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il 2011-10-28 17:49:00.0 alle 2011-10-28 17:49:00.0
Trollate totali: 1296
re: altra terra rubata all'agricoltura
il thread www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2639435 , che se non è di Gs è di uno che lo imita molto bene, mi ha fatto molto riflettere.
Dapprima stavo impulsivamente per fare un post polemico contro il luddismo gattoselvaggesco, ma sono stato costretto a fermarmi quando ho pensato che, se il progresso economico e tecnologico devono avere come contropartita la perdita di qualità dei frutti della terra, non è così immediato dire che ne vale la pena a tutti i costi.
In progressione ho pensato al fatto che comunque ricchi facoltosi avrebbero lo stesso potuto godere di un'alimentazione genuina e dai sapori pieni, "saturi", a differenza delle cose insipide che la maggior parte di noi è abituata a mangiare -taluni senza neanche sospettare dell'esistenza di frutta che non si trova nei mercati o supermercati.
Io stesso me ne sono reso conto solo di recente, gustando tra le tante cose una lattuga che pur senza condimento aveva un sapore, una pienezza, inimmaginabili per chi ha sempre vissuto in città; ed è inquietante il fatto che per provare questo tipo di esperienze abbia dovuto recarmi fino ad un agriturismo, è inquietante considerare che la frutta, la verdura, la carne di qualità siano diventati così superflui da caratterizzarsi come lusso, come oggetto di turismo, addirittura come status symbol.
Mi domando quale sia l'alternativa. È indiscutibile il benessere diffuso che il progresso, lo sviluppo economico e tecnologico ha dato a chiunque: bassa mortalità, maggior cultura, migliori opportunità di scalata sociale per tutti.
Nello stesso tempo, anche guardando le situazioni di quei paesi che non hanno vissuto il nostro percorso di sviluppo, non credo che ne abbiano guadagnato una qualche contropartita. Non mi risulta infatti che nei paesi ad economia rurale il cibo abbia una qualità superiore al nostro.
Riflettendo anche sul nostro passato italiano, sono giunto alla convinzione che l'idea di un mondo passato e oramai perduto dove i frutti della terra erano genuini e migliori è un'illusione romantica gattoselvaggesca. Ci sono ad esempio un sacco di ricette popolari nate allo scopo di riciclare cibo parzialmente avariato (dal caciucco ligure, fatto con gli scarti di pesce, alla mozzarella in carrozza campana, che permette di mascherare il sapore di mozzarelle non freschissime), e questo fa immaginare un mondo ben diverso dal Paradiso Terrestre in cui GS ci raffigura prima che il padre ci scacciasse per la nostra smania di progresso tecnologico. Un mondo dove non ci si poteva permettere di essere schizzinosi, e dove ciò che la terra offriva, buono o brutto che fosse, andava consumato.

In conclusione, alla fine non ho cambiato idea. Il post che ho sopra linkato rimane un cumulo di baggianate neoluddiste, il progresso è un bene, e può avvenire solo ad opera di quegli optimates, quegli aristos, di cui spesso blatera dada. E l'unico modo di mangiare ottima frutta e verdura tutti i giorni, è quello di diventare ricchi e pagare un ex gattoselvaggio; che, invecchiato e deluso dalla consapevolezza di non aver realizzato nulla di buono nella vita, si costringerà a lavorare come fattore e gestore di qualche agriturismo, nel quale sarà costretto per contrappasso a servire ottimi prodotti della terra ai fautori del progresso che tanto lui ha contestato.
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