Oggi parliamo di razzismo, e lo facciamo a modo nostro. Guardando la realtà dritta negli occhi.
Innanzitutto, cosa è il razzismo: dobbiamo distinguere tra laccezione odierna della parola, e il reale significato che ha. Naturalmente, oggi il razzismo è definito dai media, come il disprezzo per chi non è come noi o addirittura lodio per il diverso. Ma non è il reale significato del termine, il razzismo è essenzialmente due cose: riconoscere le differenze, e amare i propri simili, ovvero il prossimo più del diverso e di chi non è unito a noi da legami di sangue.
Il razzismo è natura, lantirazzismo è una forma di psicosi antinaturale che porta lindividuo ad odiare se stesso e i propri simili; arrivando ad immolare il prossimo suo, sullaltare della diversità.
Oggi viene propagandata da tutti i media e da tutti i poteri, la rinuncia a se stessi, il tradimento di sé in nome dellaltro; oggi la naturale preferenza del simile, viene punita e ridicolizzata. Per ora si invita ad aprirsi al dissimile, un domani, forse, questa apertura verrà resa obbligatoria.
Hamilton, linventore della Sociobiologia moderna, studiando prima gli insetti, e poi gli uomini, è riuscito a dare al razzismo (inteso come noi lo intendiamo), una base scientifica: si preferisce il proprio simile, il consanguineo, perché si ha con lui un legame genetico. Ed è questo legame genetico a definire quanto siamo disposti a sacrificare per salvare qualcuno.
Gli studi di Hamilton sono ovvii, e hanno trovato innumerevoli conferme: che cosa è il razzismo, se non la preferenza della madre per il proprio figlio rispetto al figlio di altri? Il razzismo è, lestendersi di questa regola in cerchi concentrici: più è forte la condivisione genetica, più è forte il legame verso unaltro individuo; la Nazione non è che una famiglia molto allargata che condivide una certa comune identità genetica.
Perché le società omogenee sopravvivono a grandi crisi che invece travolgono le società multietniche? Perché vi è tra gli individui un legame genetico più forte che li rende solidali gli uni con gli altri.
Hamilton è lo scienziato che per primo risolse un dilemma prima di lui non compreso, perché in apparenza in contrasto con la Teoria dellEvoluzione: perché, le api operaie sono sterili, e si sacrificano per salvare la regina? La loro esistenza e il comportamento sembrerebbero contraddire il darwinismo, visto che i loro geni non vengono passati alle generazioni future. Hamilton, scoprì il motivo, e vi ricavò la sua famosa legge, secondo la quale due individui sono legati e pronti a sacrificarsi luno per laltro, in modo direttamente proporzionale alla comunanza gentica. Scoprì infatti che le api operaie figlie della stessa regina, sono tra loro tutte geneticamente più simili di quanto non sarebbero i loro eventuali figli. Per questo è geneticamente vantaggioso per loro, sacrificarsi per la regina, che metterebbe alla luce altre api geneticamente simili a loro, garantendo la sopravvivenza del patriomonio genetico.
Nel 1975, Hamilton estese la sua teoria alla specie Homo Sapiens Sapiens, ovvero agli esserei umani. Nel lungo saggio intitolato Innate Social Aptitudes of Man: An Approach from Evolutionary Genetics, egli scrive:
I hope to produce evidence that some things which are often treated as purely cultural in humanssay racial discriminationhave deep roots in our animal past and thus are quite likely to rest on direct genetic foundations.
Come egli osserva, la discriminazione su base identitaria è profondamente connessa alla natura, si ama e protegge il simile, perché in lui vi è una parte di noi che vogliamo proteggere e vogliamo sopravviva.
E questa lunica legge di natura, ed è questo il reale significato del razzismo: noi siamo i nostri geni. Possiamo morire come individui, ma possiamo vivere per sempre nella comunità. I nostri geni, possono essere immortali e portare avanti una parte di noi nel tempo.
Per questo la società multietnica è la morte di noi stessi, perché nella società multietnica portiamo la nostra identità allammasso, perdendola per sempre.
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IL RAZZISTA E' COLUI CHE AMA IL PROPRIO SIMILE ED E' HA UN COMPORTAMENTO DEL TUTTO NATURALE. CONTRO-NATURA E' CHI VUOLE IMPORRE UNA SOCIETA' DOVE I NON-SIMILI SI DEVONO INTEGRARE PER FORZA. AH DOMANDA: COME MAI GLI ANTIRAZZISTI FILO-FROCI TIRANO FUORI LA QUESTIONE DEGLI ANIMALI OMOSESSUALI MA NELLO STESSO TEMPO NON DICONO CHE GLI STESSI ANIMALI (FROCI O MENO) PREFERISCONO IL PROPRIO SIMILE AL DIVERSO? GLI ANIMALI DIVENGONO METRO DI VALUTAZIONE SOLO QUANDO SI PARLA DI RICCHIONI.