese potrebbe essere costretta a pagare una cifra considerevole.»
(12 settembre 2011)
FINALMENTE SI E' COMINCIATO A FAR VALERE I PROPRI DIRITTI. Una vergogna nazionale che viene ignorata da quasi tutti i politici (tranne i Radicali) e che ci fa vergognare davanti all'Europa (come la spazzatura a Napoli); ma invece di risolvere il problema sovraffollamento-carcere i politici sono indaffarati a non farsi diminuire i loro stipendi...Però ora c'è questa sentenza storica: finalmente un detenuto ottiene un risarcimento danni per una condizione di detenzione contraria all'art. 27 che dice che "la pena non deve essere degradante". Ma le cacrceri italiane sono degradanti e la situazione sta peggiorando. Fuori la gente se ne frega e preferisce pensare ad altri problemi. Spero che altri detenuti facciano denuncia ed ottengano altri risarcimenti e vediamo se così facendo lo Stato italiano iniziaerà a fare qualcosa di concreto per i detenuti. Diciamo che se tutti i 25.000 detenuti in esubero nelle carceri facessero denuncia penso che forse il Ministero di Grazie e Giustizia spronerebbe i politici a fare qualcosa.
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DETENUTO RISARCITO PER DANNO... @ 2011-09-13 16:54:00.0 di OBI VAN kENOBI
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■ @ 2011-09-13 16:57:00.0 di nathan71
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■ @ 2011-09-13 17:06:00.0 di OBI VAN kENOBI
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■ @ 2011-09-13 17:14:00.0 di nathan71
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■ @ 2011-09-14 16:13:00.0 di OBI VAN kENOBI
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■ @ 2011-09-13 17:22:00.0 di Non Autenticato
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